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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Bin Laden ucciso! Festa in USA! Moderat de grass
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#26
vangilat
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OBAMA A GROUND ZERO
DEPONE UNA CORONA DI FIORI


    
          ROMA - Per chiudere il cerchio dopo dieci anni, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, ha oggi deposto una corona di fiori a Ground Zero, in un silenzio pieno di emozione, disturbato soltanto dal forte vento che soffiava a Ground Zero: esattamente come era successo in occasione del primo anniversario, nel 2002, degli attacchi dell'11 settembre contro le Torri Gemelle, quello decisamente più intenso. Per la prima volta da presidente, Obama ha fatto il viaggio a Ground Zero a quasi 10 anni dal dramma che ha cambiato il volto del mondo, ma soprattutto pochi giorni dopo il blitz in Pakistan che ha permesso di uccidere Osama bin Laden, il ricercato numero uno: per rendere omaggio ai newyorchesi e spiegare che l'America non dimenticherà mai quello che è successo. L'obiettivo della visita del presidente (che era già venuto nel 2008 da candidato alla Casa Bianca), era proprio di chiudere il cerchio, come ha chiaramente lasciato intendere il portavoce della Casa Bianca Jay Carney a bordo dell'AirForceOne. Siamo qui «per riconoscere la tremenda perdita subita dalla città l'11 settembre», ha detto infatti Carney, ricordando che l'uccisione di Bin Laden «rappresenta un grandissimo successo», ma «è importante riconoscere» che siamo ancora in guerra. Obama ha deposto una corona di fiori (aquistata da una ditta che possedeva un negozio in una delle Torri crollate) in mezzo al memoriale dell'11 Settembre in costruzione, che sorgerà nei prossimi anni nella ferita che si sta pian piano rimarginando nel sud di Manhattan, non lontano dal ponte di Brooklyn e da Wall Street. In quella occasione l'inquilino della Casa Bianca non ha pronunciato una parola, se non con i familiari della vittime, molti dei quali ha incontrato poi, per lunghi minuti, lontano dalla stampa. Il presidente ha parlato prima della cerimonia, in occasione di una visita ad una caserma di pompieri, quella della centralissima Times Square, e poi in un commissariato di polizia. Prima di mettersi a tavola con i vigili del fuoco della 'Pride of Midtown' Firehouse (che l'11 Settembre perse ben 15 pomperi nel dramma) e mangiare in loro compagnia un piatto di melanzane alla parmigiana, Obama ha ricordato che «questo è un luogo simbolo dei sacrifici straordinari fatti in quel terribile giorno di dieci anni fa». Ma quanto avvenuto domenica scorsa - ha aggiunto Obama riferendosi all'uccisione di bin Laden - manda al mondo un messaggio chiaro: «Quando diciamo che non ci dimenticheremo, lo intendiamo alla lettera».

Parole che completano quelle pronunciate oggi a Roma dal segretario di Stato Hillary Clinton, secondo cui »la battaglia non finisce con la morte« di Bin Laden. Obama era accompagnato dal sindaco di New York al momento degli attacchi, Rudy Giuliani, considerato uno degli eroi dell'11 Settembre, in prima linea sin dall'inizio degli attacchi. Non c'era invece il suo predecessore alla Casa Bianca George W. Bush, cha ha declinato l'invito presidenziale. La visita di Obama a Ground Zero non è stata priva di polemiche, come confermano all'Ansa le parole di John Bolton, ex sottosegretario agli esteri di Bush ed ex ambasciatore all'Onu. Bolton, come anche altri esponenti della frangia più radicale del partito repubblicano, parla di evento a carattere elettorale, a un anno e mezzo dalle presidenziali del 2012, con Obama che punta ad essere rieletto. Anche l'opposizione - è vero - ha salutato la coraggiose decisione presidenziale del biltz contro Osama, ma in molti si sono chiesti e si chiedono ancora perchè Obama presidente ha aspettato così a lungo per recarsi a Ground Zero, pur venendo spesso a New York.

"ANCORA LACRIME" «La morte di Bin Laden non mi ridarà il mio Brian»: Simone Cannizzaro, 75 anni, vigile del fuoco in pensione di Staten Island ma originario di Palermo, ha seguito quasi immobile all'ingresso di Ground Zero la cerimonia voluta dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Lo ha fatto visibilmente commosso, stringendo fra le mani la foto di Brian Cannizzaro, suo figlio, morto l'11 settembre. «Penso a lui tutti i giorni - ha detto all'ANSA - e mi manca tantissimo. L'uccisione di Bin Laden non significa niente per me, non è un capitolo chiuso e non mi aiuta a sentirmi meglio. Rivoglio il mio Brian». Brian aveva solo trent'anni quando è morto e il padre dopo dieci anni non è ancora riuscito a farsene una ragione. Non riesce neanche a gioire della presenza di Obama a Ground Zero. «Non so, forse questa cosa serve solo a farlo salire nei sondaggi» commenta. Vicino a lui i famigliari di Nestor Cintron, un altro vigile del fuoco morto quel giorno. Aveva 28 anni. Loro sono invece contenti della cerimonia, di Obama, dei fiori: «Non riavremo nostro figlio per questo, ma almeno sappiamo che il colpevole ha pagato, che giustizia è stata fatta».

OBAMA INCONTRA AUTORI DEL BLITZ Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama incontrerà privatamente domani alcuni degli esponenti del commando autore del blitz contro Osama bin Laden, ucciso in Pakistan nella notte tra domenica e lunedì. Secondo fonti della Casa Bianca, l'incontro avrà luogo a Fort Campbell in Kentucky. Il team è rientrato negli Stati Uniti ieri, è stato precisato. Fonti dell'Amministrazione hanno reso noto che Obama ieri ha già avuto modo di incontrare nello Studio Ovale l'ammiraglio William McRaven, il responsabile delle forze speciali al Pentagono, che ha coordinato il blitz di Abbottabad. Obama - hanno riferito le fonti - «ha ringraziato di persona» l'ammiraglio McRaven per la riuscita dell'operazione.


 
   
#27
vangilat
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BIN LADEN, IL MEDICO: "GIÀ
MORTO, MESSINSCENA USA"


                                                      
    
          ISLAMABAD - Il giornalista palestinese, Jamal Ismail, smonta, pezzo per pezzo, tutta la versione dell'uccisione di Osama fornita dagli Stati Uniti: «Dicono di averlo ucciso perchè ha opposto resistenza, ma anche che era disarmato. Io - spiega - non l'ho mai visto senza la sua arma a fianco, una sorta di kalashnikov, più moderno, piccolo e maneggevole. Lo metteva vicino al letto quando dormiva e lo portava con sè quando andava in bagno». «Dicono - prosegue - che l'operazione è durata 40 minuti. Credete davvero che Bin Laden abbia atteso immobile per tutto quel tempo che gli americani entrassero a prenderlo?». Il leader di Al Qaida, secondo Ismail, non viveva ad Abbottabad, «una città piena di militari». E allora, dove sarebbe morto? «Non a casa mia», risponde ridendo. A non convincerlo inoltre è lo stesso compound di Abbottabad: «L'uomo più ricercato del mondo non avrebbe mai vissuto in una casa senza vie di fuga, con solo due portoni principali e mura di cinta alte 6 metri». Poi ancora: «Nessuno ha visto le foto, nessuno ha visto nè parlato direttamente con la figlia di 12 anni che avrebbe detto che Osama era ancora vivo». E così via. Fino ad accusare il governo pachistano che, dice, «dovrà dare molte risposte alla nazione». La prima volta che Ismail intervistò Bin Laden fu a Peshawar nel 1984, Osama aveva 27 anni: «Era un tipo tranquillo - ricorda -. Non partecipava alle discussioni con gli altri arabi sull'occupazione sovietica dell'Afghanistan.

"MORTO DI MALATTIA" «Osama bin Laden è morto di malattia qualche giorno prima del presunto raid americano ad Abbottabad». Così il giornalista palestinese, Jamal Ismail, esperto del capo di Al Qaeda, precisando che la fonte delle sue informazioni è il medico che aveva in cura lo «Sceicco del terrore». «Le autorità pachistane - aggiunge - hanno quindi avvertito gli americani, i quali hanno organizzato tutta quella messinscena solo per non farsi accusare dai media di tutto il mondo di non essere stati in grado di prenderlo prima». Ismail, che vive in Pakistan da una ventina d'anni, conosce bene Bin Laden. «L'ho intervistato quattro volte ma ho parlato con lui in moltissime altre occasioni», racconta, seduto nell' ufficio pieno di libri nella sua casa di Islamabad.


 
   
#28
vangilat
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OBAMA DECORA I NAVY SEAL:
"AL QAEDA DECAPITATA"

                                                          
    
          WASHINGTON - «Abbiamo decapitato al Qaeda»; «Sconfiggeremo al Qaeda in maniera definitiva»; «È stata una settimana storica e sono venuto per ringraziarvi»; «Gli autori degli attacchi dell'11 Setembre non colpiranno più; "Ottimo lavoro"; "È stata la decisione più difficile da quando sono diventato comandante in capo". Poco dopo aver decorato nel corso di un incontro segreto i Navy Seal, gli autori del blitz che ha permesso di uccidere Osama bin Laden in Pakistan, il presidente degli Stati Unti, Barack Obama, si è rivolto in questi termini ai militari della mitica 101.ma divisione aviotrasportata di Fort Campbell, in Kentucky, in un tripudio di applausi. Ventiquattr'ore dopo avere depositato una corona di fiori a Ground Zero, dell'incontro tra Obama ed i Seal (e con tutti gli autori del blitz, anch'essi decorati dal presidente), si è in realtà saputo pochissimo, soprattutto perchè sono agenti che devono restare nell'ombra, rimanere invisibili.

Come hanno indicato fonti della Casa Bianca ai giornalisti al seguito del presidente Usa, Obama ed il suo vice Joe Biden, hanno avuto una serie di incontrì alla base, tra cui «con alcune delle forze delle operazioni speciali che hanno condotto l'operazione coronata di successo contro Osama bin Laden. Il presidente è stato informato sull'operazione dei membri dell'unità che l'ha realizzata». In seguito i due «hanno incontrato la forza d'assalto al completo» ed il presidente ha conferito loro la «Presidential Unit Citation», cioè la più alta onorificenza per questo tipo di operazione. Operazione a proposito della quale, in un'anticipazione di una intervista che andrà in onda domenica, Obama ha detto che Bin Laden è stato sepolto in mare in modo «rispettoso», aggiungendo: «Penso che abbiamo gestito la vicenda in maniera appropriata».

A Fort Campbell il presidente è stato accolto tra l'altro dall'ammiraglio William McRaven, che aveva ringraziato personalmente nello Studio Ovale mercoledì per il successo dell'operazione bin Laden. McRaven, lui stesso un ex Seal, è il capo del segretissimo Joint Special Operations Command (Jsop), il comando che ha gestito il blitz di Abbottabad. Complessivamente i Seal dell'operazione sarebbero stati poco più di una decina e si pensa siano tornati negli Stati Uniti mercoled. La stampa americana scrive che il commando del blitz contro Osama fa parte dell'ancora più segreto Team 6: è talmente segreto che le sue missioni non vengono mai confermate. Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal, è una delle prime volte in assoluto che una operazione di questo tipo viene organizzata in Pakistan. I Seal, infatti, operano generalmente in Afghanistan, dove le squadre sarebbero addirittura una ventina, composte da un minimo di 10 uomini ad un massimo di 100.

Complessivamente avrebbero condotto migliaia di operazioni dal 2009, uccidendo circa 3.200 nemici, soprattutto talebani, e catturandone circa 8 mila. Il primo raid in Pakistan era stato autorizzato dall'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel 2008, per catturare un militante di Al Qaida, che ha poi fornito informazioni utili. Ma le autorità di Islamabad avevano minacciato la rottura, e la Casa Bianca aveva escluso nuovi interventi di questo tipo, con l'eccezione di una eventuale operazione destinata a catturare o a uccidere Bin Laden. Prima del raid della notte tra domenica e luned non è in realt… dato sapere se Obama ne abbia autorizzati altri in Pakistan, anche perch‚ gli Usa hanno spesso minacciato di farlo per esercitare pressioni, senza dare poi seguito.

BIN LADEN, MOGLIE ESTRADATA Amal Ahmed Abdulfattah, 29 anni, la giovane moglie di Osama bin Laden ferita nel blitz che ha provocato la morte del leader di al Qaida, potrebbe essere estradata verso gli Stati Uniti. Lo ipotizza la FoxNews, citando fonti pachistane, secondo le quali «l'estradizione è una possibilità ». Attualmente Amal si trova in un ospedale militare, dove è stata interrogata dalle autorità giudiziarie.


 
   
#29
vangilat
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BIN LADEN, LA MOGLIE: "NOI
A ISLAMABAD DAL 2003"


                                                          
    
          WASHINGTON - Fin dal 2003 Osama bin Laden aveva lasciato l'area tribale pachistana al confine con l'Afghanistan per andare a vivere nel villaggio di Chak Shah Mohammed, non lontano da Islamabad. Lo ha rivelato una delle vedove dello sceicco del terrore, la yemenita Amal al-Sadah, 29 anni, secondo quanto hanno rivelato fonti degli agenti dell'inteligence che la stanno interrogando, citate dal quotidiano Dawn. La donna è una delle tre vedove di Osama sotto custodia pachistana. Sposò bin Laden nel 1999 come quinta moglie, quando il capo di al Qaeda aveva 43 anni. Il villaggio di Chak Shah Mohammed si trova nel distretto di Haripur, una quarantina di chilometri a sud est di Abbottabad. Amal ha riferito agli inquirenti che, dopo aver vissuto due anni e mezzo nel villaggio, l'intera famiglia di bin Laden si è trasferita ad Abbottabad dove era stata costruita per loro la casa dove è avvenuto il raid. Per anni, si era sempre creduto che, sin dalla sua fuga dalle grotte di Tora Bora alla fine del 2001, lo sceicco del terrore si fosse nascosto, magari in un'altra grotta, nell'area di confine fra Pakistan e Afghanistan. «Quest'uomo ha vissuto in mezzo a noi ad Haripur e Abbottabad per sette anni e mezzo e noi tutti, pachistani e americani, lo cercavamo nella direzione sbagliata», ha commentato un funzionario, citato da Dawn.

"OSAMA UCCISO DISARMATO" Una delle vedove di Osama bin Laden, Amal al Sadah, ha raccontato agli inquirenti pachistani, che era appena entrata in camera da letto con il marito ed erano state spente le luci quando si è sentito il rumore degli spari. Prima che bin Laden potesse afferrare il suo kalashnikov, ha aggiunto, sono entrati i Navy Seals e hanno ucciso il leader di al Qeaeda. Lo riferisce il quotidiano pachistano Dawn. Questa versione sembra coincidere con quella fornita recentemente dagli americani, secondo la quale quando bin Laden è stato ucciso aveva a portata di mano un kalashnikov Ak-47 e una pistola Makarov. La yemenita Amal, che è stata ferita alla gamba durante il raid, è una delle tre vedove di bin Laden che si trovavano nel compound di Abbottabad. Ora è sotto la custodia dell'intelligence pachistana assieme alle altre due mogli saudite, un figlio di cinque anni, una figlia di 22 e quattro bambini di una figlia di bin Laden, uccisa da un missile sparato da un drone americano nelle regioni tribali del Pakistan. Sotto custodia vi sono anche dei figli di Khalid, il figlio di bin Laden ucciso durante l'attacco. Khalid era sposato alla sorella di due collaboratori pachistani dello sceicco del terrore, indicati soltanto come Arshad e Tariq.


 
   
#30
vangilat
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BIN LADEN, IL FIGLIO AGLI ZII:
"PAPÀ È ANCORA VIVO"


                                                          
    
         WASHINGTON - Uno dei figli di Osama bin Laden sostiene che lo sceicco del terrore è «ancora vivo» e mette in dubbio la notizia della sua uccisione nel blitz di domenica scorsa delle forze speciali americane in Pakistan. Lo rivela il giornale egiziano al-Wafd. Il quotidiano scrive che «fonti della famiglia di bin Laden» gli hanno riferito di una «telefonata» ricevuta «martedì mattina» da «due fratelli» dello sceicco del terrore, «Khalid e Abdelaziz», ed effettuata da «Samy bin Laden», figlio di Osama. Nella breve conversazione, secondo il giornale, «Samy bin Laden ha assicurato agli zii che il loro fratello è ancora vivo e che quello che sostengono i media è falso». Al-Wafd sottolinea che nella telefonata il figlio dello sceicco del terrore «non ha precisato se bin Laden sia stato arrestato e sia ancora vivo o se tutta la vicenda (del blitz, ndr) è falsa». Infine, il giornale riporta che «nella telefonata Samy aveva fretta per motivi sicurezza e non dava molti dettagli, ma era tranquillo, perchè convinto che suo padre sta bene ed è ancora vivo».


 
   
#31
vangilat
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BIN LADEN, LA SUOCERA
MUORE PER UN ICTUS


                                                          
    
         DUBAI - Nabila al-Ghanem «non ha potuto sopportare la cattiva notizia e ha perso conoscenza, scrivono i media arabi, dopo l'annuncio della morte del fondatore di Al Qaida. La signora, 70 anni, è stata portata in un ospedale di Lattakia dove poi è deceduta per un ictus. Bin Laden e la figlia di Nabila, Najwa, si erano sposati quando lui aveva 17 anni. La coppia ha avuto 11 figli, secondo il quotidiano. La prima moglie dello sceicco del terrore ha lasciato l'Afghanistan qualche giorno prima dell'11 settembre e da allora vive in Siria.


 
   
#32
vangilat
Membru nou
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BIN LADEN, I VIDEO SEGRETI
MOSTRATI DAL PENTAGONO


                                                      
    
          NEW YORK - Se il mondo voleva la prova che Osama bin Laden era davvero il capo di Al Qaida ed era davvero nascosto ad Abbottabad, «ora ce l'ha»: il Dipartimento della Difesa americano ha reso pubblici cinque video del leader di Al Qaida sequestrati nel suo rifugio in Pakistan in cui Osama compare o nell'atto di pronunciare nuovi messaggi, oppure nell'atto di guardare video di se stesso, precedentemente registrati, nel chiaro tentativo di montare nuove immagini. Secondo il Pentagono, dal materiale sequestrato emerge «in modo chiaro» che Osama bin Laden aveva ancora il pieno controllo di Al Qaida, e che il suo nascondiglio di Abbotabad fungeva «come un vero centro di comando».

«Il compound di Abbottabad era un comando attivo, un centro di controllo per il leader di Al Qaida, ed è chiaro che lui non era solo uno stratega del gruppo» ha affermato uno dei dirigenti del Pentagono nel rendere pubblici i video. Il materiale è «il più importante mai sequestrato». Ha permesso di accertare «senza alcun dubbio» che Osama bin Laden da quel remoto angolo del mondo reggeva ancora le fila dell'organizzazione terroristica. Non solo in termini di ispirazione, o strategici, ma anche in termini operativi. Per il Pentagono, infatti, «il materiale finora esaminato mostra quanto Bin Laden continuasse ad essere un leader attivo all'interno di Al Qaida, fornendo strategie, dando al gruppo istruzioni di carattere sia tattico, sia operativo» hanno sottolineato al Pentagono. In uno dei video, chiaramente girato da un'altra persona alla quale il leader di al Qaida dà consigli di ripresa, Bin Laden compare seduto a terra davanti a un monitor. Ha in mano un telecomando, in testa un berretto di lana e sulle spalle una coperta.

Appare 'vecchiò, la barba lunga e bianca, soprattutto se paragonato con il bin Laden che compare sul monitor, un Bin Laden 'giovanè, armato, ripreso nell'atto di scendere lungo un sentiero di montagna. Il filmato del Bin Laden vecchio è stato realizzato in una stanza disadorna, con cavi elettrici collegati a prese di fortuna. Nel video compare per un istante anche la fotografia del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affiancata ad una immagine dello stesso leader di Al Qaida. Obama compare poi - per pochi istanti - anche in un altro spezzone dello stesso video, mentre il 'vecchiò Bin Laden continua a lavorare con il telecomando in quello che appare essere il tentativo di montare un nuovo messaggio. Negli altri video sequestrati ad Abbottabad, Bin Laden appare invece molto più giovane, la barba completamente nera (tinta?), vestito con il tradizionale copricapo e una tunica bianca o color oro. Il leader di Al Qaida appare nell'atto di registrare un messaggio.

Il Pentagono ha reso pubbliche solo le immagini, ma non l'audio dei cinque video, per evitare di diffondere le parole del leader di Al Qaida. Il materiale sequestrato dà agli Usa ragioni sufficienti per ritenere che Bin Laden, per quanto invecchiato, avesse ancora il pieno controllo di Al Qaida. Difficile invece prevedere chi gli subentrerà. Se sarà o meno l'attuale numero 2, Ayman al-Zawahri «è una questione che rimane aperta» hanno commentato al Pentagono. «Abbiamo indicazioni secondo cui in certi ambienti del gruppo (Zawahri) non è popolare».

DISTRUZIONE DI UN MITO Barba grigia, un berretto di lana nera in testa e una coperta sulle spalle, seduto a terra su un tappeto davanti alla tv mentre sullo schermo scorrono sue immagini di tempi ormai andati. È un Osama bin Laden mai visto prima, in apparenza malmesso e invecchiato, quello che compare in uno dei video trovati nella sua villa-bunker in Pakistan che oggi sono stati diffusi dal Pentagono. Il filmato del «Sceicco del terrore» in formato famiglia è senza sonoro e dura un paio di minuti. Bin Laden è ripreso quasi di profilo e ha in mano un telecomando puntato verso un televisore davanti a lui. Guarda con interesse e, forse, con nostalgia immagini di sè stesso di anni addietro, con barba e capelli scuri (probabilmente tinti) mentre compare in uno dei suoi messaggi video, mentre scende dal crinale di una collina con un'arma in mano o in una possibile base di Al Qaida assieme al suo fedele vice, Ayman Zawahri.
Sullo schermo si vede brevemente anche una sua foto con sullo sfondo il suo più grande «trofeo»: le Torri Gemelle di New York avvolte dalle fiamme dopo essere state trafitto da due aerei sequestrati e dirottati dai suoi seguaci. Il video è stato chiaramente girato da un'altra persona, alla quale il leader di Al Qaida si rivolge. Non è noto a quando risalga e non c'è la prova certa che sia stato girato proprio nella casa dove è stato ucciso da un commando delle squadre speciali americane. Dai farmaci che sono stati ritrovati nel suo covo in Pakistan, secondo i media, non sembra che fosse gravemente ammalato. Al massimo, è stato detto, soffriva di stomaco o di pressione alta. Dalle immagini che lo ritraggono davanti alla Tv, tuttavia, sembra avere molto di più dei suoi 54 anni. Come hanno osservato alcuni media americani, con questo video l'amministrazione Usa punta davvero a distruggere un mito.

TALEBANI ALL'ASSALTO DI KANDAHAR Ad una settimana dall'avvio della loro offensiva di primavera denominata Badar i talebani afghani hanno scelto oggi Kandahar, principale città del sud e loro culla spirituale, per dare una prova di determinazione e capacità organizzativa, scagliando un centinaio di militanti ed un gruppo di kamikaze contro vari edifici pubblici del centro, con un bilancio di almeno quattro morti ed oltre 30 feriti. Per almeno cinque ore, Kandahar è stata messa a ferro e fuoco dagli insorti che hanno utilizzato armi pesanti e leggere, e bombe a mano, costringendo i commercianti a chiudere i battenti e la popolazione a rifugiarsi precipitosamente nelle case in attesa della fine dell'emergenza. Reagendo alla drammatica situazione, il presidente della repubblica Hamid Karzai ha sostenuto che Al Qaida e i terroristi che ne fanno parte «hanno subito una pesante sconfitta con l'eliminazione di Osama bin Laden» ed hanno «cercato di nascondere questa perdita con l'uccisione di civili a Kandahar».


 
   
#33
vangilat
Membru nou
Postari: 30
BIN LADEN TORNA SUL WEB:
"ATTACCHI AGLI USA FINCHÉ
SOSTERRANNO ISRAELE"

                                                          
    
          NEW YORK - Il fantasma di Osama Bin Laden torna a minacciare l'America con un messaggio audio registrato prima della sua morte e rimbalzato oggi nel web, simbolicamente nello stesso giorno in cui Washington avverte che al Qaida non è «strategicamente sconfitta». «Non ci sarà sicurezza negli Stati Uniti senza che sarà garantita sicurezza in Palestina», è la minaccia dello sceicco del terrore, e «i nostri attacchi contro di voi proseguiranno finchè proseguirà il vostro sostegno a Israele». «È ingiusto - tuona bin Laden nell'audiomessaggio rivolgendosi agli americani - che voi viviate in pace mentre i nostri fratelli a Gaza vivono nell'angoscia. Per questo, se dio vuole, i nostri attacchi contro di voi proseguiranno finchè proseguirà il vostro sostegno ad Israele».

I DUBBI Non si sa quando il messaggio sia stato effettivamente registrato, ma comunque la sua breve durata porterebbe ad escludere che sia questo il 'testamentò dello sceicco preannunciato da Al Qaida quando ne ha ammesso la morte. Testamento che doveva essere dedicato alle rivolte che stanno scuotendo il mondo arabo e alle quali oggi invece ha fatto riferimento un altro messaggio diffuso da Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi), secondo il quale proprio le sollevazioni sarebbero «una vittoria di Al Qaida». Ad Abbottabad intanto, vicino il compound dove Osama è stato scovato e ucciso, oggi si sono udite due forti esplosioni. Che però, ha fatto sapere in serata un poliziotto pachistano, non riguardavano il covo usato per anni dal capo di Al Qaida. Sulla rete di sostegno a Osama, il presidente Barack Obama ha chiesto al Pakistan di indagare. «Non ci sono prove che il Pakistan sapesse» ma bisogna fare luce, ha smorzato i toni il consigliere alla sicurezza nazionale Tom Donilon. L'uccisione di Osama è stato un duro colpo ma, ha ammesso Donilon, l'organizzazione terroristica, «non è strategicamente sconfitta» e resta «una minaccia per gli Stati Uniti».

AL ZAWAHRI NON E' IL SUCCESSORE Ora la caccia punta a Ayman al Zawahri, considerato da molti il successore naturale di bin Laden, che comunque, secondo gli americani, è «lungi dall'essere un capo» come lo è stato lui anche se è diventato ora il «terrorista più ricercato al mondo». «Riteniamo che ci sia stata una rete di sostegno per bin Laden all'interno del Pakistan. Ma non sappiamo chi - ha affermato Obama - nè cosa facesse questa rete. Non sappiamo se comprendesse persone all'interno del governo, persone al di fuori del governo e questo è qualcosa su cui dobbiamo indagare e, più importante, su cui il governo del Pakistan deve indagare». «Dobbiamo lavorare a stretto contatto con il Pakistan nella lotta al terrorismo. Più terroristi ed estremisti sono stati catturati in Pakistan che in qualsiasi altro posto», ha osservato Donilon, precisando che gli Stati Uniti vogliono interrogare le tre mogli di bin Laden attualmente sotto la custodia delle autorità del Pakistan, che ne hanno identificato solo una. Si tratta di Amal Ahmed Abdulfattah, la sposa più giovane e colpita durante il raid di una settimana fa.

DOCUMENTI AL SETACCIO Gli analisti Usa continuano comunque a setacciare il materiale sequestrato: il numero di documenti è così elevato da essere paragonato ad «una piccola biblioteca universitaria». Si tratta della maggiore quantità di materiale sequestrato ad un singolo terrorista. Una miniera d'oro per la Cia.


 
   
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