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Sarah Scazzi , una storia infinita!

Pagini:  1 2 Moderat de grass
#1
unczlebobee
Membru
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SARAH, MUORE LA SPERANZA
"IL CORPO RITROVATO
TRA NARDÒ E AVETRANA"


                  
   
    Il corpo di Sarah Scazzi sarebbe stato trovato in un podere tra Avetrana e Nardò. E quanto affermano i responsabili delle testate locali contattati dalla redazione di Leggo. La notizia non è stata ufficialmente confermata dagli inquirenti.

L'AGENZIA AGI CONFERMA LA NOTIZIA Questo il testo diramato alle 23.56 dall'agenzia Agi: "Il corpo di Sarah Scazzi sarebbe stato rinvenuto questa notte in un podere sulla provinciale tra Avetrana e Nardo', in una zona a poca distanza da luogo in cui lo zio della quindicenne, Michele Misseri, disse di avere trovato il telefonino della nipote. La svolta sarebbe arrivata proprio nel corso dell'interrogatorio del Misseri, il quale avrebbe dato indicazioni precise del luogo in cui avrebbero trovato il cadavere di Sarah".

LO ZIO HA CONFESSATO I carabinieri stanno cercando il cadavere sulla base delle dichiarazioni fatte dalle persone interrogate oggi per ore: Michele Misseri, di sua moglie, Cosima Spagnolo, e la loro figlia Valentina, genitori e sorella di Sabrina, la cugina con la quale Sara il 26 agosto scorso sarebbe dovuta andare al mare. In caserma sono tuttora trattenuti sia Michele Messeri sia sua moglie. È stato Michele Misseri che il 29 settembre scorso ritrovò nelle campagne tra Avetrana e Maruggio, al confine col territorio della provincia di Lecce, il cellulare di Sara, prima traccia della ragazzina scomparsa dopo oltre un mese dalla sparizione della ragazzina. Misseri, con un compagno di lavoro, aveva ripulito un uliveto dalle foglie secche per preparare la raccolta delle olive, e aveva dato fuoco alle sterpaglie. L'indomani Misseri, accortosi di aver lasciato sul campo un cacciavite, vi aveva fatto ritorno e tra la cenere di uno di questi mucchi aveva trovato il cellulare semibruciacchiato di Sara privo della batteria e della carta sim. Misseri era stato ascoltato dai carabinieri: la sua versione inizialmente aveva suscitato sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il cellulare. Il compagno di lavoro di Misseri, Carmelo Parisi, confermò la versione fornita dallo zio di Sara Scazzi sul ritrovamento casuale del cellulare della ragazzina.


 
   
#2
unczlebobee
Membru
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Scomparsa in 12 minuti il 26 agosto

     Uscita di casa alle 14.30, suo cellulare muto dalle 14.42


Sarah Scazzi              
                  
                        
AVETRANA (TARANTO) - E' racchiusa in 12 minuti la vicenda della scomparsa di Sara Scazzi, avvenuta il 26 agosto scorso ad Avetrana, un centro di settemila anime a pochissimi chilometri dal litorale ionico tarantino. Della quindicenne si hanno notizie certe fino alle 14.30, quando Sara esce da casa per raggiungere l'abitazione della cugina, Sabrina Misseri, di 22 anni, che l'aspetta per andare al mare.
Le tracce si perdono definitivamente alle 14.42, quando il cellulare di Sara viene spento e non sarà mai più riacceso. La mamma della giovane ha sempre pensato e detto che Sara era stata rapita. La quindicenne è stata cercata in questi giorni anche anche nelle cave, nei casolari, nei canali e nei pozzi. Il teste-chiave di questa storia è sempre stata Sabrina Misseri, a casa della quale Sara praticamente viveva. Sara e Sabrina erano amiche per la pelle. La ricostruzione dei fatti è stata confermata dai riscontri ottenuti dai militari attraverso i tabulati e le celle telefoniche. Sara esce da casa alle 14.30. Poiché non ha credito sul cellulare, coméé sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi (vico secondo), dove abita Sara, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare per 5-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della città.
Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il mare, il 'Villaggio Aurora' che si trova sulla strada per la vicina San Pietro in Bevagna. Sabrina vede che Sara non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. "Non ho visto nessuno", le risponde Mariangela. Sabrina si preoccupa subito perché Sara solitamente impiega cinque minuti per arrivare a casa sua. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla per cinque-sei volte, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si dà per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sara è spento. Sono le 14.42.


 
   
#3
unczlebobee
Membru
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SARAH SCAZZI, TROVATO
IL CADAVERE IN UNA FOSSA.
LO ZIO: "L'HO UCCISA"


      
                    
   
    Ha detto agli inquirenti. "L'ho strangolata in una cantina, quindi ho bruciato i vestiti e gettato il cadavere in una buca". Così la triste vicenda di Sarah Scazzi giunge all'epilogo. I carabinieri hanno trovato il cadavere intorno all'1.30 di giovedì in una fossa profonda un'ottantina di centimetri nelle campagne tarantine. E' stato necessario anche l'intervento dei sub perché la buca era piena d'acqua. Il corpo saponificato di Sarah è emerso dopo pochi minuti di ricerche. «La notizia che non volevamo arrivasse, è arrivata», ha detto uno dei legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti. «Il ritrovamento del telefonino - aggiunge - ha dato velocità all'attività investigativa. È stato un chiaro tentativo confessorio da parte di Michele Misseri»

LA CONFESSIONE A guidarli la confessione fatta dallo zio Michele Misseri, nel corso di un interrogatorio- fiume durato tutta la giornata di mercoledì nel comando provinciale dei carabinieri di Taranto. L'uomo è in stato di fermo. La ragazzina di 15 anni sparì il 26 agosto scorso ed è stata uccisa il giorno stesso. Il corpo di Sara è stato trovato non lontano dalla contrada in cui l'uomo, lo scorso 29 settembre, ritrovò in circostanze ritenute poco credibili il cellulare della giovane. Fu quella la prima, vera traccia di lei dopo oltre un mese dalla scomparsa.

LO ZIO IN STATO DI FERMO PER OMICIDIO VOLONTARIO Lo zio di Sara Scazzi, Michele Misseri, è stato posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario della nipote.

MAMMA A CHI L'HA VISTO La mamma di Sara, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il programma di Rai 3 'Chi l'ha visto?' al quale partecipava dall'abitazione di Michele Misseri. Quando le voci si sono fatte insistenti la conduttrice, Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse allontanarsi dalla casa. Concetta ha risposto: "E' meglio", e accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l'abitazione.

LA VICENDA DEL CELLULARE Misseri, con un compagno di lavoro, aveva ripulito un uliveto dalle foglie secche. L'indomani - dichiaro' agli investigatori - accortosi di aver lasciato sul campo un cacciavite, vi aveva fatto ritorno e tra la cenere aveva trovato il cellulare semibruciato di Sara privo della batteria e della carta sim. La versione suscito' sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il telefonino. Oltre a zio Michele, i militari hanno ascoltato ieri per ore anche le dichiarazioni di sua moglie, Cosima Spagnolo, e della figlia maggiore Valentina, sorella di Sabrina, la cugina che la quindicenne di Avetrana doveva incontrare per andare al mare il 26 agosto scorso e nella casa della quale non e' mai arrivata. I tre componenti della famiglia Misseri erano stati convocati in caserma quali persone informate sui fatti. Ad ascoltare i loro racconti il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e i pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero.
Il ritrovamento del cellulare di Sarah, a oltre un mese dalla scomparsa, fu ritenuto un vero e proprio depistaggio. Qualcuno sostenne che forse era intenzione di qualcuno mettere in difficolta' zio Michele perche' l'apparecchio, la sera prima, non era stato notato, e collocato in modo da non distruggerlo, vicino alle stoppie ma non all'interno.

LA SCOMPARSA IL 26 AGOSTO
Di Sarah Scazzi non si avevano più notizie dalle 14.30 del 26 agosto scorso quando la ragazzina quindicenne di Avetrana (Taranto) era scomparsa mentre si recava a prendere la cugina Sabrina per andare al mare. A quell'ora l'ultima telefonata, proprio con Sabrina. Dalle 14.42 il cellulare di Sara è rimasto definitivamente spento. Ecco le tappe fondamentali di questi 42 giorni: 26 agosto: Sara scompare ad Avetrana intorno alle 14.30; 30 agosto: a quattro giorni dalla scomparsa si comincia a mobilitare anche un gruppo su Facebook; 31 agosto: gli investigatori cominciano ad avvalorare l'ipotesi di un rapimento; amici e conoscenti si mobilitano e affiggono manifesti; 2 settembre: l'appello del sindaco di Avetrana, «Chi sa qualcosa di Sarah parli»; 6 settembre: si riapre l'ipotesi della scomparsa volontaria per alcune frasi di Sara tratte dal web e dal diario; 6 settembre: l'appello della mamma di Sara a Napolitano; 9 settembre: il capo dello Stato assicura massimo impegno nelle ricerche; ad Avetrana fiaccolata; 12 settembre: per Sara anche uno striscione in campo prima della partita di calcio Lecce-Fiorentina; 24 settembre: la famiglia di Sara richiede la consulenza dell'ex numero uno dei Ris Garofalo; 29 settembre: Michele Misseri, lo zio di Sara, riferisce di aver trovato il cellulare della ragazza in un campo; 30 settembre: la cugina Sabrina viene ascoltata a lungo dagli inquirenti; 1 ottobre: il procuratore di Taranto sul ritrovamento del cellulare: 'non credo a coincidenze quando sono troppe'; 2 ottobre: da un sit in di compagni di classe spuntano storie di dissidi tra Sara e la cugina; 6 ottobre: interrogatorio fiume per Michele Misseri, la moglie Cosima Spagnolo, e la figlia maggiore, Valentina. L'uomo alla fine crolla e confessa.


 
   
#4
unczlebobee
Membru
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SARAH, TROVATO IL CORPO.
LO ZIO: "L'HO UCCISA E POI
VIOLENTATA"


        
                                      
    
         'L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già mortà: è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo omicida. Sempre secondo le dichiarazioni dell'uomo, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, Misseri l'ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.

CORPO TROVATO NUDO È nudo e in posizione fetale il corpo di Sara Scazzi nel pozzetto per il recupero di acqua piovana nel quale è stato gettato. Lo si è appreso da fonti investigative. Le operazioni di recupero del cadavere - a quanto si è saputo - si sono quasi concluse, mancherebbero ancora qualche decina di minuti.

COMPAGNI DI SARAH NON ENTRANO IN CLASSE I compagni di scuola di Sara Scazzi non sono entrati in classe stamani e hanno deciso di raggiungere Avetrana (Taranto), dove qualcuno di loro è già arrivato, proprio dove è stato trovato il cadavere della ragazza. Sara Scazzi doveva cominciare l'anno scolastico nella classe seconda A dell'istituto alberghiero «Mediterraneo» di Maruggio (Taranto), un centro ad alcuni chilometri da Avetrana.

DECINE DI PERSONE IN ATTESA Decine di persone, insieme a cronisti e cinefotoperatori, sono in attesa che il cadavere di Sara Scazzi venga trasferito dal campo dove è stato trovato, in un pozzo, a luogo dove sarà eseguita l'autopsia. Fra i presenti vi sono diversi ragazzi, amici e conoscenti di Sara, che allontanano i giornalisti se questi ultimi cercano di avvicinarli per parlare con loro. I Carabinieri continuano a tenere sbarrata la strada di accesso al podere di Michele Misseri, zio della ragazza e reo confesso dell'omicidio.

IL RECUPERO Il pozzo - a quanto si è saputo - non è profondo, ma presenta strettoie: inoltre il cadavere sarebbe coperto con pietre. Il pozzo dove si lavora è uno dei tantissimi delle campagne della zona, alcuni soltanto dei quali sono censiti, molti altri non lo sono e molti sono addirittura abusivi. A quanto si è saputo da fonti inquirenti, la cavità nella quale è stato gettato il corpo di Sara è un inghiottitoio che porta ad un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L'apertura sul piano di calpestio era un buco di un diametro di poche decine di centimetri: per consentire dunque l'accesso per il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno tutt'attorno, terreno in gran parte roccioso. Più facile era stato per lo zio introdurre invece il cadavere - se verrà confermata la ricostruzione fatta sinora - data l'esilità del corpo della piccola Sara.


 
   
#5
unczlebobee
Membru
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SARAH, UN MESE DI MISTERO:
DRAMMA IN DIRETTA TV


        
                                        
    
         Attimi di vero e proprio dramma ieri sera durante la trasmissione Chi l'ha visto?.  La mamma di Sara Scazzi, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche  del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il  programma di Rai 3, al quale partecipava dall'abitazione dell'omicida,  Michele Misseri. Quando le voci si sono fatte insistenti la conduttrice,  Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse  allontanarsi dalla casa. Concetta ha risposto: "E' meglio", e  accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l'abitazione


 
   
#6
unczlebobee
Membru
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         Il corpo di una ragazza, probabilmente quello di Sara Scazzi, è stato recuperato pochi istanti fa nel luogo in cui era stato nascosto. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, in conferenza stampa. Il passaggio della bara di metallo grigio usata per il recupero del corpo di Sara Scazzi è stato salutato da un applauso dei presenti, molti dei quali non hanno potuto trattenere le lacrime. Tra le decine di persone che hanno atteso vicino al podere in cui si trova il pozzo nel quale era stato gettato il corpo, tanti erano sul posto fin dalla notte scorsa. Il carro funebre con a bordo la bara si è poi allontanato, scortato dai carabinieri.


 
   
#7
unczlebobee
Membru
Postari: 64
SARAH STUPRATA E UCCISA.
SABRINA: "MIO PADRE PAGHI"
ECCO LA FOTO DELLA FOSSA


        
                                      
    
         «Mio padre deve pagare per quello che ha fatto»: così Sabrina Misseri, figlia dell'uomo che ha ucciso Sara Scazzi, cugina della ragazza, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei. «Non abbiamo nulla da dire - ha risposto Sabrina - mio padre deve pagare per quello che ha fatto».

INVESTIGATORI: IN FAMIGLIA FORSE AVEVANO INTUITO È possibile che in famiglia avessero maturato sospetti su Michele Misseri in relazione con la scomparsa della piccola Sara. Lo si è appreso da fonti investigative. Il riferimento è a un'intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, cugina di Sara e sua inseparabile amica, avrebbe detto durante un litigio con la propria madre: 'se l'è portata lui...'. Una frase - si rileva - che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.


 
   
#8
unczlebobee
Membru
Postari: 64
SARAH, IL FRATELLO: "LITIGÒ
CON SABRINA PER AVANCE ZIO"


        
   

         Sara Scazzi si era lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell'atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio, nel corso della trasmissione «La vita in diretta». «Avevano litigato proprio su questo» ha spiegato il giovane, aggiungendo che «se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano». Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sara non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana». Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto - ha concluso Claudio Scazzi - spero proprio che non abbia fatto nulla a Valentina», l'altra sorella.

"INSOSPETTABILE"«Se lo conoscevi avresti scommesso un milione di euro che non poteva essere stato lui»: Claudio Scazzi, fratello di Sara, parla così di suo zio Michele, che ha confessato l'omicidio della nipotina Sara Scazzi. «Per tutti noi era impensabile che mio zio potesse fare una cosa del genere» ha detto Claudio a «La vita in diretta». «Non c'è mai stato un segnale - ha aggiunto rispondendo a una domanda - mai indizi per immaginare una cosa del genere». «Ho sperato in un errore, in una coincidenza, che questa cosa di mio non si rivelasse vera». «I primi giorni - ha detto ancora - speravo che la sparizione di Sara fosse volontaria, credevo in una fuga». Riferendosi poi alla madre che invece, fin dall'inizio, si era detta sicura che la figlia non poteva essersi allontanata volontariamente: evidentemente l'istinto di mia madre -ha concluso Claudio- aveva intuito la verità.


 
   
#9
unczlebobee
Membru
Postari: 64
SARAH SCAZZI, LA CANTINA
DOVE VEDEVA LO ZIO


        
 
    


         Una grande porta di ferro a doppio battente, come se si trattasse di un garage, ma che in realtà si apre su un ampio vano che va in profondità al di sotto del livello della strada, lungo il perimetro della casa della famiglia Misseri. È questo il luogo dove, secondo quanto si è saputo sinora, Michele Misseri avrebbe ucciso sua nipote Sara, a pochi metri da dove sua figlia Sabrina, cugina e migliore amica della quindicenne, la stava aspettando per andare insieme al mare. La casa dei Misseri è una villetta curata in una zona tranquilla e periferica del paese. Vi si accede da un grande cancello in ferro ornato con trafori e da un cancelletto più piccolo per il passaggio delle persone. Ad un paio di metri di distanza si trova l'ingresso della cantina-garage dove Misseri tiene gli attrezzi e il materiale per i lavori che fa in campagna. Qualche sera fa, il 30 settembre, il giorno dopo la messa in scena del casuale ritrovamento del cellulare in campagna, Misseri era stato raggiunto dai giornalisti proprio sulla soglia della cantina. Si era fermato a lungo a parlare con loro e quando i giornalisti gli avevano chiesto di entrare con le telecamere lui aveva prima detto di no spiegando che era tutto in disordine. Poi era sembrato disponibile a fare entrare le telecamere ma, a qual punto, era intervenuta la moglie, Cosima, che aveva chiuso le porte e aveva detto al marito di non fare entrare nessuno. Michele aveva poi continuato a raccontare a più riprese la sua ricostruzione del ritrovamento. Misseri aveva anche risposto alle domande su quanto avvenuto nel pomeriggio della scomparsa di Sara, il 26 agosto scorso. Lui, aveva raccontato, si trovava in fondo alla cantina e proprio attorno alle 14.30 aveva sentito il rumore di un'auto di grossa cilindrata diesel passare a tutta velocità, rallentare prima della curva per poi uscire dal paese. Non ne aveva mai parlato prima e i  giornalisti glielo fecero notare, ma lui aveva risposto che se ne era  ricordato solo durante l'interrogatorio del giorno prima. Poi aveva  anche parlato del suo rapporto con Sara, del fatto che la ragazzina  quando andava a trovare Sabrina passava sempre a salutarlo nel garage  dove lui faceva i suoi lavori. Forse anche il pomeriggio del 26 agosto  Sara è passata a salutare lo zio prima di incontrare la cugina, ma poi  dalla cantina non è uscita viva.


 
   
#10
unczlebobee
Membru
Postari: 64
Sara: autopsia, e' stata strangolata



(ANSA)-AVETRANA (TARANTO), 7 OTT - Sara Scazzi e' morta per strangolamento, quanto alla violenza sessuale bisognera' attendere l'esito degli esami di laboratorio. E' quanto emerso dall'autopsia eseguita dal prof. Strada sul corpo della ragazza. Dopo oltre 40 giorni in cui il cadavere e' rimasto in acqua, ha spiegato Strada, gli esami di laboratorio servono per accertare l'abuso e per rintracciare l'eventuale Dna dell'aggressore. Il medico legale ha 60 giorni per depositare la relazione conclusiva della perizia.
ANSA


 
   
#11
unczlebobee
Membru
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SARAH SCAZZI, FORSE LO ZIO
HA DEI COMPLICI
SABRINA: "PAPÀ DEVE PAGARE"


      
                    
   
    Un piccolo gruppo di persone, composto soprattutto da cronisti, operatori televisivi e fotografi, sono già davanti all'abitazione della famiglia Scazzi, ad Avetrana (Taranto), all'inizio di una giornata importante dopo la scoperta, avvenuta due notti fa, del cadavere di Sara. Oggi, in particolare, conclusa l'autopsia sul cadavere della ragazza, dovrebbe essere stabilita la data dei funerali. Sarà la madre di Sara, Concetta Serrano, a decidere dove si svolgeranno le esequie della figlia, se in chiesa o al palazzetto dello sport di Avetrana, come pare probabile. Oggi, infine, alle ore 15.30, il consiglio comunale del paese si riunirà in seduta straordinaria: l'organismo politico esprimerà la sua solidarietà alla famiglia Scazzi e apprezzamento per ciò che hanno fatto le forze dell'ordine

42 GIORNI DI ANGOSCIA Quarantadue giorni per sperare anche in un miracolo, pur sapendo - come ha sottolineato il procuratore di Taranto, Franco Sebastio - che più passava il tempo e meno possibilità restavano di trovar viva Sara. La speranza si è dissolta in una notte intera, stellata come non mai, quella necessaria per recuperare il corpo senza vita della quindicenne Sara, scomparsa il 26 agosto. E mentre i sommozzatori iniziavano il recupero in un budello pieno d'acqua in piena campagna, lo zio di Sara, Michele Misseri, snocciolava dinanzi a magistrati e carabinieri la sua confessione di morte: «Sara l'ho uccisa io, l'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta». Frasi agghiaccianti, pronunciate da una persona che appariva molto diversa da quella quasi impaurita, con le lacrime agli occhi, che qualche giorno prima aveva detto di aver trovato casualmente in campagna il telefonino della nipote.

MISSERI HA 57 ANNI Michele Misseri, 57 anni, contadino, ora in carcere in stato di fermo di polizia giudiziaria per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere, ha confessato e indicato agli inquirenti il luogo in cui aveva gettato il corpo seminudo di Sara - un corpo che dopo così tanti giorni in acqua non è stato fatto vedere neanche alla madre della ragazza - nel suo podere a due chilometri dal paese. Ma questo non vuol dire che la dinamica del delitto sia completamente chiarita. Il verbale dell'interrogatorio di Misseri è stato secretato, e sull'eventualità che l'uomo possa aver ricevuto aiuti gli inquirenti hanno riferito che «sono in corso indagini».

TUTTO IN POCHI MINUTI Lo zio-omicida deve aver compiuto tutto in pochi minuti, alla base dovrebbero esserci state le sue avances sessuali nei confronti della nipote, che le avrebbe rifiutate nettamente pagando questo con la vita. Misseri deve aver 'agganciatò Sara poco prima che la quindicenne entrasse in casa per vedersi con Sabrina e andare al mare. L'uomo stava lavorando in garage, forse ha tentato l'ennesimo approccio e, al rifiuto di lei, è scattato il raptus omicida. Sara è stata strangolata con un cordicella, poi l'uomo l'ha spogliata e caricata presumibilmente a bordo di un'auto, portandola nel podere dove si è liberato del corpo bruciando i vestiti. Il 29 settembre, 33 giorni dopo la scomparsa di Sara, ecco la messinscena del ritrovamento del telefonino mezzo bruciacchiato, privo di batteria e scheda Sim. Ma nel frattempo, secondo gli investigatori, qualcosa dev'essersi incrinato nella capacità di Misseri di apparire un familiare in pena per nascondere il volto da assassino. Perché «è possibile che in famiglia cominciassero a sospettare» ha detto un investigatore stamani parlando con i giornalisti, e riferendosi probabilmente ad un intercettazione ambientale che sarebbe in mano agli inquirenti e nella quale Sabrina, riferendosi al padre, avrebbe pronunciato la frase «allora se l'è portata lui...».

AVANCES NON NUOVE Non solo. Misseri non ha precedenti specifici per reati sessuali, ma le avances nei confronti della nipote non erano nuove. Lo ha confermato il fratello di Sara, Claudio, parlando alla trasmissione 'La vita in diretta' e raccontando che la sera prima del delitto Sara si era lamentata con Sabrina per il comportamento dello zio. Ne era nato un litigio tra le due cugine, che poi si era ricomposto, tanto che avevano preso appuntamento per il giorno dopo per recarsi al mare. «È una vicenda che ha segnato l'animo di noi tutti che abbiamo lavorato sperando sino all'ultimo in un esito positivo» ha detto il procuratore Sebastio. È la tragedia di un piccolo paese perchè colpisce direttamente più di un famiglia: quella di Sara Scazzi, innanzitutto, ma anche quella dei Misseri, che scoprono di avere in casa un papà forse mai conosciuto a fondo. Il lutto cittadino per il giorno dei funerali, il rito funebre che probabilmente sarà celebrato al palazzetto dello sport o al campo sportivo per accogliere più gente possibile, forse unirà la gente per qualche ora nel dolore. Ma le ferite aperte in questi 42 giorni di ansie, ricerche, sospetti, accuse e lacrime sono troppo grandi per pensare che tutte si potranno rimarginare.
SABRINA: MIO PADRE DEVE PAGARE Cancello chiuso, finestre sbarrate, nessuna voglia di parlare con i cronisti assiepati sotto casa, solo poche, chiare e terribili parole: «Se mio padre ha sbagliato deve pagare per quello che ha fatto. Mai avrei pensato che, in casa mia, ci fosse l'assassino di Sara. E quell'assassino è mio padre». Sabrina Misseri, la figlia di Michele, lo zio che ha confessato di aver ucciso Sara, è rimasta chiusa in casa per tutta la giornata, insieme alle altre donne della famiglia, la madre Cosima e la sorella Sabrina. Non sono mai uscite: i giornalisti che, per ore, hanno bussato alla loro porta non hanno aperto, hanno risposto di «tornare domani» perche «anche per noi è stata una giornata durissima». E forse la tragedia sarà ancora peggiore nei prossimi giorni quando si conosceranno ulteriori particolari di un omicidio che ha distrutto una famiglia. «Voglio guardarlo in faccia - ha detto Sabrina al Tg5, nell'unica intervista televisiva rilasciata oggi - voglio che mi dica quello che fatto. Ma lui - ha aggiunto piangendo - è ancora vivo mentre Sara non c'è più». Chiuse nel loro dolore, Cosima, Sabrina e Valentina hanno però voluto rispondere a chi sostiene che loro sapessero. Che cioè la famiglia sapesse tutto e quindi proteggesse lo zio assassino e violentatore. «In questi 42 giorni - ha scritto Sabrina in un sms inviato al giornalista della trasmissione di Rai uno 'La Vita in direttà, Giacinto Pinto - non ho mai dubitato di mio padre. Ho cominciato a farlo la notte scorsa». Ieri Michele ha confessato: «Noi - ha ribadito Sabrina - non avevamo mai avuto sospetti. Ci ha presi in giro, ha preso in giro tutta l'Italia, ma soprattutto ha preso in giro noi. Non avevamo sospetti neanche dopo il ritrovamento del cellulare di Sara». Ma un altro dubbio percuote la comunità di Avetrana: Michele Misseri in passato ha abusato anche delle figlie? «Mio padre - ha scritto ancora Sabrina al giornalista Rai - è stato sempre un padre esemplare. E non ha mai abusato di noi». E al Tg5 ha aggiunto: «Non l'ho mai sentito fare neanche un apprezzamento su Sara». Sabrina piange, insieme alla sorella Valentina e alla mamma Cosima, per una tragedia che ha distrutto una famiglia e che le ha lasciate sole nella loro casa. Il padre, lo zio reo confesso dell'omicidio della nipote 15enne, in quella casa forse non ci tornerà piu«.

CRIMINOLOGO: «CAPIRE DINAMICHE FAMILIARI»  Serve scavare e analizzare nelle dinamiche familiari per capire l'omicidio di Sarah Scazzi, 15 anni scomparsa lo scorso 26 agosto e uccisa dallo zio che ha confessato e portato gli investigatori sul luogo dove aveva nascosto il cadavere. «Un amico che diventa nemico in famiglia - ha spiegato Francisco Mele, criminologo e psicoterapeuta autore del libro 'Mio caro nemico. La guerra quotidiana in famiglia e nelle istituzionì - sicuramente l'uomo, il cognato della mamma di Sarah covava da tempo questo atto atroce ed ha sfruttato la fiducia riposta in lui dalla giovane per raggiungere il suo scopo». «Lo zio è probabilmente un personaggio subdolo - ha continuato Mele - con un attaccamento e accanimento particolare, morboso nei confronti della nipote. E si potrebbero anche scoprire invidie familiari, tanto da portare l'uomo oltre che ad ucciderla a violentarla. Non sembra poi esserci rimorso o senso di colpa tanto che fa finta di ritrovare il telefonino e lo consegna agli investigatori». «L'assassino riesce apparentemente a controllarsi e a travestirsi in una sorta di divo mediatico - ha continuato Mele - si esibisce davanti alle telecamere ed è attore protagonista e regista dell'intera scena. Non sopporta, inoltre lo sguardo della vittima, tanto che l'ha stragolata alle spalle ed il suo viso è apparso per oltre un mese sui quotidiani e alla televisione. E probabilmente se lei fosse riuscita a guardarlo in faccia forse lui si sarebbe fermato. Da non sottovalutare poi gli effetti di questa vicenda nell'ambito non solo della famiglia di Sarah ma anche di quella del suo omicida: come elaborerà tale atto commesso dal padre».

COMPAGNI DI CLASSE ALLO ZIO: "CI FAI SCHIFO"
«Ci fai schifo. Vogliamo l'ergastolo», così stanno gridando i compagni di classe di Sara davanti alla casa di Michele Misseri, che ieri ha confessato di avere ucciso la studentessa quindicenne. I ragazzi si sono avviati dall'abitazione di Sara Scazzi e in pochi minuti hanno raggiunto l'abitazione di Misseri. Uno studente ha imbucato un messaggio nella cassetta della posta della famiglia Misseri. Gli studenti hanno diverse volte applaudito e inneggiato al nome di Sara. Il cancello e le finestre dell'abitazione sono sbarrate.

COMANDANTE CC: SAPEVAMO AVREBBE CONFESSATO «Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo». Lo ha detto, a proposito della confessione fatta dallo zio di Sara, il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto Giovanni Di Blasio. «Il profilo che avevamo immaginato di Michele Misseri - ha aggiunto Di Blasio - forse ha aiutato i magistrati a percepire quale fosse la breccia che forse anche inconsciamente questo soggetto poteva offrirci per portarlo alla confessione».
«Riteniamo che Sara Scazzi non abbia sofferto durante le fasi dell'omicidio» avvenuto per strangolamento. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa. Il fatto che Sara non abbia sofferto durante le fasi del delitto deriva anche dal fatto - spiegano gli investigatori - «che la ragazzina non ha subito violenza sessuale prima di morire».
«Il profilo psicologico di chi compie un delitto per dolo d'impeto, come quello di Sara Scazzi, è compatibile con quello di un soggetto che poi simula il ritrovamento casuale del cellulare della vittima e che sa gestire lo stress derivante dall'atto d'impeto». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, riferendosi al comportamento del presunto assassino della quindicenne, lo zio Michele Misseri. Di Blasio ha spiegato che per tracciare il profilo dell'uomo è stato utilissimo l'intervento del Reparto analisi criminoliche.

I DODICI MINUTI DI BUIO È racchiusa in 12 minuti la vicenda della scomparsa di Sarah Scazzi, avvenuta il 26 agosto scorso ad Avetrana, un centro di settemila anime a pochissimi chilometri dal litorale ionico tarantino. Della quindicenne si hanno notizie certe fino alle 14.30, quando Sara esce da casa per raggiungere l'abitazione della cugina, Sabrina Misseri, di 22 anni, che l'aspetta per andare al mare. Le tracce si perdono definitivamente alle 14.42, quando il cellulare di Sara viene spento e non sarà mai più riacceso. La mamma della giovane ha sempre pensato e detto che Sarah era stata rapita. La quindicenne è stata cercata in questi giorni anche anche nelle cave, nei casolari, nei canali e nei pozzi. Il teste-chiave di questa storia è sempre stata Sabrina Misseri, a casa della quale Sara praticamente viveva. Sara e Sabrina erano amiche per la pelle. La ricostruzione dei fatti è stata confermata dai riscontri ottenuti dai militari attraverso i tabulati e le celle telefoniche. Sara esce da casa alle 14.30. Poichè non ha credito sul cellulare, comèè sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi (vico secondo), dove abita Sara, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare per 5-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della città. Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il mare, il 'Villaggio Aurora' che si trova sulla strada per la vicina San Pietro in Bevagna. Sabrina vede che Sara non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. «Non ho visto nessuno», le risponde Mariangela. Sabrina si preoccupa subito perchè Sara solitamente impiega cinque minuti per arrivare a casa sua. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla per cinque-sei volte, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si dà per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sarah è spento. Sono le 14.42.

I PRECEDENTI Il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi, a 42 giorni dalla sua scomparsa, ricorda altri casi di vittime di cui si erano perse le tracce che hanno scosso l'Italia per l'efferatezza dei delitti, per la giovane età delle vittime e per la crudeltà degli assassini. Il caso più noto è quello di Elisa Claps, scomparsa all'età di 16 anni il 12 settembre 1993. Il suo corpo è stato ritrovato nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, il 17 marzo 2010, a più di 17 anni dalla sua scomparsa, da alcuni operai. La ragazza è stata uccisa in un tentativo di violenza sessuale. È stata accoltellata con 13 fendenti alle spalle ed al torace. Il corpo è sempre rimasto lì. Per la Procura di Salerno il presunto assassino è Danilo Restivo, raggiunto da un mandato di arresto europeo in Inghilterra dove è detenuto per l'omicidio di Heather Barnett. Le autorità inglesi non hanno ancora concesso l'estradizione temporanea. Risale invece al 2006 il caso di Tommaso Onofri: il piccolo, 17 mesi, è stato ritrovato morto un mese dopo il rapimento, avvenuto il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo (Parma). Dopo varie settimane di indagini che avevano riguardato anche il padre del bambino, gli inquirenti avevano iniziato a indagare su Mario Alessi, il manovale di 44 anni che aveva lavorato alla ristrutturazione della casa degli Onofri. Il muratore siciliano, ritenuto responsabile del sequestro e della morte del piccolo Tommaso Onofri, è stato poi condannato all'ergastolo, mentre la sua ex compagna, Antonella Conserva, a 30 anni, giudicata colpevole per il sequestro e la morte dell'ostaggio come conseguenza non voluta.


 
   
#12
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SARAH SCAZZI, LO ZIO CON
L'INFERMITÀ FAREBBE 20 ANNI


        
    

         L'ammissione di colpa e la macchina della giustizia che comincia a muoversi. Ma quanto tempo in carcere resterà il contadino di Avetrana? La risposta "per tutta la vita" non è così scontata. Se il massimo della pena è l'ergastolo con isolamento diurno, esistono ampi margini di manovra per la difesa che potrebbe invocare l'infermità mentale. In questo caso, il periodo detentivo si ridirrebbe sino a 20 anni. Fonti della Cassazione escludono, però, una linea morbida: «Così come appare nella sua emergenza materiale, l'uccisione di Sarah Scazzi da parte dello zio, Michele Misseri, che la avrebbe anche violentata dopo averla uccisa, è sanzionata dalla legge con la pena dell'ergastolo con isolamento diurno, perché si tratta di un delitto pluriaggravato». E la strategia della dofesa quale sarà? «La scelta del rito abbreviato - proseguono le fonti degli 'ermellini' che ritengono assai probabile la scelta di questo rito da parte di chi difenderà Misseri - potrebbe eliminare dalla condanna al carcere a vita solo l'afflizione dell'isolamento diurno, il 'fine pena mai' rimarrebbe comunque qualora risultasse la piena imputabilità dell'omicida responsabile di questo grave delitto».

L'INFERMITA' Se emergesse, durante l'incidente probatorio, che Misseri «non era pienamente capace di intendere e volere mentre uccideva, allora potrebbero venirgli concesse delle attenuanti che escluderebbero l'ergastolo e si scenderebbe a una condanna attorno ai 20 anni di reclusione». Queste attenuanti potrebbero scattare, ad esempio, se «si scoprisse che l'imputato ha subito egli stesso violenza durante l'adolescenza». Per quanto riguarda la violenza sulla nipote ormai priva di vita, le fonti della Cassazione osservano che «si tratta di casi conosciuti nei manuali della casistica processuale come delle abnormità che, per questo, spesso, impongono una verifica sulle capacità mentali dell'imputato». Questo delitto è «anomalo» non tanto «per il rapporto di parentela che legava vittima e omicida, ma per la circostanza della violenza successiva che indica una personalità particolare in chi la ha compiuta o che qualche cosa di estremamente grave è esploso nella sua mente in quel momento».

BESTIA
di Guglielmo Nappi

Adesso non ci vengano a raccontare che questa bestia era incapace di intendere e di volere. Geniali avvocati non richiedano riti abbreviati, dimezzati o pasticciati. Michele Misseri da Avetrana, la bestia, deve pagare per il dolore che ha provocato: ergastolo con isolamento diurno, il massimo previsto dal nostro codice penale. La giusta pena per chi attira una quindicenne in un garage e la strangola con un laccetto. La giusta pena per chi commette l’oltraggio estremo dello stupro su un corpo senza vita. La giusta pena per chi mente all’Italia per 42 giorni rilasciando timide interviste. E non ci ripropongano processi scandalo come quello del 2002 a Leno. Desirée Piovanelli, era una bella ragazzina bruna: fu violentata e uccisa dal branco in un freddo casale. Il capolavoro fu la riduzione di pena in appello al maggiore del gruppo, Giovanni Erra: 20 anni invece in luogo dell’ergastolo.
La bestia di Avetrana non merita clemenza. La giurisprudenza parla chiaro: si tratta di un delitto anomalo perché ha l’aggravante della violenza sessuale e della crudeltà. La difesa ha un’unica strada: dimostrare l’incapacità di intendere e di volere di Messeri mentre uccideva. È quanto già affermano alcuni legali pugliesi. In questo caso alla bestia potrebbero essere concesse attenuanti che escluderebbero l’ergastolo e materializzerebbero una condanna attorno ai 20 anni. Per intenerire i giudici, in quest’Italia decadente di terzo millennio, in fondo, basta poco.
Ma nessuno abbia il coraggio di raccontarci queste frottole. Michele Misseri è sempre stato consapevole di tutto in questi 42 giorni di orrore. Anche la figlia, l’oscura Sabrina, dice che il padre, la bestia, deve pagare. Deve essere così. E attendiamo fiduciosi che le indagini si completino. Perché in questa triste vicenda di questo remoto lembo d’Italia siamo certi che qualcuno ancora non ha detto tutta la verità.


 
   
#13
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Sarah: folla davanti a casa

     Oggi conclusione dell'autopsia sul cadavere della quindicenne rinvenuto due notti fa



           
        

       Il feretro di Sarah Scazzi portato via dopo il recupero              
                  
                                       


                       

Un piccolo gruppo di persone, composto soprattutto da cronisti, operatori televisivi e fotografi, sono già davanti all'abitazione della famiglia Scazzi, ad Avetrana (Taranto), all'inizio di una giornata importante dopo la scoperta, avvenuta due notti fa, del cadavere di Sara. Oggi, in particolare, conclusa l'autopsia sul cadavere della ragazza, dovrebbe essere stabilita la data dei funerali. Sarà la madre di Sara, Concetta Serrano, a decidere dove si svolgeranno le esequie della figlia, se in chiesa o al palazzetto dello sport di Avetrana, come pare probabile. Oggi, infine, alle ore 15.30, il consiglio comunale del paese si riunirà in seduta straordinaria: l'organismo politico esprimerà la sua solidarietà alla famiglia Scazzi e apprezzamento per ciò che hanno fatto le forze dell'ordine


 
   
#14
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SARAH SCAZZI, IL FRATELLO
LANCIA ACCUSE AL TG3


   


         "Non avevo alcun sospetto che fosse mio zio il colpevole dell'omicidio di Sarah. Invece è successo. Non so cosa avesse in testa Michele, se ha avuto problemi nella sua infanzia. Questa assurda vicenda è come il caso di una persona che entra in banca e si vede uccidere all'improvviso da un carabiniere senza un perché. E' la persona che doveva proteggerci che ci ha tradito". Così Claudio Scazzi, fratello di Sarah, intervistato daTg3 linea notte. In un'altra intervista, Claudio è stato ancora più duro con il parente. «Se si suicida fa l'unica cosa giusta della sua vita - dice il giovane nel corso della trasmissione "La vita in diretta" - si mette a pari col disastro che ha combinato. Non deve più esistere».

Sembra poi che Sara Scazzi si sia lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell'atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio, nel corso della trasmissione «La vita in diretta». «Avevano litigato proprio su questo» ha spiegato il giovane, aggiungendo che «se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano». Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sara non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana». Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto - ha concluso Claudio Scazzi - spero proprio che non abbia fatto nulla a Valentina», l'altra sorella.


 
   
#15
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Domani il funerale di Sarah
Lo zio sempre in isolamento


Svolto l'interrogatorio di garanzia: "Mi ha respinto e l'ho strozzata", ha confermato Michele Misseri, accusato pure di vilipendio di cadavere e in isolamento nel carcere di Taranto, dove è minacciato dagli altri detenuti. Il legale chiederà per lui una perizia medico-legale. Commozione alla camera ardente della ragazza. I genitori: "Mai sospetti in ambito familiare"




Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi. Ansa

AVETRANA (Taranto), 8 ottobre 2010 - Daniele Galoppa, il legale d'ufficio di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi che ha confessato l’omicidio della nipote, ha dichiarato che chiederà per il suo assistito "una perizia medico-legale" e di avere "accettato l’incarico perché tutti hanno bisogno di una difesa, e perché comunque la verità su quanto accaduto è ancora tutto da chiarire". "Ritengo - ha aggiunto il legale - che il mio assistito sia credibile quando parla della fasi successive all'omicidio. Le grosse incongruenze si hanno quando parla del momento in cui ha commesso l'omicidio. Oggi ha detto anche in qualche circostanza di non ricordare".


Dopo L'interrogatorio —     Al termine dell'interrogatorio di garanzia, tenutosi nel pomeriggio, durato poco meno di un'ora nel carcere di Taranto, il gip, Martino Rosati, ha convalidato il fermo di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, reo confesso dell'omicidio della nipote. Dopo l'interrogatorio, avvenuto in presenza dell'avvocato difensore e del procuratore aggiunto di Taranto, Argentino, e del sostituto che coordina le indagini, Buccoliero, è stato contestato anche il reato di vilipendio di cadavere. Misseri ha confessato: "Mi ha respinto e io l’ho strozzata. Non era la prima volta che cercavo di intratternermi con lei".


Camera Ardente e Funerale —     Oggi, intorno alle 19.30, è arrivata all’auditorium "Caduti di Nassiriya", che si trova di fronte al palazzo del Comune di Avetrana, la bara contenente i resti di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa lo scorso 26 agosto dallo zio Michele Misseri e ritrovata a 42 giorni dalla scomparsa dopo la confessione di quest’ultimo. È stata allestita la camera ardente con la partecipazione di decine di persone. Intanto, dopo il nulla osta giunto dalla Procura di Taranto, si sta organizzando l’allestimento per la celebrazione del funerale previsto per domani pomeriggio alle 15.30 al Palazzetto dello Sport di Avetrana. La cerimonia sarà celebrata con rito cattolico dal parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Dario Di Stefano, dopo che la madre, Concetta, che è testimone di Geova, ha acconsentito al rito religioso. È stato anche proclamato il lutto cittadino.


Autopsia —     Intanto il medico legale incaricato di effettuare l’autopsia, fatta ieri, sul corpo di Sarah, oggi farà altri prelievi necessari per stabilire se sulla quindicenne sia stata operata violenza dopo la morte, come sostenuto dallo zio nella sua confessione. I medici sono al lavoro. "È trascorso troppo tempo da quando Sarah è stata uccisa e gettata nel pozzo - spiega il professor Luigi Strada, direttore dell'istituto di Medicina legale dell'Università di Bari. - Per questo motivo ho fatto dei prelievi e dei tamponi per chiarire l'aspetto della violenza sessuale. Per quanto riguarda il resto, confermo che sul collo della ragazza abbiamo trovato dei segni di strangolamento". A una precisa domanda sull'aspetto del corpo di Sarah, il medico aggiunge: "Il volto è sfigurato, sul corpo ci sono segni di putrefazione avanzata. La permanenza nell'acqua ha danneggiato i tessuti, Sarah è irriconoscibile. Per questo ho consigliato, anzi quasi obbligato, la madre a non vederla. Le ho spiegato che la cosa migliore è mantenere il ricordo, l'immagine di sua figlia com'era in vita".




Un cartello nei pressi dell'abitazione di Michele Misseri. Ansa

I Familiari —     "La mamma di Sarah obiettivamente non ha mai sospettato nell'ambito familiare del signor Michele e delle nipoti". Lo ha detto l'avvocato Nicodemo Gentile, uno dei due legali della famiglia di Sarah. "Da quello che ci risulta Sarah è morta nel garage - ha aggiunto -. Sicuramente quel luogo sarà oggetto, o lo è gia stato, di attenzione degli investigatori o probabilmente non c'è bisogno perché la dinamica è già chiara. Noi non conosciamo il contenuto della confessione". "Noi siamo convinti - ha proseguito l'avvocato - che gli altri non si siano accorti di quello che accadeva in garage in quel momento. Sarebbe grave se qualcuno avesse visto entrare Sarah in garage e ha taciuto una circostanza così importante. Sarà da chiarire il movente, se possibile. Ce lo dirà l'autopsia che stabilirà se ci sia stata violenza carnale o un tentativo, per noi è morto importante. Siamo curiosi di sapere se dalle indagini possano emergere particolari di qualche attenzione che lo zio magari in passato ha avuto nei confront di Sarah. Le altre ipotesi ci apparivano sganciate dagli avvenimenti reali. Abbiamo sempre detto che non era certo che fosse stata caricata da estranei. Per noi il movente è quello di una pulsione sessuale spasmodica, irrefrenabile, patologica che ha portato purtroppo a questo atteggiamento". La famiglia Scazzi ha espresso apprezzamento per il lavoro della Procura della Repubblica di Taranto e le forze dell'ordine e per tutti coloro che si sono impegnati per le ricerche."Quello che deve pagare e basta... non ho mai avuto il sospetto di mio cognato Michele e non ho mai parlato con lui in questi giorni... avevo sempre una speranza... ora sto male e basta...". Queste le parole che Giacomo Scazzi, il papà di Sarah, atterrato all'aeroporto di Brindisi per salutare per l'ultima volta la figlia ha detto riferendosi al cognato che ha confessato l'omicidio. "Quando ho sentito Sarah l'ultima volta? Il 26 - ha detto ancora - e mi disse che stava andando al mare".



Gli Altri Detenuti: "datelo a noi" —      Il contadino di Avetrana, quello che tutti ora chiamano "l'orco", è controllato a vista, 24 ore su 24, nel carcere di Taranto. È rinchiuso in una piccola stanza del reparto infermeria, che funge da "isolamento sanitario e giudiziario". Quando è entrato nel penitenziario i detenuti hanno cominciato a battere oggetti, gridandogli contro frasi come "bastardo", "a morte", "ammazzatelo", "datelo a noi". Forse perchè si temono gesti di autolesionismo, ma anche possibili aggressioni da parte di altri reclusi, Misseri potrebbe essere spostato nelle prossime ore in un altro carcere, fuori regione. Nel frattempo, è stata disposta una vigilanza a vista con due-tre agenti per ogni turno che devono controllare ogni suo movimento. Michele Misseri non vuole mangiare. Non ha toccato cibo. Ogni tanto beve un sorso d'acqua. A tratti ripete: "Mi ammazzo, la faccio finita".


 
   
#16
unczlebobee
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SARAH, LA MADRE: "INDAGINI
ANCHE SUI FAMILIARI"


        
 
    
         «Io posso escludere tutti e accusare tutti. Investigassero su familiari che sapevano che Sara quel giorno doveva andare al mare». Lo ha detto Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sara Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa nel nulla il 26 agosto scorso. La mamma della ragazzina lo ha detto nel corso di un'intervista alla trasmissione 'Pomeriggio sul 2', in onda su Rai Due. La donna ha anche mosso critiche agli investigatori. «Non ci sono persone preparate per questo tipo di ricerche - ha detto - mi sembrano spaesati, perchè se non riescono ad arrivare a nulla con questi strumenti di oggi, c'è qualcosa che non va». All'inizio della trasmissione la mamma di Sara aveva ribadito la convinzione, espressa sin dai momenti immediatamente successivi alla scomparsa della ragazzina, che la figlia fosse stata rapita. «Chiedo agli investigatori - ha concluso la donna rivolgendo un appello - di intensificare gli sforzi che stanno facendo, di andare avanti sempre di più, di non fermarsi mai. E al commissario Michele Penta (commissario straordinario del governo per le persone scomparse, ndr) di collaborare a queste ricerche con persone che possano darci una mano».

260 GLI AVVISTAMENTI Sono circa 260 le segnalazioni di avvistamenti giunte da tutta Italia. L'ultima è stata ieri da una donna di Poggiardo (Lecce). Intanto proseguono anche oggi, sempre con esito negativo, nelle campagne di Avetrana e nei comuni limitrofi le ricerche di Sara Scazzi, la quindicenne scomparsa il 26 agosto scorso. Dopo aver battuto alcune contrade del brindisino, oggi i carabinieri del Quarto reggimento a cavallo giunti da Roma stanno controllando masserie e campagne nei pressi del palazzetto dello sport di Maruggio. Dagli accertamenti degli investigatori pare che Sara utilizzasse tre schede Sim per il suo cellulare, che risulta spento ormai da 17 giorni. Questo pomeriggio il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano si recherà a Manduria per incontrare i genitori della ragazzina scomparsa.

PROSEGUONO COLLOQUI INVESTIGATORI Per le ricerche di Sarah Scazzi, scomparsa ad Avetrana il 26 agosto (Taranto), proseguono senza sosta le ricerche nelle campagne e le attività di investigazione. Anche le amiche della 15enne sono state convocate dagli inquirenti - alcune sono già state sentite - per fare chiarezza sull'utilizzo dei profili di Facebook dal momento che, a quanto pare, non era sempre la ragazza a gestirli direttamente. Ciò rileva sotto il profilo investigativo perchè alcuni testimoni hanno riferito di aver parlato con lei in chat. Tra loro c'è un pasticciere 31enne di Mottola, che sarà ascoltato oggi, che riferisce di aver dialogato con la ragazza prima della scomparsa e di aver saputo che lei intendeva lasciare il suo paese ma di non aver dato peso a tali affermazioni pensando ad uno scherzo. Questa testimonianza sarà attentamente vagliata dal momento che nel caso di Sarah Scazzi troppe volte si sono incrociate le due tesi opposte dell'allontanamento volontario e del rapimento. Al momento la Procura ha in corso un'inchiesta sull'ipotesi di «sequestro di persona» e su questa pista si indirizzano anche gli appelli dei familiari. La madre, Chiara Spagnolo Serrano, si è rivolta infatti direttamente a quelli che «hanno preso Sarà» per «lasciarla libera
SANDRA SEPOLTA LONTANO
DA RAIMONDO


        
                                      
    
         Sarà sepolta nel cimitero di Lambrate Sandra Mondaini, i cui funerali si sono svolti nella chiesa di Dio Padre a Segrate. Secondo quanto ha riferito la famiglia di filippini che viveva con i Vianello, è stata Sandra a volere così, perchè a Lambrate è sepolta anche la madre. Raimondo, invece, è stato tumulato nella tomba di famiglia al Verano a Roma. Finita la cerimonia in chiesa, i filippini e i familiari di Raimondo sono andati insieme al cimitero. Alla messa hanno partecipato anche molti connazionali dei domestici.

APPELLO ONLINE: "SEPPELLITELI INSIEME" Il sito TgCom di Mediaset (www.freesat.3xforum.rotgcom.mediaset.it) ha lanciato una raccolta di firme online per riunire in tombe vicine Sandra Raimondo, sepolta oggi a Milano e Raimondo Vianello, che da 6 mesi riposa al cimitero del Verano a Roma. Secondo il sito la separazione è dovuta a questioni burocratiche. A funerali conclusi i domestici filippini hanno invece spiegato che così aveva voluto Sandra. «La coppia più tenera e innamorata della tv rischia di essere separata per sempre dalla cecità della burocrazia funeraria - spiega il sito -. È stato decretato che al cimitero romano del Verano, dove Raimondo è sepolto nella tomba di famiglia, chi non porta il cognome Vianello non è ammesso a entrare».

IN MOLTI AL FUNERALE Per i funerali di Sandra Mondaini, nella chiesa di Dio Padre a Segrate, sono arrivati anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà. In chiesa, tra i tanti cittadini che sono riusciti a entrare, diversi personaggi dello spettacolo, come Pippo Baudo, Gerry Scotti, Alba Parietti, Ezio Greggio.

FILIPPINI IN PRIMA FILA È arrivato nella chiesa di Dio Padre di Segrate dove alle 11 si svolgono i funerali, il feretro di Sandra Mondaini, l'attrice morta l'altro ieri a 79 anni. La bara è entrata in chiesa accompagnata dalla famiglia di filippini che per anni ha vissuto in casa con i Vianello. Si sono seduti in prima fila mentre, dietro di loro, hanno preso posto i nipoti di Raimondo, gli unici parenti in vita, anche se indiretti, di Sandra Mondaini. Il feretro è stato accolto dagli applausi delle persone fuori dalla chiesa, in numero comunque molto inferiore rispetto alla folla che aveva assistito alle esequie di Raimondo Vianello, cinque mesi fa nella stessa chiesa. Ridotte anche le misure di sicurezza: quando la bara è stata portata in chiesa molti comuni cittadini sono riusciti a entrare in parrocchia occupando quasi tutti i posti. Sull'altare qualcuno ha sistemato un pupazzo che ricorda Sbirulino, uno dei personaggi più famosi di Sandra

Le poltrone davanti alla bara, dove solitamente si siedono i parenti più stretti, sono occupate dai domestici filippini. Non ci sono altri familiari a vegliare Sandra Mondaini, morta ieri a 79 anni, cinque mesi dopo il marito Raimondo. Nella camera ardente scorrono su un maxischermo le immagini della carriera e della vita dell'attrice. Il sottofondo musicale è lo stesso usato per Raimondo. Stessa camera ardente, stessa scenografia per l'omaggio e il saluto a Sandra Mondaini. Come per Vianello, Mediaset ha voluto mettere a disposizione uno degli studi televisivi di Cinelandia, a Cologno Monzese. Uno di quelli più antichi, dove vennero girate anche le prime edizioni di 'Casa Vianellò. Ma per Sandra non c'è stata la stessa folla che si era messa in fila per Vianello.

Anche se la camera ardente è stata aperta con un po' di anticipo per non tenere la gente sotto il sole delle 16, il flusso è stato poi continuo ma contenuto e in un paio d'ore si è andato esaurendo. La famiglia filippina Rosalie ed Edgar Magsino con i figli adolescenti Gianmarco e Raymond, ha ricevuto le condoglianze dei conoscenti. Insieme a loro la moglie dell'oncologo Umberto Veronesi, la vecchia governante, o tata come tutti la chiamano, dei Vianello quando vivevano a Roma, le sarte storiche. Edgar ha voluto stringere la mano anche a Pier Silvio Berlusconi quando verso le 19 è arrivato nella camera ardente. Dagli studi televisivi sono scesi alla spicciolata i vari volti Mediaset, come Giorgio Restelli, Paolo Liguori, Gerry Scotti. Tra i primi ad arrivare Rita Pavone.

I filippini, ora al centro di polemiche dopo che i nipoti di Raimondo li hanno in qualche modo accusati di averli stati tenuti lontani dalla zia, non hanno nascosto la loro commozione. Ma anche un po' di irritazione per le accuse che sono state loro rivolte. «Quello che voglio sia chiaro è che abbiamo sempre fatto la volontà di Sandra, noi abbiamo sempre solo fatto quello che ci diceva di fare lei - ha detto Rosalie, piccola, i capelli lunghi neri sulle spalle, fisico robusto e un atteggiamento molto deciso -. Ora vogliamo rispetto per il nostro dolore, in quella casa eravamo come figli, quando sarà il momento chiariremo tutto». Sono loro che si sono occupati di tutto, non avendo Sandra altri parenti conosciuti. Dalla scelta dell'ultimo vestito alla bara. È con loro che Mediaset ha concordato le modalità per la camera ardente di oggi e per la ripresa in diretta dei funerali domani alle 11. «Vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno scritto a Sandra in questi mesi, abbiamo capito quanto le volevano bene in tanti - ha detto ancora la domestica filippina -. Alle volte mi chiedeva di leggerle qualche lettera, altre volte le leggeva da sola, purtroppo sapevamo che stava male anche se non ci aspettavamo che se ne andasse così in fretta».


 
   
#17
unczlebobee
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SARA, ZII INTERROGATI
DUBBI SUL TELEFONINO


        
                                      
    
         Ore e ore ad ascoltare per l'ennesima volta, e confrontarle tra di loro, le dichiarazioni dello zio di Sara Scazzi, Michele Misseri, di sua moglie, Cosima Spagnolo, e della loro figlia Valentina, sorella maggiore di Sabrina, la cugina che la quindicenne di Avetrana doveva incontrare per andare al mare il 26 agosto scorso e nella casa della quale non è mai arrivata. È trascorsa così la giornata degli investigatori che stanno cercando di trovare un indizio concreto in grado di portare sulle tracce della ragazzina. I tre componenti della famiglia Misseri, convocati quali persone informate sui fatti, sino a stasera erano ancora nelle stanze del comando provinciale dei carabinieri di Taranto. Ad ascoltare i loro racconti ci sono il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e i pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero. Michele Misseri, contadino, è colui che la mattina del 29 settembre scorso ha trovato casualmente il cellulare di Sara, parzialmente bruciacchiato e privo di batteria e di scheda Sim, vicino alle stoppie alle quali aveva dato fuoco la sera prima in un podere nel quale aveva lavorato per conto terzi. Un ritrovamento che gli investigatori ritengono sia quasi certamente un depistaggio, con l'intenzione forse di mettere in difficoltà lo zio di Sara: perchè quel cellulare la sera prima non è stato notato, perchè chi lo ha messo, e non gettato, in quel podere lo ha collocato in modo da non distruggerlo, vicino alle stoppie ma non all'interno. Non è chiaro ancora se la convocazione di zii e cugina di Sara possa preludere a qualcosa di nuovo nelle indagini, così come resta tutta da verificare la presunta seconda testimonianza di una persona che, verso le 14,30 del 26 agosto, mentre era ferma in via Pirandello, avrebbe visto un'auto imboccare lentamente via Sanzio e via Kennedy e, pochi attimi dopo, percorrere quest'ultima strada a tutta velocità in direzione della litoranea. Per tutta la giornata, intanto, sono proseguite le ricerche della quindicenne. Con l'ausilio di un elicottero, di nuclei specializzati, anche di sommozzatori, e di unità cinofile sono state setacciate, nonostante la pioggia battente, alcune zone di campagna tra Porto Cesareo e Nardò, in provincia di Lecce, al confine col Tarantino. Non è stato trovato nulla, e intanto il calendario delle ricerche domani segnerà il 42/o giorno dalla scomparsa della ragazzina.

SARAH SCAZZI, CONCLUSI I
FUNERALI. IL PARROCO:
"VERGOGNA"


                                  
    
         La bara con i resti di Sara Scazzi ha lasciato poco fa il campo sportivo di Avetrana al termine del rito funebre di sola liturgia della parola, accompagnata da ali di folla. Gli ultimi saluti alla quindicenne uccisa il 26 agosto scorso il cui corpo è stato ritrovato all'una e quarantacinque di giovedì 7 ottobre sono stati rivolti dal sindaco di Avetrana, Mario De Marco, dal fratello della ragazzina, Claudio, e da compagni di scuola ed amici. «Sara era ed è diventata la figlia di tutti noi» ha detto il primo cittadino. Dopo l'intervento di Claudio, che ha anche ringraziato l'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, singhiozzando due compagne di classe, Francesca e Maria, hanno salutato la loro amica. «Non hai potuto vivere la tua vita - ha detto Francesca - per colpa di gente che non ha ormai più rispetto di nessuno». «Ti hanno tolto la speranza di avere l'amore e forse anche una famiglia» ha aggiunto Maria. «Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso». E dopo poche righe lette da due ragazzi di Novara che avevano seguito la vicenda di Sara pur non avendola mai conosciuta, l'addio alla quindicenne è stato rivolto da alcuni bambini delle scuole elementari. «Tanti angeli in cielo - hanno ricordato all'unisono - troppe bestie sulla terra».

SINDACO: "SARAH FIGLIA DI TUTTI NOI" «È un giorno triste per noi tutti. Siamo stati con il fiato sospeso per tutto questo lunghissimo periodo, poi all'improvviso la tragisca svolta. Che triste epilogo». Così il sindaco di Avetrana Mario De Marco che ha preso la parola al termine dei funerali di Sarah Scazzi, celebrati questo pomeriggio nello stadio comunale della cittadina jonica. «A te signora Concetta -ha aggiunto rivolgendosi alla madre della ragazzina uccisa- il merito di aver saputo costantemente attivare tutti noi e tutte le istituzioni perchè i riflettori nazionali sulla tragica scomparsa di tua figlia fossero accesi senza sosta. E lo Stato ha risposto al tuo appello, è stato presente con uno spiegamento eccezionale di uomini e forze dell'ordine a cui questa comunità esprime un caloroso ringraziamento per l'impegno profuso». Poi il primo cittadino ha terminato dicendo che «Sarah è diventata la figlia di tutti noi».

FRATELLO: "IMMAGINAVO FUTURO PIÙ BELLO" «Ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini, il comune di Avetrana e tutti i parenti. Immaginavo un futuro più bello per te Sara insieme alla persone che ti volevano bene». Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio Scazzi, che ha letto pubblicamente un breve messaggio in conclusione della cerimonia funebre che si è da poco conclusa nel campo sportivo di Avetrana.

"VICINI A FAMIGLIE DI RAGAZZI SCOMPARSI" «Ci sentiamo come famiglia molto vicini alle altre famiglie che hanno vissuto questo tipo di evento come i Celentano, i Claps, i Pipitone, gli Orlandi e gli Onofri e tutte le altre che hanno avuto scomparsi». Lo ha detto Claudio Scazzi, il fratello di Sarah, la ragazza di 15 anni di Avetrana, in provincia di Taranto, scomparsa il 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna interrata nella notte tra mercoledì e giovedì, al termine dei funerali che si sono svolti questo pomeriggio. Il giovane ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche «sin dai primi giorni della scomparsa di Sarah» e tutte le forze dell'ordine, le istituzioni e il Comune. «Voglio ringraziare -ha proseguito- tutti i miei famigliari, i miei zii e parenti che sono stati vicini a mia madre, a me e a mio padre». Infine ha ringraziato l'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse. «Sarah -ha concluso- era una ragazza solare, allegra, che aveva una grandissima voglia di fare».

L'AMICA: "NON SI PUÒ MORIRE COSÌ" «La tua morte così ingiusta ha toccato l'animo di migliaia e migliaia di persone. Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso. Proteggi tutti noi dalle ingiustizie della terra». È il ricordo commovente di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa dallo zio materno lo scorso 26 agosto, pronunciato durante i funerali della ragazza di Avetrana, in provincia di Taranto, celebrati questo pomeriggio nello stadio comunale della cittadina tarantina. «Non meritavi questa morte -hanno aggiunto altri amici- quell'uomo non ti ha fatto nemmeno riposare in pace».

LA MADRE LASCIA FUNERALI IN ANTICIPO Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi la 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, uccisa lo scorso 26 agosto, ha lasciato lo stadio comunale della cittadina jonica in anticipo rispetto al marito Giacomo e al figlio Claudio. La donna, che è testimone di Geova, ha partecipato soltanto ad alcuni minuti della cerimonia ed ha ascoltato alcuni messaggi di solidarietà, ad esempio della associazione Penelope, che raggruppa tutti i famigliari delle persone scomparse in Italia e i ricordi di alcuni compagni di scuola e di altri amici. La rappresentante pugliese dell'associazione Penelope, Elisa Loconsole, ha portato il «saluto accorato della organizzazione e ha ricordato che sono circa 26.000 le persone scomparse in Italia le cui famiglie aspettano notizie dei loro cari». Al termine della cerimonia sono state liberate in aria delle colombe bianche e, al momento dell'uscita dallo stadio, le persone presenti hanno applaudito la bara bianca all'interno della quale si trova la povera Sarah.

PARROCO: "PER NOI SOLO VERGOGNA"
«A te solo signore la giustizia, a noi la vergogna sul volto». Sono le dure parole pronunciate dal parroco della chiesa del Sacro Cuore di Avetrana, don Dario De Stefano, nell'omelia al rito funebre cattolico della liturgia della parola nello stadio comunale per l'ultimo saluto a Sara Scazzi. «È un giorno triste - ha detto - che chiude un tempo di attese, sofferenze, speranze e delusioni. E anche Sara, la nostra Sara, che abbiamo cercato per tanti giorni senza arrenderci. Abbiamo lottato perchè volevamo rivederla sorridere, ascoltare i suoi progetti e desideri, ma tutto questo non si è avverato».

"TRA POCHE ORE BRILLERÀ UNA STELLA" «Tra poche ore il cielo diventerà scuro, ma siamo certi che brillerà una nuova stella di nome Sara». Così il parroco don Dario De Stefano ha concluso l'omelia salutando il feretro con i resti di Sara Scazzi prima di benedirlo. «Cara Sara - ha detto ancora - ora ci rivolgiamo a te. È giunto il momento di affidarti al Signore. Vorremmo che questo splendido sole ci parlasse un pò dell'amore infinito di Dio in cui ora ti trovi. Vogliamo ricordarti così - ha concluso - col tuo sorriso e i tuoi sogni».

"SARAH CERCAVA IL SIGNORE" Don Dario Di Stefano, che ha celebrato i funerali insieme all'altro parroco di Avetrana, don Tommaso Fizzarotti, ha detto che «anche Sarah nel suo cuore aveva sentito la voce del Signore che la chiamava ad una amicizia più profonda con lui. Aveva più volte manifestato -ha continuato il sacerdote- il desiderio di conoscerlo e di crescere assieme ad altri fratelli nella fede della chiesa cattolica». Sarah, infatti, non era battezzata perchè la madre appartiene alla comunità dei testimoni di Geova. Per celebrare i funerali con rito cattolico parzialmente diverso a quello classico, è stato concesso uno speciale nullaosta della Chiesa. «È per questo motivo che, accogliendo il desiderio esplicito della famiglia -ha sottolineato il parroco- oggi ci siamo raccolti in preghiera in questa liturgia ecclesiale impegnandoci a rendere possibile questo desiderio di Sarah». Ai funerali non erano presenti la zia della vittima, Cosima Spagnolo, moglie di Michele Misseri, l'uomo che si è autoaccusato dell'omicidio, nè le cugine di Sarah, Sabrina, l'amica del cuore, e Valentina Misseri. Cosima e Valentina si sono recate stamane nella camera ardente ma, al momento dell'arrivo della madre di Sarah, sono uscite dall'auditorium in cui era stata allestita. All'uscita dall'auditorium la signora Cosima ha inveito contro i fotografi assiepati vicino ai locali del Comune.

"ABBIAMO LOTTATO PER RIVEDERE IL SUO SORRISO" «Abbiamo lottato con tutte le forze per rivedere il suo sorriso, la sua voglia di vivere e ascoltare i suoi progetti e i suoi desideri ma tutto questo non si è potuto realizzare». Lo ha detto don Dario Di Stefano, parroco della chiesa di San Giovanni Battista, di Avetrana, in provincia di Taranto, durante l'Omelia dei funerali di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto scorso. Il parroco ha citato anche il profeta Daniele che, rivolgendosi a Dio, disse 'a te solo la giustizia e a noi la vergogna sul voltò. «Siamo sicuri -ha aggiunto il parroco- che Sarah è nelle braccia misericordiose di Dio Padre. Spesso Dio sceglie modi imprevedibili e impensabili per incontrarci».

"I GIOVANI SONO FRAGILI" «Non è vero che i giovani sono vuoti, sono solo fragili». Lo ha detto don Dario De Stefano nell'omelia del rito funebre per l'addio a Sara Scazzi. Il sacerdote ha rivolto un invito ai giovani: «Non abbiate paura a raccontare le vostre difficoltà, le vostre paure a chi vi ama veramente e vi può indicare una strada sicura. Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare angoscia». E poi l'appello alla folla: «Se il mondo non ritornerà a Dio, non ci potrà essere futuro».

"SARAH NEL CUORE DI TUTTI GLI ITALIANI" «Sarah è e resterà nel cuore di tutti noi e, credo, di tutti gli italiani». Lo ha detto don Dario Di Stefano, parroco della chiesa di san Giovanni attista di Avetrana, in provincia di Taranto, che sta celebrando insieme a don Tommaso Fizzarotti, la cerimonia religiosa per i funerali di Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni scomparsa dal 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna interrata nelle campagne della cittadina jonica dopo essere stata uccisa dallo zio, reo confesso. Il parroco ha sottolineato che la famiglia di Sarah «sta vivendo questo immenso dolore con dignità ed equilibrio». E ha anche evidenziato che «non è vero che i giovani sono vuoti, sono solo fragili. Non abbiate paura -ha aggiunto rivolgendosi ai giovani- di raccontare le vostre difficoltà, i vostri dubbi e i vostri desideri a chi si ama veramente e può indicarvi una strada sicura e donarvi un consiglio. Non chiudetevi nella solitudine che può diventare pericolo e angoscia».

L'ARRIVO DELLA MADRE
Concetta Serranno Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi, è arrivata poco fa nello stadio comunale di avetrana, in provincia di Taranto, per assistere alla parte finale dei funerali della figlia. La madre della giovane uccisa il 26 agosto scorso fa parte della comunità dei testimoni di Geova e per questo motivo non ha partecipato alla prima parte della cerimonia. Ai funerali sono presenti il padre Giacomo e il fratello di Sarah, Claudio. «In un secondo si è spento il suo sorriso», è scritto su un altro cartello presente nello stadio.

TUTTA AVETRANA IN STRADA
Saranno circa 6 mila, tra quelle sistemati sugli spalti e quelle che si trovano sul campo da gioco dello stadio comunale di Avetrana, le persone che stanno assistendo ai funerali di Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni scomparsa dal 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna abbandonata nelle campagne vicine al paese. Praticamente c'è tutta la popolazione che conta 7 mila abitanti. Ma al rito funebre hanno voluto partecipare parecchi cittadini provenienti dai centri vicini. «Sarah: un agelo volato via troppo presto», c'era scritto su un cartello che seguiva il corteo. All'ingresso dello stadio la folla ha lanciato fiori bianchi in direzione della bara.

FIORI BIANCHI E PALLONCINI
È uscita poco dall'auditorium del Comune di Avetrana dedicato ai caduti di Nassiriyah, dove era stata allestita la camera ardente, e sta percorrendo la strada verso lo stadio comunale, dove si terranno i funerali, la bara bianca, portata a spalle, all'interno della quale c'è il corpo di Sarah Scazzi, la 15enne scomparsa il 26 agosto e uccisa dallo zio reo confesso. Dietro la bara ci sono il padre Giacomo Scazzi e il fratello Claudio. Non c'è la madre Concetta Serranno Spagnolo. Al funerale praticamente c'è tutto il paese e anche persone venute dai centri vicini. Molti ragazzi che seguono il corteo portano i fiori bianchi, mentre altri hanno con sè dei palloncini dello stesso colore. Il corteo man mano che procede viene accompagnato dagli applausi dei cittadini presenti ai lati della strada. Per un breve tratto anche il fratello di Sarah, Claudio, ha portato a spalle la bara. La cerimonia si terrà nello stadio comunale e sarà officiata dai sacerdoti delle due parrocchie della cittadina. Per la cerimonia, che si svolgerà con rito cattolico, è stato concesso il nulla osta dalla Chiesa: Sarah infatti non era stata battezza in quanto la madre fa parte della comunità dei testimoni di Geova. Al corteo sono presenti i gonfaloni di diverse cittadine della provincia di Taranto.

CAMERA ARDENTE, C'È COSIMA SPAGNOLO Cosima Spagnolo, la zia di Sarah Scazzi e moglie di Michele Misseri, stamattina ha fatto visita nell'auditorium del Comune intitolato ai caduti di Nassiriyia alla bara bianca dove è stata sistemata la salma della ragazzina scomparsa dal 26 agosto e ritrovata l'altra notte in una cisterna interrata delle campagne vicino alla cittadina jonica. l'uomo che si è autoaccusato dell'omicidio della giovane 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, già da stanotte e di nuovo La camera ardente è rimasta aperta per tutta la notte visto il notevole afflusso di persone che sta rendendo omaggio a Sarah, provenienti anche da paesi vicini. Molti i giovani e gli studenti che ieri sera si sono recati all'auditorium. «I giornali e i mezzi di informazione hanno scritto che la zia e le cugine avrebbero avuto paura a venire al funerale per la possibile reazione della gente - afferma all'ADNKRONOS il vicesindaco Alessandro Scarciglia - ma vi assicuro che è una paura ingiustificata». Il rito funebre verrà celebrato questo pomeriggio alle 15,30 nello stadio comunale e sarà officiato dai due sacerdoti delle parrocchie di Avetrana don Dario Di Stefano e don Tommaso Fizzarotti. Questa mattina la figlia maggiore di Michele Misseri, Valentina, è arrivata alla camera ardente di Sara Scazzi ad Avetrana. La donna si è seduta vicino alla mamma Cosima. La camera ardente resterà aperta fino al momento del funerale, questo pomeriggio alle 15.30 al campo sportivo comunale della cittadina tarantina. La maggior parte degli studenti dell'istituto alberghiero Mediterraneo di Marugio (Taranto) non sono entrati in classe stamattina ed hanno deciso di andare ad Avetrana, alla camera ardente di Sarah Scazzi. Gli studenti arriveranno ad Avetrana con i pullman e dopo aver dato l'ultimo saluto alla ragazza, parteciperanno al rito funebre che si svolgerà alle ore 15.30 nel campo sportivo comunale. Alla camera ardente, allestita dal Comune nell'auditorium Caduti di Nassiryia, già decine di persone sono entrate nella sala dove è ospitata la bara bianca di Sarah.

L'ARRIVO DELLA BARA BIANCA La bara bianca di Sarah Scazzi entra nella camera ardente alle 19.35 di venerdì 8 ottobre; la gente di Avetrana, un migliaio di persone, è in attesa da oltre due ore e l'accoglie con un applauso, lungo, forte, convinto. La gente urla « Brava, Sara, Brava, Sara», poi nel primo attimo di silenzio, qualcuno grida «Lo vogliamo morto il mostro di Avetrana»: arriva un nuovo applauso, ancora più convinto. Ad Avetrana oggi è stato il giorno dell'attesa per il ritorno del cadavere di Sara, uccisa a 15 anni dallo zio Michele. È stato il giorno della rabbia, come dimostrato dallo striscione esposto davanti alla casa della famiglia Scazzi: «Pena di morte per lo zio criminale», dalla madre di un compagno di scuola di Sara. All'interno della casa, il dolore silenzioso della famiglia. Il padre Giacomo e il fratello Claudio sono rientrati nella notte da Milano, per tutto il giorno hanno schivato i giornalisti assiepati davanti alla loro abitazione. Mamma Concetta è stata sempre in casa, è uscita solo per andare alla camera ardente. Al suo arrivo, nella piazzetta che ad Avetrana tutti chiamano «la piazzetta di padre Pio» è partito un forte applauso, accompagnato dalle urla contro lo zio assassino. Nella camera ardente, che il Comune ha allestito nella sala dell'auditorio «Caduti di Nassirya» sono entrati per primi i parenti di Sara. Per pochi minuti sono stati da soli, con la porta chiusa per macchine fotografiche e telecamere. ÈQuando la porta si è aperta, mamma Concetta era già andata via. Sulla bara bianca della figlia c'erano due fiori bianchi. Molti, passando davanti alla bara, hanno pianto e lasciato altri fiori bianchi. Tutti hanno guardato la grande foto, dietro la bara, di Sara che sorride. La camera ardente resterà aperta per buona parte della notte e riaprirà alla 7. Sabato sarà il giorno del funerali: la famiglia ha deciso per il rito cattolico (ci sarà la liturgia della parola e il rito delle esequie) nonostante Sara non sia stata battezzata. Allo stadio comunale, l'omelia sarà di Don Dario De Stefano, il parroco del paese. Parlerà il sindaco, Mario De Marco. E forse, se ne avrà la forza, anche la mamma. Il Consiglio comunale di Avetrana ha proclamato il lutto cittadino: nello stadio di via Kennedy è previsto l'arrivo di alcune migliaia di persone. Tra loro, quasi sicuramente, non ci saranno la moglie e le due figlie di zio Michele Misseri.


 
   
#18
unczlebobee
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Purtroppo le cose non sembrano finite!

SARAH SCAZZI, IL GIP ALLO ZIO:
"ORA FAI GLI ALTRI NOMI".
CHIESTA PERIZIA


        
                                      
    
         Michele Misseri «non ha detto la verità complessivamente». Lo ha affermato il suo difensore, Daniele Galoppa parlando con i cronisti all'uscita dal palazzo di Giustizia di Taranto. «Io non penso - ha spiegato il legale - che ci siano altre persone (coinvolte ndr), lo pensano gli investigatori. Lo stesso gip (durante l'interrogatorio a cui è stato sottoposto Misseri ndr) a voce alta gli ha intimato: 'fai gli altri nomi'».

Ha intenzione di compiere indagini difensive l'avvocato Daniele Galoppa, il difensore di Michele Misseri che ha confessato di avere ucciso la nipote Sara Scazzi. Lo ha annunciato ai cronisti lo stesso legale all' uscita dal palazzo di Giustizia di Taranto dove ha depositato una richiesta di perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di voler del proprio assistito. Il legale, che oggi incontrerà Misseri in carcere, ha spiegato che con le indagini difensive vuole «mettere in ordine i tasselli» degli accertamenti fino ad ora compiuti e «capire se vi sono altri filoni» investigativi.

ASCOLTATI PADRE E FRATELLO Il fratello e il padre di Sara Scazzi, Claudio e Giacomo hanno lasciato poco fa il palazzo di Giustizia di Taranto dove erano giunti intorno alle 10,30. Al momento fonti investigative confermano solo l'audizione, come 'persona informata dei fattì, di Claudio. La sua deposizione è durata poco più di due ore. I due hanno lasciato gli uffici giudiziaria uscendo da un ingresso secondario.

CHIESTA PERIZIA PSICHIATRICA È stata depositata dalla difesa la richiesta di perizia psichiatrica da compiere, con l'incidente probatorio nei confronti di Michele Misseri, lo zio che ha confessato di aver ucciso il 26 agosto scorso Sara Scazzi. La richiesta di perizia psichiatrica è stata depositata poco fa dal difensore di Misseri, avvocato Daniele Galoppa negli ufficio del giudice per le indagini preliminari. La richiesta tende ad accertare la capacità di intendere e di volere dell'indagato sia al momento del delitto sia durante il giudizio. Secondo il difensore, Misseri durante gli interrogatori a cui è stato sottoposto ha fornito «versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili».

ASCOLTATO IN CARCERE Michele Misseri è ancora in una cella d'isolamento del carcere di Taranto, ma viene ascoltato periodicamente dagli psicologi ed è stato visitato dal medico della casa circondariale. A quanto si è appreso, l'agricoltore di Avetrana (Taranto) che ha confessato di aver ucciso la nipote quindicenne, Sara Scazzi, appare lucido e sta consumando regolarmente i pasti. Non ci sarebbe da parte dell'uomo nessun tentativo di autolesionismo o comportamento per così dire «anormale». L'uomo, secondo quanto riferito dal direttore del carcere Luciano Mellone, ha ovviamente contatti solo con il suo avvocato, non può guardare i giornali o vedere la televisione. Non ci saranno colloqui con i familiari fino a quando non lo decideranno i magistrati inquirenti e comunque, osserva il direttore del penitenziario, «nessun parente si è ancora presentato qui».

«PREGAI PER LEI» «Ho fatto qualche Ave Maria e il segno della croce»: con queste parole, tratte dal verbale di Michele Misseri, l'omicida di Sarah Scazzi, riferite nell'edizione di stasera del TgLa7, l'uomo racconta agli investigatori cosa ha fatto nei momenti che hanno seguito l'omicidio della ragazza. Lo zio Michele ha anche raccontato che prima della violenza aveva posato il corpo della ragazza sotto un albero di fico vicino alla casa diroccata. In Germania, dove ha vissuto per una decina d'anni, Michele Misseri ha lavorato anche in un cimitero, come operaio e giardiniere. Lo si è appreso da fonti investigative. Non si sa se l'agricoltore, arrestato per l'omicidio della nipote Sara Scazzi, abbia aiutato anche i necrofori: in questo caso avrebbe avuto una certa dimestichezza con i cadaveri. Misseri, a quanto si è saputo, conosceva alla perfezione la cisterna in cui è stato trovato il cadavere di Sara. Il proprietario del fondo avrebbe riferito agli inquirenti di aver incaricato Misseri di chiudere quella cisterna un paio di anni fa «perchè non serviva».

FRATELLO IN PROCURA  È giunto pochi minuti fa in procura, a Taranto, Claudio Scazzi, fratello di Sara, la 15/enne assassinata il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri. Claudio Scazzi sarà ascoltato come 'persona informata dei fattì dai pubblici ministeri inquirenti che chiederanno al giovane di chiarire il contenuto di alcune dichiarazioni che Claudio ha rilasciato ad alcune testate giornalistiche subito dopo il fermo dello zio. In quelle circostanze Claudio Scazzi riferì che il giorno precedente la scomparsa della sorella, tra Sara e Sabrina ci fu un litigio perchè la sorella aveva confidato alla cugina delle molestie ricevute dallo zio. Claudio aggiunse anche che se quelle confidenze la sorella le avesse fatte ai suoi famigliari essi stessi avrebbero preso immediatamente dei provvedimenti nei confronti dello zio.

IL PADRE AL CIMITERO Ha voluto portare un altro fiore bianco sulla bara bianca della figlia: Giacomo Scazzi stamani è stato tra i primi ad andare al cimitero dove il feretro della figlia Sara è tuttora sistemato in attesa della tumulazione. Per la prima volta da quando è stato trovato il cadavere della studentessa 15enne, l'uomo si è fermato a parlare con i giornalisti. Ha risposto con poche parole, solo piccole frasi che sono però bastate per ribadire il concetto che «nessuno in famiglia aveva mai sospettato» di Michele Misseri, lo zio assassino di Sara. E i cinque euro che lo zio le regalava? Lo faceva «ogni tanto, ma così», ha ribattuto l'uomo facendo intendere di non aver mai dato importanza a quella «paghetta».

LA MADRE A DOMENICA CINQUE Per ora, comunque, Claudio non ha parlato con le cugine Valentina e Sabrina. «Neanche da morto - ha detto la loro madre Cosima, a Domenica Cinque - permetterò a mio marito Michele di tornare ad Avetrana, al cimitero dove ora riposa Sara». Sabrina, dal canto suo, ha ribadito «di non essersi mai accorta di niente. Credo che mio padre abbia fatto da solo. Chi può averlo aiutato e può aver sostenuto un peso così grande?». «Penso - ha continuato - che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto». E l'altra figlia di 'zio Michele', Valentina, ha rincarato la dose: «Spero - ha detto - che mio padre non si dimostri vigliacco anche ora, tantato di uccidersi in carcere. Io comunque non andrò a trovarlo». Nuove drammatiche affermazioni nella prima domenica senza Sara ad Avetrana, il piccolo comune in provincia di Taranto che sta cercando ritrovarsi mentre vanno spegnendosi i riflettori che per oltre 40 giorni l'hanno proposto in prima pagina. Ci sta provando anche il parroco, don Dario De Stefano, che ha deciso di non fare riferimento all'omicidio nelle omelie della messe. «Questa comunità - ha detto il parroco - deve tornare alla sua normalità, ricordandosi che qui ci sono persone generose, persone buone che hanno dei valori importanti, a partire da quello della famiglia».

SABRINA: "DEVE SCONTARE I SUOI GIORNI" «Penso che mio padre abbia agito da solo». Sabrina, la cugina di Sarah Scazzi, in collegamento con Barbara D'Urso durante Domenica Cinque, spiega: «Chi aiuterebbe mio padre a fare una cosa così grave e a sopportare un peso così grande?». C'è anche Valentina, sorella maggiore di Sabrina, la quale lancia un appello. «Mio padre non è in casa, è in carcere. Basta con le minacce via telefono, via lettera. Ieri hanno rigato la nostra macchina con scritte di morte. Noi non c'entriamo niente, non prendetevela con noi». E Sabrina aggiunge: «Non voglio più sentir parlare di pena di morte. Mio padre deve pagare per quello che ha fatto. E l'unico modo è scontare i suoi giorni, lentamente. Io voglio andare in carcere per vedere con che coraggio mi parlerà e gli chiederò 'come ti è venuto in mente?'». E conclude: «Penso che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto». Grande risalto mediatico della vicenda anche su Domenica In con molti ospiti in studio, da Federica Sciarelli a Vittorio Sgarbi.

"NON È ANDATA IN CANTINA VOLONTARIAMENTE" «Quel giorno Sara doveva venire da me per andare al mare. Mio padre dice che Sara sia entrata nella cantina, ma non penso sia vero perchè lei non scendeva mai di sua spontanea volontà. Forse lui era fuori e le ha detto di entrare chiedendole di dargli una mano»: è quanto ha detto Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina di Sara Scazzi, intervistata a Domenica Cinque. «Quando è arrivata la mia amica Mariangela - ha aggiunto Sabrina - sono scesa dalle scale e mio padre era già fuori, era tranquillo e mi ha detto di non aver visto Sara. Non mi ha mai dato modo di dubitare di lui. Mio padre era preoccupato per la scomparsa di Sara e si chiedeva che cosa fosse successo. Avevo brutte sensazioni perchè, conoscendo bene Sara, non poteva essere una fuga volontaria ma non ho mai sospettato che l'assassino potesse essere in casa».

VALENTINA: "SUICIDIO? PAPÀ NON SIA VIGLIACCO" «Spero che mio padre non si dimostri vigliacco anche in questo e che tenti di uccidersi in carcere. io comunque non andrò a trovarlo»: Valentina Misseri, figlia di Michele, si è espressa così a Domenica Cinque. «Non stiamo ancora realizzando cos'è realmente accaduto - aggiunge - e non avremmo mai nascosto una simile gravità. Se solo Sarah ci avesse parlato delle brutte intenzioni di nostro padre, le avremmo creduto perchè lei diceva sempre la verità». «Mi sembra assurdo - dice, poi, Valentina - che mio padre abbia già provato in passato a molestare mia cugina, perchè lei veniva volentieri a casa nostra».

CLAUDIO: "BUONI RAPPORTI CON I MISSERI" «Tra le nostre famiglie ci sono buoni rapporti»: lo ha detto il fratello di Sara Scazzi, Claudio, a margine di una partita di calcio in corso al campo sportivo di Avetrana, riferendosi ai rapporti con i Misseri. Claudio ha precisato di non aver ancora parlato con le cugine. Claudio Scazzi ha partecipato alle iniziative organizzate dalla società di calcio dell'Avetrana in occasione della partita di seconda categoria contro l'Imperial Francavilla. I giocatori delle due squadre sono scesi in campo indossando una maglietta con la foto di Sara e la scritta «Sara sempre con noi». Alle iniziative ha partecipato anche il parroco di Avetrana, don Mario De Marco. Prima della partita è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria della giovane studentessa uccisa lo scorso 26 agosto e sono stati fatti volare alcuni palloncini bianco-rossi


 
   
#19
unczlebobee
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SARAH, ASCOLTATI I PARENTI,
SPARITE LE CUFFIETTE


        
                                      
    

         Mentre gli inquirenti mettono al loro posto le ultime tessere di un mosaico che appare ormai quasi completo, la difesa gioca la carta dell'incapacità mentale dell'assassino reo confesso di Sara Scazzi, suo zio Michele Misseri, di 56 anni. Sullo sfondo spunta un nuovo giallo: quello delle cuffiette del telefonino che Sara usava per ascoltare musica in Mp3. La ragazzina era uscita da casa con quelle cuffie nelle orecchie, ma degli auricolari finora non è stata trovata alcuna traccia, nè l'assassino ne parla nella sua lunga confessione. Che fine hanno fatto?, si chiedono in tanti. E gli squilli del cellulare della quindicenne provenienti dalla cantina, mentre Sara veniva uccisa dallo zio, sono stati 'silenziatì proprio dall'inserimento degli auricolari? Per questo nessuno della famiglia Misseri ha sentito i trilli del cellulare di Sara? In attesa di risposte, oggi è stata una nuova giornata di interrogatori e di verifiche. I magistrati hanno ascoltato il fratello e il papà di Sara, Claudio e Giacomo. Il difensore di Misseri, Daniele Galoppa, ha invece chiesto al gip Martino Rosati di disporre una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere del proprio assistito sia al momento del delitto sia nel corso del giudizio. Perchè - spiega il legale - Misseri nel corso di «diversi interrogatori» ha fornito «versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili». E poi - sottolinea - «non ha detto tutta la verità». Sul significato di questa sua affermazione il legale non si sbilancia e rimanda a quanto ha scritto il gip nel provvedimento di arresto, quando parla della «necessità di approfondire gli aspetti ancora nebulosi» della vicenda e dell'ipotetica complicità di alcuni familiari di Misseri dopo l'omicidio. Una delle contraddizioni su cui insiste la difesa è sulla dinamica del delitto. A pagina 4 del verbale di interrogatorio del 7 ottobre, Michele Misseri spiega che Sara è scesa di propria iniziativa nel garage in cui lui si trovava alle 14.25-14.30 del 26 agosto, il giorno della scomparsa e del delitto. «Lei l'ha chiamata?», gli chiedono i pm. E lui risponde: «No, è scesa da sola». Sul perchè la ragazza l'ha raggiunto, Misseri non lo sa spiegare: «È scesa e ha detto: zio!». Pm: «Per salutarti?» Misseri: «Per salutarmi, penso, penso di sì». Pm: «Beh? E quando ha detto 'ziò, lei che cosa le ha risposto? Vieni Sara?». Misseri: «No, non ho risposto niente (...). Poi non so quello che mi è successo, Sara si è girata di spalle (...) forse stava guardando, si è girata, e io ho preso un pezzo di corda e l'ho attorcigliata al collo». Sara non ha avuto la forza di gridare. L'uomo dice di aver stretto la morsa per 5-6 minuti, «troppo tempo» per la difesa. E mentre stringeva la corda, il cellulare della nipote squillava. Poi Sara è crollata sul pavimento. Morta. Secondo la difesa, l'assenza del movente dell'omicidio fornita in questo interrogatorio dallo zio, contrasta con le altre due versioni fornite successivamente dall'indagato. Quella resa, poche ore dopo, in presenza del medico legale Luigi Strada, al quale l'arrestato ha detto che Sara, pochi istanti prima del delitto, lo aveva «toccato ai fianchi con le mani». E quella resa il giorno dopo al giudice che ha convalidato il fermo, dinanzi al quale Misseri ha cambiato ancora versione: non ha più detto che la nipote gli aveva toccato i fianchi, ma ha rivelato di aver palpeggiato la ragazzina e, subito dopo, di averla strangolata. Ha inoltre aggiunto che qualche giorno prima dell'omicidio aveva molestato Sara nella cucina di casa sua. Sulla richiesta di perizia psichiatrica, la procura esprimerà a breve un parere. Oggi, i pm si sono concentrati sulle audizioni del fratello e del padre della quindicenne. Il fratello Claudio ha fornito spiegazioni sulle dichiarazioni rilasciate a 'La vita in direttà nei giorni scorsi durante le quali ha affermato che il giorno prima del delitto Sara e Sabrina avevano litigato perchè la sorella aveva confidato alla cugina di aver subito molestie dallo zio Michele. Il giovane avrebbe riferito ai magistrati di aver detto ciò per sentito dire, come già aveva spiegato ieri ai cronisti il papà di Sara. Sul contenuto delle audizioni il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, dice di non voler aprire bocca. E al difensore di Misseri, che sostiene che il suo assistito «non ha detto completamente la verità» su quanto è successo, risponde indirettamente: «Noi pensiamo al nostro lavoro, gli altri possono dire quello che vogliono». Neppure sui tempi dell'indagine il procuratore si sbilancia ma rimanda a quanto ha già detto il giorno del fermo di Misseri. «Sembrerebbe - dice - che per buona parte l'indagine sia conclusa». Ma, forse non a caso, usa il condizionale.


 
   
#20
unczlebobee
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SARAH, FRATELLO AI PM: "MAI
SAPUTO NULLA DI MOLESTIE"


        
                                      

   
        




E' durato un paio d'ore l'interrogatorio di Claudio Scazzi, il fratello della ragazzina di 15 anni uccisa dallo zio. I magistrati che indagano sull'omicidio di Sarah lo hanno ascoltato ieri come persona informata dei fatti in relazioni ad alcune dichiarazioni da lui rilasciate ai giornalisti nei giorni scorsi. In sostanza, scrive il Quotidiano di Puglia, Claudio Scazzi aveva detto di essere al corrente delle avances dello zio Michele Misseri nei confronti della sorella. Ieri mattina, però, il fratello di Sarah ha detto che si è tratto di un equivoco, che nelle interviste lui non ha affermato di essere a conoscenza delle molestie. Nè lui nè gli altri familiari. Lo stesso padre di Sarah, ieri, aveva detto che nessuno in famiglia aveva mai sospettato delle attenzioni morbose dello zio. Le indagini ora proseguono per accertare se l'assassino reo-confesso ha detto tutta la verità e se agli investigatori ha taciuto particolari importanti. Come, ad esempio, l'esistenza di un complice.


 
   
#21
unczlebobee
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SABRINA: "PAPÀ MI AVREBBE
AGGREDITO"


      
                    
   
   
"Se fossi entrata in quel garage, forse mio padre avrebbe aggredito anche me". Così Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi e figlia dell'assassino Michele, ospite lunedì sera a Matrix su Canale 5. La trasmissione condotta da Alessio Vinci ha anche mostrato, interpretato da due attori, il verbale dell'interrogatorio del pm a Misseri. La ragazza ha smentito che ci siano state altre avances da parte di suo padre a Sarah: "Non credo che se fosse successo Sarah avrebbe continuato a venire tranquillamente a casa mia", ha detto. Quanto ai presunti misteri sugli orari e sulle incongruenze, Sabrina non ha dubbi: "Conosco mio padre, la memoria non è il suo forte. Secondo me non si ricorda bene cosa è successo quel giorno, o meglio, ricorda solo ciò che ha fatto, ma si è confuso con gli orari". "Sabrina è coraggiosa, ciò che sta facendo non è facile", ha detto Morelli, ospite nel programma. "Anche se è un atto orribile, Misseri è il suo papà. Noi nel bene o nel male non siamo mai una sola cosa". "Il mio pensiero fisso è su quel giorno, se fossi entrato in quel garage, mi chiedo come sarebbe andata a finire - ha continuato Sabrina - non so se si sarebbe fermato, se sarebbe stato violento anche con me. Se mi fossi accorta di ciò che aveva fatto o stava facendo a Sarah, forse avrebbe aggredito anche me".



COSA HA DETTO A DOMENICA CINQUE «Io non mi sono mai accorta di niente. Credo che abbia fatto da solo. Chi può averlo aiutato e può aver sostenuto un peso così grande?»: così si è espressa a Domenica Cinque Sabrina Misseri, figlia dell'uomo che ha confessato di aver ucciso la nipote Sara Scazzi il 26 agosto scorso ad Avetrana (Taranto). «Penso che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto»: lo ha detto Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina di Sara Scazzi, intervistata a Domenica Cinque. «Sono d'accordo -ha aggiunto - che debba pagare ma sono contraria alla pena di morte, deve pagare giorno per giorno, lentamente, per quello che ha fatto. Io voglio andare in carcere per vedere con che coraggio mi parlerò e gli chiederò 'come ti è venuto in mente?'»


 
   
#22
unczlebobee
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SARAH SCAZZI, È SVOLTA.
I RIS: "SUL TELEFONINO
IMPRONTE DI PIÙ PERSONE"


        
                                      
    
         Gli inquirenti la giudicano la svolta nelle indagini sul caso di Sarah Scazzi. Impronte digitali di più persone sono state ritrovate sul cellulare della ragazza. La notizia è stata diffusa dai carabinieri del Reparto
investigazioni scientifiche (Ris) di Roma. Si tratta dello stesso telefonino ritrovato dallo zio, Michele Misseri, il 26 agosto scorso. Il cellulare venne consegnato ai carabinieri dallo stesso omicida, privo di batteria il 29 settembre. L'uomo disse inizialmente di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima prima di rendere confessione completa.

IL LEGALE: MISSERI PENTITO «Mi ha detto che si è pentito per la prima volta fin dal momento in cui ha bruciato i vestiti»: lo ha raccontato al Tg5 delle 20 l'avv.Daniele Galoppa, difensore del presunto omicida di Sara Scazzi, Michele Misseri. Per il legale, Michele Misseri, «da sempre abituato al sacrificio» non avrebbe detto la verità, «soprattutto per le fasi dell'omicidio». «Comunque - ha aggiunto - io ho raccolto alcuni nominativi per le indagini difensive». Secondo l'avv.Galoppa, lo zio di Sara coprirebbe qualcuno a cui vuole troppo bene, al punto da sacrificare se stesso. L'avvocato annuncia al Tg5 che Misseri si è detto «disposto ad indicare il luogo dove ha bruciato i vestiti e il telefonino, ma al momento gli inquirenti dicono che non è necessario». Intanto, è stata spostata a domani pomeriggio la tumulazione del corpo di Sara. Il cadavere della ragazzina sarà tumulato provvisoriamente - a quanto si è saputo - nella tomba della nonna materna. Poi sarà spostato in una tomba monumento nel nuovo cimitero di Avetrana.
SARAH, LEGALE: "MISSERI STA
COPRENDO QUALCUNO"


        
                                      
    
         "Ieri, per la prima volta, gli ho chiesto se si fosse pentito del suo gesto e lui mi ha detto di essersi pentito da quando ha bruciato gli abiti della ragazza; ma a me non ha mai espresso il desiderio di volersi suicidare". A parlare ai microfoni di 'Mattino Cinque' su Canale 5 è l'avvocato Daniele Galloppa, il legale di Michele Misseri, lo zio accusato dell'omicidio della nipote Sarah Scazzi, ad Avetrana in provincia di Taranto.
"Sono andato a trovare il mio assistito in carcere e l'ho visto ancora sotto effetti di farmaci tranquillanti - racconta l'avvocato- I miei dubbi mi hanno portato a ritenere che ci fossero grosse incongruenze nella testimonianza rilasciata da Misseri ed è anche per questo che ho chiesto l'istanza al gip per la perizia psichiatrica, per capire se il mio assistito era o no capace di intendere e di volere al momento del fatto. Ma chiedo anche se il mio assistito abbia o meno la capacità di partecipare alle vari fasi del processo: ho molti dubbi".
Per l'avvocato Galloppa, "la contraddizione della testimonianza del mio assistito a proposito dell'uso del verbo al plurale, subito corretto, che farebbe pensare ad un eventuale complice nell'omicidio di Sarah, è una goccia nell'oceano delle contraddizioni e tra le molte contraddizioni questa mi sembra marginale". Fa osservare poi il legale: "Michele Misseri è un uomo abituato al sacrificio, a sacrificare se stesso per tutelare qualcun altro. Ieri, nel momento in cui gli chiedevo di raccontarmi la sua giornata standard, mi ha detto che era solito svegliarsi alle 3 e mezzo del mattino per aiutare la famiglia nei lavori domestici prima di andare a lavorare. Ieri la figlia Sabrina si è recata in carcere, ma non le hanno consentito di parlare con il padre. Misseri ieri mi ha chiesto come stava Valentina, ma non mi ha chiesto niente dell'altra figlia, Sabrina".
Secondo il legale di Michele Missseri, "se venisse provato che la violenza sul corpo di Sarah non c'è stata, la situazione cambierebbe radicalmente". L'avvocato Galloppa rivela poi che "Misseri ha chiesto particolarmente della figlia Valentina, perché temeva fosse tornata a Roma; ma tengo a precisare che non ha trascurato il resto della famiglia".


 
   
#23
unczlebobee
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Sarah, ispezione nel garage dello zio

     E' il luogo in cui Michele Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne di Avetrana


       Michele Misseri, zio di Sarah              
                                                              
    
                        
AVETRANA (TARANTO) - I carabinieri stanno ispezionando ed eseguendo rilievi nel garage dell'abitazione di Michele Misseri, il contadino di 57 anni reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi. Il garage è il luogo in cui Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne. Sul posto sarebbero presenti lo stesso Misseri e il pm della procura di Taranto Mariano Buccoliero. L'area adiacente a via Deledda, dove si trovano il garage e l'abitazione di Misseri, è ressa inaccessibile dalla presenza delle forze dell'ordine.

IMPRONTE DIGITALI SUL CELLULARE, RIS COMPARA DATI
di Beppe Desiderato

Di chi sono le impronte trovate sul telefonino di Sara dai carabinieri del Ris? Antecedenti all'omicidio o successive? E in tal caso potranno chiarire i dubbi, ancora tanti, su una vicenda che e' ancora lontana dallo sciogliere tutti i suoi enigmi? Invece di diradarsi, gli interrogativi all'esame degli investigatori aumentano, nel giorno in cui la salma della 15enne di Avetrana ha finalmente trovato sepoltura.
Gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma hanno infatti rintracciato varie impronte digitali sul telefonino 'ritrovato' il 29 settembre da Michele Misseri - lo zio reo confesso dell'assassinio - il quale disse di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima. Ma non e' detto che le tracce rinvenute siano tutte successive all'uccisione di Sara. Potrebbero essere, infatti, di amici della ragazza venuti a contatto con il telefonino nei giorni precedenti all'omicidio.
Per il momento non si sa nulla sulle comparazioni di impronte; e' pertanto prematuro, allo stato attuale, ritenere che la circostanza possa contribuire a fornire indizi utili.  All'esame del Ris ci sono anche alcuni effetti personali bruciacchiati che dovrebbero essere appartenuti a Sara e che sono stati recuperati dagli investigatori nel luogo indicato da zio Michele, un terreno vicino a quello in cui fu nascosto il corpo.
Tra questo materiale, pero', non ci sarebbero ne' lo zaino con l'asciugamano da mare, ne' i vestiti e i sandali infradito che la giovane aveva quel pomeriggio del 26 agosto.  I familiari intimi - mamma Concetta, papa' Giacomo, l'adorato fratello Claudio e alcuni parenti di San Pancrazio Salentino - e un piccolo gruppo di persone, tra cui sindaco e vicesindaco di Avetrana, hanno partecipato nel pomeriggio alla tumulazione della salma di Sara nel cimitero del paese jonico.
L'invito dato dalla famiglia Scazzi alla polizia municipale era quello di tenere lontano chiunque.    Cosi' alcune centinaia di persone sono rimaste in un angolo della necropoli sin quando i parenti stretti di Sara non sono andati via da un'uscita secondaria. Allora gli avetranesi sono stati fatti avvicinare per un'ultima preghiera, poggiando sulla bara molti fiori bianchi e tanti peluche.


 
   
#24
unczlebobee
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Sarah, ispezione nel garage dello zio

E' il luogo in cui Michele Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne di Avetrana

15 ottobre, 10:04






Michele Misseri, zio di Sarah




AVETRANA (TARANTO) - I carabinieri stanno ispezionando ed eseguendo rilievi nel garage dell'abitazione di Michele Misseri, il contadino di 57 anni reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi. Il garage è il luogo in cui Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne. Sul posto sarebbero presenti lo stesso Misseri e il pm della procura di Taranto Mariano Buccoliero. L'area adiacente a via Deledda, dove si trovano il garage e l'abitazione di Misseri, è ressa inaccessibile dalla presenza delle forze dell'ordine.

IMPRONTE DIGITALI SUL CELLULARE, RIS COMPARA DATI
di Beppe Desiderato
Di chi sono le impronte trovate sul telefonino di Sara dai carabinieri del Ris? Antecedenti all'omicidio o successive? E in tal caso potranno chiarire i dubbi, ancora tanti, su una vicenda che e' ancora lontana dallo sciogliere tutti i suoi enigmi? Invece di diradarsi, gli interrogativi all'esame degli investigatori aumentano, nel giorno in cui la salma della 15enne di Avetrana ha finalmente trovato sepoltura.
Gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma hanno infatti rintracciato varie impronte digitali sul telefonino 'ritrovato' il 29 settembre da Michele Misseri - lo zio reo confesso dell'assassinio - il quale disse di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima. Ma non e' detto che le tracce rinvenute siano tutte successive all'uccisione di Sara. Potrebbero essere, infatti, di amici della ragazza venuti a contatto con il telefonino nei giorni precedenti all'omicidio.
Per il momento non si sa nulla sulle comparazioni di impronte; e' pertanto prematuro, allo stato attuale, ritenere che la circostanza possa contribuire a fornire indizi utili. All'esame del Ris ci sono anche alcuni effetti personali bruciacchiati che dovrebbero essere appartenuti a Sara e che sono stati recuperati dagli investigatori nel luogo indicato da zio Michele, un terreno vicino a quello in cui fu nascosto il corpo.
Tra questo materiale, pero', non ci sarebbero ne' lo zaino con l'asciugamano da mare, ne' i vestiti e i sandali infradito che la giovane aveva quel pomeriggio del 26 agosto. I familiari intimi - mamma Concetta, papa' Giacomo, l'adorato fratello Claudio e alcuni parenti di San Pancrazio Salentino - e un piccolo gruppo di persone, tra cui sindaco e vicesindaco di Avetrana, hanno partecipato nel pomeriggio alla tumulazione della salma di Sara nel cimitero del paese jonico.
L'invito dato dalla famiglia Scazzi alla polizia municipale era quello di tenere lontano chiunque. Cosi' alcune centinaia di persone sono rimaste in un angolo della necropoli sin quando i parenti stretti di Sara non sono andati via da un'uscita secondaria. Allora gli avetranesi sono stati fatti avvicinare per un'ultima preghiera, poggiando sulla bara molti fiori bianchi e tanti peluche.


 
   
#25
unczlebobee
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SARAH, SABRINA FERMATA
PER CONCORSO IN OMICIDIO
DOPO 6 ORE IN CASERMA
          
                


                    
    
         Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo per concorso in omicidio. La giovane ha lasciato intorno alle 23,30 la caserma di Manduria a bordo di una vettura dei carabinieri. L'automobile è stata fatta uscire dal cortile della caserma da un'uscita secondaria. L'interrogatorio della ragazza è finito intorno alle 23 di venerdì, dopo circa sei ore. La ventiduenne è stata assistita dinanzi ai pm dall'avv.Vito Russo. Lasciando la caserma, il procuratore non ha fatto dichiarazioni. Nel corso dell'interrogatorio Sabrina avrebbe fornito la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto tra le 14:30 e le 14:42 del 26 agosto scorso, giorno in cui Sara è stata uccisa dallo zio Michele nella rimessa di casa Misseri. La svolta è arrivata nel pomeriggio di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui lo zio ha abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto da Michele Misseri per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come avrebbe strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare, che nell'urto al terreno si sarebbe aperto perdendo la batteria. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui ha abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sè per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; quasi certamente un 'due pezzì da bagno invece degli indumenti intimi. Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove, dopo aver lasciato la sua casa con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, era stata già condotta dai militari la figlia Sabrina. Probabilmente lì Misseri è stato sentito ancora una volta e poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina per la prima volta come indagata. Un interrogatorio ancora in corso durante il quale la ventiduenne viene ascoltata con l'assistenza del suo legale di fiducia, Vito Russo. Al momento solo ipotesi su ciò che ha portato alla svolta: si parla dell'intercettazione ambientale di una conversazione di Sabrina e di analisi tecniche i cui risultati si sono avuti nelle ultime ore. Altro per ora non viene detto.

IL LEGALE: "OGGI FATTA CHIAREZZA" Con l'attività investigativa svolta oggi dai carabinieri e dagli inquirenti, tramite l'esperimento giudiziale compiuto nel garage dei Misseri, «oggi è stata fatta un pochino di chiarezza». Lo ha reso noto il difensore di Michele Misseri, avv.Daniele Galoppa, che partecipa a 'Quarto Gradò, su Retequattro. L'avv.Galoppa ha reso noto che «è stata riesaminata tutta quanta la vicenda», sono stati svolti sul luogo del delitto e in campagna «rilievi irripetibili», «accertamenti svolti alla presenza di Misseri che ha esposto vicende di prima del delitto e successive». Il legale ha anche riferito che i verbali degli interrogatori cui è stato sottoposto oggi Michele Misseri sono stati secretati dalla procura, come era già avvenuto per quelli del 7 ottobre scorso.

RACCOLTA SOMMA PER LA FAMIGLIA SCAZZI Una cittadina del comune tarantino di Castellaneta, Carmela Solazzo, ha raccolto un'ingente somma di denaro da destinare alla famiglia di Sara Scazzi. Lo rende noto il sindaco di Castellaneta, Italo D'Alessandro. D'Alessandro informa che il 21 ottobre prossimo, nel municipio di Avetrana, alla presenza sua e del sindaco di quel Comune, nel corso di una cerimonia ufficiale Solazzo consegnerà la somma raccolta.
LEGALE SCAZZI: NON COMMENTIAMO «Non commentiamo nulla sino a quando non ci saranno altri atti ufficiali relativi all'indagine». Lo ha dichiarato l'avv.Walter Biscotti, che con l'avv.Nicodemo Gentile cura gli interessi della famiglia di Sara Scazzi, interpellato dall'ANSA sugli sviluppi odierni dell'inchiesta.
GIALLO IMPRONTE Marcia spedita verso un'altra svolta l'inchiesta sull'uccisione di Sarah Scazzi. I carabinieri del Ris hanno trovato dei frammenti di impronte digitali sul telefonino della ragazza, impronte che potrebbero essere state lasciate dalla persona che tolse il cellulare a Sarah per staccare la batteria. I frammenti delle impronte, come anticipa ilNuovo Quotidiano di Puglia nell'edizione in edicola oggi, sono nella parte del telefonino che ospita la batteria stessa. Individuare a chi appartengano diventa ora l'obiettivo principale delle indagini: potrebbero essere dello zio, Michele Misseri, che ha confessato di aver ucciso la ragazza facendo tutto da solo, o di un'altra persona. In questo caso verosimilmente di qualcuno che avrebbe aiutato Misseri quantomeno a liberarsi del telefonino della povera Sarah.

ESAMI SUI VESTITI BRUCIATI All'esame dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma, oltre al telefonino di Sara Scazzi, ci sono anche i resti presumibili di effetti personali della quindicenne che lo zio omicida, Michele Misseri, avrebbe bruciato in un terreno vicino al luogo in cui era stato occultato il cadavere. Lo si è appreso da fonti investigative. Degli effetti personali di Sara, tranne il telefonino privo di batteria, manca praticamente tutto: dai vestiti alle scarpe infradito, allo zaino con l'asciugamano per il mare, alle cuffiette per ascoltare musica. I resti del fuoco in cui Misseri ha raccontato di aver bruciato tutto erano stati prelevati dagli investigatori sulla base delle indicazioni fornite dallo stesso assassino. Per conoscere l'esito degli esami serviranno però ancora dei giorni.


 
   
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