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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / LaMiaImpresaOnline.it: Google e i big del web "a c Moderat de grass
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shaktogolik
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Per medie, piccole e micro imprese: un servizio completo dalla costruzione del sito all''e-commerce. Gratis, almeno all''inizio

                   
                    
CLAUDIO LEONARDI                                        
                    


Scendono in campo i pezzi grossi del web italiano, e non solo, per convincere le pigre aziende nazionali ad affacciarsi a Internet e alle opportunità di confronto con il mercato globale.
Google, Seat pagine Gialle, Register.it e Poste italiane solleticano le medie, ma soprattutto le piccole e le piccolissime imprese offrendo le proprie competenze: dalla costruzione materiale di un sito all'ospitalità sui server, dalla pubblicità alla piattaforma software e la logistica per fare commercio elettronico, tutto gratuitamente. Almeno all'inizio. Questa è la formula di, riassunta un in sito con un'interfaccia creata per chi verso il web ha ancora qualche sospetto, e da domani lanciata su radio, giornali e siti.

I rappresentanti dell'iniziativa tendono a sottolineare il carattere sociale dell'alleanza, confermata dalla presenza, fisica, alla conferenza di presentazione, di un rappresentante del ministero dello sviluppo economico e da quella, in video registrato, del titolare del ministero Giovanni Sacconi.

Le PMI, ormai si ripete come un mantra, sono l'ossatura di questo Paese: “il novanta per cento delle imprese, l'ottanta dell'occupazione, il settanta del nostro Pil” ricorda con scrupolo Carlo d'Asaro Biondo, vice president di Google dell'area Sud ed Est Europa, Medio Oriente e Africa, che apre le danze della conferenza.

“Non vogliamo togliere l'iniziativa a nessuno” spiega d'Asaro Biondo, “queste sono operazioni che portano più occupazione e ricchezza, lo abbiamo sperimentato per più di un anno in Polonia e in Inghilterra e abbiamo appena iniziato in Francia e Spagna. E poi siamo disponibili ad accogliere nuovi partner”.

Il problema è questo: ci sono moltissime piccole e medie aziende, ma pochissime tra queste hanno una presenza sul web degna di questo nome. Nella maggior parte dei casi, i piccoli imprenditori si accontentano di un segnaposto digitale, poco più di una brochure che appare sullo schermo di un pc. Qui, invece, si tratta di molto di più.

L'offerta include registrazione di un nome a dominio e hosting fino a 10 gigabyte, gratuito per un anno (poi l'affitto è di 25 euro a mese), a cura di Seat, con 10 caselle di posta complete di filtri antispam e antvirus, e un'interfaccia per gestire corrispondenza con i clienti e anche ordinativi, grazie alla piattaforma online di commercio elettronico messa a disposizione (per tre mesi gratuitamente) da Register.it, rinnovabile di trimestre in trimestre. Inoltre, statistiche di accesso in tempo reale, modelli grafici per la costruzione del sito, e un coupon di 100 euro spendibile tramite il servizio di pubblicità contestuale Google Adwords. E quando i clienti arrivano, Poste Italiane mette a disposizione gratis 5 spedizioni e un servizio per gestire pagamenti e incassi online. Ma non è un pacchetto: ogni impresa può decidere di sfruttare una sola delle opportunità, integrandola sul proprio sito già avviato.

E' importante, e lo sottolinea anche il ministro Sacconi nel suo intervento virtuale, che si possa partire senza mettere mano al portafogli: la crisi (alle nostre spalle?) ha prosciugato le casse un po' di tutti e si parla di società in ottima salute anche perché non disdegnano i cosiddetti “conti della serva”. Le piccole dimensioni possono essere un valore, sostiene Sacconi quando sono “espressione di forme di specializzazione, attenzione artigianale alla qualità del prodotto, intenso contenuto relazionale tra le persone che rappresentano quella impresa”, ma naturalmente un limite per “raggiungere consumatori lontani, di quei Paesi emergenti, che sono in realtà emersi e corrono forte”. Internet può colmare questo gap, e per l'economia italiana si tratta solamente di prenderne coscienza.

Malgrado alcuni passi avanti fatti nell'informatizzazione del rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, rivendicati da Paolo Bulleri del ministero dello sviluppo economico, tocca a quanto pare ai privati tentare la svolta. In gioco, naturalmente, non ci sono solo interessi sociali: le aziende coinvolte si accostano a un immenso patrimonio in termini di clientela e di futuri contratti.

Alberto Cappellini, amministratore delegato di Seat Pagine Gialle, sottolinea il valore della collaborazione tra pubblico e privato, particolarmente riuscita proprio con il Politecnico di Torino. “Si lavora bene con Profumo (rettore del politecnico, ndr), abbiamo fatto molte iniziative: abbiamo attivato borse di studio per la ricerca nel campo della realtà aumentata, strategica per noi, e siamo media partner per sostenere la devoluzione del cinque per mille all'università”.

Nel caso di LaMiaImpresaOnline.it, non si tratta di una collaborazione con il pubblico, che pure è chiamato a dare un contributo, per ammissione dello stesso ministro Sacconi, almeno in termini di infrastrutture, ancora non abbastanza efficienti per un'e-commerce che viaggi alla giusta velocità. Velocità che in Italia siamo ancora abbastanza lontani dal raggiungere: “l'e-commerce nel nostro Paese ha prodotto solo 11 milioni di business” ricorda Barbara Poggiali del gruppo Dada. Si tratta, dunque, di un'interessante opportunità per studi, artigiani, piccole imprese e persino negozi, che non hanno a disposizione uno staff tecnico e vogliono entrare sul web con i piedi di piombo, ma dalla porta principale e con tutte le garanzie legali del caso. La sola presenza su Internet, con una pagina statica di presentazione e senza promozione, è francamente inutile, e può rivelarsi un affare solo per chi l'ha costruita, magari chiedendo prezzi fuori mercato. Tutt'altra cosa è offrire da subito un rapporto dinamico di confronto e, addirittura, una possibilità di commercio elettronico.


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