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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Sarah Scazzi , una storia infinita! Moderat de grass
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#26
unczlebobee
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SARAH, SABRINA FERMATA
PER SEQUESTRO E OMICIDIO:
LEI NEGA TUTTO





Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo ed è stata rinchiusa nella notte nel carcere di Taranto. Con accuse assai pesanti: la cugina di Sara Scazzi, quella che era di fatto l'amica del cuore della piccola Sara, secondo la procura avrebbe avuto un ruolo nel sequestro di persona e nell'omicidio della quindicenne, avrebbe concorso nei reati con il padre Michele, reo confesso per il delitto. La notizia giunge come un macigno su questa angosciante vicenda e suona quasi incredibile se si ripensa a tutte le lacrime versate da Sabrina sulla morte della povera Sara. Non basta: il suo fermo è la diretta conseguenza delle dichiarazioni accusatorie fatte nei suoi confronti dal padre, Michele Misseri, colui che fino a meno di 24 ore fa era per tutti il solo responsabile di una vicenda terribile, con i suoi strascichi di pedofilia e necrofilia. Prima di essere sottoposta a fermo, Sabrina è stata interrogata a lungo, per quasi sei ore, nella caserma dei carabinieri di Manduria, dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pm inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Non ha ammesso responsabilità, ha respinto tutte le accuse: il suo fermo - dice anche il suo difensore, l'avv.Vito Russo - è strettamente legato alle dichiarazioni fatte dal padre. Anche la sorella Valentina non crede alla sua colpevolezza e appena si diffonde la notizia del suo fermo scrive sms ai giornalisti: «Sabrina è innocente!!!». Per la prima volta, in questo interrogatorio, Sabrina è stata assistita da un legale e questo aveva, già nel pomeriggio di ieri, fatto diffondere la notizia che fosse indagata, anche se sembrava che le venisse contestato il reato di concorso in occultamento di cadavere. La svolta è arrivata a conclusione di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui - secondo il racconto iniziale dell'uomo - Michele Misseri avrebbe abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sè per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un 'due pezzì da bagno invece degli indumenti intimi. Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l'esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina. Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina, che era lì già da parecchie ore: più o meno da mezzogiorno, dopo che, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, aveva lasciato la sua casa a bordo di una vettura dei carabinieri. Dopo sei ore, uno scarno comunicato della procura dà notizia del fermo di Sabrina e rende note le accuse: Sabrina - dice la nota - «è gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona ed omicidio volontario in concorso».


 
   
#27
unczlebobee
Membru
Postari: 64
Sarah, Sabrina la teneva e zio Michele la uccideva
Procura: movente sessuale alla base del delitto. Sabrina: non potrò più chiamarlo papà



Sarah, Sabrina la teneva e zio Michele la uccideva

BARI - Mai presa in considerazione la ipotesi di reato di occultamento di cadavere: a Sabrina Misseri e' contestato il concorso in sequestro di persona e omicidio volontario. Lo ha detto il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, nella conferenza stampa a Taranto.

E' stata trovata la batteria del telefonino di Sarah. Il recupero e' stato possibile sulla base delle dichiarazioni fatte ieri dallo zio Michele Misseri, in un luogo diverso da quello dove l'uomo ha bruciato gli abiti della piccola Sara e diverso anche da quello nel quale e' stato trovato il corpo. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giovanni De Blasio, nella conferenza stampa.

''E' definitivamente o quasi chiarito il quadro'' della vicenda riguardante l'uccisione di Sara Scazzi, secondo il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio. Lo ha detto ai giornalisti in conferenza stampa.

Frammenti che potrebbero essere delle cuffiette del cellulare di Sara sono stati trovati tra i resti degli effetti personali e degli abiti che Michele Misseri ha bruciato in campagna. Lo ha detto il comandante provinciale di Taranto dei carabinieri, colonnello De Blasio. ''Le cuffiette - ha detto - non sono state trovate nel garage''.

Allo stato non si ritiene da parte di investigatori e inquirenti che altre persone possano essere coinvolte nell'uccisione di Sara Scazzi. Lo ha detto il procuratore della Repubblica del tribunale ionico, Franco Sebastio, parlando con i giornalisti.

Il movente dell'uccisione di sara Scazzi? "E' un movente intrafamiliare, un fatto che si è sviluppato all'interno della famiglia": lo ha detto il procuratore della Repubblica Franco Sebastio, in conferenza stampa.

Secondo l'accusa il movente sta nelle molestie sessuali che Michele Misseri aveva compiuto nei confronti di Sara: lo si apprende da fonti investigative. Sabrina ne era venuta a conoscenza probabilmente proprio dalla stessa Sara.

Il procuratore della Repubblica Franco Sebastio ha dichiarato in conferenza stampa di non poter rivelare sul sovente altri particolari ''per ragioni investigative'', e di non poter quindi neanche rispondere alla domanda se l'omicidio avesse a che fare con le molestie sessuali di Michele Misseri nei confronti di Sara. Ad un giornalista che ha chiesto se il movente dell'uccisione di Sara potesse avere a che fare con la gelosia scoppiata tra le due cugine (Sara e Sabrina) per l'attrazione nutrita da entrambe per un loro amico piu' grande, Ivano Russo, il procuratore ha risposto che questo sarebbe ''un movente extrafamiliare''. ''Il movente - ha ribadito - e' intrafamiliare''.

La procura della Repubblica ha "immediatamente avviato la procedura per chiedere al giudice delle indagini preliminari l'eventuale convalida del fermo di Sabrina Misseri e l'incidente probatorio" che consentirà di sentire insieme i due indagati e "cristallizzare definitivamente" le loro dichiarazioni. Lo ha detto il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, in conferenza stampa.

Sara Scazzi e' stata costretta con la forza a scendere nella rimessa dove e' stata uccisa, secondo gli investigatori. Sabrina Misseri non avrebbe dunque indotto la cuginetta a scendere ma avrebbe collaborato col padre a trascinarla giu', secondo quanto si apprende da fonti investigative.

Il ruolo di Sabrina Misseri sarebbe stato attivo - secondo l'accusa - nell'uccisione di Sara Scazzi: avrebbe mantenuta ferma la cugina - ritengono gli investigatori - mentre il papà la strangolava con la corda. Lo si apprende da fonti investigative.

Piange a dirotto Sabrina Misseri in carcere a Taranto dove si trova dalla mezzanotte di ieri: "Non potrò più chiamarlo papà", ha detto e ripetuto all'avv.Emilia Velletri, uno dei suoi due avvocati, che stamane é andata a trovarla e a portarle abiti ed effetti personali. Sabrina - dice l'avvocato all'ANSA - "sta molto male" per tutto quel che le è accaduto nelle ultime ore.
LEGALE SABRINA, MISSERI LA COINVOLGE PER ALLEGGERIRE SE' - Michele Misseri ha cominciato a capire che la propria posizione processuale e' pesante e non esita a coinvolgere la figlia per alleggerire la propria situazione. Lo ritiene e lo dice all'ANSA l'avvocato Emilia Velletri, che difende Sabrina Misseri e che stamane e' andata a trovare in carcere la giovane. Velletri, che difende Sabrina Misseri insieme al collega Vito Russo, che l'ha assistita ieri nel lungo interrogatorio prima del fermo, annuncia indagini difensive.

DIFENSORE SABRINA, TANTI CASTELLI IN ARIA - "Ci sono castelli in aria, orientatevi sulla strategia difensiva che si vuole attuare per Michele Misseri". Lo ha detto, parlando con i giornalisti davanti alla casa della famiglia Misseri, ad Avetrana, il legale di Sabrina, Vito Russo. "Perché - ha chiesto l'avvocato - Misseri dopo 50 giorni tira in ballo la figlia? Non è strano? Michele Misseri ha cambiato versione perché voleva far brancolare gli inquirenti nel buio". Russo ha proseguito rivolgendo ai giornalisti una domanda: "Per voi è un responso oggettivo la parola di una persona che ha cambiato più volte versione?".
"Sabrina è distrutta, amareggiata, in preda a uno choc, si sente accusata ingiustamente dal padre e piange sempre". Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il difensore di Sabrina Misseri, avv.Vito Russo, che stamane, con l'avv.Emilia Velletri, è andata a trovarla nel carcere di Taranto dove è rinchiusa da ieri sera dopo essere stata fermata per concorso in omicidio e sequestro di persona. "Sabrina ha dormito questa notte tre-quattro ore. E' delusa dalle calunnie del padre e non si da pace perché non capisce perché l'uomo abbia fatto il suo nome". "E' delusa - aggiunge l'avv.Velletri - dalla figura del padre che ha visto non solo capace di commettere quel che ha confessato ma anche capace di accusare un innocente, addirittura la figlia". L'avv.Russo riferisce che Sabrina, nell'interrogatorio di ieri e in ogni circostanza, ribadisce con serenità la propria estraneità all'omicidio: afferma di "non aver nulla da nascondere". "Sono convinto - ha continuato il legale - dell'innocenza di Sabrina". "Sarei stato un pazzo - ha proseguito - a chiedere l'incidente probatorio sapendo che Sabrina è colpevole perché l'incidente probatorio, si sa, è una cristallizzazione della situazione".

PM, CON RITROVAMENTO TELEFONO ZIO VOLEVA AUTOPUNIRSI - Il fatto che Michele Misseri "invece che disfarsi del cellulare si è messo nelle condizioni di farlo trovare" deriva dal suo "desiderio, forse subcosciente, di autopunirsi e di creare inconsciamente i presupporti per essere scoperto". Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, conversando con i giornalisti dopo la conferenza stampa. Il magistrato ha spiegato che si tratta di "ipotesi di carattere criminologico e psicologico, che non sono basate su considerazioni di carattere obiettivo". Queste ipotesi - ha sottolineato - sono state avanzate dai carabinieri del Reparto analisi criminologiche che hanno analizzato il profilo psicologico di Michele Misseri, accusato di aver ucciso Sara assieme alla figlia Sabrina.

MADRE: SABRINA SECONDA FRANZONI, NEGHERA' SEMPRE - "L'ho avuta accanto tutti questi giorni. Ha ripetuto le stesse cose come leggendo un copione. Sarà la seconda Franzoni perché negherà sempre". Lo ha detto la mamma di Sara Scazzi, Concetta, al giornalista di 'Chi l'ha vistò Maurizio Amici, l'unico che stamani è riuscito a parlare, senza telecamere, con i genitori della quindicenne uccisa ad Avetrana. La donna "é sconvolta, oggi è veramente provata", riferisce ai colleghi Maurizio Amici.
"Il fatto che Sabrina sia stata incriminata - racconta il giornalista - l'ha sconvolta. La signora Concetta già nei giorni scorsi non si poteva capacitare che Michele Misseri fosse l'unico artefice di tutto questo". La mamma di Sara, testimone di Geova, è convinta che Sara "risorgerà", e crede nella giustizia divina più che in quella umana. "Non le importa nulla - ha raccontato il giornalista - di quello che succederà agli altri, l'unica cosa certa, per lei, è che Sara non c'é più e dubita dell'unica grande colpevolezza di Michele". Accanto a Concetta c'é il padre di Sara. Lui insiste molto sulle circostanze riguardanti il ritrovamento del cellulare: secondo lui, il telefonino di Sara non è caduto per terra come raccontato da Michele Misseri ma è stato tolto dalle mani di Sara, perché se fosse caduto risulterebbe ammaccato. Entrambi i genitori di Sara, ma soprattutto Concetta, sono convinti che Michele Misseri ha parlato e continuerà a parlare, "mentre Sabrina non parlerà".

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Sabrina Misseri, secondo suo padre, Michele, avrebbe indotto la cuginetta Sara a scendere nella cantina dove è stata uccisa e l'avrebbe trattenuta mentre veniva uccisa dall'uomo. Sono - si apprende da fonti vicine alla famiglia Misseri - le dichiarazioni fatte ieri da Michele che hanno portato al fermo di Sabrina. Michele Messeri ne ha parlato nei sopralluoghi che ha compiuto con i carabinieri sul luogo del delitto, primo tra tutti il garage dove sono stati ritrovati batteria e cuffiette del cellulare di Sara. Sull'ultima versione resa da Misseri a proposito delle fasi immediatamente precedenti l'omicidio e dell'uccisione stessa e sul coinvolgimento di Sabrina non ci sarebbero per ora riscontri oggettivi.

Sabrina non ha ammesso alcuna sua partecipazione al delitto: di qui la richiesta del suo difensore, avvocato Vito Russo, di giungere al più presto ad un incidente probatorio, che si svolge dinanzi al giudice delle indagini preliminari, per stabilire in modo irrevocabile, e in confronto tra le parti (accusa e difese), la versione più credibile. Intanto, Sabrina è stata portata in carcere: nelle prossime 48 ore la procura dovrà chiedere la convalida del fermo e l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare. Entro le successive 48 ore il gip fissa l'udienza di convalida.

Per dare informazioni sulle circostanze che hanno portato al fermo di Sabrina Misseri con le accuse di concorso col padre nel sequestro e nell'uccisione di Sara Scazzi, una conferenza stampa è stata convocata per le 11 nella sede del Comando provinciale dei carabinieri a Taranto. All'incontro con i giornalisti parteciperà - a quanto viene reso noto - il procuratore della Repubblica presso il tribunale ionico, Franco Sebastio.

dell'inviato Roberto Buonavoglia

MANDURIA (TARANTO) - Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo ed è stata rinchiusa nella notte nel carcere di Taranto. Con accuse assai pesanti: la cugina di Sara Scazzi, quella che era di fatto l'amica del cuore della piccola Sara, secondo la procura avrebbe avuto un ruolo nel sequestro di persona e nell'omicidio della quindicenne, avrebbe concorso nei reati con il padre Michele, reo confesso per il delitto. La notizia giunge come un macigno su questa angosciante vicenda e suona quasi incredibile se si ripensa a tutte le lacrime versate da Sabrina sulla morte della povera Sara.

Non basta: il suo fermo è la diretta conseguenza delle dichiarazioni accusatorie fatte nei suoi confronti dal padre, Michele Misseri, colui che fino a meno di 24 ore fa era per tutti il solo responsabile di una vicenda terribile, con i suoi strascichi di pedofilia e necrofilia. Prima di essere sottoposta a fermo, Sabrina è stata interrogata a lungo, per quasi sei ore, nella caserma dei carabinieri di Manduria, dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pm inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Non ha ammesso responsabilità, ha respinto tutte le accuse: il suo fermo - dice anche il suo difensore, l'avv.Vito Russo - è strettamente legato alle dichiarazioni fatte dal padre.

Anche la sorella Valentina non crede alla sua colpevolezza e appena si diffonde la notizia del suo fermo scrive sms ai giornalisti: "Sabrina è innocente!!!". Per la prima volta, in questo interrogatorio, Sabrina è stata assistita da un legale e questo aveva, già nel pomeriggio di ieri, fatto diffondere la notizia che fosse indagata, anche se sembrava che le venisse contestato il reato di concorso in occultamento di cadavere. La svolta è arrivata a conclusione di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui - secondo il racconto iniziale dell'uomo - Michele Misseri avrebbe abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso.

Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sé per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un 'due pezzi' da bagno invece degli indumenti intimi.

Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l'esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina.

Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina, che era lì già da parecchie ore: più o meno da mezzogiorno, dopo che, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, aveva lasciato la sua casa a bordo di una vettura dei carabinieri. Dopo sei ore, uno scarno comunicato della procura dà notizia del fermo di Sabrina e rende note le accuse: Sabrina - dice la nota - "é gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona ed omicidio volontario in concorso".


 
   
#28
unczlebobee
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Pm: uccisero Sarah perche' tacesse su molestie
Il pm: "Sabrina trascinò la cugina in cantina e la bloccò, mentre Michele Misseri la strangolava"



dell'inviato Roberto Buonavoglia

TARANTO - Sabrina detestava Sara. Non sopportava piu' la cugina da quando la quindicenne le aveva confidato che suo padre, Michele Misseri, la molestava sessualmente. Dopo aver saputo delle avances, la ventiduenne si era incattivita, aveva rivelato quelle confidenze al papa' e, insieme al genitore, nel primo pomeriggio del 26 agosto, avrebbe ucciso l'amica del cuore nel garage di casa: Sabrina avrebbe immobilizzato Sara 'cinturandola' ai fianchi con le mani mentre suo padre l'ha strangolata con una corda.
Ora la ventiduenne e' in carcere, assieme al padre, con accuse da ergastolo: sequestro di persona e concorso in omicidio volontario finalizzato a far ottenere al padre l'impunita' dal delitto di violenza sessuale.

Le agghiaccianti sequenze dell'omicidio sono contenute nelle tre pagine del decreto di fermo notificato ieri sera a Sabrina dopo le dichiarazioni di suo padre che ha - secondo i pm - con ''chiarezza e precisione'' tirato in ballo Sabrina, indicando il ruolo attivo della figlia nel ''trascinare con la forza'' nel garage la piccola Sara e nel suo omicidio.

La ricostruzione di quello che e' accaduto sembra essere uscita dal copione di un film dell'orrore. All'arrivo della quindicenne, Sabrina si sarebbe fatta trovare davanti alla porta del garage di casa sua, in via Grazia Deledda. Contro la volonta' della cugina, l'avrebbe costretta a scendere nella rimessa dove c'era suo padre.

I tre avrebbero parlato per qualche istante, poi Sabrina avrebbe immobilizzato Sara e suo padre le avrebbe stretto una corda attorno al collo, fino a quando la ragazzina e' caduta a terra ed e' morta. L'azione non sarebbe durata piu' di due minuti, durante i quali Sabrina avrebbe visto negli occhi Sara. Subito dopo Michele Misseri ha caricato il corpo della nipote sulla sua Seat Marbella rossa e l'ha coperto con un cartone. Sabrina, invece, e' uscita di corsa in strada dove ha incontrato, pochi istanti dopo, l'amica Mariangela con la quale aveva appuntamento per andare al mare assieme a Sara.

La messinscena della ragazza e' durata 50 giorni durante i quali Sabrina non si e' persa neppure un'apparizione televisiva, ha pianto davanti alle telecamere ogni volta che cominciava una diretta ed e' stata straordinariamente precisa sugli orari delle telefonate fatte a Sara fino al momento della scomparsa. Fino a quando suo padre, schiacciato dal rimorso, ha simulato il ritrovamento del cellulare della nipote e ha confessato il delitto.

L'uomo e' in carcere dal 7 ottobre. Fino a ieri aveva sempre detto di aver ucciso da solo Sara, di aver abusato sessualmente del suo cadavere e di aver gettato il corpo della fanciulla nel pozzo-cisterna in cui e' stato trovato. Una ricostruzione dei fatti, quella di Michele Misseri, che non ha mai convinto, anzi ha evidenziato molte contraddizioni.

La prima e' la diversa ricostruzione dei fatti su quanto accadde quel 26 di agosto, fornita da Sabrina e dalla sua amica Mariangela Spagnoletti, le cui dichiarazioni sono difinite dai pm ''rilevanti e fondamentali''. Mariangela, infatti, racconta di essere arrivata a casa Misseri e di aver visto Sabrina in strada molto agitata, che diceva: ''Sara non e' arrivata, l'hanno presa, l'hanno presa''. ''Non capivo il perche' di quell'allarme - avrebbe detto Mariangela ai pm - io pensavo ad un normalissimo ritardo di pochi minuti. Avevamo appuntamento alle 14.30, ed erano le 14.40''.

Sabrina giura invece che i fatti sono andati diversamente e che all'arrivo dell'amica era in veranda. La seconda contraddizione di Sabrina la fa emergere sempre Mariangela: riguarda le auto parcheggiate davanti a casa Misseri dopo che lei e Sabrina erano andate per due volte a casa della mamma di Sara. Mariangela dice che davanti a casa di Sabrina c'erano sia l'auto di famiglia dei Misseri, una Opel Astra, sia la Seat Marbella del padre. Quest'ultima era parcheggiata parallelamente al portone del garage. Fatto questo negato da Sabrina che dice che davanti a casa sua c'era solo la Opel.

Poi ci sono i contrasti tra Sabrina e sua madre Cosima: la prima dice che la figlia si e' alzata dal letto dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela con la quale doveva andare al mare; la figlia dice invece di essersi alzata alle 14.28, dopo aver ricevuto lo squillo di Sara.

Proprio incrociando le diverse contraddizioni con le dichiarazioni ''riscontrate e credibili'' fornite fino a ieri da Michele Misseri, gli inquirenti hanno stretto il cerchio attorno a Sabrina, sottoponendola a fermo dopo un interrogatorio di sei ore durante il quale la ragazza si e' difesa dimostrando di aver un carattere molto piu' forte di quello del padre che ha simulato il ritrovamento casuale del cellulare di Sara perche' - secondo i carabinieri del Rac - voleva ''autopunirsi'' e ''creare inconsciamente i presupporti per essere scoperto''.

Sabrina dal carcere continua a proclamare la sua innocenza, piange e si dispera. Fa sapere che non potra' piu' chiamare Michele Misseri 'papa''. Anche la mamma Cosima e la sorella Valentina si dicono certe dell'innocenza di Sabrina. Intanto, lunedi' la giovane comparira' davanti al gip per la convalida del fermo e stabilire se il movente ''intrafamiliare'' del delitto - come l'ha definito oggi il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio - regge.


 
   
#29
unczlebobee
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Postari: 64
SARAH, SABRINA INTERCETTATA
'TUTTI ABBIAMO TOCCATO
IL CELLULARE'


        
                                      
    
         Nuova svolta nelle indagini sull'omicidio di Sara Scazzi. Secondo il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ci sarebbe una intercettazione che «smaschera» Sabrina Misseri. Il giornale riporta al riguardo «indiscrezioni», secondo le quali Sabrina in una circostanza direbbe in famiglia, a proposito del padre: «perchè ha fatto trovare il cellulare, il giorno prima lo abbiamo toccato tutti quel telefono, ci sono anche le nostre impronte...». A giudizio del giornale, questa frase «rischia di rivelare altre complicità in famiglia». Il cellulare di Sara fu fatto trovare da Michele Misseri il 29 settembre, poco più di un mese dopo la scomparsa di Sara: l'uomo raccontò di averlo trovato in campagna tra le ceneri di rami e foglie secche che aveva bruciato durante lavori di ripulitura di un fondo agricolo. Il cellulare è tuttora all'esame dei carabinieri del Ris, che vi avrebbero trovato frammenti di impronte diverse. Quando, il 6 ottobre, ha rivelato di aver ucciso Sara, Michele Misseri ha poi spiegato che il cellulare della ragazzina lo aveva tenuto sempre con sè tranne che per qualche ora in cui lo aveva lasciato per strada sperando che qualche passante lo vedesse e lo consegnasse agli investigatori.

MOGLIE DI MISSERI: "PRENDERANNO ANCHE ME" «Michele me lo possono anche abbandonare in cella per sempre. Ma Sabrina non c'entra, devono crederle. O sarò io la prossima, come mormora il paese? In fondo, sono la moglie di Michele, la mamma di Sabrina. Verranno a prendere anche me adesso? Quante ore vogliono tenermi sotto torchio? Michele ci sta uccidendo tutti quanti, uno dopo l'altro». Lo dice Cosima Serranno, la mamma di Sabrina Misseri, «accasciata dal dolore» come la descrivono Corriere della Sera e Repubblica, che riportano le sue parole dopo l'arresto anche della figlia. Cosima ha scritto anche una lettera in carcere a Sabrina: «Non mollare, ti vogliamo bene, devi avere fiducia, devi dire sempre la verità, devi ricordarti i momenti felici trascorsi con i tuoi affetti, il paese sta con te». «Che fanno i carabinieri qui fuori - si chiede - vogliono impedirmi di scappare?» «Quello - dice parlando del marito - tirerà in ballo anche me». «Dormivo, avevo faticato in campagna e stavo a letto a dormire quel 26 agosto». Anche Valentina difende la sorella, in carcere con l'accusa di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona: «Mia sorella non sarebbe mai stata capace di una tale abnormità, mia sorella che io ho visto disperarsi durante le varie ricerche di Sara ha sempre detto le stesse cose». «Se fosse vera questa atrocità - dice - mia sorella e mio padre si sarebbero smentiti a vicenda con la storia delle telefonate sul cellulare di Sara. Cosa ci sarebbe stato di meglio che, essendo complici, mettersi d'accordo sulla ricostruzione, sugli alibi, sui tempi e i modi della scomparsa?».


DOMANI LA CONVALIDA DEL FERMO Sabrina Misseri, cugina di Sara Scazzi e figlia di Michele, reo-confesso dell’omicidio di Sara, è indagata con l’accusa di sequestro di persona e concorso in omicidio. Secondo gli investigatori in quel pomeriggio del 26 agosto Sabrina avrebbe trascinato Sara nel garage di casa Misseri (da qui l'accusa di sequestro di persona). Una volta nel garage, Sabrina avrebbe trattenuto Sara «contro la sua volontà, cinturandola»con le braccia mentre il padre le cingeva una corda intorno al collo. Sabrina detestava Sara. Non sopportava più la cugina da quando la quindicenne le aveva confidato che suo padre, Michele Misseri, la molestava sessualmente. Dunque il movente « è probabilmente quello sessuale – ha detto l’avvocato della famiglia Scazzi, Nicodemo Gentile – la gelosia e la vergogna di dire al mondo che Misseri aveva avuto delle attenzioni sessuali per Sarah». Il movente dell'uccisione di sara Scazzi? «È un movente intrafamiliare, un fatto che si è sviluppato all'interno della famiglia»: lo ha detto il procuratore della Repubblica Franco Sebastio, in conferenza stampa. Intanto Sabrina è stata condotta in carcere. C'è attesa anche per l'udienza di convalida del fermo di Sabrina Misseri, indagata in concorso con il padre per sequestro di persona e omicidio volontario, che si svolgerà domani.
CITTADINI PORTANO FIORI SU TOMBA Molti cittadini di Avetrana, in occasione della giornata di festa della domenica, stanno portando fiori bianchi sulla tomba di Sara Scazzi nel cimitero del paese. La tomba di Sara è stata allestita all'ingresso del cimitero comunale: le persone che stanno andando a fare visita ai defunti si fermano per pochi attimi davanti alla tomba di Sara, recitano una preghiera e lasciano dei fiori bianchi. Nel cimitero sono arrivati anche alcuni giovani che pregano davanti alla tomba della 15/enne uccisa lo scorso 26 agosto.


 
   
#30
unczlebobee
Membru
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SABRINA, LA MADRE DAI PM:
"MIA FIGLIA INNOCENTE"
E MARIANGELA ACCUSA


        
                                      
    
         Troppi curiosi davanti alla casa del delitto e i carabinieri intervengono. Nel tardo pomeriggio vigili urbani e carabinieri hanno apposto un nastro rosso e bianco ai lati del cancello di casa Misseri. Ciò per evitare che le persone di avvicinino troppo o sostino davanti all'ingresso dell'abitazione. Ma ciò non ha scoraggiato i turisti dell'orrore che ora si affollano ai lati del cancello e del garage.

COSIMA SERRANO SENTITA COME TESTE La deposizione di Cosima Serrano è ritenuta necessaria per definire meglio i contrasti evidenziati dalla pubblica accusa nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina. I contrasti ritenuti di «sicura rilevanza» riguardano le divergenze tra il racconto di Sabrina e quello della mamma su quanto avvenne mentre le due donne erano in casa poco prima dell'arrivo di Sara, il 26 agosto, con la quale, assieme a Mariangela Spagnoletti, Sabrina doveva andare al mare. Cosima dice che la figlia si alzò dal letto per prepararsi dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela; la figlia dice invece di essere rimasta a letto fino alle 14.28, quando ricevette lo squillo col quale Sara l'avvisava che stava arrivando.

L'SMS DI VALENTINA Intanto Valentina Misseri, sorella minore di Sabrina, accusata per concorso in omicidio di Sarah Scazzi, ha inviato un sms a News Mediaset, l'agenzia del gruppo: «Sabrina è innocente! Questa è la cosa più importante! Mio padre ha ucciso Sarah e ora sta uccidendo la figlia». Valentina da giorni ha una posizione molto chiara sul delitto della cugina, difendendo a spada tratta Sabrina. Per lei il padre avrebbe commesso l'omicidio da solo.
«Mia figlia è innocente e io non ho paura di essere tirata in ballo perchè in questa storia non c'entro nulla». Lo ha detto Cosima, la moglie di Michele Misseri, al vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia, che nel pomeriggio è andato a trovarla.

LA RABBIA DI MARIANGELA «Se è vero che lei ha contribuito all'omicidio di Sarah voglio che paghi fino in fondo se invece è innocente come lei continua a gridare apertamente, sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina Misseri, lo ha scritto questa mattina in una lettera all'inviata del Tg5 Francesca Pozzi. Nella lettera - della quale il Tg5 diffonde il testo - Mariangela conferma alcune sue dichiarazioni, particolari delle quali risultano in contrasto con elementi forniti da Sabrina. Mariangela è la giovane con la quale il 26 agosto Sabrina e sara avevano appuntamento sotto casa dei Misseri per andare al mare e, con Mariangela, Sabrina comincia le sue ricerche della cuginetta scomparsa. «Cara Francesca, al momento - scrive tra l'altro Mariangela - non voglio rilasciare interviste perchè aspetto che tutto sia chiarito. Quando ho appreso dell'arresto di Sabrina, ho provato tanta rabbia perchè mi sono sentita presa in giro da Sabrina che era una mia ex amica. I nostri rapporti si sono deteriorati perchè lei voleva che io parlassi con i giornalisti e io mi sono rifiutata». «Quel giorno - aggiunge Mariangela - quando sono arrivata a casa alle 14,40 lei era in strada molto agitata e il padre non c'era sul garage. Mi è apparso molto strano che fosse già sulla strada e mi è apparso ancora più strano che da subito lei mi abbia detto 'l'hanno presà». «Io - continua la giovane - ho visto suo padre solo una volta di fronte al garage la seconda volta che siamo tornate lì in macchina, lui stava chinato e trafficava con qualcosa in mano. Se io avessi davanti Sabrina le chiederei perchè l'ha fatto e perchè ha mentito tutto questo tempo».

IL LEGALE ANNUNCIA RICORSI La difesa di Sabrina Misseri annuncia che impugnerà l'eventuale ordinanza di custodia cautelare che la procura ha chiesto al gip di emettere al termine dell'udienza di convalida del fermo della ventiduenne, prevista per domani nel carcere di Taranto. Lo annuncia uno dei legali di Sabrina, Vito Russo, che, in base alle motivazioni contenute nell'eventuale provvedimento, deciderà se impugnarlo dinanzi al tribunale del Riesame o se ricorrere 'per saltum' direttamente in Cassazione. L'udienza di domani si svolgerà dinanzi al gip di Taranto Martino Rosati. Il giudice per le indagini preliminari ha tre possibilità: può decidere di convalidare il fermo e, in questo caso, emettere l'ordinanza di custodia cautelare; può non convalidarlo (per questioni tecniche legate, ad esempio, all'insussistenza del pericolo di fuga dell'indagata) ed emettere comunque il provvedimento restrittivo in carcere; oppure può non convalidare il fermo rilevando la mancanza dei presupposti previsti dalla legge (gravi indizi di colpevolezza e/o esigenze cautelari) e scarcerare l'indagata.


 
   
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l'orrore senza fine...


Sarah Scazzi “può essere stata strangolata da una donna”. Il medico legale alimenta i dubbi su Sabrina

   


Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi

Sarah Scazzi può essere stata strangolata da una donna. Le parole del medico legale Luigi Strada gettano ulteriori ombre sul “giallo di Avetrana”, complicando la posizione della cugina della vittima, Sabrina Misseri. Secondo il racconto di Michele Misseri, il padre si Sabrina che si è autoaccusato dell’omicidio, era stato lui a strangolare la nipote mentre sua figlia teneva ferma la ragazzina.
Ma per il medico legale “le lesioni riscontrate sul collo della vittima sono compatibili anche con l’azione di una persona di sesso femminile, non particolarmente gracile”. Quindi non è escluso che l’assassino “materiale” possa essere stata una donna: un’ipotesi che potrebbe smentire il racconto di “zio Michele”.
Sabrina Misseri è attualmente in stato di fermo: il 18 ottobre comparirà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di convalida di tale misura.
Dal carcere in cui si trova, la ragazza continua a smentire la versione del padre. Michele l’ha accusata di complicità: stando al racconto dell’uomo, la figlia avrebbe trascinato Sarah nel garage di casa e poi l’avrebbe tenuta ferma mentre lui la strangolava. Sabrina ha respinto tutte le accuse, tacciando il genitore di “follia”.
A breve verrà interrogata anche la moglie di Michele, Cosima Spagnolo, come persona informata sui fatti. Gli investigatori ritengono che per riscontrare elementi decisivi ai fini dell’inchiesta siano fondamentali i tabulati telefonici dei cellulari della famiglia Misseri: attraverso conversazioni e sms cercheranno di ricostruire tutti gli spostamenti di Michele, Sabrina e degli altri parenti.


 
   
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SABRINA, LA SORELLA: "VOI
L'AVETE ROVINATA"


        
                                      
    
         «Andate via tutti, non vi sopportiamo più, non avete mai aiutato mia sorella, l'avete rovinata pure voi»: è stato questo lo sfogo fatto stamani con i giornalisti da Valentina Misseri, sorella di Sabrina, che poco fa è rientrata nella sua abitazione con la madre Cosima. Anche quest'ultima ha chiesto ai giornalisti di andare via. Davanti alla villetta di via Deledda, anche questa mattina, sono presenti numerosi giornalisti e operatori televisivi. Le strade di accesso all'abitazione della famiglia Misseri sono transennate con nastro bianco e rosso.

LA MADRE: «SABRINA INNOCENTE» È pronta ad urlare al giudice la propria innocenza. A dire che il padre è impazzito, che dopo aver ucciso Sara vuole incastrare anche lei. La madre e la sorella sono dalla sua parte, la difendono e sono pronte a giurare che Sabrina che è sicuramente innocente. Per Sabrina Misseri la prossima notte sarà la più lunga delle due trascorse finora nel carcere di Taranto. Domattina, nel penitenziario ionico, comparirà davanti al gip Martino Rosati che dovrà pronunciarsi sulla richiesta dei pubblici ministeri di convalidare il fermo della ventiduenne, accusata dal padre di aver trascinato con la forza Sara nel garage di casa e di averla 'cinturatà con le braccia mentre l'uomo, Michele, la strangolava con una corda. Movente del delitto: evitare che Sara parlasse con altri delle molestie sessuali che subiva dallo zio Michele. «Sono innocente, non ho fatto nulla», ripeterà Sabrina che, in preda alla disperazione, continua a dire: «Voglio vedere se mio padre ha il coraggio di accusarmi guardandomi negli occhi, voglio un confronto con lui». Ma prima che Sabrina possa parlare con il suo giudice, a difenderla ci pensano i suoi avvocati, Vito Russo e Emilia Velletri. Russo, parlando della strategia scelta dal legale del papà di Sabrina, afferma: «Michele Misseri viene imboccato dal suo difensore perchè una persona così imprecisa e non acculturata non può essere così puntuale nel fornire una ricostruzione dei fatti di questo tipo. Quale ruolo vuol avere Misseri, quello di collaboratore per avere sconti di pena?». Parole dalle quali si capisce che la battaglia legale è tutta sulla credibilità dell'uomo, in carcere dal 7 ottobre dopo aver confessato di aver ucciso da solo la nipote, di aver abusato sessualmente del cadavere e di aver scaraventato il corpo della fanciulla in un pozzo. Salvo poi cambiare versione varie volte e l'ultima volta per accusare la figlia Sabrina. All'indagato, però, continua a non credere il suo avvocato, Daniele Galoppa, che rilancia, sempre davanti alle telecamere: «Ho forti dubbi ancora che il mio assistito sia stato il vero colpevole di questa situazione. Oggi è più credibile, io credo che ci sia qualcosa di altro». Al centro dell'attenzione è anche Mariangela della quale si parla nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina per evidenziare le contraddizioni della ragazza. «Se è vero che Sabrina ha contribuito all'omicidio di Sara - dice Mariangela - voglio che paghi fino in fondo, se invece è innocente, come lei continua a gridare apertamente, sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». «Sabrina non ha fatto nulla, è innocente! Questa è la cosa più importante!», ribatte la sorella maggiore, Valentina, che aggiunge: «Mi sembra assurdo che credano a quello che dice papà, i suoi interrogatori sono diversi l'uno dall'altro. È assurdo quello che sta succedendo a Sabrina. Non solo papà ha ammazzato Sara ma ora sta rovinando anche la figlia». Sotto choc per le accuse del marito alla figlia è mamma Cosima. «Mio marito sta dicendo cose incredibili, è fuori di testa. Mia figlia - dice al vicensindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia - è innocente e io non ho paura di essere tirata in ballo perchè in questa storia non c'entro nulla». La donna sarà ascoltata a giorni come 'persona informata dei fattì. La sua deposizione è ritenuta necessaria per definire meglio i contrasti evidenziati dalla pubblica accusa nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina. I contrasti ritenuti di «sicura rilevanza» riguardano le divergenze tra il racconto di Sabrina e quello della mamma su quanto avvenne mentre le due donne erano in casa poco prima dell'arrivo di Sara, il 26 agosto, con la quale, assieme a Mariangela, Sabrina doveva andare al mare. Cosima dice che la figlia si alzò dal letto per prepararsi dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela; la figlia dice invece di essere rimasta a letto fino alle 14.28, quando ricevette lo squillo col quale Sara l'avvisava che stava arrivando. Domani, intanto, mamma Cosima saprà se il gip Rosati crederà al marito e lascerà in carcere Sabrina. Rosati è lo stesso giudice che ha convalidato il fermo di Michele Misseri e che ha lanciato il sospetto sulle ombre ancora da diradare attorno al delitto. Come è stato possibile - si chiede il giudice nel provvedimento restrittivo - che la moglie e la figlia di Misseri, pur essendo in casa, non abbiano visto e sentito nulla? Come ha potuto Misseri agire in quel modo, a pochi metri dal portone, completamente spalancato, del garage, nel centro del paese e con moglie e figlia in casa? Domande alle quali la procura ritiene di aver dato una risposta con l'inaspettato fermo di Sabrina.

MARIANGELA SUPERTESTIMONE Tante donne e un uomo i protagonisti della vicenda che, come i casi giudiziari di una volta, fa parlare l'Italia da giorni. E tra le protagoniste c'è anche Mariangela Spagnoletti: in un primo momento personaggio solo di secondo piano, poi, di colpo, portata alla ribalta per le sue dichiarazioni che hanno fatto aggravare la posizione di Sabrina Misseri, ora in carcere con l'accusa di aver partecipato all'assassinio di Sara Scazzi.
Il suo racconto di quel 26 agosto si discostava per più di un particolare da quello dell'amica Sabrina, gli orari e i luoghi in cui le ragazze si sarebbero incontrate quel giorno non combaciavano e ciò ha insospettito gli investigatori. Per ora Mariangela non riesce a perdonare la sua (ex) amica: «Se è vero che lei ha contribuito all'omicidio di Sarah voglio che paghi fino in fondo, se invece ‚ innocente come lei continua a gridare apertamente sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». Quel 26 agosto Mariangela guidava l'automobile con cui lei, Sabrina e Sara sarebbero dovute andare al mare. Ma quella gita non c'è mai stata e quel pomeriggio ha cambiato anche la sua vita. L'ha cambiata perchè Sabrina e Mariangela erano amiche, ma poi, la scomparsa e il successivo ritrovamento del cadavere di Sara hanno fatto sì che le due si allontanassero.
«I nostri rapporti - ha scritto Mariangela in una lettera a Francesca Pozzi, inviata del Tg5 - si sono deteriorati perchè lei voleva che io parlassi con i giornalisti e io mi sono rifiutata». E fino ad ora Mariangela è davvero l'unica protagonista di questa terribile vicenda a non aver rilasciato interviste. Anche oggi molti giornalisti l'hanno cercata, ma lei e i suoi famigliari non hanno neanche risposto al citofono di casa. Per un attimo, più volte, si sono affacciati, ma dopo aver visto microfoni e telecamere hanno definitivamente sbarrato porte e finestre. «Non abbiamo nulla da dire», avevano ripetuto nei giorni scorsi.Del resto, Mariangela non ha mai cambiato versione e anche oggi, nella lettera scritta a mano alla giornalista del Tg5, ha confermato quello che ha raccontato agli inquirenti fin dai primi momenti della scomparsa della studentessa 15enne. «Quel giorno - aggiunge Mariangela - quando sono arrivata a casa alle 14,40, lei era in strada molto agitata e il padre non c'era sul garage. Mi è parso molto strano che fosse già sulla strada e mi è parso ancora più strano che da subito lei mi abbia detto 'l'hanno presa.' Io - ha aggiunto la giovane - ho visto suo padre solo una volta di fronte al garage la seconda volta che siamo tornate lì in macchina, lui stava chinato e trafficava con qualcosa in mano. Se io avessi davanti Sabrina le chiederei perchè l'ha fatto e perchè ha mentito tutto questo tempo».

CURIOSI AD AVETRANA Una normale domenica, in famiglia, seguendo l'itinerario del turismo dell'orrore: oggi, ad Avetrana, sono arrivati in tanti, in tantissimi, padre, madre e figli piccoli, giovani fidanzati e anziani, per «vedere la casa dell'orco», la casa di zio Michele Misseri, e per rendersi conto, dal vivo, di dove, quel pomeriggio del 26 agosto, ha nascosto il povero cadavere della nipote 15enne. Questa domenica, nel piccolo paese in provincia di Taranto, è stata segnata da un continuo afflusso di persone. Non solo dai Comuni limitrofi, ma anche da Bari, Lecce e altre città pugliesi. Molti hanno detto di essere venuti solo per portare solidarietà alla famiglia Scazzi «per una vicenda che ci ha toccato tuttì, ma la sensazione è che tutti fossero ad Avetrana soprattutto per vedere la casa di zio Michele e la porta del garage dove è stata uccisa Sara e le campagne dove c'è il pozzo, che per 42 giorni ha fatto da tomba alla giovane. Per dire, insomma, »c'ero anch'io«. E così davanti a casa Misseri, fin da stamani, c'è stata tantissima gente, nel pomeriggio sono addirittura intervenuti i Carabinieri e la Polizia municipale per transennare l'area con del nastro bianco e rosso e liberare l'accesso all'abitazione dove, per tutta la giornata, sono rimaste chiuse Valentina la figlia maggiore e la mamma Cosima. Fuori i curiosi hanno sbirciato dal cancello, girato video, fatto fotografie e qualcuno ha addirittura pensato di scattare con il telefonino immagini in posa davanti al garage. Turismo dell'orrore che ha avuto una tappa anche davanti casa della famiglia Scazzi: lì ci sono ancora tanti bigliettini e fiori bianchi. In serata tra la case di Michele Misseri e quella della famiglia Scarri i giovani del paese hanno esposto un grande striscione con la scritta: »Giustizia 'verà per Sara«. Ma anche dalla Messa dei bambini, è arrivato un messaggio candido, pronunciato dai più piccoli: »Preghiamo per Sara Scazzi«, »Preghiamo per Sara«, hanno detto due giovanissimi nella Preghiera dei fedeli durante la cerimonia delle ore 10.30 celebrata da Don Dario De Stefano, che, almeno in chiesa, non ha voluto la presenza delle telecamere. A casa Misseri, anche oggi come accade da giorni, sono entrati solo alcuni giornalisti: è un altro aspetto di una storia che, comunque, segnerà una nuova pagina della comunicazione della cronaca nera, partendo ovviamente dalla notizia del ritrovamento del cadavere in diretta tv. Ormai, ad esempio, sono numerosi gli sms inviati in diretta ai giornalisti da casa Misseri: l'ultimo oggi a una giornalista dell'agenzia News Mediaset. »Sabrina - ha scritto Valentina Misseri, riferendosi alla sorella - è innocente! Questa è la cosa più importante! Mio padre ha ucciso Sara e ora sta uccidendo la figlia«. In paese, ovviamente, l'assalto mediatico non è ancora finito, con decine di giornalisti e operatori in cerca di nuove, eclatanti dichiarazioni. E in una tragedia senza fine si inserisce - come era quasi inevitabile che accadesse - anche il lato peggiore di Facebook. Sulla pagina intitolata '500mila fan uniti per trovare Sara Scazzì, che ha quasi 55mila iscritti, è comparso (e dopo meno di due ore è stato cancellato) perfino l'intervento di qualcuno che, dopo aver aperto un nuovo profilo, si presentava proprio come Sabrina Misseri e sosteneva di scrivere dal carcere, anche se il fatto che la ragazza sia in isolamento fa escludere che ciò sia possibile: una delle poche certezze di un omicidio che, come pochi altri in Italia, è circondato adesso anche da »file di curiosi«.


 
   
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SARAH SCAZZI, I CARABINIERI
A CASA MISSERI


                                       
    
         I carabinieri della polizia giudiziaria di Taranto sono entrati poco dopo le 13.30 nell'abitazione di Michele Misseri in via Grazia Deledda ad Avetrana (Taranto). I militari sono stati nell'abitazione per una decina di minuti e quando sono usciti non hanno risposto alle domande dei giornalisti.

POSSIBILE OMIVIDIO COMPIUTO DA UNA DONNA «Le lesioni riscontrate sul collo della vittima sono compatibili anche con l'azione di una persona di sesso femminile, non particolarmente gracile». Lo avrebbe detto Luigi Strada, medico legale nell'omicidio di Sara Scazzi, secondo dichiarazioni virgolettate riportate oggi da alcuni quotidiani. Intervistata dalla Stampa, la superteste Mariangela, amica di Sabrina, la cugina di Sara, si sfoga così: «Mi sento tradita, se la mia amica c'entra la deve pagare». «Io non ho accusato nessuno - aggiunge - mi hanno fatto domande e ho dato risposte. E ora guardi un pò che mi capita..non riesco neanche più ad andare al lavoro». Ma, aggiunge, «rifarei quello che ho fatto, devo stare con la coscienza tranquilla». In una intervista a Repubblica, Cosima Spagnolo, madre di Sabrina, afferma invece: «Voglio andare in carcere da mio marito (Michele Misseri, ndr). Solo per dirgli: lo sai che tua figlia sta in una cella a pochi metri da te, là nel reparto di fronte, sai che è un'infamia accusare un innocente?».

CONVALIDATO IL FERMO DI SABRINA È giunto poco dopo mezzogiorno nella casa circondariale di Taranto il gip del Tribunale Martino Rosati per l'udienza di convalida del fermo di Sabrina Misseri, la giovane 22enne accusata di concorso nel sequestro e nell'omicidio della cugina Sara Scazzi. Dell'assassinio è anche accusato il padre di Sabrina, Michele, in carcere dallo scorso 7 ottobre, il quale risponde anche dei reati di vilipendio e occultamento di cadavere.

SABRINA, PORTATI IN CARCERE I VESTITI Cosima Serrano e la figlia Valentina Misseri sono andate stamani in carcere a Taranto per portare abiti e biancheria per Sabrina Misseri, indagata per concorso nell'omicidio della cugina Sara Scazzi. Lo ha detto ai giornalisti il vice sindaco di Avetrana Alessandro Scarciglia, che poco fa è uscito dalla abitazione della famiglia Misseri. Scarciglia ha aggiunto che «Valentina si è scusata per lo sfogo con i giornalisti, ma stanno soffrendo per la presenza dei media davanti casa». Il vice sindaco ha riferito che «la famiglia Misseri, o meglio quello che rimane della famiglia Misseri, è affranta e continua a credere nell'innocenza di Sabrina. Cosima - ha continuato Scarciglia - pensa che il marito sia 'fuori di testà». Rispondendo alle domande dei cronisti, Scarciglia ha detto «di non aver parlato con Cosima e Valentina dell'amica Mariangela» e che «da quel che gli risulta non ci sono stati contatti tra le due donne della famiglia Misseri e Concetta Scazzi».

L'ALLARME DEL TELEFONO AZZURRO Sul drammatico caso di Sara Scazzi si sta consumando uno «show tossico, per tutti ma soprattutto per i bambini nei quali crea allarme. Questa non è un'occasione per fare grandi ascolti». Sul caso «vanno abbassati i toni». È l'appello-denuncia del presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, lanciato a margine di un convegno sui minori scomparsi. Della violenza sui minori, come quella subita da Sara, «bisogna parlare seriamente. È inopportuno - ha osservato - creare allarme, specie nei bambini e nei ragazzi. Sul caso, vediamo programmi a tutte le ore che danno conto di particolari. È difficile per i più deboli elaborare queste informazioni. E il fatto che si facciano visite ad Avetrano, è il segnale che si è superato il limite corretto dell'informazione». Secondo le segnalazioni che sta ricevendo l'associazione, dopo il caso Sara «c'è un senso di insicurezza che pervade i ragazzi e i bambini. Con loro bisogna parlare, tranquillizzarli. Lo facciano i genitori e la scuola, stiano loro vicino. Non si parli però del fatto di cronaca ma educare i ragazzi a chiedere aiuto. Soprattutto, i ragazzi e i bambini vanno ascoltati. L' Italia è in ritardo, deve imparare dai paesi del Nord Europa. Purtroppo Sara è stata una vittima che per molto tempo non ha parlato e quando l'ha fatto si è rivolta alle persone sbagliate». Caffo ha riferito che Telefono Azzurro, alla scomparsa della giovane di Avetrana, si è subito attivato e ha messo a disposizione le sue linee telefoniche: «in quei giorni i media hanno avuto un'attenzione ridotta sul caso. Invece oggi se ne parla troppo e non sempre pensando a proteggere l'immagine di Sara. Ciò che serve è l'approfondimento dei grandi temi ed anche l'applicazione della Carta di Treviso». Soprattutto, «è necessario che sia accolta la disperazione dei ragazzi, bisogna evitare che come nel caso di Sara si arrivi troppo tardi. In caso di violenze subite nella maggior parte dei casi, i ragazzi e i bambini non parlano. L'informazione dovrebbe contribuire a lanciare un messaggio chiaro: avere coraggio e parlare, ci si può liberare delle violenze avendo fiducia negli adulti. È questo il nostro compito».

IL PADRE: «PORTO VIA MIA MOGLIE» «Quelli me l'hanno portata via e ormai quel che è fatto è fatto, e non c'è rimedio. E così per me quelli è come se non esistessero più. Non li voglio nemmeno odiare perchè l'odio mi aumenterebbe il dolore e non mi restituirebbe la mia bambina». Così il padre di Sara Scazzi, Giacomo, che, in un' intervista al Quotidiano nazionale spiega di voler portare via la moglie dal paese dove è avvenuto il delitto. «Capisco che pure adesso che Sara è stata seppellita - si sfoga Giacomo Scazzi - questa è una storia che non finirà mai, che non mi abbandonerà mai, che ci distruggerà tutti, chi in carcere, chi per il dolore, è un peso terribile. Anche per questo - aggiunge -, una volta che sarà costruito il monumento per Sara, io verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana. Verrà con me e mio figlio su in Lombardia. Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo, ci verremo solo per portare i fiori a Sara». Sullo zio e sulla cugina di Sara, Giacomo Scazzi afferma di non voler serbare «rancori» ma chiede che «paghino fino in fondo, se hanno colpa». «Io non ho mai avuto sospetti nei loro confronti - aggiunge -, mi sono fidato di loro, meno che mai ho avuto sospetti su quella (Sabrina, ndr) che era la migliore amica di mia figlia».

LEGALE DI SARAH: «LE MISSERI SI PENTANO SE COLPEVOLI» «Oggi chiediamo alle donne della famiglia Misseri, se realmente coinvolte o consapevoli della vicenda di Sara, di pentirsi e di rompere il segreto familiare, di modo che questa enorme tragedia non generi più ulteriori lacrime e dolore». Lo ha dichiarato all'ANSA l'avv. Nicodemo Gentile, che insieme all'avv. Walter Biscotti cura gli interessi della famiglia Scazzi. Alle 12, nel carcere di Taranto, è fissato l'interrogatorio di garanzia di Sabrina Misseri, cugina di Sara, in stato di fermo per concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Nei prossimi giorni gli inquirenti dovrebbero sentire anche la madre di Sabrina, Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, reo confesso del delitto.


 
   
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Sabrina, Sarah e il mistero di quei sei SMS nella testimonianza di Mariangela.

   
 
    Il mistero di quel pomeriggio di quel maledetto 26 agosto in cui Sarah Scazzi è stata strozzata può essere risolto da sei sms tra Sabrina, Sarah e Mariangela che, secondo Giuliano Foschini di Repubblica  ”ricostruiscono i minuti immediatamente prima del delitto” e incastrerebbero Sabrina: “Ha chiesto a Sarah di andare al mare prima di avere la conferma della gita da Mariangela”. Secondo gli investigatori sarebbe la prova che Sabrina avesse già in mente di dare la lezione alla cugina Sarah”.


Vediamo la sequenza.


Ore 14,10, Sabrina a Sarah: “Mettiti il costume che andiamo al mare”.


Ore 14,18, Sabrina Sarah : “Hai letto il messaggio?”.


Stessa ora, Mariangela a Sabrina: “Preparati che andiamo al mare”.


Ore 14,22, Sabrina a Mariangela: “Ok, avviso Sarah?”.


Ore 14,22Mariangela a Sabrina: “Sì”.


Ore 14,23, Sabrina a Mariangela: “Sono pronta”.


Due circostanze insospettiscono gli investigatori. Una è che Sabrina chieda a Mariangela alle 14,22 se avvisare Sarah, che lei stessa aveva già avvisato dodici minuti prima. L’altra sono i cinque minuti tra i 18 e i 23 in cui, riferisce Foschini, “succede qualcosa”.


Quando Mariangela arriva davanti alla casa di Sabrina, assieme fanno lo squillo a Sarah e qui, scrive Foschini, comincia il giallo.
Foschini riporta le parole che ha lui stesso raccolto da Mariangela, di cognome Spagnoletti. Gli inquirenti, dice, la definiscono una testimone «genuina », «che mai si contraddice nei suoi racconti», e «per questo assolutamente attendibile».
Mariangela giura di aver raccontato ai magistrati «soltanto la verità», prima quando l’hanno sentita i carabinieri di Avetrana e poi quando l’hanno interrogata quelli del comando provinciale di Taranto.


Questa la sintesi del racconto di Mariangela: “Sono arrivata a casa di Sabrina attorno alle 14,30-14,40. Lei era stranamente agitata, e mi aspettava sul marciapiede».
(Sabrina nega e dice invece di averla aspettata nel patio. Ma Mariangela è certa dei suoi ricordi).
Mariangela dice: “Fuori c’erano le due auto della famiglia Misseri, la Opel Astra di Cosima Spagnolo, moglie di Misseri, davanti al cancello d’ingresso e la Seat Marbella del padre, con il muso davanti all’ingressodel garage. Sabrina entra in auto, dietro era seduta la mia sorellina, e mi dice che Sarah non è ancora arrivata. Ripeto, era nervosa e aveva il telefonino in mano. Mi ha detto che la stava chiamando, che il telefono squillava e poi è caduta la linea. Siamo andati verso casa di Sarah”.
Arrivate a casa di Sarah, Sabrina e Mariangela chiedono alla mamma di Sarah, Concetta Spagnolo, poi tornano alla casa di Sabrina, dove ”le auto sono nella stessa posizione in cui Mariangela le aveva notate in precedenza, dieci o quindici minuti prima. Una novità: “Fuori c’è il padre di Sabrina, Michele, mi sembrava come piegato sotto la Marbella. Mi sembrava che stesse caricando qualcosa, forse un pezzo di ferro. Sabrina gli chiede se ha visto Sarah e di dirle, se arriva, che noi la stiamo cercando”.
Si rimettono in auto e fanno un giro ancora nel paese, passano ancora alla casa di Sarah.
Si sono fatte le 15,10-15,15. Sabrina e Mariangela sono di nuovo davanti alla casa dei Misseri. Racconta Mariangela: “In quel momento Cosima sta uscendo di casa, è davanti all’Astra. La Marbella di Misseri si è spostata di qualche metro, parallela all’entrata del garage”, particolare che per i pm è molto rilevante perché proverebbe che Misseri fosse ancora in casa, circostanza invece sempre negata da Sabrina.
Mariangela deve fare un giro verso casa sua e concorda con Sabrina e la madre de lei Cosima che l’avrebbero seguita con la loro auto.
Qui un altro momento clou del giallo. Dice Mariangela: “Io sono arrivata in tre minuti, loro ce ne hanno messo dieci in più. Non so dove sono andate nel frattempo né gliel’ho chiesto”.
Intorno a questi dieci minuti di buco gli investigatori costruiscono gran parte dell’ultima parte dell’indagine, quella che deve cominciare. Secondo Foschini, “probabilmente cosa hanno fatto lo chiederanno a Cosima nel corso del suo interrogatorio come persona informata sui fatti, tenendo sempre presente che, se mai la signora avesse visto qualcosa (al momento circostanza non provata) non potrebbe rispondere di favoreggiamento nei confronti del marito e della figlia, perché il codice non prevede il favoreggiamento per i congiunti.
Riferisce ancora Foschini che “sul tavolo degli investigatori ci sono una serie di sms che Sabrina avrebbe inviato a Mariangela negli ultimi giorni. «Stronza, stai dicendo bugie» dice in uno, oppure «vai in televisione a dire che racconto la verità», testi però nei quali gli avvocati di Sabrina, Vito Russo ed Emilia Velletri, vedono soltanto la decisione di una persona a far rispettare la propria verità. «Sabrina non ha mentito e lo dimostreremo in sede di incidente probatorio» ripetono convinti dell’innocenza della loro assistita.


 
   
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SABRINA, CARCERE O LIBERTÀ:
IL GIP DECIDE ENTRO 48 ORE


        
                                      
    
         Il gip di Taranto si è riservato di decidere entro 48 ore se emettere ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Sabrina Misseri o se liberarla. I difensori della ragazza, infatti, hanno chiesto nel corso dell'udienza, l'immediata scarcerazione. Secondo quanto si è appreso, il gip, per ora, si è limitato alla convalida del fermo, confermando la correttezza dell'operato degli inquirenti. Ora, alla luce anche delle valutazioni del pm e delle dichiarazioni di innocenza della giovane, deciderà se accogliere la richiesta dell'accusa del carcere per Sabrina o quella della difesa per la scarcerazione.

COSIMA IN PROCURA "Cosima Serrano è persona informata dei fatti e deve essere ascoltata". L'attesa convocazione della procura di Taranto è arrivata in tempi rapidissimi per le 15.30 di oggi. L'interrogatorio è previsto per le 16.00 e sarà condotto dai pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, che hanno appena concluso il loro impegno in carcere nell'udienza di convalida dinanzi al gip per il fermo di Sabrina Misseri. Il gip a sua volta ha lasciato la casa circondariale senza rilasciare alcuna dichiarazione.


 
   
#36
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SARAH, LO ZIO RITRATTA:
"NON L'HO STUPRATA"
LA MADRE DI SABRINA DAI PM


        
                                      
    
         Per ora Sabrina resta in carcere. A pesare su di lei, nell'angusta cella della casa circondariale di Taranto dove è guardata a vista ventiquattro ore su ventiquattro, la terribile accusa di aver partecipato con il padre-accusatore, e con un ruolo decisivo, al sequestro e successivo strangolamento della cugina Sara. Quarta notte in cella, quindi, nonostante abbia dichiarato al gip Martino Rosati, durante l'udienza di convalida del fermo, la sua completa estraneità al delitto e la follia di un padre che l'ha coinvolta ingiustamente e immotivatamente in questa vicenda. Il giudice ha sì convalidato il fermo disposto venerdì scorso dalla procura ma si è riservato di decidere entro quarantotto ore se emettere ordinanza di custodia cautelare o disporre la scarcerazione di Sabrina. La giornata, peraltro, si è chiusa con un nuovo clamoroso annuncio fatto dal legale di Michele Misseri. Il mio assistito - ha anticipato Daniele Galoppa - non ha stuprato il cadavere di Sara e vuole ritrattare questa dichiarazione. «Il povero Michele -aggiunge poi facendo la rappresentazione di un uomo completamente in balia delle donne - non contava nulla in casa sua, viveva »accerchiato in un gineceo« e »non gestiva neppure un centesimo«.

Due ore e mezzo di un serrato interrogatorio, nel corso del quale sono state contestate a Sabrina le circostanze della chiamata in correità da parte del padre, non hanno per ora sciolto gli enigmi. Se la riserva di decisione del gip possa assegnare qualche punto a favore delle speranze di proscioglimento e di libertà di Sabrina è azzardato dirlo. Anche perchè potrebbe significare l'esatto contrario, cioè che il gip si è preso il massimo del tempo per motivare un provvedimento di estrema gravità nei confronti della cugina di Sara, come chiesto dalla procura. »Serena e determinata« è stata definita dai suoi legali la difesa di Sabrina. Su tutti i punti che le sono stati contestati - su tutte le incongruenze con la versione dell'amica Mariangela che il giorno della scomparsa di Sara l'aspettava sotto casa per andare al mare, e le varie accuse mossole dal papà- Sabrina ha opposto la sua verità. Identica a quella che ha sempre professato davanti a taccuini e tv, e che è stata ribadita fin nelle ultime ore da mamma Cosima e sorella Valentina, ma che purtroppo non è quella denunciata da Michele Misseri. »Le contraddizioni sugli orari sono apparenti - rileva il suo difensore Vito Russo - Sabrina ha fatto delle puntualizzazioni ed è pronta all'eventuale confronto con il padre«. »Comunque - aggiunge - il fatto che il gip si è riservato di decidere, per noi è già un risultato importante«. Contraddizioni che comunque la procura tende a far emergere come dimostra l'attività investigativa che non ha soste. Per tre ore nel pomeriggio la mamma di Sabrina ha risposto come testimone alle domande del pm sui movimenti in casa di Sabrina in quel fatidico 26 agosto. Poi è stata la volta di un amico della giovane, Alessio Piselli, a raccontare cosa gli disse Sabrina il giorno della scomparsa di Sara. Sullo sfondo l'ennesima versione che Michele Misseri sarebbe pronto a fornire. Il suo legale lo ha nuovamente incontrato: l'ultima verità sarebbe che non c'è stato vilipendio del cadavere di Sara, ossia che è falsa la dichiarazione di uno stupro avvenuto sul corpo inerme della nipote.

L'ALLARME DEL TELEFONO AZZURRO Sul drammatico caso di Sara Scazzi si sta consumando uno «show tossico, per tutti ma soprattutto per i bambini nei quali crea allarme. Questa non è un'occasione per fare grandi ascolti». Sul caso «vanno abbassati i toni». È l'appello-denuncia del presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, lanciato a margine di un convegno sui minori scomparsi. Della violenza sui minori, come quella subita da Sara, «bisogna parlare seriamente. È inopportuno - ha osservato - creare allarme, specie nei bambini e nei ragazzi. Sul caso, vediamo programmi a tutte le ore che danno conto di particolari. È difficile per i più deboli elaborare queste informazioni. E il fatto che si facciano visite ad Avetrano, è il segnale che si è superato il limite corretto dell'informazione». Secondo le segnalazioni che sta ricevendo l'associazione, dopo il caso Sara «c'è un senso di insicurezza che pervade i ragazzi e i bambini. Con loro bisogna parlare, tranquillizzarli. Lo facciano i genitori e la scuola, stiano loro vicino. Non si parli però del fatto di cronaca ma educare i ragazzi a chiedere aiuto. Soprattutto, i ragazzi e i bambini vanno ascoltati. L' Italia è in ritardo, deve imparare dai paesi del Nord Europa. Purtroppo Sara è stata una vittima che per molto tempo non ha parlato e quando l'ha fatto si è rivolta alle persone sbagliate». Caffo ha riferito che Telefono Azzurro, alla scomparsa della giovane di Avetrana, si è subito attivato e ha messo a disposizione le sue linee telefoniche: «in quei giorni i media hanno avuto un'attenzione ridotta sul caso. Invece oggi se ne parla troppo e non sempre pensando a proteggere l'immagine di Sara. Ciò che serve è l'approfondimento dei grandi temi ed anche l'applicazione della Carta di Treviso». Soprattutto, «è necessario che sia accolta la disperazione dei ragazzi, bisogna evitare che come nel caso di Sara si arrivi troppo tardi. In caso di violenze subite nella maggior parte dei casi, i ragazzi e i bambini non parlano. L'informazione dovrebbe contribuire a lanciare un messaggio chiaro: avere coraggio e parlare, ci si può liberare delle violenze avendo fiducia negli adulti. È questo il nostro compito».

IL PADRE: «PORTO VIA MIA MOGLIE» «Quelli me l'hanno portata via e ormai quel che è fatto è fatto, e non c'è rimedio. E così per me quelli è come se non esistessero più. Non li voglio nemmeno odiare perchè l'odio mi aumenterebbe il dolore e non mi restituirebbe la mia bambina». Così il padre di Sara Scazzi, Giacomo, che, in un' intervista al Quotidiano nazionale spiega di voler portare via la moglie dal paese dove è avvenuto il delitto. «Capisco che pure adesso che Sara è stata seppellita - si sfoga Giacomo Scazzi - questa è una storia che non finirà mai, che non mi abbandonerà mai, che ci distruggerà tutti, chi in carcere, chi per il dolore, è un peso terribile. Anche per questo - aggiunge -, una volta che sarà costruito il monumento per Sara, io verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana. Verrà con me e mio figlio su in Lombardia. Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo, ci verremo solo per portare i fiori a Sara». Sullo zio e sulla cugina di Sara, Giacomo Scazzi afferma di non voler serbare «rancori» ma chiede che «paghino fino in fondo, se hanno colpa». «Io non ho mai avuto sospetti nei loro confronti - aggiunge -, mi sono fidato di loro, meno che mai ho avuto sospetti su quella (Sabrina, ndr) che era la migliore amica di mia figlia».


 
   
#37
unczlebobee
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Sarah Scazzi, “paparino” disse a Sabrina: “Ti ho pulito il bagliaio dell’auto”

   



Sabrina Misseri

Sabrina Misseri era legatissima al padre Michele, lo zio di Sarah Scazzi. Legata come lo sono moltissime figlie al padre, a quel padre che chiamava “paparino” e che per lei era pronto a fare tutto. Forse anche ad uccidere? Il loro rapporto, come hanno detto i criminologi, tracimava il normale feeling figlia-padre. Sabrina per Michele era quasi come una moglie. E lui si faceva in quattro per lei. Racconta Cosima, la madre di Sabrina, che Michele viziava la figlia, non le diceva mai di no per paura di non “essere più amato”. E Sabrina per lui stravedeva: “Papà è bellissimo – diceva – il più bello della famiglia. Se mi sposo, devo sposare uno così, uguale pittato”.
Una figlia innamorata del padre, un padre che per la figlia avrebbe fatto di tutto. E questa alchimia potrebbe essere stata riprodotta anche quel maledetto 26 agosto, quando Sarah Scazzi venne uccisa nel garage di casa Misseri. E allora frasi quotidiane di questo rapporto appaiono quasi bizzarre e disarmanti se pronunciate quel pomeriggio, quando Sarah è già morta. “Sabrì, ho pulito il bagagliaio della macchina – disse Michele a Sabrina quel pomeriggio – se vuoi puoi uscirci stasera”. In quel bagagliaio “paparino” caricava le sporte di arance ma quel pomeriggio ci aveva caricato Sarah.


già ieri ho scritto e poi cancellato.....
qui arriviamo al dunque il vero movente....
il vero omicida
il vero complice
Tutto embra schiarirsi....


 
   
#38
unczlebobee
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Sarah Scazzi, Sabrina Misseri contro papà Michele. L’avvocato: “Un nuovo caso Bebawi”
   



Sarah Scazzi

Le accuse reciproche, le ammissioni, le ritrattazioni sono forse un’abile stategia difensiva messa in scena da padre e figlia? L’avvocato Walter Biscotti, uno dei due legali che assistono la famiglia di Sarah Scazzi, non ha dubbi in proposito e fa esplicito riferimento al caso Bebawi, un omicidio di quasi 50 anni fa dove moglie e marito si salvarono accusandosi vicendevolmente. Viene in mente “Testimone d’accusa”, un giallo di Agatha Christie che ispirò a Billy Wilder un celebre film con Marlene Dietrich.Per ora, riferimenti cinematografici e memoria giudiziaria a parte, si tratta di suggestioni, ma è proprio il fortissimo legame tra padre e figlia a suggerire questa ipotesi. L’uno potrebbe cercare di salvare l’altro, intanto confondendo le idee agli inquirenti, seminando dubbi, avvalorando piste improbabili con la finalità ultima di rendere alla fine impossibile un giudizio definitivo.
Il balletto delle dichiarazioni punta sempre sulla contradditorietà delle posizioni assunte. Sabrina Misseri contro il padre Michele: lei si dice innocente, lui la tira in ballo. Secondo la versione dell’uomo “mentre lui la strangolava Sabrina la teneva ferma". ”Questo caso a questo punto, visto che Sabrina conferma le proprie dichiarazioni, è il nuovo caso Bebawi. Andranno riscritti trattati di criminologia, non ricordo un altro caso giudiziario così”, ha commentato l’avvocato Biscotti.
Secondo Biscotti l’incidente probatorio è atteso dalla famiglia Scazzi come ”momento chiarificatore”, sia se riguarderà le sole dichiarazioni di Michele Misseri sia se consisterà in un confronto tra l’uomo e sua figlia Sabrina. Il cosiddetto ‘caso Bebawi’ riguardo’ i coniugi Youssef e Claire Bebawi, che si accusarono l’un l’altro per l’uccisione di Farouk Gourbagi, amante della donna, compiuta a colpi di pistola il 18 gennaio 1964 nel suo appartamento a Roma.
La vicenda giudiziaria durò otto anni, appassionando l’Italia, con vari colpi di scena e si concluse, in primo grado, con l’assoluzione per entrambi perché la Corte di assise non riusci’ a capire chi era stato il colpevole. Dopo l’assoluzione gli imputati lasciarono l’Italia. In secondo grado e in Cassazione furono entrambi condannati a 22 anni di reclusione, ma non scontarono mai la loro condanna.





 
   
#39
unczlebobee
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Avetrana, Ivano rivela: la madre di Sabrina ci indicò il luogo dove poi fu ritrovata Sarah

   
 



Cosima Serrano

Ivano, l’amico “conteso” di Sarah Scazzi e Sabrina Misseri rivela un dettaglio che potrebbe coinvolgere la moglie di Michele, Cosima Serrano, nell’omicidio della quindicenne di Avetrana. Cosima ieri è stata ascoltata dagli inquirenti e tutti hanno iniziato a dubitare che anche lei sapesse qualcosa. Ora le parole di Ivano confermano questi dubbi.
Era la sera di mercoledi’ 6 ottobre, racconta Ivano, Sabrina era in casa ed aspettava notizie, quando arrivarono, chiamò immediatamente i suoi più cari amici: Alessio Pisello e lui, Ivano Russo, cuoco 27enne che sembra fosse ‘conteso’ da Sabrina e da Sarah. I tre uscirono in macchina a cercare il pozzo.
”A un certo punto Sabrina – racconta Ivano – dopo che avevamo girato alcuni fondi della famiglia Misseri ha chiamato la mamma (Cosima Serrano, ndr) e la mamma le ha detto, ‘prova a vedere in contrada ‘Mosca”’. Proprio quella contrada dove poi è stato trovato il corpo della quindicenne


 
   
#40
unczlebobee
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SARAH, LA MADRE AL TG2:
"QUI SOLO TENEBRE"
INQUIRENTI: "COSIMA SAPEVA"


        
                                    
    
         Cosima Serrano sapeva quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto a Sara. Gli inquirenti e gli investigatori che indagano sull'omicidio della quindicenne sono sempre più convinti, dopo l'interrogatorio di ieri durato circa tre ore, che la donna sia in qualche modo coinvolta e abbia avuto un ruolo nell'intera vicenda. Quantomeno quello di coprire il marito e la figlia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, al momento, però, Cosima non è indagata. Allo stato degli accertamenti svolti, spiegano infatti le fonti, non sarebbero ancora emersi elementi che possano far ipotizzare un suo coinvolgimento, superiore al favoreggiamento, che in ambito familiare non è punibile.

CONCETTA AL TG2: «QUI SOLO TENEBRE»  «Luce, luce, qui luce non ce n'è proprio, qui ci sono tenebre e basta». Lo afferma la madre della piccola Sara, Concetta Serrano Spagnolo, rispondendo ad una giornalista del TG2 che, attraverso le persiane di una finestra di casa, le ha strappato alcune battute. È vero che andrà via da Avetrana?, chiede la giornalista. «Questo lo state dicendo voi. Io non ho detto proprio niente. E ancora non ho deciso niente», ha risposto Concetta. Si aspettava tutto questo? «Ma no, assolutamente». C'è qualcosa che vuole dire oggi? «Non voglio dire niente altrimenti qua confondiamo ancora di più le idee, lasciamo lavorare gli inquirenti altrimenti si farà confusione su confusione».

CONCETTA: "MAI SOSPETTI" «Sospetti? Niente. Ma se io avessi avuto sospetti del genere, ma figuriamoci...». La signora Concetta, mamma di Sara Scazzi, la ragazzina uccisa dallo zio ad Avetrana, risponde così a una giornalista del Tg2 che le ha chiesto, attraverso le persiane di una finestra di casa, se avesse mai avuto sospetti sulla famiglia Misseri.

IL LEGALE DELLA FAMIGLIA SCAZZI: "SI RISPETTI CONCETTA" «Pur rispettando il lavoro di tutti i giornalisti i legali della famiglia Scazzi esprimono disgusto per come alcuni giornalisti non riescono neanche in questi momenti di umana disperazione a rispettare una donna, una mamma alla quale non solo è stata tolta la figlia ma anche tutto il sistema di affetti familiari». Lo afferma uno dei legali della famiglia Scazzi, l'avv.Walter Biscotti, a nome suo e del suo collega Nicodemo Gentile, contro quei giornalisti che tentano di strappare qualche dichiarazione a componenti della famiglia Scazzi, e in particolare a Concetta che, da quando ha appreso della morte della figlia, ha deciso di non fare nessuna apparizione televisiva e di non commentare quanto accade nell'ambito delle indagini. «Agiremo - annuncia l'avv.Biscotti - contro chiunque in maniera così irrispettosa e con mezzucci di così basso profilo tenterà di non rispettare la volontà di Concetta di parlare solo a indagini concluse».


 
   
#41
unczlebobee
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LE URLA DI SABRINA IN CELLA:
"AIUTO, SONO INNOCENTE".
COSIMA AI PM: "NON RICORDO"

                  
   


    Attraverso le sbarre della cella urla la sua innocenza Sabrina Misseri: grida che vuole uscire e accusa il padre di essere un bugiardo. La ragazza, sospettata di aver aiutato il padre, Michele Misseri, ad uccidere la cugina, Sarah Scazzi, si trova nel carcere di Taranto da venerdì sera. Sabrina - secondo quanto si è appreso - si alimenta regolarmente e continua a leggere vecchie riviste femminili. A tratti piange, si affaccia, attraverso le sbarre, al finestrino della cella e urla: «Sono innocente, vi prego aiutatemi», dice.

MISSERI: "IO NON CONTAVO NULLA» «Io in casa non contavo nulla»: è quanto Michele Misseri, lo zio reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi, ha riferito ai pm nel corso di uno degli interrogatori per spiegare quale fosse la situazione all'interno del nucleo familiare. Lo si è appreso da fonti investigative. «Dormivo sulla sdraio - avrebbe aggiunto - mangiavo con le le mani e lavavo i piatti che mia moglie e mia figlia avevano usato». In questo modo Misseri avrebbe voluto far intendere ai magistrati che in casa veniva solo 'utilizzatò dagli altri famigliari.

COSIMA: «NON RICORDO COSA HO FATTO» «Non ricordo, non posso ricordare tutto quello che ho fatto». Davanti ai pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, Cosima Serrano - madre di Sabrina e moglie di Michele Misseri - non ha chiarito tutte le circostanze che le sono state proposte dai pubblici ministeri che indagano sulla morte della nipote. E sarebbero stati proprio i tanti «non ricordo» ripetuti nel corso dell'interrogatorio di ieri a convincere gli inquirenti, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, che Cosima possa non aver raccontato la verità o, quantomeno, tutta la verità. In particolare la madre di Sabrina non avrebbe saputo rispondere quando le è stato  chiesto di spiegare cosa ha fatto in quei dieci minuti che separano  l'arrivo di sua figlia Sabrina e della sua amica Mariangela Spagnoletti  in via Grazia Deledda e il momento in cui lei e Sabrina sono arrivate,  in auto, davanti a casa di Mariangela. «Non so nulla - avrebbe ripetuto  Cosima - non mi ricordo e non posso ricordarmi tutto». Proprio quei  dieci minuti, invece, secondo gli inquirenti, sono fondamentali per  cercare di spiegare il ruolo avuto da Cosima. Perchè se Mariangela è  attendibile quando smonta la ricostruzione di Sabrina, ragionano  magistrati e investigatori, altrettanto lo è nel momento in cui  definisce «strano» tutto quel tempo impiegato dalle due donne per  raggiungere casa sua. Ma la posizione di Cosima è al vaglio degli  inquirenti anche per un altro particolare, confermato dallo stesso  Misseri: era lei che comandava nella casa di via Grazia Deledda ed era  con lei che le due figlie, Sabrina e Valentina, avevano un legame  fortissimo. Di conseguenza, è il ragionamento che si fa in procura, è  molto difficile se non impossibile che Cosima non fosse a conoscenza di  quanto avveniva nella sua casa.

SABRINA SOTTO VIGILANZA La vigilanza delle agenti di polizia penitenziaria che la sorvegliano in carcere Sabrina Misseri, 24 ore su 24, è diventata molto più stretta così come sono molto più frequenti le visite mediche e di psicologi: si teme che la ragazza possa farsi del male. Sabrina continua a ripetere di essere innocente anche alle agenti di polizia che l'accompagnano - quando accetta di uscire - nell'ora d'aria.

COSIMA SAPEVA Cosima Serrano sapeva quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto a Sara. Gli inquirenti e gli investigatori che indagano sull'omicidio della quindicenne sono sempre più convinti, dopo l'interrogatorio di ieri durato circa tre ore, che la donna sia in qualche modo coinvolta e abbia avuto un ruolo nell'intera vicenda. Quantomeno quello di coprire il marito e la figlia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, al momento, però, Cosima non è indagata. Allo stato degli accertamenti svolti, spiegano infatti le fonti, non sarebbero ancora emersi elementi che possano far ipotizzare un suo coinvolgimento, superiore al favoreggiamento, che in ambito familiare non è punibile.

PSICOLOGO: «MISSERI HA ATTEGGIAMENTO PSICOTICO»   «L'atteggiamento di Misseri è tipico dello psicotico che, trovandosi in  difficoltà, non guarda più ai sentimenti e attacca tutti». Lo ha detto  all'ADNKRONOS il professore Piero Petrini, psichiatra. «Probabilmente  continuerà a cambiare versione - aggiunge Petrini - nel momento in cui  viene messo sotto stress, cambia la realtà». «Non si può fare una  diagnosi senza parlare con lui - ha precisato Petrini - ma da quello che  appare e dalle notizie che ci vengono riferite, il comportamento di  Misseri è quello tipico della psicosi e non della perversione». Prova ne  sarebbe secondo Petrini, «il fatto di non proteggere la prole. La  mancanza di origini è un altro tratto tipico dello psicotico che non  riconosce la figura paterna e quindi neanche le regole». «Essendo lui  psicotico - ha concluso Petrini - è chiaro che cambia continuamente la  versione dei fatti a seconda di quello che sente, con la conseguente  mancanza di continuità rispetto alla scelta fatta».


 
   
#42
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SARAH, SPUNTA UNA NUOVA
IPOTESI: "MISSERI DORMIVA
ALL'ORA DEL DELITTO"


        
                                      
    
         Spunta una nuova ipotesi investigativa nel delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana: all'ora dell'omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L'ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al momento conferme negli atti dell'inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane dell'uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli inquirenti. Michele Misseri tra le mura domestiche "non contava nulla", anzi veniva 'utilizzato' dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell'omicidio di Sarah. Misseri lo ha raccontato al suo legale e lo ha detto anche nel corso degli interrogatori ai quali è stato sottoposto a partire dal 6 ottobre. "Dormivo su una sdraio, mi alzavo presto di notte per lavare i piatti che loro avevano usato, io mangiavo con le mani": questo ha detto anche Michele Misseri per far intendere agli inquirenti lo scenario familiare nel quale viveva.

Dunque, il 'mostro', lo zio 'orco' che ha strangolato Sarah, sarebbe la stessa persona che veniva quotidianamente messa in un angolo dai suoi stessi congiunti, madre e figlia? Per l'avv. Daniele Galoppa, suo difensore, era una situazione che Misseri "accettava" più che subirla. Anzi, "accettava qualsiasi cosa". Misseri che, a detta ancora del suo legale, avrebbe sempre avuto "un trascinamento" per la figlia Sabrina, la cui personalità "ha sempre prevalso" su di lui. E' uno scenario familiare singolare quello che si ritrovano a costruire gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni di Misseri. Fra le donne della famiglia - mamma Cosima, le figlie Sabrina e Valentina, anche se quest'ultima vive e lavora a Roma con il marito - ci sarebbe un legame molto forte, fanno intendere gli inquirenti, e questo avrebbe portato quasi a mettere in minoranza il capofamiglia sulle scelte gestionali di casa. Donne unite anche da un carattere comune molto deciso.

La stessa Sabrina lo starebbe dimostrando in questi giorni di detenzione nel carcere di Taranto. La ventiduenne cugina di Sarah, gravemente indiziata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, è tenuta sotto stretta vigilanza in cella, da sola, 24 ore su 24 ed è sotto controllo di psicologi. A quanto si è appreso, legge vecchie riviste femminili, ma ogni tanto darebbe sfogo al suo desiderio di libertà affacciandosi al finestrino e gridando attraverso le sbarre 'Sono innocente, aiutatemi'. Una Sabrina molto diversa da quella descritta dai suoi amici, che la ricordano come una persona 'allegra, solare, 'caciaronà, autoironicà e persino un po 'imbranata'. E allora: Cosima, Sabrina e Valentina decidevano davvero tutto in casa, sovrastando e annullando le volontà di Michele Misseri, o lo zio omicida ha parlato di una famiglia che in realtà non esiste?

L'AMICO DI SABRINA: «LA ZIA DISSE DOVE STAVA IL CORPPO»   «Avevamo sbagliato strada già due volte poi Sabrina telefonò a sua  madre Cosima che le indicò esattamente il punto. Disse di provare a  vedere in 'Contrada Moscà. Così, raggiungemmo la zona e alla fine, tutta  quella fila di macchine parcheggiate a lato della strada, ci fece  capire che eravamo arrivati». Lo ha detto Ivano Russo, amico di Sabrina  Misseri e Sarah Scazzi, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il  Messaggero. Parlando della serata nella quale andò in onda Chi l'ha  visto?, Russo spiega «Sabrina era sorpresa e lo confermo. Da quella sera  non l'ho più vista. A me non sembra possibile che lei possa essere  coinvolta in questa vicenda ma davvero non capisco più nulla». «La  verità viene sempre a galla. In ogni caso - conclude Ivano Russo  nell'intervista - se l'avessi creduta capace di architettare tutto, non  avrei cercato di tenerla su e di esserle vicino».


 
   
#43
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Omicidio Scazzi: nuova perquisizione, “Sarah forse uccisa in casa”. Cosima verso nuovo interrogatorio

   
 

Sabrina Misseri

I Carabinieri tornano a casa Misseri, sul luogo del delitto, dove il 26 agosto è stata uccisa Sarah Scazzi. E nel pomeriggio dovrebbero ascoltare ancora Cosima Serrano, la zia di Sarah Scazzi. Cosima, infatti è stata portata di nuovo in caserma verso l’ora di pranzo, forse proprio in vista di un interrogatorio nel corso della giornata.
Indagano gli inquirenti, indagano ancora perché si fa strada l’ipotesi che le ricostruzioni finora fatte sono tutte sbagliate. E che Sarah sia stata uccisa in casa, non nel garage.
Ecco perché i Ris nella mattina di oggi, mercoledì 20 ottobre, sono tornati nella casa “degli orrori” per cercare qualche traccia di quel pomeriggio del 26 agosto. Hanno cercato, in particolare, alcune chiavi e la corda con cui è stata uccisa Sarah. Quella corda che zio Michele ha detto di aver bruciato ma che per gli inquirenti si troverebbe ancora nella villetta.
Subito dopo aver nuovamente perquisito casa Misseri, i Ris hanno poi accompagnato Cosima in caserma. La mamma di Sabrina è stata accompagnata dalla figlia maggiore Valentina, da sua sorella Emma e suo fratello Giuseppe ed è arrivata in caserma con un’auto privata. La permanenza nella caserma dei carabinieri ad Avetrana per Cosima Misseri è durata solo pochi minuti. Subito dopo, sempre con i suoi parenti e a bordo  dell’auto privata, la mamma di Sabrina si è allontanata per una destinazione al momento non conosciuta. Secondo voci non confermate, sarebbe stata convocata per essere sentita nel pomeriggio. L’ultimo interrogatorio le era stato fatto l’altro ieri, negli uffici della procura a Taranto.
A convincere gli investigatori che le ricostruzioni finora fatte sono errate, sono state soprattutto quelle versioni discordanti di Sabrina e Michele Misseri. Dal 6 ottobre, quando zio Michele iniziò a parlare e fece ritrovare il corpo di Sarah, “il mostro”, come molti lo chiamano, ha cambiato versione ben sei volte. Prima ha detto di aver ucciso Sarah da solo e di aver nascosto il cadavere nel pozzo della contrada Mosca. Poi ha aggiunto particolari, non ultimo la violenza su Sarah dopo la sua morte. Poi venerdì scorso ha stravolto il racconto e ha coinvolto la figlia Sabrina, che è stata fermata e condotta in carcere. Ora dice di voler parlare ancora, raccontare la “vera” verità e giura di non aver violentato Sarah. E lo farà presto, in incidente probatorio.
Solo che dall’altra parte, Sabrina nega tutto. Lo ha fatto davanti al Gip, davanti a familiari e amici, davanti alle telecamere. Peccato che nel suo racconto spuntino più di una contraddizione. Sabrina sostiene di essersi alzata dal letto alle 14.28 quando ricevette lo squillo di Sarah quel 26 agosto. La madre, invece, sposta il momento indietro. Ovvero quando arrivò un sms di conferma dell’appuntamento per il mare con Mariangela.
Sabrina, inoltre, sostiene di aver atteso l’arrivo dell’amica Mariangela in veranda quel 26 agosto. Mariangela racconta, invece, di aver trovato l’amica già in strada. Ricorda anche che Sabrina era già pronta e che era molto agitata. Armeggiava con il telefonino e già diceva: “L’hanno presa, l’hanno presa”.
Poi le auto. Sempre Mariangela racconta che quando arrivò a casa Misseri quel 26 agosto vicino al garage in cui Sarah era stata strangolata poco prima, c’erano entrambe le auto della famiglia Misseri. C’erano cioè sia la Opel Astra station wagon sia la Seat Marbella. Sabrina, invece, insiste sul fatto che la Marbella non c’era.


 
   
#44
unczlebobee
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SARAH UCCISA IN CASA.
"TROVATE LE CHIAVI"


        
                                      
    
         Il ritrovamento di un mazzo di chiavi, quello ritrovato dagli investigatori a casa Misseri diventa il nuovo tassello da aggiungere ad un puzzle sempre più complicato. Sembra sempre più lontana la soluzione del caso di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa il 26 agosto e ritrovata cadavere in un pozzo il sette ottobre, dopo la confessione dello zio Michele Misseri. Lunedì avverranno gli accertamenti tecnici irripetibili al Ris di Roma sul cellulare della ragazzina (sulla batteria ci sarebbero più impronte), sulla Seat Marbella dello zio indagato e altri reperti. Intanto c’è attesa per le nuove dichiarazioni che lo zio - orco si è detto disponibile a fare. Da quando ha tirato in ballo la figlia Sabrina, la cugina adorata di Sarah c’è attesa per le rivelazioni che potrebbero disegnare una nuova scena del crimine.
Chi ha ucciso Sarah? Gli investigatori non escludono la possibilità che l’omicidio sia avvenuto all’interno della casa e non nel garage, come sinora affermato da Michele. Non solo. Ad uccidere la ragazzina potrebbe essere stata proprio Sabrina per una gelosia sfociata nel rancore. Ieri il gip non ha preso alcuna decisione. I carabinieri, intanto, hanno portato via dalla villetta dei misteri un mazzo di chiavi, forse appartenuto a Sarah. Nella casa dello zio non è stata, invece, trovata la corda che l’uomo avrebbe stretto al collo della nipote. La nuova ipotesi è che la ragazzina sia stata strangolata con le mani. Sempre ieri Cosima Serrano, moglie di Misseri, si è recata con la figlia maggiore Valentina, nel carcere di Taranto a trovare Sabrina.
Nel corso del pomeriggio, è stato sentito dai carabinieri Ivano Russo, l’amico conteso fra Sabrina e Sarah. Il ragazzo avrebbe confermato che fu Cosima a indicargli, per telefono, il luogo dove era stato sepolto il corpo di Sarah, la notte in cui Misseri confessò l’omicidio;e gli inquirenti si chiedono a quanto pare come faceva Cosima a conoscere il posto esatto. Dopo l’interrogatorio, a Russo è stato restituito il telefonino, sequestrato per verificare chiamate e messaggi. (di Matilde Andolfo)

AMICA: SABRINA MAI GELOSA DI SARAH «Io e Sabrina siamo cresciute insieme, abitiamo una di fronte all'altra da quando avevo 6/7 anni. Frequentavo sia Sabrina che Sara, perchè dove c'era Sabrina c'era Sara. Sabrina non è mai stata gelosa di nessuno, e nel modo più assoluto di sua cugina». Lo ha raccontato a 'Mattino Cinquè, intervistata da Federica Panicucci, Liala, amica e vicina di casa di Sabrina Misseri e amica di Sara Scazzi. «Mi dissocio dalla descrizione televisiva del carattere di Sabrina. Sabrina - ha detto Liala - è una ragazza semplice, aperta, pulita, lavoratrice, non eccentrica, molto timida, che si scoraggia molto facilmente e che non si sente all'altezza e per questo motivo la prendevamo in giro. Non sembra neanche lei per la tenacia con cui adesso si difende. Era legatissima alla famiglia, alla strada e alla casa in cui viveva, era molto legata alle origini e soprattutto era legata a suo padre che era la prima persona della sua vita. Sono attualmente incredula rispetto alle accuse mosse contro Sabrina e contro tutta la famiglia». Liala ha anche raccontato i momenti che hanno preceduto lo stato di fermo di Sabrina: «Anche dopo che il padre ha ritrovato il cellulare - ha detto - ho frequentato quasi tutti i giorni casa Misseri, perchè fu una notizia un pò scioccante. Sono stata con lei fino al giorno prima che la portassero via. L'idea di riunirci a casa sua quella sera fu mia, perchè Sabrina stava male, era in camera con la luce spenta e non mangiava e pensai che stare tutti insieme la potesse risollevare. Siamo stati tutti insieme fino a tardi, abbiamo parlato di vecchi ricordi, abbiamo visto le nostre foto da piccoline. Sabrina durante la serata continuava a domandarsi quando sarebbero arrivati i carabinieri per interrogarla, non vedeva l'ora di difendersi, di dire la propria opinione perchè da sempre anche in paese hanno puntato il dito contro di lei, tacciandola di essere colpevole. Sapeva che prima o poi l'avrebbero interrogata».

"MISSERI NON ERA SOPRAFFATTO" «Michele Misseri non era assolutamente sopraffatto dalle figure femminili della famiglia, era un uomo che delegava molto». Lo ha raccontato a 'Mattino Cinque', intervistata da Federica Panicucci, Liala, amica e vicina di casa di Sabrina Misseri e amica di Sara Scazzi. «Si è parlato - ha detto ancora Liala al riguardo - anche del fatto che Cosima, la madre di Sabrina tenesse la contabilità e ritengo fosse così solo per comodità e semplice organizzazione familiare. Penso che Cosima abbia anche ben amministrato, non è una famiglia ricca e tutto quello che hanno costruito lo hanno costruito con i loro sforzi e i loro sacrifici, non è mai andata a chiedere nulla a nessuno e a loro non è mai mancato nulla». «Non ho idea - conclude la giovane - di chi possa essere stato ad uccidere Sarah. Non accuso nessun componente di questa famiglia perchè dal mio punto di vista era una famiglia modello e soprattutto il padre. Credo all'innocenza di Sabrina, la difendo perchè non ho motivo di accusarla. Ora mi trovo disorientata e voglio sapere la verit…».

VALENTINA: «MIA SORELLA INNOCENTE»
«Mia sorella è innocente, lo sappiamo al mille per mille». Lo ha detto stamattina Valentina Misseri per telefono a Radio citta futura, che ne dà notizia in una nota, in relazione alla posizione processuale della sorella Sabrina. «Io non c'ero quando Sara è stata assassinata - aggiunge - ma sono convintissima che è mio padre che mente. Non vogliamo rilasciare interviste. Mia madre non riesce proprio a parlare. Le interviste che abbiamo rilasciato finora hanno soltanto danneggiato mia sorella: adesso si permettono anche di psicanalizzarla attraverso il video, quando si sa che tutte le persone che non sono abituate a stare davanti alle telecamere non sono se stesse». Ultima battuta di Valentina Misseri sull'assedio di giornalisti e tv davanti a casa: «Sono venuti qua, hanno litigato anche in casa per avere l'intervista da mia sorella e sono stati fortunati ad avere a disposizione una famiglia buona che non ha saputo dire di no».


 
   
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