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DIGITAL FREESAT FORUM / News Only / Parole chiave ambigue, progetto Ue per facilitare Moderat de grass
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sk8erjason195
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Postari: 19
Un software aiuterà a creare e trovare etichette più coerenti con i contenuti
                    
                    
TRENTO
Armadio e guardaroba sono la stessa cosa? Di sicuro non per molti motori di ricerca su Internet che aiutano a trovare l’arredamento giusto per la propria casa. Il problema sta nei software per le ricerche utilizzati in questi casi, che non sempre riescono automaticamente a riconoscere lo stesso oggetto se chiamato con nomi diversi. Un deficit che causa rallentamenti, risultati troppo generici o non pertinenti e a volte anche ricerche a vuoto. Tutto ciò diventa ancora più seccante se la ricerca si concentra, ad esempio, su un documento da scaricare sul sito di un ente pubblico, un articolo da una rivista online o un’informazione di servizio.

Le ricerche in Internet oggi sono uno strumento molto diffuso e utile. Tuttavia esiste un reale problema legato all’ambiguità delle parole chiave che troppo spesso vanifica lo sforzo di rendere disponibili in rete informazioni numerose e complete. A questo problema sta lavorando un innovativo progetto di ricerca, finanziato dall’Unione Europea, denominato Insemtives (Incentives for semantics), frutto della collaborazione tra nove partner europei del mondo accademico e dell’industria, tra cui l’Università di Trento attraverso i dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell’informazione e di Informatica e Studi Aziendali. Tra i partner internazionali coinvolti nel progetto, anche le università di Innsbruck, Siegen (Germania), Cluj- Napoca (Romania) e Poznan (Polonia),oltre a varie società leader nel settore delle Ict, tra cui Peppersghost Productions (Uk), Telefonica (Spagna), Seekda (Austria), OntoText (Bulgaria).

Il progetto europeo, della durata di tre anni, si occupa tra l’altro di sviluppare un software che permette sia alle macchine, sia alle persone, di descrivere le informazioni attraverso parole chiave ed etichette e attribuire a queste ultime dei significati coerenti con i contenuti. In questo modo gli utenti possono riorganizzare come desiderano le informazioni e i contenuti, in modo da essere facilitati nella ricerca. «Il sistema è intelligente - spiega Ilya Zaihrayeu, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione - ed è in grado di «imparare» il linguaggio che usa la gente comune per definire i concetti di ricerca. Questo permette anche alle altre persone che ne avranno bisogno in seguito, di fare ricerca basandosi su termini nuovi e sempre più precisi. Con questo sistema quindi ogni persona potrà contribuire a migliorare la categorizzazione e la ricerca delle informazioni, immagini, documenti in Internet. Proprio lo stesso meccanismo di adesione e collaborazione per il miglioramento che anima alcune iniziative virtuali come Wikipedia e che costituisce uno dei punti di forza della rete».


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