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DIGITAL FREESAT FORUM / News Only / Il film su Facebook piace Ma quante parodie Moderat de grass
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legscraze
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Il film che racconta la nascita di Facebook è già nelle sale statunitensi e sta incassando quanto un autentico blockbuster. Ma il trailer che ne annunciava l'uscita è visibile online da luglio, e ha prodotto un'autentica corsa alla parodia da parte di professionisti e dilettanti del video.

La clip che pubblicizza il film The Social Network, d'altra parte, sembra fatta apposta per produrre caricature. Una colonna sonora solenne, una versione corale di un pezzo dei Radiohead, Creep, fa da sottofondo alle schermate di Facebook che si alternano a drammatiche scene della pellicola. Ce n'è a sufficienza: da Google a Apple a YouTube, sono stati tutti presi di mira e messi in caricatura in altrettanti falsi trailer.

Uno dei cloni più riusciti mette in scena un improbabile film su Twitter, il più diretto concorrente di Facebook. Il video è tecnicamente ineccepibile, tanto da potere essere scambiato per una clip autentica. L'effetto umoristico, in questi casi, risulta amplificato, anche perché gli autori della parodia sono stati attenti a restare aderenti al modello originale. In una scena del trailer, si vede un personaggio che chiede a Mark Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg): "Il sito fa 2.200 visite in due ore?" e Zuckerberg gli risponde stentoreo, "Migliaia, 22.000 in due ore". Nella versione caricaturale, si ritrova una scena simile, con un personaggio che chiede: "Su twitter si possono inserire solo 140 parole in ogni post?", e il protagonista risponde serioso, "Caratteri, 140 caratteri!". Questo passaggio del trailer ritorna in quasi tutte le parodie: se il protagonista del video è eBay  si parlerà di 15 dollari per l'acquisto di un oggetto insignificante, se si tratta di MySpace , allora si menzioneranno 22.000… amici.

In molti se la sono presa con la nuova creatura di Apple, il social network secondo Steve Jobs che si chiamerà Ping  e andrà ad arricchire iTunes. In uno di questi video, si alternano schermate, che raccontano un problematico e complicato aggiornamento del software musicale di Apple, all'autentica presentazione di Steve Jobs.

Spassoso anche il video che sostituisce alla storia di Facebook quella di YouTube . Il tono drammatico delle scene e della musica contrasta con gli esempi di video che vengono proposti: "idioti che cadono, bambini che ballano e un sacco di persone che parlano di se stesse", commenta una compunta voce fuori campo. E nell'inquadratura finale del trailer, di fronte a un serio consiglio di amministrazione, il protagonista mostra la chiave del suo successo: un video in cui una mamma panda, improvvisamente, fa un sonoro starnuto.

In questi, come in molti altri casi, la parodia è in grado di dire la verità. Le storie di successo del web somigliano un po' tutte a quelle di Facebook: un piccolo gruppo di amici, un college, un'idea semplice e un'improvvisa ricchezza. Il film The Social Network è tratto dal libro di Ben Mezrich, The accidental billionaire (Il miliardario accidentale) e, pur con qualche distinguo, molti protagonisti di Internet potrebbero corrispondere a questa definizione. Potrebbe valere per i creatori di Twitter, Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone, o per gli inventori di YouTube, Steve Chen, Chad Hurley e Jawed Karim e, naturalmente, per i genietti che hanno fondato Google, Sergey Brin e Larry Page. E siamo certi che i due padroni di BigG avrebbero suggerito, a un regista che avesse voluto raccontare la loro storia, "don't be dramatic", parafrasando il loro celebre motto.


pus acum 15 ani
   
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