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Melania Rea Sgozzata la madre 29enne scomparsa

Pagini:  1 2 Moderat de grass
#26
wahid772
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MELANIA, IL MARITO DISSE
ALL'AMANTE: "LA LASCIO"

                                                      
    
          ASCOLI PICENO - «Stai tranquilla, dirò a Melania che è finita, che è meglio lasciarci, domani lo faccio..». A parlare con la sua amante, Francesca, il 17 aprile, è il caporal maggiore 30enne Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, scomparsa il 18 aprile e trovata morta il 20 aprile. Parolisi aveva promesso tante volte all'amante che avrebbe lasciato sua moglie, ma quella sera di domenica 17 aprile, al telefono, fu molto più convincente del solito con la sua ex allieva alla caserma di Ascoli, la 27enne con la quale da due anni teneva in piedi una relazione extraconiugale «importante, forte e impetuosa» come la stessa soldatessa ha rivelato agli inquirenti.  Sul delitto di Melania la pista passionale è sempre stata la più battuta, scoprire che il marito della vittima ha una doppia vita è tutto fuorché un dettaglio. Parolisi, di questa relazione extraconiugale aveva parlato con gli inquirenti in maniera piuttosto sbrigativa. L'aveva liquidata come «una scappatella di breve durata, una cosa lontana...».

Francesca invece ne ha parlato agli inquirenti come «un amore vero, importante», la storia di due persone che progettano una vita insieme. «Melania - ha affermato Francesca - sapeva della nostra relazione e aveva capito benissimo che non era la solita avventura. Mi ha telefonato due volte, cercando di convincermi a lasciar perdere suo marito. Ma anche quando eravamo lontani - ha detto la soldatessa - ci sentivamo di continuo». Francesca descrive Salvatore come «un uomo innamorato, pronto a lasciare Melania, anche dopo che è nata la bambina», scrive il Corriere della Sera. Il caporal maggiore aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dalla caserma «Clementi» di Ascoli a quella di Sabaudia, città dove vive l'amante. La partenza era prevista ai primi di giugno.

«A Melania - ha raccontato la soldatessa - Salvatore non avrebbe dovuto dire che si separava per un'altra donna, ma solo che era meglio chiudere perché non andavano più d'accordo: non voleva farla soffrire...». Parolisi e la moglie il 18 aprile si trovavano a Colle San Marco per una scampagnata. «Poi Melania è andata in bagno e non l'ho più vista...», raccontò il militare. Prima che l'uomo desse l'allarme passarono almeno 50 minuti. L'uomo, mentre gli inquirenti cercavano tracce e reperti, ha sentito l'urgenza di far sapere che in quel luogo si era appartato con Melania 10 giorni prima della scomparsa». A giorni Parolisi verrà risentito dai magistrati di Ascoli. Michele, fratello di Melania, crede alla sua versione: «L'ho guardato negli occhi: prova il nostro stesso dolore».


 
   
#27
wahid772
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Postari: 47
MELANIA. SVOLTA AL GIALLO,
IL MARITO A ORE DAI PM


                                               
    
         ASCOLI PICENO - Sono le ore più importanti ad Ascoli Piceno, quelle che porteranno alla svolta del giallo di Carmela Melania Rea. Gli inquirenti negli ultimi giorni hanno raccolto fiumi di testimonianze, a partire dalle undici ore di deposizione di Francesca, la soldatessa laziale che ha affermato di essere stata l'amante di Salvatore Parolisi. La giovane ha rivelato dettagli importanti che, pare, abbiano fatto emergere contraddizioni con la versione di Parolisi. E' questione di ore l'audizione del caporal maggiore dell'esercito di stanza ad Ascoli marito di Carmela Melania Rea. Fino ad oggi Parolisi non ha preso materialmente contatto con gli investigatori, ma ha fatto solo sapere attraverso gli organi di stampa di essere pronto a dare risposte e «a fare domande». Non si sa se il militare si presenterà con un avvocato. Tecnicamente non è indagato, e verrà sentito per assumere «sommarie informazioni testimoniali», quindi potrà scegliere se avvalersi o meno di un legale. Giorni fa si era ipotizzato che l'interrogatorio potesse essere fissato dopo i funerali di Melania, ma i tempi si sono invece nettamente accorciati. La salma è ancora a disposizione delle autorità, perché sono necessari altri esami, ma già questo fine settimana, al massimo la prossima, i resti della donna saranno restituiti ai familiari per le esequie.

IL MARITO ALL'AMANTE: "LA LASCIO" «Stai tranquilla, dirò a Melania che è finita, che è meglio lasciarci, domani lo faccio..». A parlare con la sua amante, Francesca, il 17 aprile, è il caporal maggiore 30enne Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, scomparsa il 18 aprile e trovata morta il 20 aprile. Parolisi aveva promesso tante volte all'amante che avrebbe lasciato sua moglie, ma quella sera di domenica 17 aprile, al telefono, fu molto più convincente del solito con la sua ex allieva alla caserma di Ascoli, la 27enne con la quale da due anni teneva in piedi una relazione extraconiugale «importante, forte e impetuosa» come la stessa soldatessa ha rivelato agli inquirenti. Sul delitto di Melania la pista passionale è sempre stata la più battuta, scoprire che il marito della vittima ha una doppia vita è tutto fuorché un dettaglio. Parolisi, di questa relazione extraconiugale aveva parlato con gli inquirenti in maniera piuttosto sbrigativa. L'aveva liquidata come «una scappatella di breve durata, una cosa lontana...».

Francesca invece ne ha parlato agli inquirenti come «un amore vero, importante», la storia di due persone che progettano una vita insieme. «Melania - ha affermato Francesca - sapeva della nostra relazione e aveva capito benissimo che non era la solita avventura. Mi ha telefonato due volte, cercando di convincermi a lasciar perdere suo marito. Ma anche quando eravamo lontani - ha detto la soldatessa - ci sentivamo di continuo». Francesca descrive Salvatore come «un uomo innamorato, pronto a lasciare Melania, anche dopo che è nata la bambina», scrive il Corriere della Sera. Il caporal maggiore aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dalla caserma «Clementi» di Ascoli a quella di Sabaudia, città dove vive l'amante. La partenza era prevista ai primi di giugno.

«A Melania - ha raccontato la soldatessa - Salvatore non avrebbe dovuto dire che si separava per un'altra donna, ma solo che era meglio chiudere perché non andavano più d'accordo: non voleva farla soffrire...». Parolisi e la moglie il 18 aprile si trovavano a Colle San Marco per una scampagnata. «Poi Melania è andata in bagno e non l'ho più vista...», raccontò il militare. Prima che l'uomo desse l'allarme passarono almeno 50 minuti. L'uomo, mentre gli inquirenti cercavano tracce e reperti, ha sentito l'urgenza di far sapere che in quel luogo si era appartato con Melania 10 giorni prima della scomparsa». A giorni Parolisi verrà risentito dai magistrati di Ascoli. Michele, fratello di Melania, crede alla sua versione: «L'ho guardato negli occhi: prova il nostro stesso dolore».


 
   
#28
wahid772
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MELANIA, IL FRATELLO: "NON
VOLEVA LASCIARE IL MARITO"


                                                  
    
          ASCOLI PICENO - Il fratello di Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, la 29enne morta nei boschi del teramano, ha difeso pubblicamente il parente, parlando con i giornalisti del caso di Melania e delle ultime indiscrezioni su una relazione extraconiugale di Salvatore. Sul matrimonio di quest'ultimo e di Melania, ha detto Rocco Parolisi, «ne escono di cotte e di crude. Noi ci rimettiamo agli inquirenti. Che le notizie seguano il loro corso - osserva -. Anche le indagini seguiranno il loro e saranno quelle a fare stato». «Quello che si sapeva è stato detto - aggiunge -, se c'è qualcosa da chiarire sarà chiarito. Poi chi dovrà, farà l'equazione». Intanto però Rocco non augura a nessuno «di passare quello che stiamo passando noi, non auguro a nessuno, neppure al peggiore nemico, il male che ci hanno fatto i giornalisti».
Rocco non pensa che il fratello parteciperà ad altre trasmissioni televisive, «perchè è come mettere il dito nella piaga». Basta con i processi mediatici: se le notizie trapelate «sono cose attinenti a quello che è successo, è giusto che vengano fuori». Ma in caso contrario, Rocco Parolisi sfida «chiunque a non avere uno scheletro nell'armadio, una marachella». Intanto Salvatore continua a dividersi tra la casa dei suoi genitori a Frattamaggiore e quella dei genitori di Melania a Somma Vesuviana, insieme alla piccola Vittoria.

E anche il fratello della ragazza morta, ai microfoni de La vita in diretta, ha avuto molto da dire sul caso. Melania, secondo Michele, non voleva lasciare Salvatore e il fatto che abbia manifestato l'intenzione di iscrivere la bambina nella scuola che lei stessa aveva frequentato a Somma Vesuviana, significava soltanto che nel suo paese intendeva tornare in attesa di trovare una casa a Sabaudia, dove il marito Salvatore aveva chiesto di poter essere trasferito. In pratica, ha spiegato Michele, si sarebbe «appoggiata» a casa dei suoi. L'uomo ha detto anche che il cognato, tra le altre possibili destinazioni, aveva indicato anche Napoli e Avellino. Di Sabaudia, però, è Ludovica P., il caporale ventisettenne con cui Parolisi aveva una relazione. Michele ha ribadito che Melania sembrava tranquilla, non ossessionata dall'idea del tradimento, e d'altra parte «era una ragazza che non si teneva niente».


 
   
#29
wahid772
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MELANIA, SI PUNTA AL MARITO:
"O INDAGATO O SI RIPARTE"

                                                      
    
         ASCOLI PICENO - Si conoscerà nel giro di poche ore la direzione che assumerà l'inchiesta sull'omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane donna assassinata a coltellate in una pineta del Teramano dopo essere scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, dov'era andata insieme al marito Salvatore Parolisi il 18 aprile scorso. Ed è proprio il vedovo, caporalmaggiore dell'esercito di stanza al Rav Piceno, lo spartiacque: dalla sua audizione, che appunto dovrebbe essere convocata a breve, si saprà se è indagato per omicidio o se le indagini dovranno ripartire da zero. È la sensazione colta negli ambienti investigativi, dove si fa capire chiaramente che Parolisi non ha detto tutto. A cominciare dalla sua relazione, stabile, con Ludovica P., 27 anni, caporale all'ottavo Reggimento lancieri di Montebello. Una ragazza anche lei bellissima, come Melania, mora, il corpo sinuoso (come appare in una foto su Facebook, di cui la ragazza ha chiuso la finestra appena la sua immagine ha cominciato a circolare), amante dei cavalli, una laurea alla Sapienza di Roma. Salvatore, sentito dai carabinieri, al comando del col. Alessandro Patrizio, l'aveva liquidata come una storia di poca importanza. Ma non è vero. I due si frequentavano da due anni e sembra che l'ultima volta si siano visti pochi mesi fa, in un albergo di San Benedetto del Tronto. Non solo: il militare avrebbe parlato con lei il 17 aprile, alla vigilia della scomparsa di Melania, promettendole che avrebbe chiesto alla moglie la separazione. Secondo voci non confermate, il primo maggio, quando ormai la tragedia si era consumata, si sarebbero ancora sentiti, ma lui le avrebbe chiesto di chiamarlo al numero di una cabina telefonica, nel timore che la telefonata potesse essere rintracciata attraverso i tabulati dei suoi due telefoni cellulari, uno dedicato. Nè il tradimento nè questo comportamento bastano a fare di lui il colpevole, ma certo ne definiscono la personalità. Troppe omissioni, troppe incongruenze nel suo racconto di quel giorno. È probabile, infatti, che proprio il 18 aprile lui e Melania, che era al corrente della relazione extraconiugale, avessero litigato di brutto.


 
   
#30
wahid772
Membru nou
Postari: 47
MELANIA, PARLA L'AMANTE
DEL MARITO: "È INNOCENTE".
E L'AMICO RITRATTA


                                                          
    
          ASCOLI PICENO - Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, dormì a casa dell'amico Raffaele Paciolla nella notte fra il 20 e il 21 aprile, e non il 18, giorno in cui Melania è scomparsa, per essere poi ritrovata cadavere il 20. Lo ha detto ai cronisti l'avv. Tommaso Pietropaolo, amico di Paciolla, per smentire le ricostruzioni secondo cui Parolisi avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell'amico agente di custodia, allontanandosi poi all'alba del giorno successivo. Questa mattina Paciolla, al quale Salvatore telefonò subito il 18 pomeriggio, perchè lo raggiungesse e Colle San Marco e lo aiutasse nelle ricerche di Melania, è tornato a palazzo di giustizia ad Ascoli Piceno. All'arrivo dell'agente, la pattuglia di giornalisti e cameraman che da giorni staziona fuori dal tribunale a caccia di notizie si è lanciata in una rincorsa al testimone: attimi concitati, in cui è stata bloccata pure un'autocorriera. Paciolla se ne è poi andato, senza parlare con i cronisti.

L'AMANTE: SALVATORE E' INNOCENTE Dopo l’uccisione di Melania Rea sono emerse, anche pubblicamente, tutte le amanti del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi. Per una in particolare, Ludovica Perrone, aveva un apposito cellulare. E mentre l’amante sognava e credeva nel grande amore, lui probabilmente raccontava le sue storielle ai colleghi tra una flessione e l’altra. Ma per essere additato come assassino, le relazioni extraconiugali non sono sufficienti. E anche la famiglia della giovane mamma uccisa a coltellate crede nella sua innocenza. «Credevo nell'amore, ho ferite che non guariscono, non merito di essere sbattuta sui giornali», dice la soldatessa 27enne che svolge il suo servizio a Lecce. Qualcuno dei suoi commilitoni si lascia sfuggire un commento sulla Perrone: «una ragazza precisa, disciplinata, mai eccessiva nelle relazioni». «Non so più chi sia Salvatore, ma sono ancora convinta che non sia un assassino», dice lei di Parolisi, che racconta di lei come «un flirt finito da un pezzo». E lei ripete a se stessa «ce la farò, ne uscirò». È arrivata a Lecce a febbraio, per un corso di addestramento sui Puma, i blindati leggeri; si allena a diventare capocarrista, andrà via a fine maggio, «nel suo futuro ci sono missioni all'estero», dicono. Il giorno del delitto era in caserma a Lecce, tra superiori e commilitoni, a centinaia di chilometri dal maledetto bosco dov'è morta Melania. Altrimenti tutti avrebbero sospettato di lei. «Ero innamorata, ora ho il dubbio che mi abbia preso in giro», dice la Perrone, che non si è mai sentita «l'amante di Salvatore», supportata dalle parole di lui: «voglio te, solo te, lascerò Melania e vivremo insieme», dette tra alberghi e la Renoult che ospitava il loro amore clandestino «pure in certi giorni», ha fatto mettere a verbale lei, per spiegare le macchioline di sangue che le appartengono e che il Ris ha trovato sul sedile del passeggero. L'ultima volta si sono incontrati a San Benedetto del Tronto nell’ennesima pensione. Si sono sentiti ancora la sera prima che Melania morisse e forse una traccia su quel cellulare segreto può avere scatenato un'ultima terribile lite tra marito e moglie. Anche il 1° maggio lei lo ha chiamato e lui le ha intimato: «Non chiamarmi più sul cellulare!». «Per ogni corso c'erano trecento ragazze e per lui almeno tre o quattro storielle», si lascia scappare un’investigatore. 

LE COLTELLATE DOPO LA MORTE - Ventitré sono state le coltellate per uccidere Melania Rea. Ma un’altra decina di coltellate sono arrivate dopo la morte. Ce ne sono alcune, come dimostrano i diversi tempi di coagulazione del sangue, che sono state provocate successivamente: una messinscena per depistare, a cominciare dalla svastica incisa nella coscia, da alcuni tagli sulle braccia e dalla siringa conficcata nel seno sinistro. Il killer sarebbe quindi tornato nel bosco delle Casermette, a distanza di qualche ora. Quel boschetto è poco frequentato di giorno: di notte non ci passa nessuno. Gli inquirenti stanno controllando gli spostamenti di numerose persone, tra cui Parolisi.La sera del 18 aprile, il caporal maggiore, dopo aver partecipato fino a notte fonda alle ricerche di Melania, non ha dormito a casa sua, ma dall'amico Raffaele. Quest'ultimo ha poi raccontato di essersi svegliato la mattina, «ma Salvatore non c'era più, è uscito molto presto». Parolisi ha trascorso gran parte del 19 aprile nella caserma di Ascoli, dove lavora. Un comportamento che ha suscitato più di un interrogativo.  È emerso anche che in quei drammatici giorni Salvatore e la sua amante si sono sentiti ripetutamente. Sia prima che dopo la scomparsa di Melania.

L'AUDIZIONE DI PAROLISI Potrebbe essere questione di ore l’audizione di Salvatore Parolisi, il caporal maggiore dell’esercito di stanza ad Ascoli marito di Melania Rea. Sarà riascoltato per chiarire incongruenze e punti oscuri della sua ricostruzione dei fatti. Fino ad oggi Parolisi non ha preso contatto con gli investigatori, ma ha fatto sapere di essere pronto a dare risposte e «a fare domande». Non si sa se il militare si presenterà con un avvocato. Tecnicamente non è indagato.
Gli ultimi accertamenti hanno messo in luce tutta una serie di sue mancate verità. Il caporal maggiore aveva due cellulari, uno dedicato all’amante Ludovica P. di Sabaudia, dove si stava per trasferire. Tra lui e la soldatessa il legame era forte e quotidiano, tant’è che si sono sentiti la sera prima dell’omicidio di Melania e ancora il primo maggio quando le avrebbe chiesto di non parlare al cellulare ma di chiamarlo da una cabina telefonica. Un comportamento insolito, ma comprensibile se si pensa che sapeva di essere al centro delle indagini. Gli inquirenti hanno poi accertato che Melania sapeva della relazione e aveva anche parlato due volte con la rivale.
«Essere un adultero, non significa essere un assassino, ma deve chiarire», spiegano i carabinieri. Per i parenti di Melania, Salvatore ha già chiarito. Lo ritengono innocente. Così ieri il fratello di Melania, Michele: «Mio cognato, tra le altre possibili destinazioni, aveva indicato Napoli e Avellino. Non solo Sabaudia. Inoltre, Melania era tranquilla, non ossessionata dall’idea del tradimento, e d’altra parte era una ragazza che non si teneva niente. Non voleva lasciare Salvatore». Se alla fine, però, il marito risultasse estraneo, l’inchiesta dovrebbe ripartire da zero? Il dubbio c’è.


 
   
#31
wahid772
Membru nou
Postari: 47
MELANIA, L'AMICO RITRATTA:
"PAROLISI DORMÌ DA ME IL 20"


                                                      
    
          ASCOLI PICENO - Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, dormì a casa dell'amico Raffaele Paciolla nella notte fra il 20 e il 21 aprile, e non il 18, giorno in cui Melania è scomparsa, per essere poi ritrovata cadavere il 20. Lo ha detto ai cronisti l'avv. Tommaso Pietropaolo, amico di Paciolla, per smentire le ricostruzioni secondo cui Parolisi avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell'amico agente di custodia, allontanandosi poi all'alba del giorno successivo. Questa mattina Paciolla, al quale Salvatore telefonò subito il 18 pomeriggio, perchè lo raggiungesse e Colle San Marco e lo aiutasse nelle ricerche di Melania, è tornato a palazzo di giustizia ad Ascoli Piceno. All'arrivo dell'agente, la pattuglia di giornalisti e cameraman che da giorni staziona fuori dal tribunale a caccia di notizie si è lanciata in una rincorsa al testimone: attimi concitati, in cui è stata bloccata pure un'autocorriera. Paciolla se ne è poi andato, senza parlare con i cronisti.

SOLDATESSA IN LICENZA È in licenza dal giorno dell'audizione Ludovica Perrone, di 27 anni, caporale all'ottavo Reggimento lancieri di Montebello che per giorni è stata nella caserma Nacci di Lecce per seguire un corso di addestramento. Lo si apprende da fonti militari. La soldatessa è stata ascoltata dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane donna assassinata a coltellate in una pineta del Teramano dopo essere scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, dov'era andata insieme al marito Salvatore Parolisi il 18 aprile scorso. La ventisettenne, che è stata l'amante del marito della vittima, Salvatore Parolisi - a quanto viene riferito - ha preferito andare in licenza per sfuggire all'attenzione mediatica.


 
   
#32
Burjny
Membru
Postari: 58
MELANIA, LA PRIMA FOTO DI
LUDOVICA: "CREDO IN TORE"

                                                  
    
          LECCE - Chi è Ludovica Perrone? La soldatessa ventisettenne, caporale all'ottavo Reggimento lancieri di Montebello, è in licenza dal giorno dell'audizione e cerca in tutti i modi di sfuggire all'attenzione mediatica, tanto da cercare di cancellare ogni sua traccia dai social network ma ormai, dopo l’uccisione di Melania Rea, il suo nome sta diventando sempre più familiare a chi segue le indagini, anche ai semplici cittadini, e il suo profilo viene ricostruito dal grande pubblico attraverso le sue stesse parole e quelle degli ufficiali che lavorano con lei.
Per una parte dell’opinione pubblica è una sfascia-famiglie, l’amante del caporalmaggiore Salvatore Parolisi, marito e ora vedovo di Melania Rea. Per i suoi colleghi « è una ragazza precisa, molto equilibrata e fa le cose per bene. Sa creare buone relazioni, ma non è eccessiva, è prudente». È arrivata a Lecce a febbraio, per un corso di addestramento sui Puma, i blindati leggeri; si allena a diventare capocarrista, andrà via a fine maggio, «nel suo futuro ci sono missioni all'estero», dicono.
Dalle sue parole, invece, emerge un altro profilo ancora, quello della ragazza romantica e, forse, ingannata, ma che ancora crede alle parole dell’uomo per cui aveva perso la testa:
«Non so più chi sia Salvatore, ma sono ancora convinta che non sia un assassino», dice lei di Parolisi,
«credevo nell'amore, ho ferite che non guariscono, non merito di essere sbattuta sui giornali. Ero innamorata, ora ho il dubbio che mi abbia preso in giro».
Diversa la connotazione che lo stesso Salvatore Parolisi dà alla loro storia, da lui definita come «un flirt finito da un pezzo», anche se i due si sono sentiti anche la sera prima che Melania morisse e forse proprio una traccia su quel cellulare segreto può avere scatenato un'ultima terribile lite tra marito e moglie. Anche il 1° maggio lei lo ha chiamato e lui le ha intimato: «Non chiamarmi più sul cellulare!». Una ragazza che non si è mai sentita «l'amante di Salvatore», e che si faceva forza con le parole che lui le ripeteva: «voglio te, solo te, lascerò Melania e vivremo insieme», dette tra alberghi e la Renault che ospitava il loro amore clandestino «pure in certi giorni», ha fatto mettere a verbale lei, per spiegare le macchioline di sangue che le appartengono e che il Ris ha trovato sul sedile del passeggero.
E lei ripete a se stessa «ce la farò, ne uscirò».Il giorno del delitto era in caserma a Lecce, tra superiori e commilitoni, a centinaia di chilometri dal maledetto bosco dov'è morta Melania. Altrimenti tutti avrebbero sospettato di lei.


 
   
#33
Burjny
Membru
Postari: 58
MELANIA, IL MARITO SOTTO
TORCHIO IN CASERMA

                    
                        
    
          ASCOLI PICENO - Ascoltato a lungo nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, nel Napoletano, il caporalmaggiore dell'esercito Salvatore Parolisi, marito di Carmela Melania Rea, la donna trovata uccisa a coltellate il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella (Teramo). L'uomo è stato sentito ancora come persona informata sui fatti dal pm Umberto Monti, in trasferta da Ascoli Piceno, e da due ufficiali dei carabinieri, che hanno raccolto anche le testimonianze dei familiari della coppia. Fuori dalla caserma, una folla di curiosi, divisi tra colpevolisti e innocentisti.

L'incontro era annunciato da giorni come l'appuntamento chiave dell'inchiesta, ma la svolta, per il momento, sembra rimandata. Parolisi è finito nell'occhio del ciclone soprattutto dopo le rivelazioni di una sua ex allieva del 235/o Rav Piceno di Ascoli, Ludovica P., 27 anni, con cui l'uomo ha avuto una relazione extraconiugale. La giovane ha parlato di un rapporto durato due anni, e che sarebbe andato avanti con incontri clandestini e contatti telefonici (lui con un cellulare dedicato, intestato però a un amico) anche a ridosso della scomparsa e dell'uccisione di Melania. La soldatessa è ora in licenza per evitare il clamore mediatico. Parolisi è entrato questo pomeriggio intorno alle 16 nella caserma di Somma Vesuviana, paese della Rea, insieme ai parenti. Poco più tardi, a bordo della sua auto, una Renalt 'Scenic' scura, è ripartito, scortato da due auto dei carabinieri, e si è trasferito nella caserma di Castello di Cisterna. Con lui, anche i genitori e il fratello di Melania.

Tutti sono stati sentiti per precisare alcuni aspetti delle dichiarazioni rese subito dopo il ritrovamento del cadavere. Il militare deve rendere conto di frasi e circostanze poco chiare, di alcune piccole e grandi bugie che, pur non facendo di lui un assassino, di certo hanno gettato molte ombre sulla sua immagine di marito irreprensibile. E allora si ritorna a parlare di dove si trovavano moglie e marito il 18 aprile, quando Melania è scomparsa a Colle San Marco (Ascoli Piceno). Si continuano a studiare i tabulati telefonici e le celle. Lavoro non facile poichè fra Ripe di Civitella e Colle San Marco, distanti in linea d'aria pochi chilometri, c'è una confluenza di celle telefoniche che non agevola il lavoro degli investigatori, un pò come già avvenuto per il caso dell'omicidio di Rossella Goffo, ritrovata cadavere proprio a Colle San Marco lo scorso 5 gennaio. Si tornerà a indagare ancora sul corpo di Melania, su quelle 9 ferite post mortem per cercare di capire quando sono state inferte dall'assassino, quanto tempo cioè era passato dal momento del decesso causato dalle precedenti 23 coltellate.

CURIOSI DAVANTI ALLA CASERMA Qualcuno aspetta addirittura di vederlo uscire dalla caserma in manette. Qualcun altro vuole semplicemente capire come andrà a finire la brutta storia di Carmela Melania Rea. Folla di curiosi davanti alla caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, all' interno della quale, secondo quanto appreso, ci dovrebbe essere Salvatore Parolisi, vedovo di Melania. «Ho sentito dalla tv che stava in questa caserma ed ora sono qui perchè sono sicuro che è colpevole e che stasera lo vedremo uscire con le manette - dice Sergio, di Pomigliano d' Arco, comune vicinissimo a Castello di Cisterna - lo stesso fatto che è stato trasferito da una caserma secondaria ad un' altra più importante, secondo me significa qualcosa». Cittadini-detective in questi giorni hanno addirittura osservato il movimento delle mani, del viso di Salvatore quando, in tv, raccontava quanto accaduto. «Gesticolava le mani in maniera strana, non mi ha convinto dal primo momento - ha aggiunto Marietta - secondo me nasconde qualcosa, qualcosa di brutto». Colpevolisti a parte c'è anche chi vuole semplicemente capire. «Non siamo noi a dire se è colpevole o innocente - racconta Gino - noi vogliamo soltanto sapere come sono andate le cose e mettere la parola fine a questa vicenda che ha scosso tutti».

AMICO: DORMI' DA ME IL 20 Parolisi, dormì a casa dell'amico Raffaele Paciolla nella notte fra il 20 e il 21 aprile, e non il 18, giorno in cui Melania è scomparsa, per essere poi ritrovata cadavere il 20. Lo ha detto ai cronisti l'avv. Tommaso Pietropaolo, amico di Paciolla, per smentire le ricostruzioni secondo cui Parolisi avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell'amico agente di custodia, allontanandosi poi all'alba del giorno successivo. Questa mattina Paciolla, al quale Salvatore telefonò subito il 18 pomeriggio, perchè lo raggiungesse e Colle San Marco e lo aiutasse nelle ricerche di Melania, è tornato a palazzo di giustizia ad Ascoli Piceno. All'arrivo dell'agente, la pattuglia di giornalisti e cameraman che da giorni staziona fuori dal tribunale a caccia di notizie si è lanciata in una rincorsa al testimone: attimi concitati, in cui è stata bloccata pure un'autocorriera. Paciolla se ne è poi andato, senza parlare con i cronisti.

SOLDATESSA IN LICENZA È in licenza dal giorno dell'audizione Ludovica Perrone, di 27 anni, caporale all'ottavo Reggimento lancieri di Montebello che per giorni è stata nella caserma Nacci di Lecce per seguire un corso di addestramento. Lo si apprende da fonti militari. La soldatessa è stata ascoltata dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane donna assassinata a coltellate in una pineta del Teramano dopo essere scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, dov'era andata insieme al marito Salvatore Parolisi il 18 aprile scorso. La ventisettenne, che è stata l'amante del marito della vittima, Salvatore Parolisi - a quanto viene riferito - ha preferito andare in licenza per sfuggire all'attenzione mediatica.

LE COLTELLATE DOPO LA MORTE - Ventitré sono state le coltellate per uccidere Melania Rea. Ma un’altra decina di coltellate sono arrivate dopo la morte. Ce ne sono alcune, come dimostrano i diversi tempi di coagulazione del sangue, che sono state provocate successivamente: una messinscena per depistare, a cominciare dalla svastica incisa nella coscia, da alcuni tagli sulle braccia e dalla siringa conficcata nel seno sinistro. Il killer sarebbe quindi tornato nel bosco delle Casermette, a distanza di qualche ora. Quel boschetto è poco frequentato di giorno: di notte non ci passa nessuno. Gli inquirenti stanno controllando gli spostamenti di numerose persone, tra cui Parolisi.La sera del 18 aprile, il caporal maggiore, dopo aver partecipato fino a notte fonda alle ricerche di Melania, non ha dormito a casa sua, ma dall'amico Raffaele. Quest'ultimo ha poi raccontato di essersi svegliato la mattina, «ma Salvatore non c'era più, è uscito molto presto». Parolisi ha trascorso gran parte del 19 aprile nella caserma di Ascoli, dove lavora. Un comportamento che ha suscitato più di un interrogativo. È emerso anche che in quei drammatici giorni Salvatore e la sua amante si sono sentiti ripetutamente. Sia prima che dopo la scomparsa di Melania.


 
   
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