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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Bin Laden ucciso! Festa in USA! Moderat de grass
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JamzesVan
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BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN
DALLE FORZE SPECIALI USA.
L'AMERICA FA FESTA

 
    
          WASHINGTON - «Dead» (morto): così, con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed è stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dalla Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre tanto davanti alla Casa Bianca a Washington, quanto a Times Square a New York, una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia scandendo «U-S-A» e sventolando bandiere americane.

OBAMA: LO ABBIAMO UCCISO Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato in serata a Washington che Osama Bin Laden, il cervello degli attacchi dell'11 Settembre contro le Torri Gemelle e il Pentagono, è stato ucciso domenica nei pressi di Islamabad, la capitale del Pakistan, in una operazione dei Servizi speciali Usa, grazie ad informazioni di intelligence statunitensi. Affermando, in un inconsueto intervento televisivo in diretta che «giustizia è stata fatta», Obama ha dato qualche dettaglio sull'operazione, una delle priorità della sua presidenza. Il raid è stato autorizzato una settimana fa, dopo mesi di indagini. Osama è stato ucciso con un colpo di arma di fuoco alla testa ed il suo corpo sarebbe stato recuperato dagli Stati Uniti. Secondo fonti giornalistiche americane, Osama si trovava insieme con alcuni familiari in una proprietà dei pressi della capitale del Pakistan. Non ci sarebbero stati feriti Usa nell'operazione condotta dalla Cia, come ha implicitamente confermato Obama, spiegando di avere incaricato dell'operazione il numero 1 dell'agenzia, Leon Panetta, sin dall'inizio della presidenza. L'annuncio dell'uccisione di Osama ha avuto conseguenze immediate, anche economiche: il dollaro è risalito sui mercati asiatici, dopo una scorsa settimana difficile. A Washington, centinaia di persone sono accorse di fronte ai cancelli della Casa Bianca, cantando «Usa, Usa» e sventolando, tra urla di gioia, bandiere a stelle e strisce. A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali del novembre 2012, Obama ha tenuto a dare la dovuta solennità all'annuncio, effettuato in diretta dalla East Room della Casa Bianca, dopo avere informato alcuni leader mondiali e i principali leader politici degli Stati Uniti.


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JamzesVan
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a prima foto del cadavere



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JamzesVan
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BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN.
OBAMA: "GIUSTIZIA È FATTA".
FESTA NEGLI USA


    
          WASHINGTON - «Dead» (morto): così, con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed è stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dalla Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre tanto davanti alla Casa Bianca a Washington, quanto a Times Square a New York, una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia scandendo «U-S-A» e sventolando bandiere americane.

FESTA NEGLI USA Prima poche centinaia. Poi, a migliaia, giovani e giovanissimi, hanno affollato i giardini di Lafayette Park, davanti alla Casa Bianca, urlando con foga tutta la loro gioia. Dopo aver ascoltato direttamente in tv il presidente annunciare ufficiale che Osama Bin Laden è morto, in tantissimi, avvolti con la bandiera stelle e strisce, hanno dato vita a una sorta di rito collettivo, molto più simile a festeggiamenti da stadio che a una vera e propria manifestazione politica. Urlando incessantemente 'U-S-À, tutti avevano in mano il proprio smart phone, perennemente acceso per girare il proprio video da 'postarè su Youtube. «Adesso il mondo sarà molto più sicuro», urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. «Bin Laden ha avuto quello che si meritava», gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey. Mentre lungo la Pennsylvania Ave, continuano ad affluire giovani universitari direttamente dalla esclusiva Georgetown University, nelle strade del centro cominciavano i caroselli dei suv stracarichi di ragazzi, anche loro con la bandiera, urlando, suonando il clacson e facendo il segnale di vittoria con le mani. Come se avessero vinto il Mondiale. C'è chi urla 'Obama, Obamà. Altri invece, in giacca e cravatta, mostrano cartelli elettorali un pò datati, con su scritto il ticket 'Bush-Cheney'. E c'è anche chi sventola qualche bandiera dei Tea Party. Ma sono una minoranza. Complice la sera tiepida e piacevole, nessuno ha veramente voglia di parlare di politica. E soprattutto di litigare. Tutti hanno solo una gran voglia di stare assieme e divertirsi, senza farsi tanti problemi. Più defilato, Bill, un ragazzo i 25 anni, più pensoso degli altri. Fa parte di un'associazione pacifista. Qui, in questi giardini, è venuto molte volte a manifestare il suo dissenso a tutte le guerre. A lui questo entusiasmo non piace: «Molti di loro dieci anni fa stavano alle elementari, non sanno niente dell'11 settembre...Bin Laden era un criminale sanguinario, ma non mi piace quel Paese in cui si festeggia in piazza la morte di 21 persone». Ma è l'unico ad avere questi pensieri. Accanto a lui passa un gruppo di giovani scalmanati, sudati e a dorso nudo, che gli urlano a squarciagola 'Usa, Usà. Come loro, tanti altri, continueranno a far baldoria, in questa lunga notte di festa, a Washington.

GIALLO SULLA FOTO DEL CADAVERE E' giallo sulla fotografia del cadavere di Bin Laden, diffusa sui media di tutto il mondo e che secondo alcuni siti web sarebbe un falso. Secondo il sito pacifista PeaceReport, l'immagine sarebbe in realtà un «falso clamoroso». «Si tratta - si legge - di una immagine evidentemente elaborata con un programma di editing di immagini, ripresa dal sito 'unconfirmedsources'. Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg dovrebbe bastare a chiarire l'equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è'osama torturato'».
La stessa tesi è sostenuta dagli internauti jihadisti, che smentiscono la morte del leader di al-Qaeda sostenendo che il 10 dicembre del 2010 un sito di informazione iraniano, Tabnak.ir, avrebbe già mostrato quella foto nel quale si vede il volto di Bin Laden, con una barba sorprendentemente molto nera e con la parte superiore della faccia lacerata dalle ferite. A quell'epoca il sito iraniano aveva pubblicato l'immagine accanto al titolo: «È forse questo cadavere di Osama Bin Laden?».
Si legge nell'articolo, infatti, che «i media arabi hanno mostrato la foto di un uomo ucciso in una battaglia in Afghanistan il cui volto assomiglia molto a quello di Bin Laden. Nonostante questa grossa somiglianza nessuna fonte indipendente ha però confermato che si tratti dell'immagine di Osama Bin Laden». La stessa foto con la stessa dicitura è apparsa in quei giorni anche sul sito informativo iracheno 'al-Jewar.org'.

L'ANNUNCIO DI OBAMA Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato al mondo la morte di Osama Bin Laden con questo discorso: «Buona sera. Questa notte posso riferire alla gente d'America e al mondo che gli Stati Uniti hanno portato a termine un'operazione in cui è stato ucciso Osama Bin Laden, il leader di Al Qaida, un terrorista che è responsabile dell'omicidio di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti». «Sono passati quasi dieci anni da quel giorno luminoso di settembre oscurato dal peggiore attacco della nostra storia contro americani. Le immagini dell'11 settembre sono scolpite nella nostra memoria nazionale: aerei dirottati comparire all'improvviso in un limpido cielo di settembre; le torri gemelle collassare al suolo; un fumo nero alzarsi dal Pentagono; il disastro del volo 93 in Shanksville, in Pennsylvania, dove le azioni di cittadini eroici hanno consentito di evitare una distruzione e un dolore ancora maggiori». «Tuttavia sappiamo che le immagini peggiori sono quelle che non sono state viste alla luce del sole. La sedia vuota di una famiglia a tavola. I bambini che sono stati costretti a crescere senza la madre o il padre. I genitori che non proveranno mai più l'abbraccio del figlio. Quasi tremila persone strappate da noi, che hanno lasciato un vuoto nei nostri cuori. L'11 settembre 2001 la gente d'America nel momento del lutto si è stretta insieme. Abbiamo offerto una mano ai vicini, il sangue ai feriti. Abbiamo riaffermato i legami che ci uniscono l'uno all'altro e il nostro amore per la comunità e il Paese. Quel giorno, non importa da dove venissimo nè quale Dio pregassimo o di quale razza fossimo, noi eravamo uniti come una sola famiglia di americani». «Eravamo uniti anche nella determinazione di proteggere la nostra Nazione e di di rendere alla giustizia coloro che avevano commesso questo attacco spregevole. Venimmo rapidamente a conoscenza che gli attacchi dell'11 settembre erano stati portati da Al Qaida, un'organizzazione terroristica guidata da Osama Bin Laden, che aveva apertamente dichiarato guerra agli stati Uniti e che era determinata ad uccidere innocenti nel nostro paese e nel mondo. Così siamo andati in guerra contro Al Qaida per proteggere i nostri cittadini, i nostri amici, i nostri alleati». «Negli ultimi dieci anni grazie al lavoro eroico delle nostre Forze Armate e del nostro antiterrorismo, abbiamo ottenuto grandi risultati in questo sforzo. Abbiamo smantellato attacchi terroristici e rafforzato la nostra difesa interna. In Afganistan abbiamo rimosso il governo dei Talebani, che aveva dato a Bin Laden e ad Al Qaida rifugio e sostegno. E nel mondo abbiamo lavorato con i nostri amici e alleati per catturare o uccidere membri di Al Qaida, compresi molti di quelli che presero parte al complotto dell'11 settembre». «Tuttavia Osama Bin Laden era riuscito ad evitare la cattura e a fuggire dall'Afganistan in Pakistan. Nello stesso tempo Al Qaida ha continuato ad operare da quella zona di confine nel mondo attraverso i suoi affiliati». «Per questo poco dopo aver assunto l'incarico ho dato indicazioni a Leon Panetta, il Direttore della CIA, di considerare la cattura o l'uccisione di Bin Laden la priorità della guerra contro Al Qaida, anche se noi continuavamo il nostro più ampio impegno per distruggere, smantellare e sconfiggere la sua rete». «Poi nell'agosto scorso dopo anni di lavoro senza sosta della nostra Intelligens mi è stato riferito di un possibile accesso a Bin Laden. Non era certo e ci sono voluti molti mesi per abbattere questa minaccia. Mi sono riunito ripetutamente con la mia squadra di sicurezza nazionale per raccogliere più informazioni sulla possibilità che Bin Laden era stato localizzato in un rifugio nascosto in Pakistan. La scorsa settimana ho deciso che avevamo informazioni di intelligens sufficenti per agire e ho autorizzato l'operazione per prendere osama Bin Laden e assicurarlo alla giustizia». «Oggi, sotto la mia direzione, gli Stati Uniti hanno lanciato un'operazione mirata contro quel rifugio ad Abbottabad, in Pakistan. Una piccola squadra di americani ha portato a termine l'operazione con coraggio e capacità straordinarie. nessun americano è rimasto ferito. Hanno fatto attenzione a evitare vittime civili. E dopo un conflitto a fuoco hanno ucciso Bin Laden e hanno preso in custodia il suo corpo». «Per oltre due decenni Bin Laden è stato il leader e il simbolo di Al Qaida e ha continuato a pianificare attacchi contro il nostro paese e alleati. La morte di Bin Laden segna il risultato significativo nell'impegno della nostra nazione di sconfiggere Al Qaida. Tuttavia la sua morte non segna la fine del nostro impegno. Non ci sono dubbi sul fatto che Al Qaida continuerà a perseguire attacchi contro di noi. Noi dobbiamo rimanere vigili in patria e fuori, e lo saremo». «Nel fare questo, dobbiamo anche riaffermare anche che gli Stati Uniti non sono in guerra con l'Islam e non lo saranno mai. Ho sempre detto in modo chiaro, così come ha fatto il Presidente Bush dopo l'11 settembre che la nostra guerra non è contro l'Islam. Bin Laden non era un leader musulmano: era un assassino di massa di musulmani. Al Qaida ha davvero ucciso musulmani in molti paesi incluso il nostro. Per questo la sua sconfitta dovrebbe essere accolta con favore da tutti coloro che credono nella pace e nella dignità umana». «Nel corso degli anni ho ripetutamente chiarito che noi avremmo agito in Pakistan se avessimo saputo dove Bin Laden si trovava. È ciò che abbiamo fatto. Ma è importante precisare che la cooperazione del nostro antiterrorismo con il Pakistan ha contribuito a portarci a Bin Laden e all'edificio in cui si nascondeva. Bin Laden aveva dichiarato guerra contro il Pakistan e contro i pakistani». «Oggi - ha proseguito Obama - ho chiamato il presidente (del Pakistan) Zardari, e il mio team ha a sua volta chiamato le rispettive controparti pakistane. Hanno convenuto che questo è un giorno storico per entrambe le nostre nazioni. E nel guardare avanti, è essenziale che il Pakistan continui ad unirsi a noi nella lotta contro Al Qaida e i suoi affiliati». «Non sono stati gli americani a scegliere questa lotta. È venuta loro con il massacro senza senso sul nostro suolo di nostri cittadini. Dopo dieci anni di servizio, lotta e sacrificio, conosciamo bene i costi della guerra. Questo impegno pesa su di me ogni volta che io, come Comandante in Capo, devo firmare una lettera indirizzata a una famiglia che ha perso un suo caro, ogni volta che devo guardare negli occhi un soldato che è stato gravemente ferito». «Gli americani sono consapevoli dei costi della guerra. Tuttavia come Paese noi non tollereremo mai che la nostra sicurezza sia minacciata, nè ci daremo da parte quando la nostra gente viene uccisa. Noi saremo senza esitazione in difesa dei nostri cittadini e dei nostri amici e alleati. Noi saremo fedeli ai valori che ci hanno resi ciò che siamo. E in notti come questa noi possiamo dire a quelle famiglie che hanno perso i loro cari a causa del terrore di Al qaida: giustizia è stata fatta». «Questa notte, diciamo grazie alle infinite informazioni di intelligence e agli uomini dell'antiterrorismo che hanno lavorato senza tregua per raggiungere questo risultato. Gli americani non vedono il loro lavoro, nè conoscono i loro nomi. Ma questa notte possono provare la soddisfazione del loro lavoro e il risultato del loro inseguimento della giustizia». «Ringraziamo gli uomini che hanno portato a termine questa operazione, per il loro esempio di professionalità, patriottismo, e per il coraggio di coloro che servono il Paese. Sono parte di una generazione che ha sopportato il fardello più pesante fin da quel giorno di settembre». «Infine, lasciatemi dire alle famiglie che l'11 settembre hanno perso i loro cari, che non abbiamo mai dimenticato la loro perdita, nè esitato nell'impegno di vedere che facciamo tutto ciò che è necessario per prevenire altri attacchi sul nostro suolo. Questa notte, consentiamoci di riandare al senso di unità che prevalse in quell'11 settembre. So che a volte è vacillato. Ma il risultato di oggi è una testimonianza della grandezza di questo Paese e della determinazione della sua gente». «La causa per garantire la sicurezza del nostro Paese non è ancora completata. Ma questa notte ricorda a tutti noi ancora una volta che l'America può raggiungere qualunque obiettivo essa si ponga. Questa è la storia della nostra storia, sia che si tratti del perseguimento di prosperità per la nostra gente, o della lotta per l'eguaglianza dei nostri cittadini, o del nostro impegno a difendere all'estero i nostri valori, o dei sacrifici per rendere il mondo un posto più sicuro». «Lasciatemi ricordare che possiamo fare tutto ciò non per la ricchezza o la forza, ma per ciò che siamo: una Nazione, davanti a Dio, indivisibile, con la libertà e la giustizia sopra ogni cosa». «Grazie. Possa Dio benedire voi. E possa Dio prevenire gli Stati Uniti d'America».

L'UOMO PIU' RICERCATO DEL MONDO Osama bin Muhammad bin Awad bin Laden, più conosciuto come Osama Bin Laden, era considerato il capo storico di Al Qaida, e come tale è stato l'uomo più ricercato al mondo negli ultimi dieci anni. Per l' Fbi è il mandante degli attentati dell'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle di New York e contro il Pentagono a Washington ed è responsabile di alcuni degli attentati più sanguinosi compiuti contro cittadini americani. Osama bin Laden, dopo averla inizialmente negata, ha rivendicato la responsabilità degli attentati dell'11 settembre. Il Dipartimento di Stato americano aveva messo una taglia di 50 milioni di dollari per la sua cattura «vivo o morto». Oggi il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato all'America che Osama bin Laden è morto e che gli Stati Uniti hanno il corpo di colui che dall'Fbi era considerato il terrorista numero 1 al mondo. Aveva 54 anni. Nato a Riad il 10 marzo del 1957, Osama bin Laden era figlio di un yemenita, Muhammad bin Awad bin Laden, e di una siriana, Hamida al Attas, sua decima moglie. È stato il 17/o di 52 tra fratelli e fratellastri. Suo padre, un ricco costruttore, era in stretti rapporti con la famiglia reale saudita. Osama bin Laden, però, non è stato cresciuto dal padre (che ha divorziato dalla moglie subito dopo la sua nascita), ma dalla madre, risposatasi con il saudita Muhammad al-Attas, con il quale ha avuto altri tre figli e una figlia. Osama bin Laden era laureato in Economia presso l'università di Gedda, dove conseguì anche un diploma in ingegneria civile. La stampa britannica ha pubblicato sue fotografie di quando, 14enne, visitò per un certo periodo la Oxford University in Gran Bretagna. Stando alla CNN, Bin laden ha avuto quattro mogli e ha messo al mondo 25 o 26 figli. Quando aveva 22 anni, nel 1979, si avvicinò ai Mujahidin afghani, allora in guerra contro il loro governo appoggiato dall'Unione Sovietico. In seguito a quella esperienza, Osama Bin laden ebbe modo di organizzare il Mak (Maktab al-Khidamat), un movimento che aveva l'obiettivo di convogliare risorse, armi e combattenti a sostegno dei ribelli afghani. Quando Osama lasciò il Mak, si avvicinò quattro anni dopo alla appena nata organizzazione terroristica di Al Qaida. E in patria, in Arabia Saudita, venne osannato come un eroe. Ma lui lasciò presto il Paese per trasferirsi in Sudan. Lì cominciò una più organizzata ed efficace attività terroristica, ampliando via via il suo raggio d'azione, fino a dare ad Al Qaida i contorni di un'organizzazione internazionale, con attività e radicamenti nel mondo intero, dall'Africa, all'Europa, agli Stati Uniti. Senza parlare dell'Asia, naturalmente. Il 23 febbraio del 1988, insieme ad altri quattro firmatari, tra cui l'emiro Ayman al-Zawahiri, Bin Laden firmò la prima 'fatwà, un proclama religioso in cui si sosteneva che «uccidere gli americani e i loro alleati, civili e militari, è un dovere individuale per ogni musulmano che possa farlo in ogni Paese ove sia possibile». In nome dell'Islam. Il primo presidente americano ad agire direttamente contro di lui fu Bill Clinton, che ordinò il congelamento dei suoi beni. Sulla testa di Bin Laden venne posta dal governo Usa una taglia di 25 milioni di dollari. Tre anni dopo, ecco l'11 settembre 2001. Attentati nei quali Bin Laden fece sapere in un primo tempo di non avere alcun coinvolgimento. Ammise un suo diretto coinvolgimento solo il 29 ottobre 2004, con un video trasmesso dall'emittente del Qatar, Al Jazira, pochi giorni prima delle elezioni presidenziali americane che avrebbero confermato l'allora presidente, George W. Biush, nel suo secondo mandato alla Casa Bianca. L'ultima localizzazione di Bin Laden su cui l'intelligence abbia potuto produrre prove risale addirittura a dieci anni fa, dopo l'11 settembre. Bin Laden in quel periodo era certamente a Kandahar, in Afghanistan. Poi, seppur tra segnalazioni contraddittorie, di Bin Laden si erano perse le tracce. La Cia ha sempre ritenuto che il capo di Al Qaida si nascondesse tra Afghanistan e Pakistan, in particolare nella zona montuosa di Tora Bora. Bin Laden è ritenuto responsabile degli attentati contro le ambasciate Usa di Dar es Salaam, in Tanzania, e di Nairobi, in Kenya nel '98, in seguito ai quali morirono oltre 200 persone. In più occasioni in questi anni sono stati diffusi da tv arabe o via internet audio-messaggi di Bin Laden che la Cia, dopo averli esaminati, ha sempre considerato autentici. Questa sera, infine il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dato l'annuncio storico: «Osama bin Laden è morto».


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JamzesVan
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BIN LADEN, L'INTERPOL: "PIÙ
ALTO IL RISCHIO ATTENTATI"


 
    
          ROMA - Bin Laden è stato ucciso, Bin Laden è morto. E subito, in tutto il mondo, è scattato l'allarme terrorismo, per paura di ritorsioni da parte delle cellule di Al Qaida, che potrebbero 'vendicare' l'uccisione del loro capo indiscusso. L'Interpol ha messo in guardia contro «un rischio terroristico accresciuto», mentre in tutto il mondo è stato lanciato l'allarme sulle ambasciate occidentali.
Anche il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando l'accaduto in un'intervista a SkyTg24, ha dichiarato che le nostre autorità di intelligence stanno mantenendo «la vigilanza molto alta» e «lo stesso facciamo sulla rete delle nostre ambasciate», ma questo «non vuole dire che si debbano creare allarmismi».
«Ci sono molte parti di al Qaida che vorranno ancora mostrare di essere ancora in business nelle prossime settimane», ha detto dal canto suo il ministro degli esteri britannico Hague alla radio della Bbc. «Ho chiesto stamattina alle nostre ambasciate di rivedere le procedure di sicurezza per esser certi che sia innalzata la vigilanza», ha aggiunto il capo del Foreign Office.

BERLUSCONI: CONTINUARE LOTTA «Un grande risultato nella lotta contro il male, contro il terrorismo ed un grande risultato per gli Stati Uniti ma anche per tutte le democrazie. Credo che non bisogna abbassare la guardia perchè può darsi che questo fatto provochi delle reazioni». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi arrivando a Palazzo di Giustizia a Milano e commentando l'uccisione di Bin Laden.
«Sono passati dieci anni e tutto il mondo attendeva questa notizia», ha detto il premier. «Un'uccisione - ha aggiunto - è sempre un'uccisione ma pensando al ruolo di Bin Laden nell'attentato alle Torri gemelle del 2001 credo che questo fosse un qualche cosa che tutti guardavano con speranza e credo quindi che ci sia da essere veramente soddisfatti». «Credo - ha concluso - che tutte le democrazie dovranno continuare a collaborare come hanno fatto e auspico che i possano essere messe in campo tutti i mezzi per evitare che ci siano reazioni».


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JamzesVan
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BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN.
AL QAIDA: "È UNA CATASTROFE".
FESTA NEGLI USA


 
    
          WASHINGTON - «Dead» (morto): così, con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed è stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dalla Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre tanto davanti alla Casa Bianca a Washington, quanto a Times Square a New York, una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia scandendo «U-S-A» e sventolando bandiere americane.

AL QAIDA YEMEN CONFERMA: E' CATASTROFE Un membro del ramo yemenita di al Qaida ha confermato la morte di Osama bin Laden affermando che è una «catastrofe». «Questa notizia costituisce una catastrofe per noi. All'inizio non abbiamo creduto all'informazione, ma siamo entrati in contatto con i nostri fratelli in Pakistan che l'hanno confermata», ha aggiunto questo militante di al Qaida nella penisola arabica (Aqpa), raggiunto per telefono. Ha aggiunto che responsabili della Aqpa, frutto della fusione dei rami sauditi e yemeniti della rete, si riuniranno nel sud dello Yemen per pubblicare un comunicato sul«futuro della jihad nel periodo a venire».

NASCOSTO IN VILLA DI LUSSO Un complesso residenziale di lusso e con misure di massima sicurezza: è qui che Osama bin Laden è stato localizzato e ucciso dalle forze statunitensi. Il complesso è abbastanza affollato e ospita numerosi militari pachistani in pensione: grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all'interno che separano le varie zone del compound. Vi si accede tramite due ingressi principali presidiati dalla sicurezza, e i residenti bruciano l'immondizia invece di farla raccogliere. Solo poche finestre del complesso si affacciano sull'esterno del compound e i balconi hanno un muro di oltre 2 metri. La proprietà è valutata circa «un milione di dollari americani, ma non ci sono connessioni telefonicher o internet», raccontano ancora i funzionari Usa.


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JamzesVan
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"BIN LADEN ERA NASCOSTO
IN UNA VILLA DI LUSSO"


                
   
    WASHINGTON - Si nascondeva in un complesso residenziale di lusso con misure di massima sicurezza. Ma questo non ha impedito alle forze armate statunitensi di localizzare e uccidere Osama Bin Laden. Il complesso, abbastanza affollato, ospita numerosi militari pachistani in pensione: è grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all'interno che separano le varie zone del compound. Per accedere ci sono due ingressi principali presidiati dalla sicurezza, e i residenti bruciano l'immondizia invece di farla raccogliere. Solo poche finestre del complesso si affacciano sull'esterno del compound e i balconi hanno un muro di oltre 2 metri. La proprietà è valutata circa «un milione di dollari americani e non ci sono connessioni telefoniche o internet».


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JamzesVan
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BIN LADEN MORTO IN PAKISTAN.
CIA: "VENDETTA DI AL QAEDA
QUASI CERTA"


    
          WASHINGTON - Il direttore della CIA Leon Panetta ha affermato oggi che «quasi certamente» al Qaida tenterà di vendicare l'uccisione di Osama Bin Laden. «Osama bin Laden è morto. Ma Al Qaida è ancora in vita», ha detto oggi Panetta. «I terroristi cercheranno quasi sicuramente di vendicarlo - ha detto oggi il capo della Cia - noi dobbiamo restare vigilanti e risoluti».

IL BLITZ Un blitz dei leggendari «uomini rana», i Navy Seal americani, ha posto fine alla decennale caccia a Osama bin Laden, iniziata all'indomani delle stragi dell'11 settembre, mentre si apre il «giallo» sul cadavere del leader di al Qaida, «già sepolto in mare». L'annuncio ufficiale è arrivato alle 5.30 italiane, preceduto da un diluvio di anticipazioni provenienti dalle fonti dei media statunitensi: «Buona sera - ha esordito Barack Obama iniziando a parlare nella conferenza stampa convocata a sorpresa meno di un'ora prima -. Questa notte posso riferire alla gente d'America e al mondo che gli Stati Uniti hanno portato a termine un'operazione in cui è stato ucciso Osama Bin Laden, un terrorista che è responsabile dell'omicidio di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti». Pochi minuti dopo, in Usa erano le 22.30, migliaia di persone si sono radunate a Ground Zero per festeggiare la notizia della morte del leader di al Qaida, cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can'. Una soddisfazione condivisa dalla comunità internazionale: «»Un grande risultato nella lotta contro il male«, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ammonendo che »non si deve abbassare la guardia« ed è necessario continuare a combattere il terrorismo. Una posizione condivisa da tutte le cancellerie, con l'Ue che evidenzia come la morte di bin Laden renda il mondo »un luogo più sicuro«. La dinamica del blitz nella città pachistana di Abbottabad, a circa 60 km dalla capitale Islamabad, che ha portato all'uccisione del leader di al Qaida, ed altre quattro persone tra le quali un figlio, è stata raccontata da un testimone: verso le 12 italiane di ieri »dormivamo e abbiamo sentito il rumore di elicotteri. Mi sono alzato e si è sentita una violenta sparatoria durata per un pò poi una violenta esplosione, enorme, la gente è uscita di casa«, ha raccontato la fonte che ha scelto di rimanere anonima. »Sono cominciate ad arrivare le ambulanze a sirene spiegate e la gente piangeva, tutti avevano paura«, ha aggiunto, spiegando di aver appreso solo oggi della morte di bin Laden. Una dinamica confermata da Sohaib Athar, che ha raccontato il blitz in »diretta« su Twitter. All'operazione, durata oltre mezz'ora, hanno partecipato almeno 15 uomini delle forze speciali. Il capo di al Qaida ha opposto resistenza, scatenando un conflitto a fuoco nel quale »nessun civile è rimasto ferito«, ha precisato Obama confermando alcuni dettagli del blitz. Il via libera è arrivato venerdì mattina, dopo almeno cinque riunioni in marzo e aprile in cui il presidente aveva discusso con i suoi collaboratori i dati di intelligence su Osama bin Laden. Gli 007 americani sono arrivati allo 'sceicco del terrorè seguendo quello che ritenevano essere un suo fidato corriere. »Quando abbiamo visto il compound siamo rimasti esterrefatti«, hanno spiegato i funzionari responsabili dell'operazione. Bin Laden si nascondeva infatti in un complesso residenziale di lusso e con misure di massima sicurezza, una proprietà valutata oltre un milione di dollari. Il complesso è abbastanza affollato e ospita numerosi militari pachistani in pensione: grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all'interno che separano le varie zone del compound, in cui non ci sono connessioni telefoniche o internet. Se Washington ha archiviato una pagina tragica della storia recente, la sorte del cadavere del leader di al Qaida rischia di innescare roventi polemiche. Il corpo sarebbe stato »seppellito in mare« hanno riferito funzionari statunitensi, dopo essere stato portato in Afghanistan. »Il corpo di Osama bin Laden deve essere sepolto nella terra e gettarlo in mare rappresenta un peccato«, ha sottolineato Mahmoud Ashour, dell'accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar, il più prestigioso centro di sapere sunnita.

"DEAD"
«Dead» (morto): così, con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed è stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dall' Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre davanti alla Casa Bianca a Washington e, soprattutto, a Ground Zero a New York, una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia scandendo «U-S-A», ma anche «Yes we can» e sventolando bandiere americane. Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha confermato ufficialmente l'annuncio (anticipato dalla CNN) con un discorso televisivo a mezzanotte, la gente d'America, da Washington a New York, da una costa all'altra del Paese, è scesa in piazza per festeggiare. Prima di tutto a Ground Zero, dove 10 anni fa avvenne l'attentato più sanguinoso sul territorio americano. Davanti al luogo in cui sorgevano le torri gemelle, si sono assiepati newyorkesi che hanno perso in quella tragedia amici e parenti o semplici cittadini che hanno deciso di esserci, per cantare l'inno nazionale nel giorno della morte di chi quella tragedia l'ha voluta. A poco più di un'ora dalla diffusione della notizia dell'uccisione di Bin Laden, la polizia è dovuta intervenire per chiudere le strade, contenere la folla crescente che, con grande emozione, tra lacrime e preghiere, tra gioia e commozione, ha deciso di celebrare lo storico momento. Così come a Times Square, dove una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia sventolando bandiere a stelle e strisce. Gli americani non sono riusciti a rimanere a casa neppure a Washington. Si sono riversati in modo spontaneo davanti alla Casa Bianca. Tremila, quattromila persone, che sono aumentate col passare delle ore. In un clima simile a un festeggiamento da stadio. Urlando incessantemente 'U-S-À, avvolti nella bandiera a stelle e strisce, hanno dato vita ad una sorta di rito collettivo, gridando che adesso «il mondo sarè più sicuro», mentre per le strade dai suv stracarichi di ragazzi, risuonano i clacson e gli slogan «Obama, Obama!». «Non avevo mai provato un'emozione come questa - ha detto John Kelley, uno studente di 19 anni -. È una notizia che aspettavamo da tanto tempo. Quando l'ho sentita, avevo le gambe che mi tremavano. Poi ho sentito che dovevo fare qualcosa, e sono venuto qui, davanti alla Casa Bianca». Come lui, sono stati in tanti a sentire il bisogno di festeggiare. «Quello che provo oggi? Un sentimento di giustizia - ha aggiunto un altro studente, Jon Garcia, a sua volta in Pennsylvania Avenue insieme ad un gruppo di amici -. Questo rende giustizia a tutte le persone che sono state toccate dall'11 settembre. Questo dà un senso alla nostra missione in Afghanistan».


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JamzesVan
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BIN LADEN, SUL SITO DELL'FBI
RISULTA "DECEDUTO"


 
    
          ROMA - La taglia da oltre 25 milioni di dollari sulla testa di Osama bin Laden campeggia ancora sul sito del Fbi dedicato ai terroristi più ricercati. Sulla foto del leader di al Qaida è stato apposto un «Deceased» (deceduto) scritto in bianco su sfondo rosso. Alla taglia da 25 milioni di dollari messi a disposizione dal governo Usa si aggiungono altri 2 milioni versati dall'associazione dei piloti e del trasporto aereo americano. Naturalmente non si sa se la taglia è stata erogata a qualche informatore o il governo americano è riuscito a risparmiare l'ingente somma grazie al buon lavoro svolto dalle proprie cellule d'intelligence. In particolare, bin Laden era ricercato per il suo ruolo negli attentati dell'agosto 1998 nelle ambasciate Usa a Dar es Salaam, in Tanzania, e Nairobi, in Kenya, in cui persero la vita oltre 200 persone.

ALLARME PER RITORSIONI Bin Laden è stato ucciso, Bin Laden è morto. E subito, in tutto il mondo, è scattato l'allarme terrorismo, per paura di ritorsioni da parte delle cellule di Al Qaida, che potrebbero 'vendicare' l'uccisione del loro capo indiscusso. L'Interpol ha messo in guardia contro «un rischio terroristico accresciuto», mentre in tutto il mondo è stato lanciato l'allarme sulle ambasciate occidentali.
Anche il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando l'accaduto in un'intervista a SkyTg24, ha dichiarato che le nostre autorità di intelligence stanno mantenendo «la vigilanza molto alta» e «lo stesso facciamo sulla rete delle nostre ambasciate», ma questo «non vuole dire che si debbano creare allarmismi».
«Ci sono molte parti di al Qaida che vorranno ancora mostrare di essere ancora in business nelle prossime settimane», ha detto dal canto suo il ministro degli esteri britannico Hague alla radio della Bbc. «Ho chiesto stamattina alle nostre ambasciate di rivedere le procedure di sicurezza per esser certi che sia innalzata la vigilanza», ha aggiunto il capo del Foreign Office.

TALEBANI PAKISTAN GIURANO VENDETTA I talebani pachistani giurano vendetta per la morte di Osama bin Laden e minacciano di «attaccare gli obiettivi americani e il governo di Islamabad». «Noi non possiamo confermare il martirio di Osama bin Laden, quando le nostre fonti ce lo confermeranno saremo in grado di dire qualche cosa», ha detto il portavoce del Tehrik-e-Taleban Pakistan(Ttp), Ehsanullah Ehsan, contattato telefonicamente. «Se ha conosciuto il martirio, noi vendicheremo la sua morte e lanceremo attacchi contro i governi americano e pachistano, e le loro forze di sicurezza, perchè sono nemici dell'Islam». Il Ttp ha stretto una alleanza con al Qaida nel 2007, sancita da Osama bin Laden in persona.

CONDANNA DI HAMAS Il capo del governo di fatto di Hamas nella Striscia di Gaza, Ismail Haniyeh, ha condannato come un crimine degli Usa l'uccisione di Osama Bin Laden, definendo il leader di Al Qaida «un combattente della guerra santa musulmana». Per l'esponente islamico-radicale palestinese, la fine di Bin Laden va giudicata come «un assassinio». «Noi vediamo questo episodio come la prosecuzione della politica degli Stati Uniti basata sulla oppressione e sul versamento del sangue di musulmani e di arabi», ha aggiunto Haniyeh, in un incontro con la stampa. Dopo aver rilevato che fra Hamas ed al Qaida permangono divisioni di carattere strategico, Haniyeh ha egualmente espresso l'auspicio che Bin Laden «benefici della misericordia divina, garantita ai veri fedeli e ai martiri». In precedenza da Ramallah un dirigente dell'Anp si era invece felicitato della uccisione di Bin Laden. Quindi Haniyeh ha spostato il discorso sull'imminente incontro al Cairo dove mercoledì sarà firmato l'accordo fra Hamas ed al-Fatah per la costituzione di un governo congiunto incaricato di gettare le basi per nuovi elezioni politiche e presidenziali nei Territori entro i prossimi dodici mesi. Si tratta di un importante passo avanti verso la unità nazionale dei palestinesi, ha aggiunto il dirigente di Hamas.

007: RISCHI ANCHE IN ITALIA Misure di sicurezza innalzate ai massimi livelli, costante scambio di informazioni con i servizi segreti alleati, controlli negli ambienti legati all'estremismo islamico e al terrorismo internazionale per evitare il rischio di un gesto isolato. Anche gli apparati di sicurezza italiani stanno rivedendo il proprio dispositivo alla luce dell'uccisione di Osama Bin Laden in Pakistan anche se al momento, si apprende da fonti qualificate, non sarebbero state prese ulteriori misure - già innalzate con la crisi libica e le minacce di Gheddafi - nè inviate indicazioni particolari alle strutture presenti sul territorio. Il rischio che possa esserci una 'vendettà per la morte dello sceicco da parte di Al Qaida, fanno notare le fonti, è reale per tutti i paesi occidentali, Italia compresa; ma al momento gli uomini dell'antiterrorismo e dell'intelligence non hanno raccolto specifici segnali di allarme sul nostro territorio, nonostante siano state attivate tutte le fonti disponibili. Quello che preoccupa di più i nostri apparati di sicurezza è piuttosto il gesto isolato di qualcuno che non ha collegamenti con i network del terrore. Un'azione senza pianificazione e «scollegata» da un'organizzazione che, proprio per questi motivi, è quasi impossibile prevedere. Anche per questo il monitoraggio di quegli ambienti vicini all'estremismo islamico si è fatto più stringente. Da tempo ormai, gli estremisti utilizzano il nostro paese per fare proselitismo e, soprattutto, come base logistica, paese dove trovare documenti o ospitare i combattenti rientrati dall'Afghanistan e dall'Iraq. Ed è in queste aree, sottolineano le fonti, che potrebbe maturare il gesto isolato.


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JamzesVan
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BIN LADEN MORTO, LA FOTO
DEL CADAVERE È UN FALSO

    
          ROMA - E' giallo sulla fotografia del cadavere di Bin Laden, diffusa sui media di tutto il mondo e che secondo alcuni siti web sarebbe un falso. Secondo il sito pacifista PeaceReport, l'immagine sarebbe in realtà un «falso clamoroso». «Si tratta - si legge - di una immagine evidentemente elaborata con un programma di editing di immagini, ripresa dal sito 'unconfirmedsources'. Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg dovrebbe bastare a chiarire l'equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è'osama torturato'».

La stessa tesi è sostenuta dagli internauti jihadisti, che smentiscono la morte del leader di al-Qaeda sostenendo che il 10 dicembre del 2010 un sito di informazione iraniano, Tabnak.ir, avrebbe già mostrato quella foto nel quale si vede il volto di Bin Laden, con una barba sorprendentemente molto nera e con la parte superiore della faccia lacerata dalle ferite. A quell'epoca il sito iraniano aveva pubblicato l'immagine accanto al titolo: «È forse questo cadavere di Osama Bin Laden?».
Si legge nell'articolo, infatti, che «i media arabi hanno mostrato la foto di un uomo ucciso in una battaglia in Afghanistan il cui volto assomiglia molto a quello di Bin Laden. Nonostante questa grossa somiglianza nessuna fonte indipendente ha però confermato che si tratti dell'immagine di Osama Bin Laden». La stessa foto con la stessa dicitura è apparsa in quei giorni anche sul sito informativo iracheno 'al-Jewar.org'.

L'immagine è stata poi accostata da alcuni blogger a un'altra del leader di al-Qaeda scattata quando era ancora in vita. Le due foto sono state rilanciate dal sito italiano UniversiNet. Nel primo scatto, il volto di Bin Laden appare sfregiato, con la fronte e gli occhi insanguinati, senza copricapo e con i capelli arruffati. Ma l'espressione del volto appare perfettamente sovrapponibile a quella del secondo scatto. Il profilo e l'angolazione da cui è presa la foto coincidono, l'apertura della bocca è la stessa, identica la lunghezza dei baffi e della barba. Il primo scatto fa pensare quindi a un pesante ritocco del secondo. Molti sul web guardano con sospetto anche alla precipitosa sepoltura di Bin Laden in mare, che a loro giudizio è avvenuta per impedire un riconoscimento del cadavere.

TV PAKISTANE: "FOTO E' FALSA" Le reti televisive pachistane, che hanno diffuso oggi una foto presentandola come quella del cadavere di Osama Bin Laden, hanno ammesso che si trattava di un falso e l'hanno ritirata. Diverse reti avevano presentato una foto del volto parzialmente sfigurato e insanguinato di un uomo con una folta barba nera affermando che si trattava del volto di bin Laden, pur precisando di non poter garantire l'autenticità. «Era in realtà una foto falsa, già circolata nel 2009», ha detto Rana Jawad , il capo dell'ufficio di Islamabad di Geo Tv. Le tv americane non hanno mostrato la foto.


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JamzesVan
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BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN.
CIA: "AL QAEDA SI VENDICHERA".
IL BLITZ NEL COVO


 
    
          WASHINGTON - Osama Bin Laden è stato trovato e ucciso dalle forze speciali Usa che avevano l'ordine non di catturarlo, ma di ucciderlo. A rivelarlo è stata una fonte del Pentagolo, secondo la quale l'operazione degli "uomini rana", i Navy Seal americani, era «programmata per uccidere» e non certo per catturare il capo di Al Qaeda vivo.
E la morte di Osama continua a far tremare il mondo per eventuali ritorsioni terroristiche. Il direttore della Cia, la principale agenzia di intelligence statunitense, Leon Panetta, ha affermato che la vendetta di Al Qaeda, dopo la morte di Bin Laden, è quasi certa. «Osama bin Laden è morto. Ma Al Qaida è ancora in vita», ha detto Panetta. «I terroristi cercheranno quasi sicuramente di vendicarlo, noi dobbiamo restare vigilanti e risoluti», ha aggiunto il numero 1 della Cia.

CORPO SEPOLTO IN MARE Le autorità americane hanno confermato che il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto in mare. «La sepoltura ha già avuto luogo», ha confermato un alto responsabile dell'amministrazione Obama. «Abbiamo fatto tutto il possibile perchè il corpo fosse trattato secondo le tradizioni musulmane - ha detto il responsabile - È un compito che abbiamo preso molto seriamente». La tradizione musulmana vuole che i corpi siano inumati prima possibile, generalmente entro 24 ore dal decesso. Di solito sono coperti da un lenzuolo bianco. Le autorità Usa non hanno rivelato dove il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto.


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vangilat
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BIN LADEN, ISLAMICI ITALIANI:
"NON ERA UNO DI NOI"

    
                    
   
    ROMA - Soddisfazione o indifferenza per un terrorista che «non ha mai rappresentato il mondo islamico». Sono queste le reazioni delle comunità musulmane in Italia alla notizia della morte di Osama Bin Laden. L'unico elemento su cui tutti sembrano essere d'accordo è invece il rischio di nuovi attentati e ritorsioni da parte dei suoi seguaci. E il dubbio, per alcuni, che non sia stato rispettato il rituale della preghiera per la sua sepoltura. Nella moschea di Forte Antenne, la più grande d'Europa, l'imam Al-Gobashi è l'unico a non volersi pronunciare «per non entrare nel discorso politico, visto il suo ruolo». «Accogliamo con grande soddisfazione la notizia, anche se Al Qaida non scomparirà. Forse ci saranno ritorsioni con gesti dimostrativi, ma non credo che Roma e l'Italia in generale siano in pericolo da questo punto di vista», spiega Mario Scialoja, membro del Centro Islamico Culturale d'Italia, che si trova a Roma. Per Scialoja, «sicuramente catturare Bin Laden sarebbe stato meglio, per sgonfiarne l'immagine».

Con la sua morte, invece, i terroristi «ne faranno un simbolo. Forse a prendere il suo posto sarà il Mullah Omar. Di fatto già aveva preso le sue veci, visto che Bin Laden era da tempo malato. Stupisce comunque che si trovasse in una villa a soli 50 chilometri da Islamabad. Sono contento anche per la famiglia Bin Laden, loro sono gente per bene e con Osama non centrano nulla». Sulla notizia della sepoltura di Bin Laden in mare, Scialoja ha spiegato che «nel rito islamico la sepoltura è prevista entro le 24 ore, ma non in acqua». E alcuni cittadini musulmani, in strada nella Capitale, sono scettici sulla veridicità della preghiera durante la sepoltura nel corpo in mare.

«Rispettare il rito della sepoltura di un qualunque musulmano è una questione di rispetto nei confronti del mondo islamico - dicono - Di chiunque si tratti». Per Abdel Hamid Shari, presidente del centro islamico di viale Jenner a Milano, Bin Laden è «meglio morto che in prigione. Così non si pensa più a lui. I processi, se già prevedono la condanna a morte, sarebbero comunque inutili». Secondo Shari «sicuramente i Paesi occidentali hanno messo in conto il rischio» di ritorsioni e attentati. «Noi islamici - ha spiegato - siamo invece in un una fase in cui si chiude un'epoca, segnata da nuove rivoluzioni nel mondo arabo nordafricano e culminata oggi con la notizia della morte di Bin Laden, che comunque era ormai fuori da questa fase storica già da alcuni anni. Osama è stato comunque il simbolo di un'epoca insanguinata e per noi era storicamente morto già nel 2001». Noureddine Chemmaoui, responsabile del dipartimento Affari Sociali e Diritti Umani dell'Ucoii, l'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, spiega che «Non cambia nulla. Sia morto o meno, tanto il suo non rispecchiava il vero pensiero dell'Islam, che è moderato. Ma il mondo non si è liberato del problema terrorismo».


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vangilat
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BIN LADEN, SU FOTO FALSA
GLI ESPERTI SI DIVIDONO


                    
                                      
    
          ROMA - Le reti televisive pachistane, che hanno diffuso oggi una foto presentandola come quella del cadavere di Osama Bin Laden, hanno ammesso che si trattava di un falso e l'hanno ritirata. Diverse reti avevano presentato una foto del volto parzialmente sfigurato e insanguinato di un uomo con una folta barba nera affermando che si trattava del volto di bin Laden, pur precisando di non poter garantire l'autenticità. «Era in realtà una foto falsa, già circolata nel 2009», ha detto Rana Jawad , il capo dell'ufficio di Islamabad di Geo Tv. Le tv americane non hanno mostrato la foto.

FALSO SMASCHERATO SUL WEB La prima fonte a smascherare il falso era stata il sito web pacifista PeaceReport. «Si tratta - si legge - di una immagine evidentemente elaborata con un programma di editing di immagini, ripresa dal sito 'unconfirmedsources'. Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg dovrebbe bastare a chiarire l'equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è 'osama torturato'».
Stessa tesi sostenuta dagli internauti jihadisti, che smentiscono la morte del leader di al-Qaeda sostenendo che il 10 dicembre del 2010 un sito di informazione iraniano, Tabnak.ir, avrebbe già mostrato quella foto nel quale si vede il volto di Bin Laden, con una barba sorprendentemente molto nera e con la parte superiore della faccia lacerata dalle ferite. A quell'epoca il sito iraniano aveva pubblicato l'immagine accanto al titolo: «È forse questo cadavere di Osama Bin Laden?».
Si legge nell'articolo, infatti, che «i media arabi hanno mostrato la foto di un uomo ucciso in una battaglia in Afghanistan il cui volto assomiglia molto a quello di Bin Laden. Nonostante questa grossa somiglianza nessuna fonte indipendente ha però confermato che si tratti dell'immagine di Osama Bin Laden». La stessa foto con la stessa dicitura è apparsa in quei giorni anche sul sito informativo iracheno 'al-Jewar.org'.
L'immagine è stata poi accostata da alcuni blogger a un'altra del leader di al-Qaeda scattata quando era ancora in vita. Le due foto sono state rilanciate dal sito italiano UniversiNet. Nel primo scatto, il volto di Bin Laden appare sfregiato, con la fronte e gli occhi insanguinati, senza copricapo e con i capelli arruffati. Ma l'espressione del volto appare perfettamente sovrapponibile a quella del secondo scatto. Il profilo e l'angolazione da cui è presa la foto coincidono, l'apertura della bocca è la stessa, identica la lunghezza dei baffi e della barba. Il primo scatto fa pensare quindi a un pesante ritocco del secondo. Molti sul web guardano con sospetto anche alla precipitosa sepoltura di Bin Laden in mare, che a loro giudizio è avvenuta per impedire un riconoscimento del cadavere.

GLI ESPERTI SI DIVIDONO Le foto del volto di Osama Bin Laden tumefatto e martoriato dalle ferite stanno facendo il giro del mondo, insieme alla notizia della sua morte. Immagini considerate «un falso clamoroso» dal sito Peacereporter, mentre le reti pachistane ammettono la non autenticità solo di alcune foto e le ritirano e alcuni esperti si dividono sulla possibilità di ritocco. «Sicuramente qualche foto di Osama Bin Laden morto è stata ritoccata con il photoshop, ma non ha importanza, chiunque lo può fare», questo il parere di Oliviero Toscani, autore di tante campagne choc, all'ANSA. «Adesso - aggiunge - si crede di più a ciò che viene dalla rete. Anche la pistola di chi l'ha ucciso l'ha trasformato come il photoshop. Cos'è più vera la pistola o il photoshop?», si chiede il fotografo che osserva: «Anche se una delle foto del cadavere di Bin Laden fosse ritoccata non avrebbe importanza, l'importante è che sia morto. Lasciamo che le foto vengano ritoccate, il photoshop fa anche parte della realtà. Anche quando morì Mussolini, come mi ha raccontato mio padre, venne ucciso a letto - conclude Toscani - poi però lo portarono fuori casa perchè dovevano ucciderlo altri. Ognuno vuole sparare a Bin Laden, e allora lo fa con il photoshop». «Foto false con photoshop? Non è affatto facile», dice invece all'ANSA Vincenzo Micarelli esperto in post-produzione fotografica. «Non è per niente facile tumefare un viso, più facile casomai cambiare una testa e metterla sul collo di un'altra persona», aggiunge Micarelli che spiega però che dati rivelatori potrebbero arrivare dal file (dalla data al tipo di macchina fotografica usata), ma soprattutto dalla risoluzione della foto. «Ovvero - sottolinea Micarelli - se si tratta di uno scatto ad alta risoluzione è difficile che si possa modificare senza che non si avverta la differenza, se invece la foto è 1000 per 300 pixel o 1000 per 500 pixel tutto si complica. I pixel sono troppo pochi per poterci raccontare molto e la foto a questo punto è più facilmente sospetta». Intanto, le reti televisive pachistane che hanno diffuso oggi una foto presentandola come quella del cadavere di Osama Bin Laden, hanno ammesso che si trattava di un falso e l'hanno ritirata. «Era in realtà una foto falsa, già circolata nel 2009», ha detto Rana Jawad , il capo dell'ufficio di Islamabad di Geo Tv. Le tv americane non hanno mostrato l'immagine.


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vangilat
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BIN LADEN, LA MOGLIE COME
SCUDO


 
    
          ISLAMABAD - Una «piccola squadra» di Navy Seals, i leggendari incursori della Marina Usa, intervenuta in piena notte ad Abbottabad, in Pakistan, ha ucciso in un blitz Osama bin Laden. Nello scontro sono stati uccisi altre tre uomini e una donna, probabilmente una delle mogli del ricercato numero uno, mentre altre due sono rimaste ferite. La moglie di Osama si trovava in una posizione tale «da servire da scudo» umano, ha spiegato in una conferenza stampa John Brennan, il consigliere antiterrorismo della Casa Bianca, ma non è chiaro se sia stata lei a piazzarsi tra il tiratore e il ricercato numero uno, o se Bin Laden (oppure uno dei suoi figli) l'ha usata espressamente come scudo umano.

OPERAZIONE LAMPO Nell'operazione, durata 40 minuti, gli Usa hanno perso uno dei due elicotteri con i quali hanno compiuto il blitz. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha seguito l'operazione minuto per minuto dalla Situation Room della Casa Bianca. I dettagli del raid sono stati forniti ufficialmente dall' Amministrazione Usa, che ha convocato in piena notte una 'conference call' alla quale hanno partecipato «dirigenti americani» di cui volutamente l'amministrazione per ragioni di sicurezza non ha reso noti nè i nomi nè l'incarico. L'operazione è stata autorizzata venerdì scorso, 29 aprile, da Obama dopo cinque briefing tenuti tra fine marzo e aprile, ai quali ha partecipato «un numero molto ristretto di persone». I briefing erano stati convocati per valutare l'attendibilità crescente di informazioni di intelligence raccolte fin dal settembre scorso, e di cui Obama era stato tenuto al corrente sistematicamente. Tutte puntavano nella stessa direzione: «Vi erano fondate ragioni per ritenere che Bin Laden si nascondesse in un edificio di Abbottabad», in Pakistan.

DNA ELIMINA I DUBBI Ma la conferma definitiva è venuta solo quando i Navy Seals hanno fatto irruzione nel rifugio e lo hanno ucciso. Il test del dna ha successivamente confermato che si tratta proprio di lui. L'ordine di entrare in azione è stato dato da Obama ieri, primo maggio. L'azione è scattata quando in Pakistan era notte fonda, le 00:30 circa di oggi, lunedì, ora pachistana (le 21:30 italiane di ieri, le 15:30 di ieri negli Usa), secondo la ricostruzione di alcuni media americani. Dopo un viaggio di una quarantina di minuti su due elicotteri, probabilmente dall'Afghanistan, ad Abbottabad i Navy Seals - 20-25 uomini secondo Fox News, che azzarda una cifra - sono penetrati nell'iperprotetta villa-nascondiglio, lo hanno ucciso con un colpo in faccia e sono volati via con il suo corpo, perdendo nell'azione uno dei due velivoli.

IL RUOLO DELL'INTELLIGENCE Dal punto di vista dell'intelligence, i punti chiave dell' operazione sono stati questi. Sono stati dapprima individuati alcuni dei corrieri dello 'sceicco del terrore', «in particolare uno, di cui i detenuti post-11 settembre ci avevano fornito il nome di battaglia», è scritto nel transcript della conference call. L'uomo è stato tenuto sotto controllo per mesi, fino a quando è stata individuata con certezza l'area in Pakistan in cui operava. Da lì l'intelligence Usa è risalita all' edificio di Abbottabad. «Quando siamo entrati, siamo rimasti scioccati da ciò che abbiamo trovato - ha detto una fonte citata nel transcript : un edificio unico, otto volte più grande delle altre case, costruito nel 2005, accesso vigilato, un valore approssimativo di un milione di dollari, ma nessuno telefono né collegamento a internet». I Navy Seals sono entrati in azione seguiti da Washington da Obama in persona. «Nel raid abbiamo perso un elicottero a causa di problemi meccanici. Il velivolo è stato fatto esplodere dal suo stesso equipaggio. Le forze d'assalto sono rientrate con l'altro elicottero. Nessun civile è stato colpito». Il corpo di Bin Laden è rimasto in mano degli americani 12 ore, prima di essere sepolto in mare. Prima della sepoltura, intorno alle 07:10 (ora italiana) è stato celebrato un tradizionale funerale islamico a bordo della portaerei americana Carl Vinson, nelle acque settentrionali del Golfo Persico.


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vangilat
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BIN LADEN UCCISO, OBAMA:
"ORA IL MONDO È PIÙ SICURO".
CORPO IN MARE


                    
                                      
    
          WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha aperto la cerimonia alla Casa Bianca per la consegna di medaglie al valore, parlando della notizia del giorno, la morte di Osama Bin Laden dopo il blitz delle forze speciali Usa in Pakistan. «Questo è un buon giorno per l'America - ha detto Obama, aprendo la cerimonia poche ore dopo l'uccisione del numero 1 di Al Qaeda - oggi il mondo è più sicuro». Gli Stati Uniti, ha aggiunto Obama, hanno mantenuto il proprio impegno di «veder fatta giustizia». «Come comandante in capo non potrei essere più orgoglio e fiero dei nostri uomini e donne in uniforme», ha detto il presidente americano, che si è pubblicamente complimentato anche con il segretario della Difesa, Robert Gates, e con il capo degli stati maggiori congiunti delle forze armate, Mike Mullen. «Senza di loro, senza il loro straordinario lavoro, non avremmo potuto raggiungere questo risultato» ha detto Obama.

DNA SUO AL 99,9% Osama Bin Laden è stato trovato e ucciso dalle forze speciali Usa che avevano l'ordine non di catturarlo, ma di ucciderlo. A rivelarlo è stata una fonte del Pentagolo, secondo la quale l'operazione degli "uomini rana", i Navy Seal americani, era «programmata per uccidere» e non certo per catturare il capo di Al Qaeda vivo. I test del Dna effettuati sul corpo del ricercato numero 1 della Cia, annunciati dal governo americano e resi noti dalla stessa amministrazione, hanno confermato che si tratta di lui al 99,9%. Il test è stato effettuato confrontando il profilo genetico dell'uomo ucciso nel blitz in Pakistan con quello di una sorella di Osama, morta qualche anno fa di cancro.
E la morte di Bin Laden continua a far tremare il mondo per eventuali ritorsioni terroristiche. Il direttore della Cia, la principale agenzia di intelligence statunitense, Leon Panetta, ha affermato che la vendetta di Al Qaeda, dopo la morte di Bin Laden, è quasi certa. «Osama bin Laden è morto. Ma Al Qaida è ancora in vita», ha detto Panetta. «I terroristi cercheranno quasi sicuramente di vendicarlo, noi dobbiamo restare vigilanti e risoluti», ha aggiunto il numero 1 della Cia.

CORPO SEPOLTO IN MARE Le autorità americane hanno confermato che il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto in mare. «La sepoltura ha già avuto luogo», ha confermato un alto responsabile dell'amministrazione Obama. «Abbiamo fatto tutto il possibile perchè il corpo fosse trattato secondo le tradizioni musulmane - ha detto il responsabile - È un compito che abbiamo preso molto seriamente». La tradizione musulmana vuole che i corpi siano inumati prima possibile, generalmente entro 24 ore dal decesso. Di solito sono coperti da un lenzuolo bianco. Le autorità Usa non hanno rivelato dove il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto.

LA SVOLTA DELLA PRESIDENZA OBAMA, ANCHE IN VISTA ELEZIONI 2012 La storia passa per le stanze della Casa Bianca di Barack Obama, rilancia la presidenza del giovane presidente della «speranza» e illumina di luce nuova il tunnel buio dove, da troppo tempo, Obama era costretto a muoversi con difficoltà crescenti. Solo pochi giorni fa era stato costretto a mostrare in televisione il suo certificato di nascita, per respingere gli attacchi di chi non credeva che fosse nato in America e, forse, che fosse anche musulmano. Oggi nessuno più dubita e può dubitare della sua profonda anima americana. Dopo guerre lunghe e estenuanti, lavoro sottotraccia di intelligence, ma anche errori e molte battute a vuoto, Obama chiude il cerchio del lavoro di George W. Bush e vince la guerra contro Osama bin Laden, l'uomo che aveva fatto uccidere tremila americani in quell' undici settembre di dieci anni fa. Non ha vinto però la guerra contro Al Qaida. La galassia del terrore continuerà a colpire, le sue cellule sparse nel mondo - dallo Yemen, al Marocco, dalla Somalia al Pakistan - hanno da tempo la necessaria autonomia per agire contro l'odiato occidente. E si faranno sentire presto. Già oggi hanno promesso vendetta e ricordato che muore bin Laden ma non le sue idee, se idee possono essere definite quelle del fondatore di Al Qaida. Obama ha però vinto la guerra contro il simbolo di tutto questo, contro il punto di riferimento ideologico del jihadismo e dell'estremismo islamico. Nessuno considera chiusa la guerra contro il terrorismo e alla Casa Bianca si stanno attrezzando per nuove sfide.

Da oggi, Obama entra nella storia come il presidente che ha trovato e fatto uccidere l'ideologo e il mandante del più duro attacco che l'America abbia dovuto subire. E ha mostrato di saper agire senza tentennamenti. Ha dato il via libera alla missione speciale che prevedeva esplicitamente l'eliminazione di bin Laden. Da stanotte, negli Stati Uniti non si parla dei problemi del deficit e del debito, della disoccupazione e della mancanza di futuro, delle guerre che non finiscono in Iraq e Afghanistan e di quelle che non si vogliono fare, come in Libia. Da stamani gli americani sono tutti idealmente a Ground Zero con una bandiera in mano, a cantare l'inno nazionale e forse a ripetere uno slogan che in molti avevano dimenticato: «yes, we can». Da oggi, anche la campagna elettorale è inevitabilmente destinata a cambiare. Iniziata prima in maniera strisciante, era già diventata aspra e dura nelle ultime settimane. Con l' uccisione del leader del terrorismo globale, Obama segna molti punti a suo vantaggio e allunga in maniera decisiva nei confronti dei futuri rivali repubblicani. La strada è ancora lunga e in un anno e mezzo molte cose possono accadere. Ma oggi Obama può sorridere. Perchè i suoi avversari dovranno faticare moltissimo per convincere gli americani a non rieleggere l'uomo che ha vinto la guerra contro Osama bin Laden.

FUNERALI SULLA PORTAEREI Un funerale religioso per Osama Bin Laden è stato celebrato a bordo della portaerei americana Carl Winson. La cerimonia si è svolta nel rispetto delle tradizioni musulmane, è cominciata alle 07:10 ora italiana ed è terminata 50 minuti dopo, ha spiegato l'alto ufficiale Usa, aggiungendo che «è stata seguita la tradizionale procedura dei funerali islamici». Il corpo di Bin Laden è stato lavato, poi è stato avvolto in un lenzuolo bianco e infine messo in un sacco reso pesante. Un ufficiale militare ha letto un testo religioso che un interprete ha tradotto in arabo. Conclusa la preghiera, il corpo è stato messo su una tavola che e poi è stata inclinata per farlo scivolare nell'Oceano.

LE IMMAGINI DEL BUNKER Osama Bin Laden si rifugiava nel bunker a poco pù di un'ora da Islamabad dal 2005. La tv americana Abc ha mostrato le immagini del covo del terrorista: caos e sangue nella stanza in cui è stato ucciso. Durante il blitz, a cui secondo la tv pachistana avrebbe opposto resistenza, sono morti anche un figlio, altri due uomini e una donna.

AL ZAWAHRI NUOVO LEADER DI AL QAEDA Sarà il braccio destro di Osama bin Laden, Ayman al Zawahri, a prendere il comando di Al Qaida dopo la sua uccisione: ne è certo l'ex capo dei servizi pachistani di intelligence (Isi), il generale a riposo Hamid Gul. Considerato il vero cervello del movimento, Al Zawahri è un medico di professione che incontro Bin Laden in Pakistan o Afghanistan ai tempi della resistenza contro l'invasione sovietica in quest'ultimo paese. Nessuno sa dove attualmente si trovi il terrorista egiziano, e l'Fbi ha posto sulla sua testa una taglia di 25 milioni di dollari. In una intervista ad una tv privata, Gul ha anche manifestato il timore che «ora potrà esservi una reazione violenta delle fazioni di Al Qaida in Europa, Africa e Medio Oriente, dato che esistono filiali molto pericolose del movimento in Yemen, Tunisia e Libia. L'ex responsabile dei servizi segreti militari ha detto che »con questo colpo Barack Obama può avviare la sua campagna elettorale argomentando di avere risolto il principale problema che aveva portato le truppe americane in Afghanistan. «Per il Pakistan - ha concluso - giungono invece momenti molto difficili perchè gli usa cercheranno di destabilizzarlo per prendere il controllo del suo arsenale nucleare».


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BIN LADEN, IL "SÌ" DI OBAMA
NEL BIGLIETTINO


        
                                      
    
         CAPE CANAVERAL - Obama scende dall’Air Force One, estrae dalla sua tasca un bigliettino e lo passa ad un ufficiale, il generale Wilson. E’ così che il presidente degli Usa ha autorizzato il blitz per catturare Bin Laden? L’ipotesi è stata avanzata ada Rainews 24, che ha mostrato delle immagini della visita di Obama alla base dalla quale stava partendo lo shuttle Endeavour. Lo scambio del bigliettino avviene attraverso la stretta di mano. A poche ore di distanza dal misterioso scambio è partita l’operazione che ha portato alla cattura e all’uccisione del leader di Al Qaeda.


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BARBA LUNGA PER 10 ANNI:
'DEVE MORIRE OSAMA'

                
                                      
    
          WASHINGTON - Quando aveva giurato che non si sarebbe fatto la barba fin quando non fosse stato catturato Osama Bin Laden era convinto che sarebbe stata una questione di mesi. Così un insegnante di scuola media, il 50enne Gary Nozza, ha ‘gioito’ la notte scorsa, quando Bin Laden è stato catturato e ucciso. La sua barba brizzolata, dal giorno del giuramento – 10 anni fa – è cresciuta fino al suo petto. Avrebbe praticamente potuto far parte della band ZZ Top e assomigliava persino un po’ al leader di Al Qaeda. In quasi dieci anni l'insegnante di scienze di Efrata, Washington, era riuscito a farsi crescere una lunga barba brizzolata. “Sono felice di vedere il suo volto, sembra 10 anni più giovane”, ha commentato la moglie del Weddle Donita, che dopo 3.454 giorni ha assistito alla rasatura del marito.


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GB, ALLARME TERRORISMO:
5 GIOVANI ARRESTATI VICINO
A CENTRALE NUCLEARE


    
          LONDRA - Il giorno dopo il blitz culminato con l'uccisione di Osama Bin Laden, torna più forte che mai la paura terrorismo in Europa. Ieri pomeriggio, infatti, sono stati arrestati cinque uomini, tutti ventenni, residenti a Londra e originari del Bangladesh, nei pressi di una centrale nucleare, quella di Sellafield, in Gran Bretagna. I cinque sono stati fermati sulla base del Terrorism Act durante un controllo stradale e sono stati trasferiti a Manchester. La centrale di Sellafield, nella contea di Cumbria, è il più grande sito nucleare d'Europa per il trattamento di combustibile atomico e per il processamento delle scorie radioattive.


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BIN LADEN, LA NUOVA FOTO
DEL CADAVERE È UN FALSO


 
    
          WASHINGTON - Obama ha deciso di diffondere una foto di Bin Laden da morto, ma un'immagine del capo di Al Qaida ucciso in Pakistan è già online. E' stato però già verificato che l'immagine che ritrae Osama con una ferita alla testa è un nuovo falso. La foto è stata pubblicata online da un sito web, mentre il link viene rilanciato su Twitter dagli hacker di Anonymous. L'autenticità dell'immagine non è verificabile.


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"BIN LADEN, FOTO ATROCI".
USA, DUBBI SE MOSTRARLE.
ITALIA, ALLARME TERRORISMO


    
          ROMA - Gli Stati Uniti non hanno ancora deciso se mostrare al mondo le foto del cadavere di Bin Laden perchè almeno una di esse potrebbe essere considerata «atroce» e la Casa Bianca «sta valutando» quali potrebbero essere gli effetti sull'opinione pubblica mondiale, in particolare nel mondo arabo e nei paesi islamici. Questa la spiegazione fornita oggi dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sulla mancata diffusione delle immagini del corpo di Bin Laden. «Sarò franco - ha detto oggi sotto l'incalzare delle domande dei giornalisti - la pubblicazione delle foto di Bin Laden dopo lo scontro a fuoco è una questione delicata, stiamo valutando se sia necessaria». Interpellato sulla natura di queste foto, Carney ha risposto: «Si può dire che una foto è atroce», senza rivelare se lui avesse avuto modo di verderle oppure no. Nello stesso tempo Carney ha parzialmente rettificato il resoconto sull'operazione-Bin Laden fornito 24 ore prima dall'amministrazione americana.

"HA OPPOSTO RESISTENZA" Contrariamente a quanto riferito 24 ore prima, «Osama Bin Laden non era armato» quando è stato ucciso. Ma «ha opposto resistenza» e «la resistenza non richiede necessariamente un'arma da fuoco», ha detto Carney. «Vorrei fosse chiaro che queste sono informazioni delicate, che devono essere vagliate dall'intelligence per motivi di sicurezza - ha precisato il portavoce della Casa Bianca - Come potete capire, continuiamo a raccoglierle per fornirvi ulteriori dettagli mano a mano che ne veniamo a conoscenza». Carney ha rettificato anche la versione fornita 24 ore prima circa l'uccisione della moglie di Bin Laden. Quella uccisa nell'operazione è un'altra donna che si trovava al primo piano della casa-rifugio di Abbottabad, in Pakistan. La moglie di Bin Laden «è stata ferita a una gamba» al terzo piano della casa, nella stessa stanza in cui Bin Laden è stato ucciso. Ventiquattro ore prima il consigliere dell'Antiterrorismo della Casa Bianca, John Brennan, aveva detto invece di ritenere che nel raid la moglie di Bin Laden fosse stata uccisa perchè aveva fatto da scudo umano al marito. Nella versione fornita oggi, nessun accenno a donne utilizzate come scudo umano. Il direttore della Cia, Leon Panetta, intervistato dalla PBS, la Tv pubblica americana, ha detto oggi che durante l'operazione «vi sono stati 20-25 minuti in cui davvero non sapevamo cosa stesse succedendo, sono stati momenti molto tesi. Poi l'ammiraglio MacRaven (capo delle forze speciali, ndr) è tornato per avvisarci che aveva colto la parola 'Geronimò, che era il nome in codice per dire che Bin Laden era stato preso». Carney, nella versione fornita oggi, ha confermato infine che gli uomini del commando, di cui non ha precisato il numero, sono rimasti sul terreno per 40 minuti e hanno utilizzato due elicotteri. Il New York Times, citando fonti del Pentagono, parla invece di 79 uomini e 4 elicotteri.

RISCHIO RITORSIONI «Azioni ritorsive, anche isolate», che potrebbero essere messe in atto «da parte di elementi legati alle rete di Al Qaida e ad altre formazioni fondamentaliste». Ma anche da «fanatici» senza nessuna organizzazione alle spalle, che potrebbero prendere di mira personalità di governo e simboli della cristianità. Eccolo il rischio che corre l'Italia, a 48 ore dal blitz in cui è stato ucciso Bin Laden in Pakistan. L'analisi degli 007 e dell'antiterrorismo è contenuta nella circolare che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato a questori e prefetti chiedendo di innalzare «al massimo» la vigilanza. Controlli che l'intelligence chiede siano molto stringenti sia nei confronti di «soggetti o ambienti radicali islamici», in cui potrebbe maturare il progetto di un'azione, sia su una serie di obiettivi sensibili. In testa a questa lista ci sono le sedi diplomatiche e gli interessi in Italia di Stati Uniti e Pakistan (uffici turistici, commerciali, linee aeree e compagnie marittime), le basi della Nato e quelle americane, le ambasciate dei paesi dell'Alleanza Atlantica.
ALLARME A SAN PIETRO Sullo stesso piano i luoghi di culto e i simboli della cristianità, per i quali si chiede una «vigilanza massima»: un attentato a San Pietro, ma anche nel duomo di Torino dove è custodita la Sacra Sindone, nella basilica di San Petronio a Bologna dove c'è un affresco che ritrae il profeta Maometto all'inferno o nella Sinagoga della capitale, avrebbe, probabilmente, una eco ancora maggiore. «È necessario - è scritto nella circolare - elevare al massimo le attività di prevenzione generale e di controllo del territorio, nonchè di vigilanza e sicurezza, con speciale riguardo agli obiettivi sensibili». Tra questi ci sono anche «sedi istituzionali e di governo, installazioni militari e aziende impegnate nel settore militare, aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana, scali marittimi». Una vigilanza che non sarà solo fissa: le forze dell'ordine e i militari sono stati sensibilizzati ad attuare «frequenti ispezioni e bonifiche» lungo i perimetri esterni, nonch‚ un «particolare servizio di osservazione nelle adiacenze» per individuare persone con comportamenti sospetti. Si invita poi il personale a verificare l'osservanza dei divieti di sosta e ad attuare «accurati controlli» ai veicoli parcheggiati e nei cassonetti della spazzatura «che potrebbero celare ordigni esplosivi».

RISCHIANO ANCHE I VERTICI DELLO STATO Ad essere presi di mira da una 'vendetta' dei fondamentalisti orfani dello sceicco, secondo la nostra intelligence, potrebbero però essere anche le figure al vertice dello Stato. Ecco perchè nella circolare viene disposto un rafforzamento dei «dispositivi di sicurezza a protezione di personalità maggiormente a rischio», a partire dal premier Berlusconi: le scorte dovranno, dunque, annotare «tutti quegli atteggiamenti e comportamenti di persone o mezzi che possano destare sospetti» e «diversificare gli itinerari che giornalmente ed abitualmente» percorrono le personalità. E proprio il Cavaliere oggi ha espresso preoccupazione per la situazione. Ho cinque figli e tanti nipoti..., ha detto durante il vertice di maggioranza sulla Libia. Una riflessione che diversi presenti hanno legato non solo a possibili ritorsioni dalla Libia di Gheddafi, ma anche all'uccisione di Bin Laden. La sicurezza del premier è affidata all'Aisi (una quarantina di agenti suddivisi in diversi turni), che da tempo pongono particolare attenzione alle uscite pubbliche del presidente, quelle più a rischio. Non è affatto escluso dunque che ci sarà probabilmente un ulteriore giro di vite sulla vigilanza. Un primo test impegnativo per l'apparato di sicurezza italiana ci sarà già domani, quando arriverà a Roma il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che si fermerà fino a giovedì. Intanto, i vertici dei servizi segreti italiani sono stati convocati al Copasir per riferire sul rischio terrorismo. Domani toccherà al direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), prefetto Gianni De Gennaro; giovedì sarà la volta del direttore dell'Aise, generale Adriano Santini. «Non credo - ha spiegato il presidente del Comitato, Massimo D'Alema - che esista un rischio particolare per l'Italia. È un rischio per tutto il mondo occidentale e bisogna prendere tutte le misure necessarie per prevenirlo. Il governo sta prendendo le sue decisioni. Noi, nella sede parlamentare, le verificheremo con l'audizione dei responsabili dei servizi».

IL VIDEO DEL FUNERALE Il funerale di Osama Bin Laden a bordo della Carl Vinson è stato ripreso in un video da un ufficiale della marina militare americana. Ma gli Stati Uniti non hanno ancora deciso se renderlo pubblico. Lo hanno confermato fonti dell'amministrazione Usa, precisando che «è in corso la valutazione» della opportunità di pubblicare o meno sia il video, sia le foto del corpo di Bin Laden. Il consigliere per l'Antiterrorismo della Casa Bianca, John Brennan, intervistato dalla radio pubblica National Public Radio, ha detto che l'amministrazione sta valutando i pro e i contro della pubblicazione delle foto. «Non credo che a questo punto nessuno metta in dubbio che Bin laden è morto - ha detto Brennan -. Sono consapevole che c'è gente interessata ad avere una prova visiva al riguardo. È qualcosa che teniamo nel debito conto». «Ma - ha aggiunto - non vogliamo diffondere niente che possa essere oggetto di fraintendimenti e causare ulteriori problemi. Stiamo valutando la cosa, per prendere le decisioni giuste». L'eventuale diffusione del video del funerale secondo alcuni analisti interpellati da media Usa crea meno problemi che non la diffusione delle foto del cadavere di Bin Laden. Perchè si presume che il corpo di Bin Laden - come riferito dall' amministrazione - appaia contenuto in un sacco appesantito prima di essere sepolto in mare. Più controversi, invece, gli effetti che potrebbe suscitare la diffusione delle foto del cadavere. Potrebbero suscitare, in particolare nel mondo arabo, una recrudescenza del sentimento americano, cosa che gli Stati Uniti vogliono accuratamente evitare.
FIGLIA DODICENNE HA VISTO TUTTO Una figlia di 12 anni di Osama bin Laden ha visto tutto: ha visto il padre ucciso dalle forze americane e adesso è nelle mani delle forze pachistane, riporta oggi la Bbc da Islamabad. «C'erano molte donne e bambini nel compound. Avevano le mani legate da manette di plastica. Gli americani li avrebbero portati con loro sugli elicotteri se uno dei velivoli non si fosse guastato e fosse stato distrutto», riporta il corrispondente della rete britannica. «La figlia di 12 anni che è sopravvissuta dice di aver visto il padre colpito dagli americani», ha detto ancora l'inviato. Owen Bennett-Jones, il giornalista a Islamabad, ha ricevuto un briefing dell'agenzia di intelligence pakistana Isi: «Al momento dell'attacco c'erano 17 o 18 persone nel compound. Dopo il raid due cadaveri sono stati portati via - Bin Laden e forse suo figlio - gli altri lasciati sul posto. Anche le donne sono state lasciate sul posto: una moglie, una figlia e otto o nove bambini che pensano di essere fratelli di Bin Laden». La Bbc ha parlato con un ragazzino di 12 anni di Abbottabad che dice di aver frequentato il compound e incontrato la famiglia del capo di al Qaida. «Aveva due mogli, una parlava arabo e l'altra urdu. Avevano tre figli, una ragazza e due maschi. Una volta mi regalarono due conigli. Avevano installato una telecamera all'ingresso esterno del complesso così potevano controllare chi si avvicinava alla casa», ha detto Zarar Ahmed.


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BIN LADEN, LA FIGLIA 12ENNE:
"PRESO VIVO E POI UCCISO"


 
    
         ISLAMABAD - Bin Laden è stato prima catturato vivo, e poi ucciso dalle forze speciali americane. A rivelarlo, secondo quanto riferito dalla tv Al Arabiya, una figlia dodicenne di Osama, presente durante il blitz nel compound di Abbottabad in cui era nascosto il capo di Al Qaida. Le fonti pachistane riferite da Al Arabiya dicono anche che Bin Laden si trovava al piano terra del compound ed è stato trascinato a terra fino all'elicottero dai commando americani per essere portato via dopo essere stato ucciso.

TUTTO IN POCHI MINUTI Le fonti di sicurezza hanno detto che tutto è avvenuto nei primi minuti dell'operazione di Abbottaba. Dall'edificio, dopo l'azione dei commando, sono stati portati fuori dai servizi pachistani quattro corpi crivellati di pallottole e arrestati due donne e sei bambini fra 2 e 12 anni. Inoltre, scrive il sito di Al Arabiya, «le forze speciali Usa hanno portato via solo due cadaveri con loro sull'elicottero militare, quello di Bin Laden e quello di un figlio», in quanto «non c'erano abbastanza posto a bordo degli elicotteri dopo la perdita di uno dei velivoli durante l'operazione».


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BIN LADEN, FOTO ATROCI:
"SQUARCIO TRA GLI OCCHI


    
          ROMA - Raccapriccianti, atroci. Così sono state definite, dal portavoce della Casa Bianca Jay Carney, le immagini del cadavere di Osama Bin Laden, ucciso due giorni fa in un blitz delle Navy Seals in Pakistan, ad Abbottabad. Le foto, afferma la Cnn citando funzionari governativi anonimi, mostrano una ferita che ha «squarciato» la testa al leader di al Qaida, e sarebbero state scattate in un hangar in Afghanistan. Tra gli scatti c'è appunto una foto «chiara ma cruda del volto» nella quale il leader di al Qaida appare con «un enorme squarcio in mezzo agli occhi» causato da un colpo alla testa. Altre foto ritraggono invece i momenti del raid e la sepoltura in mare.

IDENTIFICATA MOGLIE, FOTO IN TV È stata identificata la moglie di Osama Bin Laden ferita nel blitz in Pakistan delle forze speciali statunitensi che ha portato all'uccisione dello sceicco del terrore. Stando al sito web della Abc, si tratta di Amal Ahmed Abdul Fatah, la più giovane delle mogli di bin Laden e, probabilmente, la sua «preferita». Nel compound in cui è stata effettuata l'operazione di domenica notte è stato infatti ritrovato il passaporto della donna. La tv pakistana Geo ha mostrato l'immagine del documento. Amal Ahmed Abdul Fatah, 29 anni, era legata a bin Laden da quando era adolescente: la Abc spiega che era stata data in moglie all'ormai ex numero uno di al-Qaeda come 'donò da una famiglia yemenita. Lo sceicco del terrore e la donna vivevano, secondo la Abc, con tre figli nel secondo e terzo piano dell'edificio principale del compound teatro del blitz. Domenica quando le forze speciali americane hanno fatto irruzione nel 'fortino' di Abbottabad, Amal era in camera da letto con bin Laden. «Nella stanza con bin Laden c'era sua moglie - aveva spiegato ieri sera il portavoce della Casa Bianca, Jay Carey - Si è scagliata contro uno degli assalitori americani ed è stata colpita a una gamba da colpi d'arma da fuoco, ma non è stata uccisa».

GOVERNO PAKISTAN CHIEDE AIUTO Intanto il primo ministro pachistano, Yousuf Gilani, ha lanciato un appello al mondo intero perché aiuti il suo paese a combattere il terrorismo, «problema n. 1», chiedendo agli occidentali di «astenersi dal diffondere messaggi negativi» sul Pakistan. Gilani, in una riunione davanti agli imprenditori francesi, ha aggiunto che «la sicurezza e la lotta contro l'estremismo o il terrorismo non sono il compito di una sola nazione». «Abbiamo bisogno di una strategia molto globale per combattere il terrorismo - ha aggiunto Gilani, che nel pomeriggio sarà ricevuto all'Eliseo dal presidente Nicolas Sarkozy - abbiamo bisogno del sostegno del mondo intero». Il terrorismo, ha aggiunto, danneggia «l'intera regione e il mondo». Islamabad, ha proseguito il premier pakistano, combatte il terrorismo che è il suo problema «numero uno» ed ha già «pagato un pesante tributo» per questo, ma lo fa «non soltanto per il Pakistan, ma per la pace, la prosperità e il progresso del mondo intero».

PRIMO MINISTRO PAKISTAN: FALLIMENTO INTELLIGENCE Il luogo in cui si nascondeva Osama Bin Laden, non lontano da un'accademia militare pachistana, è testimonianza del fallimento dei servizi di intelligence di tutto il mondo, compresi quelli americani, e non solo di quelli del Pakistan. Lo ha dichiarato a Parigi il Primo ministro pachistano Yousuf Gilani. «C'è un fallimento dei servizi di intelligence del mondo intero, compresi quelli americani» ha ribadito Gilani, interpellato dai giornalisti su come abbia potuto Bin Laden nascondersi così vicino a Islamabad. «Siamo nel mezzo di una guerra, conduciamo una guerra contro il terrorismo e abbiamo la volontà di lottare contro l'estremismo e il terrorismo» ha poi aggiunto, in riferimento alle critiche mosse da alcuni alla posizione del Pakistan sul tema.


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Obama blocca le foto di Osama
La figlia: "Preso vivo e poi ucciso"


Il presidente dice no alle immagini del cadavere del terrorista. Dalla villa di Abbottabad prelevati solo i corpi del leader di Al Qaeda e del figlio Khalid. E il premier pachistano Gilani accusa: "Quel covo è un fallimento per tutta l'Intelligence. Ora aiutateci a combattere il terrorismo"



MILANO, 4 maggio 2011 - Polemiche, misteri, allarmi. La cronaca del blitz delle forze americane nella villa in cui si nascondeva Osama Bin Laden lascia spazio alle infinite ripercussioni che un evento del genere avrà in tutto il mondo.


NIENTE FOTO —     Il presidente Usa Barack Obama ha reso noto che le foto del cadavere della mente dell'11 settembre non verranno diffuse, smentendo quello che aveva detto Leon Panetta, direttore della Cia, in un'intervista tv. "Il governo ha ovviamente discusso quale sia il modo migliore per compiere questo passo, ma non vi è alcun dubbio che la fotografia verrà resa pubblica" aveva detto Panetta alla Nbc. La Casa Bianca invece aveva ha espresso preoccupazione per la diffusione delle immagini, che sarebbero troppo forti e potrebbero infiammare il desiderio di vendetta degli estremisti islamici. Tuttavia, secondo il capo della Cia, è "importante dimostrare al resto del mondo la nostra capacità di averlo trovato e ucciso. Ovviamente ho visto quelle immagini. Le abbiamo analizzate e non c'è dubbio che si tratti di Bin Laden". Secondo gli Stati Uniti, il test del Dna ha confermato l'identità del capo di Al Qaeda. Questo nonostante un portavoce dei talebani in Afghanistan abbia detto che dichiarare morto Bin Laden sia ancora "prematuro".




L'edificio in cui si nascondeva Bin Laden a Abbottabad. Ap

"Catturato Vivo e Poi Ucciso" —     A tre giorni dalla morte dell'uomo più ricercato del mondo ecco anche le prime testimonianze. Fonti di sicurezza pachistane hanno detto all'emittente Al Arabiya, che una figlia di Bin Laden sostiene che suo padre sia stato catturato e in un secondo tempo ucciso dalle forze speciali americane nei primi minuti dell'operazione di Abbottabad. Si legge sul sito della tv che la ragazzina "soccorsa dalle forze di sicurezza pachistane nella villa dopo il blitz americano" abbia raccontato che "le forze Usa hanno catturato vivo suo padre ma lo hanno poi ucciso a colpi d'arma da fuoco davanti a membri della sua famiglia". Le stesse fonti raccontano che Bin Laden si trovasse al piano terra del compound e sia stato trascinato fino all'elicottero dai commando americani per essere portato via dopo essere stato ucciso. Sempre secondo Al Arabiya dall'edificio, dopo l'azione dei commando, sono stati portati fuori dai servizi pachistani quattro corpi crivellati di pallottole e arrestati due donne e sei bambini fra 2 e 12 anni. Inoltre, "le forze speciali Usa hanno portato via solo due cadaveri con loro sull'elicottero militare, quello di Bin Laden e quello di un figlio", perché "non c'era abbastanza posto a bordo degli elicotteri dopo la perdita di uno dei velivoli durante l'operazione". Il figlio ucciso e portato via dagli Usa è Khalid, 20 anni. Al momento della sua morte Osama aveva al suo fianco la moglie più giovane, la yemenita Amal Al Sadah, 27 anni, rimasta ferita a una gamba.


La Risposta della Cia —     Su quanto accaduto durante l'operazione è intervenuto Leon Panetta, capo della Cia. "Se Osama Bin Laden si fosse arreso e fosse apparso non minaccioso, i Navy Seals lo avrebbero catturato". Il commando, ha aggiunto, "era comunque autorizzato ad uccidere". "Che io sappia, non vi è stato alcun tipo di comunicazione tra gli incursori e i terroristi", ha detto, pur aggiungendo che si stanno ancora ascoltando gli uomini che hanno preso parte al blitz. La Casa Bianca ha fatto sapere che Osama ha opposto resistenza, pur non sparando. La ricostruzione dei suoi ultimi momenti, lasciata trapelare dagli Usa, contrasta comunque con quanto riferito dalla figlia del superterrorista. Smentita, invece, la notizia secondo cui Obama e gli altri vertici dell'Amministrazione abbiano seguito in diretta l'uccisione dello Sceicco.


Osama era Operativo —     Una prima, rapida ricognizione del materiale informatico sequestrato nella villa di Osama Bin Laden dimostrerebbe che il leader di Al Qaeda comandava ancora i gruppi terroristici presenti in Yemen, in Somalia e nell'Africa settentrionale. Osama garantiva ancora "un comando strategico e una guida agli affiliati di Al Qaeda", hanno detto al Washington Times due funzionari dell'intelligence Usa che hanno letto i rapporti sull'operazione che ha portato all'uccisione di Bin Laden. Al momento del blitz Osama aveva 500 euro in contanti e due numeri di telefono cuciti sui vestiti che indossava, a indicare che era pronto a lasciare il covo di Abbottabad, qualora fosse stato informato di un imminente attacco. Secondo il capo della Cia, Leon Panetta, "Bin Laden pensava che la sua rete fosse abbastanza forte da avvertirlo in tempo".



A Islamabad fuoco alla bandiera Usa. Afp

Gilani: "Fallimento di Intelligence" —      Da Parigi arrivano le parole dure del il premier pachistano, Yusuf Raza Gilani, che ha voluto mettere in evidenza i limiti del sistema antiterroristico mondiale, prima di chiedere espressamente aiuto. Secondo Gilani il covo di Bin Laden, non lontano da un'accademia militare pachistana, dimostra "il fallimento dell'Intelligence di tutto il mondo, non solo del Pakistan. La sicurezza e la lotta contro l'estremismo e il terrorismo non riguardano un Paese solo - ha detto - abbiamo bisogno di una strategia globale per combatterli. Abbiamo bisogno del sostegno di tutto il mondo. Il Pakistan ha sacrificato 30.000 persone in questa lotta, più di tutte le forze Nato". Il tutto mentre in Pakistan vannno avanti le manifestazioni contro gli Stati Uniti nel ricordo di Bin Laden,


 

I Dubbi Dell'iran —     Della sepoltura ha parlato anche il ministro della difesa iraniana, Ahmad Vahidi, che ha messo in dubbio la morte di Bin Laden. "Ci sono un sacco di interrogativi e ambiguità su tale questione - ha detto nel corso di una riunione di governo - dicono che hanno gettato il cadavere in mare. Ma perché non hanno consentito a un supervisore imparziale di confermare se quella persona fosse davvero Bin Laden?".


L'archiviazione del Procedimento —     In settimana la procura federale di Manhattan presenterà istanza di archiviazione formale del procedimento penale del governo Usa contro Osama Bin Laden, per morte dell'imputato. Il procedimento contro Osama era cominciato nel giugno 1998 e nel corso degli anni aveva visto aggiungersi una ventina di imputati, tra i quali Ayman al-Zawahiri, il numero due di Al Qaeda. Inizialmente le accuse contro Bin Laden erano di avere addestrato i somali che nel 1993 avevano ucciso 18 soldati americani a Mogadiscio. In seguito si erano aggiunte quelle per gli attentati dell'agosto 1998 alle ambasciate degli Usa in Kenya e Tanzania con 224 morti e l'attacco al cacciatorpediniere Cole nel porto di Aden nel 2000. Quindi il capo d'accusa principale, l'organizzazione degli attentati dell'11 settembre.


La Metro Milanese —     A Milano comincia a diffondersi un certo allarmismo su un imminente atto terroristico come rappresaglia all'uccisione di Osama Bin Laden. La raccomandazione più inflazionata è quella di "non prendere la metropolitana a maggio". Siamo in piena leggenda metropolitana: in diversi infatti raccontano di aver compiuto un gesto gentile verso un arabo ed essere stati avvertiti, per gratitudine: "Non prendere la metropolitana a maggio, succederà qualcosa di brutto".


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BIN LADEN, OBAMA HA DECISO:
"NESSUNO VEDRÀ LE FOTO".
IMMAGINI DI ALTRO TRE CORPI


    
          ABBOTTABAD - Non verranno rese pubbliche nè foto del cadavere di Osama bin Laden nè immagini in movimento dell'operazione che ne ha segnato la fine. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama lo ha deciso oggi, tre giorni dopo il raid dei Servizi Speciali in Pakistan conclusosi con la morte del ricercato numero uno, accogliendo i suggerimenti del segretario di Stato Hillary Clinton e alla Difesa Bob Gates. Ma altre immagini, quelle di altri tre uccisi durante il blitz, sono state diffuse dalla Reuters. Per Obama invece, al massimo verrà fornito un racconto scritto del funerale di Osama, svoltosi a bordo della portaerei Carl Vinson, nel rispetto dei dettami dell'islam secondo la Casa Bianca. Passata la sbornia del successo, come confermano i sondaggi di opinione in impennata per Obama, è giunto ora il momento per la Casa Bianca di giocare in difesa, visti gli attacchi esterni, le contraddizioni nei racconti e le polemiche che stanno emergendo qua e là.

Nel suo (lungo) briefing di metà giornata, il portavoce della Casa Bianca, è apparso stanco, irritabile, e più secco del solito nelle sue risposte, rifiutando di entrare nei dettagli. Il primo attacco è venuto dal Pakistan accusato di non collaborare appieno. Qui, in base ai primi interrogatori di polizia, la figlia dodicenne di Osama avrebbe detto che suo padre è stato catturato a poi ucciso a sangue freddo dai Servizi Speciali Usa. La Cia ha «categoricamente smentito» l'ipotesi mentre - prima il segretario alla Giustizia Eric Holder, poi lo stesso Carney - insistevano sulla legalità dell'operazione, definita di «legittima difesa» contro bin Laden, e spiegando che se avessero potuto catturarlo vivo ed interrogarlo gli Usa lo avrebbero fatto. A questo proposito era stato messo a punto un piano per sottoporre bin Laden ad un interrogatorio. Secondo Tommy Vietor, il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, «come punto iniziale, lo avremmo trasferito su una nave per un certo periodo».

Un gruppo di esperti superaddestrati per gli interrogatori più difficili, lo 'High Value Detainee Interrogation Group', «era pronto ad entrare in funzione per interrogarlo. Subito dopo, i responsabili per la sicurezza nazionale si sarebbero riuniti per decidere sul da farsi», e cioè se inviarlo o meno al carcere di Guantanamo. Ad ogni modo, la Casa Bianca non ha «nessun dubbio, l'azione (contro) era legale ed era di legittima difesa» ha tra l'altro spiegato Carney, aggiungendo che l'operazione, con un minimo di danni collaterali, è stata fatta «correndo grandi rischi» per gli americani coinvolti. Se, «nel rispetto delle leggi della guerra bin Laden si fosse arreso o avesse fatto capire di essere pronto ad arrendersi», i 'Navi Seals' che hanno condotto l'operazione glielo avrebbero permesso, ma non si potevano assolutamente correre rischi, visto che tutto si è svolto molto in fretta e al buio. Secondo gli ultimi elementi emersi, Osama non era armato, ma era pronto a fuggire, visto che cuciti nella giacca sono stati trovati una banconota da 500 Euro e due numeri telefonici su un bigliettino.

La donna accanto a lui, ferita alla gamba dopo essersi precipitata su un agente, era verosimilmente l'ultima moglie Amal, 29 anni. Oltre alle parole presidenziali sul no alle foto (mentre la Reuters, in esclusiva, ha diffuso immagini di altre tre vittime dell'operazione, scattate da militare pachistano), Carney ha anticipato altri elementi della lunga intervista rilasciata da Obama a 60 Minutes, il talk show domenicale della Cbs. In particolare, il presidente era sicuro al 95% che Osama era stato ucciso pochi minuti dopo il raid, appena viste le prime foto e i primi esami antropometrici, ma prima dei risultati dei test sul Dna. Carney ha aggiunto che Obama ha risposto 'sì « quando gli è stato chiesto da un giornalista della Cbs se aveva visto le foto. Il presidente ha quindi spiegato: »Noi non siamo fatti così, non vogliamo esibirlo come un trofeo«, prima di aggiungere che pubblicare o no la foto »non fa nessuna differenza«, perch‚ Osama »non camminerà più su questa terra«, anche se ci sarà di sicuro gente che affermerà che »non è morto«. Ad ogni modo, non ha nessun senso rischiare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti per delle foto.

RABBIA DAVANTI AL BUNKER Non verranno pubblicate le foto di Osama bin Laden: lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, alla Cbs. In un messaggio Twitter, CbsNews indica che lo stesso presidente lo ha detto alla trasmissione '60 Minutes', il talk show che andrà in onda domenica.

È già diventata una meta di pellegrinaggio, per ora non tanto di fanatici sostenitori di Osama bin Laden quanto di curiosi, la residenza-fortezza di Abbottabad, a 60 chilometri a nord di Islamabad, dove il capo di Al Qaida è stato ucciso domenica in un blitz delle forze speciali americane. Per la prima volta oggi pomeriggio, in centinaia, residenti di altri quartieri, e qualche decina di giornalisti, si sono avvicinati fino all'impermeabile muro di cinta, alto fino a sei metri, anche grazie all'allentamento del cordone delle forze di sicurezza pachistane, che - si dice - avevano appena finito di fare le loro contro-investigazioni. Ma tra i curiosi, e un pò in tutta la città, regna lo scetticismo nei confronti della versione della morte di bin Laden fornita dagli Stati Uniti e più o meno confermata dalle autorità pachistane.

«Osama è il nostro eroe, l'eroe di tutti i musulmani. Sono certo che è ancora vivo, perchè non abitava qui», ha detto Mohammed Nias, che vive nella casa di fronte al compound. Secondo il dirimpettaio di Bin Laden, nella residenza-fortezza abitava «gente normale: c'erano dei bambini che entravano e uscivano da casa e che andavano a scuola», proprio come tutti nel vicinato. La notte del blitz, che secondo Nias «è durato 40 minuti», l'uomo è stato «spaventato» dai rumori e «anche miei bambini si sono svegliati». Ma del raid notturno, almeno a guardare da fuori, non c'è traccia evidente. Nel cortile sono rimasti mucchi di spazzatura e segni di incendio, ma è ormai noto che l'insolita comunità che vi abitava bruciava i rifiuti invece di smaltirli all'esterno. Sulle mura esterne, in mattoni e cemento, e su quelle bianche dell'edificio centrale a tre piani, non ci sono - almeno a quanto si può vedere da una certa distanza - fori di colpi d'arma da fuoco. Mentre alcuni bambini mostrano, come fossero un trofeo, qualche oggetto carbonizzato trovato nei campi coltivati tutti intorno, come una candela per automobili e un interruttore, sostenendo con orgoglio che si tratti di pezzi dell'elicottero americano caduto durante l'operazione.

«È una cospirazione contro il Pakistan e contro il nostro esercito, una messinscena, è tutto teatro», è il commento più diffuso che si ascolta tra la popolazione locale. «Non è accettabile che la sovranità di un Paese venga violata ogni volta che qualcuno vuole farlo», ha detto Mohammed Assad mentre aspettava il suo turno dal barbiere, senza mai citare gli Stati Uniti. «Io ho sentito gli elicotteri e sono salito sul tetto di casa, ma non li ho visti perchè erano senza luci», ha raccontato Mohammed Ijaz nel suo negozio di alimentari. Perchè ad Abbottabad ognuno ha la 'sua nottè da raccontare, la sua versione, i suoi dubbi: nessuno parla apertamente della morte di bin Laden ma di «quello che è successo». Si dice anche che due uomini, padre e figlio, che abitavano vicino al bunker siano «scomparsi» da quella notte, «forse perchè - ha azzardato Ijaz - il padre assomigliava a Osama, anche se lui aveva la barba nera e Osama bianca».

«La sparizione e l'operazione non c'entrano niente, sono due storie diverse», ha commentato qualcun altro, mentre le ipotesi e le incertezze diventano quasi argomento di 'conversazione da bar'. Più arrabbiate sono certamente apparse sei donne apparse all'improvviso davanti a un gruppo di giornalisti e telecamere di media stranieri che aspettavano lungo la strada il via libera per recarsi al compound. Le signore hanno innalzato cartelli in inglese e urdu con le scritte «Salvateci da Obama», «Svegliati esercito», «Vogliamo sicurezza», denunciando che «a questo punto chiunque può venire in Pakistan e fare quello che vuole», temendo forse di più il vicino indiano che il terrorismo fondamentalista islamico. «Osama non so chi è, non so neppure se sia una brava persona o no», ha tagliato corto una di loro. Fuori dal coro, un insegnante, Assad Jadun, che ha asserito perentorio: «Gli Stati Uniti non dicono bugie. E ho fiducia nel mio governo, perchè siamo noi pachistani le prime vittime dei terroristi. Il governo non lo sapeva che bin Laden era qui». «Ma se fosse stato veramente qui - ha replicato un uomo piu anziano, Mohamad Bashir - credete che con tutti i militari che ci sono ad Abbottabad non lo avremmo saputo?». Ma forse è stato proprio questo il segreto della lunga latitanza dello sceicco del terrore: nascondersi dove nessuno lo avrebbe cercato.
FOTO BIN LADEN: OPINIONE PUBBLICA VORREBBE VEDERLE, ANCHE SE ATROCI Come l'amministrazione Obama, così la politica americana è spaccata - in modo bipartisan - sull' opportunità di pubblicare o meno le foto di Osama Bin Laden morto. La gente no: stando a più di un sondaggio, la maggioranza degli americani vorrebbe invece «vederle». Così gli Stati Uniti hanno accolto la decisione del presidente, Barack Obama, di non pubblicare le fotografie del cadavere di Bin Laden. «Potrebbero diventare strumenti di propaganda, mettere a rischio la sicurezza nazionale» ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, rispondendo ad una raffica di domande dei giornalisti Usa. «Noi siamo certi che Bin Laden è morto, ma non andiamo in giro esibendo trofei» ha aggiunto. Molti parlamentari Usa sono d'accordo con lui, molti no. Sulla questione è divisa l'amministrazione Obama, è diviso il Congresso, sono divisi democratici e repubblicani al loro interno. «In Consiglio di Sicurezza si sono valutati i pro e i contro, non vi erano posizioni unanimi, poi il presidente ha preso la decisione finale» ha riferito Carney. Tra coloro decisamente contrari, stando a quanto riportato dalla Abc, i segretari di Stato Hillary Clinton e della Difesa, Robert Gates. Che sulla questione possono contare sull'appoggio di alcuni dei parlamentari che hanno avuto modo di vedere le foto incriminate, compresa quella definita «atroce» del volto di Bin Laden sfigurato. L'ha vista, per esempio, il presidente della Commissione Servizi della Camera, Mike Rogers, repubblicano, secondo il quale «i rischi della pubblicazione sono maggiori dei benefici». Coloro che sostengono la teoria del complotto continueranno a farlo, ha detto, mentre i soldati Usa nel mondo sarebbero messi ancora più a rischio di quanto già non lo siano. «Bin Laden non è un trofeo, è morto. Concentriamoci su Al Qaida» ha concluso. D'accordo con lui il senatore repubblicano Saxby Chambliss, che ha visto le foto. «Sono come ve le potete immaginare se pensate a qualcuno che ha ricevuto un proiettile in faccia. Non è un bel vedere» ha detto. «Ma secondo me un giorno o l'altro saranno pubblicate». Se lo augura la senatrice repubblicana Kelly Ayotte, che a sua volta ha visto la foto «atroce»: «Non sono un'esperta in materia, ma vi posso garantire che, essendo quella di Bin Laden una figura conosciuta, dalla foto del corpo si capisce che è lui» ha detto. Secondo Ayotte, sarebbe bene pubblicarla per mettere a tacere le teorie del complotto. «Nessuno vuole vedere foto che disturbano. Ma credo che la chiusura del cerchio con l'11/9 sia importante». Come lei la pensa la maggioranza dell'opinione pubblica Usa, almeno stando ai sondaggi di alcune emittenti, come la Abc e la Msnbc. Msnbc ha condotto un'indagine via internet tra i suoi ascoltatori, e il 67% di essi ha risposto che vorrebbe vedere la foto. Una ricerca analoga è stata condotta dalla Abc, nella quale addirittura l'80% degli ascoltatori ha risposto di «voler vedere», contro il 20% che si è detto contrario.

SEGNI DI INCENDIO All'interno del cortile del compound di Abbottabad dove è stato ucciso Osama Bin Laden sono visibili mucchi di spazzatura e segni di incendio, probabilmente degli stessi rifiuti dati alle fiamme dagli abitanti della casa. Lo ha constatato l'inviata dell'ANSA dal piano superiore dell'edificio accanto. Vicino al compound, alcuni bambini hanno raccolto oggetti bruciati non meglio identificati, apparentemente, candele per automobili e un interruttore. I bambini, con evidente soddisfazione, sostengono che si tratti di pezzi dell'elicottero americano caduto durante il blitz ad Abbottabad. Nell'area circostante, secondo quanto constatato dall'inviata dell'ANSA, sono numerosi gli agenti la cui presenza però è discreta e finalizzata più ad orientare i curiosi ed evitare incidenti nei quali, in particolare, possono essere coinvolti persone che si arrampicano sui tetti delle case per curiosare. Tra le decine di persone giunte nell'area del compound armati di macchine fotografiche, ci sono decine di bambini mentre pochissime sono le donne, tutte velate. Gruppi di curiosi, infine, sono seduti sui prati circostanti per osservare la scena.


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BIN LADEN, ANCHE UN CANE
NEL COMMANDO DI ABBOTAD


 
    
          ROMA - Crescono le indiscrezioni sull'operazione condotta ad Abbottabad con lo scopo di uccidere Osama Bin Laden. Stamattina il New York Times ha rivelato che tra i Navy Seal che hanno partecipato all'agguato ce n'era anche uno a quattro zampe. Ma, come per gli altri membri della spedizione, non si conosce ancora l'identità del cane eroe. E addirittura non è dato sapere neppure di quale razza sia.

Le illazioni si sprecano, ma i più probabili sembrano essere un Pastore tedesco o un Pastore belga malinois. Fatto sta che la presenza del cane dimostra il crescente utilizzo di questi animali nelle azioni militari: i soldati a quattro zampe si sono infatti più volte rivelati maggiormente efficaci nel ritrovamento degli ordigni e nell'individuare persone all'interno di edifici. Tra gli altri possibili utilizzi, quello di raggiungere persone in fuga dal compound. Un Pastore tedesco o un Malinois belga, infatti, corrono al doppio della velocità degli esseri umani.

Attualmente sono 600 i cani impiegati in Iraq ed in Afghanistan, ed il loro numero potrebbe crescere di molto nel prossimo anno. Molti sono i Labrador retriever che precedono l'avanzata delle truppe per accertare la sicurezza della strada. E sempre più sono quelli insigniti di onorificenze, come ad esempio Remco, un cane che nel 2009 aveva ottenuto la Silver Star, uno dei riconoscimenti militari pi— prestigiosi, per avere contribuito in modo determinante ad un'operazione. E anche i soldati a quattro zampe sono ormai dotati delle pi— sofisticate attrezzature: quelli nei Navy Seals dispongono anche di speciali tute impermeabili dotate di una videocamera con visore notturno collegato al monitor dei conduttori, permettendo così di osservare, a distanza, ciò che accade.


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BIN LADEN, HILLARY A ROMA:
"LA LOTTA NON È FINITA"
DUBBI DELL'ONU SUL BLITZ


 
    
          ROMA - Secondo Hillary Clinton, la dipartita di Osama Bin Laden, non pone fine alla lotta al terrorismo e ad Al Qaeda: «L'uccisione di Osama Bin Laden ha mandato un messaggio inequivocabile sulla forza e la determinazione della comunità internazionale di opporsi al terrorismo, ma la battaglia contro Al Qaeda non finisce». Così il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla Farnesina, dove è in corso la riunione del gruppo di contatto per la Libia. La Clinton ha poi aggiunto, in riferimento alla battaglia contro il terrorismo che, «dobbiamo aumentare i nostri sforzi non solo in Afghanistan ma in tutto il mondo, chi uccide gli innocenti verrà assicurato alla giustizia», ha concluso.

I DUBBI DELL'ONU Intanto l'Onu ha chiede spiegazioni sull'operazione che ha portato alla cattura e la seguente uccisione di Osama Bin Laden. 'alto commissario per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto oggi «il resoconto completo e preciso dei fatti». Pillay ha chiesto la «completa diffusione dei fatti precisi» dell'operazione in cui è stato ucciso il leader di al Qaida. «Sono favorevole a una completa diffusione dei fatti precisi», ha detto Pillay, rispondendo alla domanda se fosse rimasta soddisfatta dalle spiegazioni fornite dagli Usa sulla legittimità del blitz americano in Pakistan. «Credo che non solo il mio ufficio ma tutto il mondo abbia il diritto di sapere cosa è successo. Le Nazioni Unite condannano il terrorismo ma ci sono delle regole elementari che devono essere rispettate anche nella conduzione di operazioni di antiterrorismo. Queste devono avvenire nel rispetto delle leggi internazionali, che non autorizzano la tortura nè le esecuzioni extragiudiziali», ha detto Pillay nel corso di una visita ad Oslo.

«NESSUN ERRORE NEL BLITZ» Il blitz che ha portato all'uccisione di Bin Laden «è stato condotto con i massimi standard professionali». Lo ha assicurato il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, rispondendo ad una domanda, al termine dell'incontro con il Ministro degli Esteri Franco Frattini. I giornalisti hanno chiesto al segretario di Stato se l'uccisione di bin Laden fosse stata determinata da «un errore» della squadra dei 'Navy seals'. «Lo sforzo chiaro», ha aggiunto, «era quello di porre fine alla sua leadership»

«I 38 MINUTI PIÙ LUNGHI DELLA MIA VITA» «Sono stati i 38 minuti più intensi della mia vita». Così il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, ha descritto il momento del raid che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden, rispondendo ad una domanda al al termine dell'incontro con il Ministro degli Esteri Franco Frattini.  Rispondendo ad una domanda sulla foto che ha fatto il giro del mondo e ritrae lo staff di Obama concentrato in attesa del risultato del blitz, Hillary Clinton ha aggiunto: «non ho la più pallida idea di cosa stessi pensando in quel millesimo di secondo». E sulla sua espressione preoccupata con la mano davanti alla bocca, ha scherzato: «qualcuno ha detto che forse poteva essere un colpo di tosse dovuto alla mia allergia».

«GRAZIE ALL'ITALIA» Gli Stati Uniti sono «molto grati all'Italia per l'impegno» dei suoi militari in Afghanistan. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Franco Frattini a margine della riunione del gruppo di contatto sulla Libia. La Clinton ha ancora una volta espresso apprezzamento per il «lavoro difficile per garantire la sicurezza in Afghanistan» svolto da «quattromila soldati italiani al nostro fianco».

L'ARRIVO A ROMA Hillary Clinton, Il Segretario di Stato Usa, è arrivata a Roma. L'aereo speciale sul quale volava, un Boeing 757 è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino a mezzanotte e tre minuti. Ad accoglierla sotto le scalette dell'aereo, l'ambasciatore Usa in Italia, David Hoadley Thorne, e il vicecapo del cerimoniale diplomatico della Repubblica, ministro Plenipotenziario Placido Vigo. Dopo essere stata accolta dalle personalità presenti alla scaletta dell'aereo, Hillary Clinton, soprabito nero sotto cui spiccava una camicetta rossa, ha preso posto subito dopo su di una vettura blindata. Scortata da altre 9 automobili con a bordo agenti speciali Usa, ha lasciato a mezzanotte e venti lo scalo di Ciampino diretta in un hotel del centro della Capitale. Domani il Segretario di stato prenderà parte alla Farnesina, alla riunione del Gruppo di Contatto sulla Libia che sarà presieduta dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dal Primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar. l termine della sessione, Hillary Clinton si recherà al Quirinale per l'incontro con il presidente Giorgio Napolitano e alle 17.30 a palazzo Chigi per il colloquio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

BUS DEVIATI Per motivi di sicurezza e su disposizione delle autorità competenti, in occasione della conferenza stampa al ministero degli Esteri, con la partecipazione del ministro Franco Frattini e del segretario di stato Usa Hilary Clinton, le strade della zona Franesina sono chiuse al traffico. Tutti i bus della zona sono deviati. Nel dettaglio, cambiano percorso le linee 32, 48, 168, 186, 188, 233, 271.


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OBAMA A GROUND ZERO
DEPONE UNA CORONA DI FIORI


    
          ROMA - Per chiudere il cerchio dopo dieci anni, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, ha oggi deposto una corona di fiori a Ground Zero, in un silenzio pieno di emozione, disturbato soltanto dal forte vento che soffiava a Ground Zero: esattamente come era successo in occasione del primo anniversario, nel 2002, degli attacchi dell'11 settembre contro le Torri Gemelle, quello decisamente più intenso. Per la prima volta da presidente, Obama ha fatto il viaggio a Ground Zero a quasi 10 anni dal dramma che ha cambiato il volto del mondo, ma soprattutto pochi giorni dopo il blitz in Pakistan che ha permesso di uccidere Osama bin Laden, il ricercato numero uno: per rendere omaggio ai newyorchesi e spiegare che l'America non dimenticherà mai quello che è successo. L'obiettivo della visita del presidente (che era già venuto nel 2008 da candidato alla Casa Bianca), era proprio di chiudere il cerchio, come ha chiaramente lasciato intendere il portavoce della Casa Bianca Jay Carney a bordo dell'AirForceOne. Siamo qui «per riconoscere la tremenda perdita subita dalla città l'11 settembre», ha detto infatti Carney, ricordando che l'uccisione di Bin Laden «rappresenta un grandissimo successo», ma «è importante riconoscere» che siamo ancora in guerra. Obama ha deposto una corona di fiori (aquistata da una ditta che possedeva un negozio in una delle Torri crollate) in mezzo al memoriale dell'11 Settembre in costruzione, che sorgerà nei prossimi anni nella ferita che si sta pian piano rimarginando nel sud di Manhattan, non lontano dal ponte di Brooklyn e da Wall Street. In quella occasione l'inquilino della Casa Bianca non ha pronunciato una parola, se non con i familiari della vittime, molti dei quali ha incontrato poi, per lunghi minuti, lontano dalla stampa. Il presidente ha parlato prima della cerimonia, in occasione di una visita ad una caserma di pompieri, quella della centralissima Times Square, e poi in un commissariato di polizia. Prima di mettersi a tavola con i vigili del fuoco della 'Pride of Midtown' Firehouse (che l'11 Settembre perse ben 15 pomperi nel dramma) e mangiare in loro compagnia un piatto di melanzane alla parmigiana, Obama ha ricordato che «questo è un luogo simbolo dei sacrifici straordinari fatti in quel terribile giorno di dieci anni fa». Ma quanto avvenuto domenica scorsa - ha aggiunto Obama riferendosi all'uccisione di bin Laden - manda al mondo un messaggio chiaro: «Quando diciamo che non ci dimenticheremo, lo intendiamo alla lettera».

Parole che completano quelle pronunciate oggi a Roma dal segretario di Stato Hillary Clinton, secondo cui »la battaglia non finisce con la morte« di Bin Laden. Obama era accompagnato dal sindaco di New York al momento degli attacchi, Rudy Giuliani, considerato uno degli eroi dell'11 Settembre, in prima linea sin dall'inizio degli attacchi. Non c'era invece il suo predecessore alla Casa Bianca George W. Bush, cha ha declinato l'invito presidenziale. La visita di Obama a Ground Zero non è stata priva di polemiche, come confermano all'Ansa le parole di John Bolton, ex sottosegretario agli esteri di Bush ed ex ambasciatore all'Onu. Bolton, come anche altri esponenti della frangia più radicale del partito repubblicano, parla di evento a carattere elettorale, a un anno e mezzo dalle presidenziali del 2012, con Obama che punta ad essere rieletto. Anche l'opposizione - è vero - ha salutato la coraggiose decisione presidenziale del biltz contro Osama, ma in molti si sono chiesti e si chiedono ancora perchè Obama presidente ha aspettato così a lungo per recarsi a Ground Zero, pur venendo spesso a New York.

"ANCORA LACRIME" «La morte di Bin Laden non mi ridarà il mio Brian»: Simone Cannizzaro, 75 anni, vigile del fuoco in pensione di Staten Island ma originario di Palermo, ha seguito quasi immobile all'ingresso di Ground Zero la cerimonia voluta dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Lo ha fatto visibilmente commosso, stringendo fra le mani la foto di Brian Cannizzaro, suo figlio, morto l'11 settembre. «Penso a lui tutti i giorni - ha detto all'ANSA - e mi manca tantissimo. L'uccisione di Bin Laden non significa niente per me, non è un capitolo chiuso e non mi aiuta a sentirmi meglio. Rivoglio il mio Brian». Brian aveva solo trent'anni quando è morto e il padre dopo dieci anni non è ancora riuscito a farsene una ragione. Non riesce neanche a gioire della presenza di Obama a Ground Zero. «Non so, forse questa cosa serve solo a farlo salire nei sondaggi» commenta. Vicino a lui i famigliari di Nestor Cintron, un altro vigile del fuoco morto quel giorno. Aveva 28 anni. Loro sono invece contenti della cerimonia, di Obama, dei fiori: «Non riavremo nostro figlio per questo, ma almeno sappiamo che il colpevole ha pagato, che giustizia è stata fatta».

OBAMA INCONTRA AUTORI DEL BLITZ Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama incontrerà privatamente domani alcuni degli esponenti del commando autore del blitz contro Osama bin Laden, ucciso in Pakistan nella notte tra domenica e lunedì. Secondo fonti della Casa Bianca, l'incontro avrà luogo a Fort Campbell in Kentucky. Il team è rientrato negli Stati Uniti ieri, è stato precisato. Fonti dell'Amministrazione hanno reso noto che Obama ieri ha già avuto modo di incontrare nello Studio Ovale l'ammiraglio William McRaven, il responsabile delle forze speciali al Pentagono, che ha coordinato il blitz di Abbottabad. Obama - hanno riferito le fonti - «ha ringraziato di persona» l'ammiraglio McRaven per la riuscita dell'operazione.


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BIN LADEN, IL MEDICO: "GIÀ
MORTO, MESSINSCENA USA"


                                                      
    
          ISLAMABAD - Il giornalista palestinese, Jamal Ismail, smonta, pezzo per pezzo, tutta la versione dell'uccisione di Osama fornita dagli Stati Uniti: «Dicono di averlo ucciso perchè ha opposto resistenza, ma anche che era disarmato. Io - spiega - non l'ho mai visto senza la sua arma a fianco, una sorta di kalashnikov, più moderno, piccolo e maneggevole. Lo metteva vicino al letto quando dormiva e lo portava con sè quando andava in bagno». «Dicono - prosegue - che l'operazione è durata 40 minuti. Credete davvero che Bin Laden abbia atteso immobile per tutto quel tempo che gli americani entrassero a prenderlo?». Il leader di Al Qaida, secondo Ismail, non viveva ad Abbottabad, «una città piena di militari». E allora, dove sarebbe morto? «Non a casa mia», risponde ridendo. A non convincerlo inoltre è lo stesso compound di Abbottabad: «L'uomo più ricercato del mondo non avrebbe mai vissuto in una casa senza vie di fuga, con solo due portoni principali e mura di cinta alte 6 metri». Poi ancora: «Nessuno ha visto le foto, nessuno ha visto nè parlato direttamente con la figlia di 12 anni che avrebbe detto che Osama era ancora vivo». E così via. Fino ad accusare il governo pachistano che, dice, «dovrà dare molte risposte alla nazione». La prima volta che Ismail intervistò Bin Laden fu a Peshawar nel 1984, Osama aveva 27 anni: «Era un tipo tranquillo - ricorda -. Non partecipava alle discussioni con gli altri arabi sull'occupazione sovietica dell'Afghanistan.

"MORTO DI MALATTIA" «Osama bin Laden è morto di malattia qualche giorno prima del presunto raid americano ad Abbottabad». Così il giornalista palestinese, Jamal Ismail, esperto del capo di Al Qaeda, precisando che la fonte delle sue informazioni è il medico che aveva in cura lo «Sceicco del terrore». «Le autorità pachistane - aggiunge - hanno quindi avvertito gli americani, i quali hanno organizzato tutta quella messinscena solo per non farsi accusare dai media di tutto il mondo di non essere stati in grado di prenderlo prima». Ismail, che vive in Pakistan da una ventina d'anni, conosce bene Bin Laden. «L'ho intervistato quattro volte ma ho parlato con lui in moltissime altre occasioni», racconta, seduto nell' ufficio pieno di libri nella sua casa di Islamabad.


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OBAMA DECORA I NAVY SEAL:
"AL QAEDA DECAPITATA"

                                                          
    
          WASHINGTON - «Abbiamo decapitato al Qaeda»; «Sconfiggeremo al Qaeda in maniera definitiva»; «È stata una settimana storica e sono venuto per ringraziarvi»; «Gli autori degli attacchi dell'11 Setembre non colpiranno più; "Ottimo lavoro"; "È stata la decisione più difficile da quando sono diventato comandante in capo". Poco dopo aver decorato nel corso di un incontro segreto i Navy Seal, gli autori del blitz che ha permesso di uccidere Osama bin Laden in Pakistan, il presidente degli Stati Unti, Barack Obama, si è rivolto in questi termini ai militari della mitica 101.ma divisione aviotrasportata di Fort Campbell, in Kentucky, in un tripudio di applausi. Ventiquattr'ore dopo avere depositato una corona di fiori a Ground Zero, dell'incontro tra Obama ed i Seal (e con tutti gli autori del blitz, anch'essi decorati dal presidente), si è in realtà saputo pochissimo, soprattutto perchè sono agenti che devono restare nell'ombra, rimanere invisibili.

Come hanno indicato fonti della Casa Bianca ai giornalisti al seguito del presidente Usa, Obama ed il suo vice Joe Biden, hanno avuto una serie di incontrì alla base, tra cui «con alcune delle forze delle operazioni speciali che hanno condotto l'operazione coronata di successo contro Osama bin Laden. Il presidente è stato informato sull'operazione dei membri dell'unità che l'ha realizzata». In seguito i due «hanno incontrato la forza d'assalto al completo» ed il presidente ha conferito loro la «Presidential Unit Citation», cioè la più alta onorificenza per questo tipo di operazione. Operazione a proposito della quale, in un'anticipazione di una intervista che andrà in onda domenica, Obama ha detto che Bin Laden è stato sepolto in mare in modo «rispettoso», aggiungendo: «Penso che abbiamo gestito la vicenda in maniera appropriata».

A Fort Campbell il presidente è stato accolto tra l'altro dall'ammiraglio William McRaven, che aveva ringraziato personalmente nello Studio Ovale mercoledì per il successo dell'operazione bin Laden. McRaven, lui stesso un ex Seal, è il capo del segretissimo Joint Special Operations Command (Jsop), il comando che ha gestito il blitz di Abbottabad. Complessivamente i Seal dell'operazione sarebbero stati poco più di una decina e si pensa siano tornati negli Stati Uniti mercoled. La stampa americana scrive che il commando del blitz contro Osama fa parte dell'ancora più segreto Team 6: è talmente segreto che le sue missioni non vengono mai confermate. Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal, è una delle prime volte in assoluto che una operazione di questo tipo viene organizzata in Pakistan. I Seal, infatti, operano generalmente in Afghanistan, dove le squadre sarebbero addirittura una ventina, composte da un minimo di 10 uomini ad un massimo di 100.

Complessivamente avrebbero condotto migliaia di operazioni dal 2009, uccidendo circa 3.200 nemici, soprattutto talebani, e catturandone circa 8 mila. Il primo raid in Pakistan era stato autorizzato dall'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel 2008, per catturare un militante di Al Qaida, che ha poi fornito informazioni utili. Ma le autorità di Islamabad avevano minacciato la rottura, e la Casa Bianca aveva escluso nuovi interventi di questo tipo, con l'eccezione di una eventuale operazione destinata a catturare o a uccidere Bin Laden. Prima del raid della notte tra domenica e luned non è in realt… dato sapere se Obama ne abbia autorizzati altri in Pakistan, anche perch‚ gli Usa hanno spesso minacciato di farlo per esercitare pressioni, senza dare poi seguito.

BIN LADEN, MOGLIE ESTRADATA Amal Ahmed Abdulfattah, 29 anni, la giovane moglie di Osama bin Laden ferita nel blitz che ha provocato la morte del leader di al Qaida, potrebbe essere estradata verso gli Stati Uniti. Lo ipotizza la FoxNews, citando fonti pachistane, secondo le quali «l'estradizione è una possibilità ». Attualmente Amal si trova in un ospedale militare, dove è stata interrogata dalle autorità giudiziarie.


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BIN LADEN, LA MOGLIE: "NOI
A ISLAMABAD DAL 2003"


                                                          
    
          WASHINGTON - Fin dal 2003 Osama bin Laden aveva lasciato l'area tribale pachistana al confine con l'Afghanistan per andare a vivere nel villaggio di Chak Shah Mohammed, non lontano da Islamabad. Lo ha rivelato una delle vedove dello sceicco del terrore, la yemenita Amal al-Sadah, 29 anni, secondo quanto hanno rivelato fonti degli agenti dell'inteligence che la stanno interrogando, citate dal quotidiano Dawn. La donna è una delle tre vedove di Osama sotto custodia pachistana. Sposò bin Laden nel 1999 come quinta moglie, quando il capo di al Qaeda aveva 43 anni. Il villaggio di Chak Shah Mohammed si trova nel distretto di Haripur, una quarantina di chilometri a sud est di Abbottabad. Amal ha riferito agli inquirenti che, dopo aver vissuto due anni e mezzo nel villaggio, l'intera famiglia di bin Laden si è trasferita ad Abbottabad dove era stata costruita per loro la casa dove è avvenuto il raid. Per anni, si era sempre creduto che, sin dalla sua fuga dalle grotte di Tora Bora alla fine del 2001, lo sceicco del terrore si fosse nascosto, magari in un'altra grotta, nell'area di confine fra Pakistan e Afghanistan. «Quest'uomo ha vissuto in mezzo a noi ad Haripur e Abbottabad per sette anni e mezzo e noi tutti, pachistani e americani, lo cercavamo nella direzione sbagliata», ha commentato un funzionario, citato da Dawn.

"OSAMA UCCISO DISARMATO" Una delle vedove di Osama bin Laden, Amal al Sadah, ha raccontato agli inquirenti pachistani, che era appena entrata in camera da letto con il marito ed erano state spente le luci quando si è sentito il rumore degli spari. Prima che bin Laden potesse afferrare il suo kalashnikov, ha aggiunto, sono entrati i Navy Seals e hanno ucciso il leader di al Qeaeda. Lo riferisce il quotidiano pachistano Dawn. Questa versione sembra coincidere con quella fornita recentemente dagli americani, secondo la quale quando bin Laden è stato ucciso aveva a portata di mano un kalashnikov Ak-47 e una pistola Makarov. La yemenita Amal, che è stata ferita alla gamba durante il raid, è una delle tre vedove di bin Laden che si trovavano nel compound di Abbottabad. Ora è sotto la custodia dell'intelligence pachistana assieme alle altre due mogli saudite, un figlio di cinque anni, una figlia di 22 e quattro bambini di una figlia di bin Laden, uccisa da un missile sparato da un drone americano nelle regioni tribali del Pakistan. Sotto custodia vi sono anche dei figli di Khalid, il figlio di bin Laden ucciso durante l'attacco. Khalid era sposato alla sorella di due collaboratori pachistani dello sceicco del terrore, indicati soltanto come Arshad e Tariq.


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BIN LADEN, IL FIGLIO AGLI ZII:
"PAPÀ È ANCORA VIVO"


                                                          
    
         WASHINGTON - Uno dei figli di Osama bin Laden sostiene che lo sceicco del terrore è «ancora vivo» e mette in dubbio la notizia della sua uccisione nel blitz di domenica scorsa delle forze speciali americane in Pakistan. Lo rivela il giornale egiziano al-Wafd. Il quotidiano scrive che «fonti della famiglia di bin Laden» gli hanno riferito di una «telefonata» ricevuta «martedì mattina» da «due fratelli» dello sceicco del terrore, «Khalid e Abdelaziz», ed effettuata da «Samy bin Laden», figlio di Osama. Nella breve conversazione, secondo il giornale, «Samy bin Laden ha assicurato agli zii che il loro fratello è ancora vivo e che quello che sostengono i media è falso». Al-Wafd sottolinea che nella telefonata il figlio dello sceicco del terrore «non ha precisato se bin Laden sia stato arrestato e sia ancora vivo o se tutta la vicenda (del blitz, ndr) è falsa». Infine, il giornale riporta che «nella telefonata Samy aveva fretta per motivi sicurezza e non dava molti dettagli, ma era tranquillo, perchè convinto che suo padre sta bene ed è ancora vivo».


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BIN LADEN, LA SUOCERA
MUORE PER UN ICTUS


                                                          
    
         DUBAI - Nabila al-Ghanem «non ha potuto sopportare la cattiva notizia e ha perso conoscenza, scrivono i media arabi, dopo l'annuncio della morte del fondatore di Al Qaida. La signora, 70 anni, è stata portata in un ospedale di Lattakia dove poi è deceduta per un ictus. Bin Laden e la figlia di Nabila, Najwa, si erano sposati quando lui aveva 17 anni. La coppia ha avuto 11 figli, secondo il quotidiano. La prima moglie dello sceicco del terrore ha lasciato l'Afghanistan qualche giorno prima dell'11 settembre e da allora vive in Siria.


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BIN LADEN, I VIDEO SEGRETI
MOSTRATI DAL PENTAGONO


                                                      
    
          NEW YORK - Se il mondo voleva la prova che Osama bin Laden era davvero il capo di Al Qaida ed era davvero nascosto ad Abbottabad, «ora ce l'ha»: il Dipartimento della Difesa americano ha reso pubblici cinque video del leader di Al Qaida sequestrati nel suo rifugio in Pakistan in cui Osama compare o nell'atto di pronunciare nuovi messaggi, oppure nell'atto di guardare video di se stesso, precedentemente registrati, nel chiaro tentativo di montare nuove immagini. Secondo il Pentagono, dal materiale sequestrato emerge «in modo chiaro» che Osama bin Laden aveva ancora il pieno controllo di Al Qaida, e che il suo nascondiglio di Abbotabad fungeva «come un vero centro di comando».

«Il compound di Abbottabad era un comando attivo, un centro di controllo per il leader di Al Qaida, ed è chiaro che lui non era solo uno stratega del gruppo» ha affermato uno dei dirigenti del Pentagono nel rendere pubblici i video. Il materiale è «il più importante mai sequestrato». Ha permesso di accertare «senza alcun dubbio» che Osama bin Laden da quel remoto angolo del mondo reggeva ancora le fila dell'organizzazione terroristica. Non solo in termini di ispirazione, o strategici, ma anche in termini operativi. Per il Pentagono, infatti, «il materiale finora esaminato mostra quanto Bin Laden continuasse ad essere un leader attivo all'interno di Al Qaida, fornendo strategie, dando al gruppo istruzioni di carattere sia tattico, sia operativo» hanno sottolineato al Pentagono. In uno dei video, chiaramente girato da un'altra persona alla quale il leader di al Qaida dà consigli di ripresa, Bin Laden compare seduto a terra davanti a un monitor. Ha in mano un telecomando, in testa un berretto di lana e sulle spalle una coperta.

Appare 'vecchiò, la barba lunga e bianca, soprattutto se paragonato con il bin Laden che compare sul monitor, un Bin Laden 'giovanè, armato, ripreso nell'atto di scendere lungo un sentiero di montagna. Il filmato del Bin Laden vecchio è stato realizzato in una stanza disadorna, con cavi elettrici collegati a prese di fortuna. Nel video compare per un istante anche la fotografia del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affiancata ad una immagine dello stesso leader di Al Qaida. Obama compare poi - per pochi istanti - anche in un altro spezzone dello stesso video, mentre il 'vecchiò Bin Laden continua a lavorare con il telecomando in quello che appare essere il tentativo di montare un nuovo messaggio. Negli altri video sequestrati ad Abbottabad, Bin Laden appare invece molto più giovane, la barba completamente nera (tinta?), vestito con il tradizionale copricapo e una tunica bianca o color oro. Il leader di Al Qaida appare nell'atto di registrare un messaggio.

Il Pentagono ha reso pubbliche solo le immagini, ma non l'audio dei cinque video, per evitare di diffondere le parole del leader di Al Qaida. Il materiale sequestrato dà agli Usa ragioni sufficienti per ritenere che Bin Laden, per quanto invecchiato, avesse ancora il pieno controllo di Al Qaida. Difficile invece prevedere chi gli subentrerà. Se sarà o meno l'attuale numero 2, Ayman al-Zawahri «è una questione che rimane aperta» hanno commentato al Pentagono. «Abbiamo indicazioni secondo cui in certi ambienti del gruppo (Zawahri) non è popolare».

DISTRUZIONE DI UN MITO Barba grigia, un berretto di lana nera in testa e una coperta sulle spalle, seduto a terra su un tappeto davanti alla tv mentre sullo schermo scorrono sue immagini di tempi ormai andati. È un Osama bin Laden mai visto prima, in apparenza malmesso e invecchiato, quello che compare in uno dei video trovati nella sua villa-bunker in Pakistan che oggi sono stati diffusi dal Pentagono. Il filmato del «Sceicco del terrore» in formato famiglia è senza sonoro e dura un paio di minuti. Bin Laden è ripreso quasi di profilo e ha in mano un telecomando puntato verso un televisore davanti a lui. Guarda con interesse e, forse, con nostalgia immagini di sè stesso di anni addietro, con barba e capelli scuri (probabilmente tinti) mentre compare in uno dei suoi messaggi video, mentre scende dal crinale di una collina con un'arma in mano o in una possibile base di Al Qaida assieme al suo fedele vice, Ayman Zawahri.
Sullo schermo si vede brevemente anche una sua foto con sullo sfondo il suo più grande «trofeo»: le Torri Gemelle di New York avvolte dalle fiamme dopo essere state trafitto da due aerei sequestrati e dirottati dai suoi seguaci. Il video è stato chiaramente girato da un'altra persona, alla quale il leader di Al Qaida si rivolge. Non è noto a quando risalga e non c'è la prova certa che sia stato girato proprio nella casa dove è stato ucciso da un commando delle squadre speciali americane. Dai farmaci che sono stati ritrovati nel suo covo in Pakistan, secondo i media, non sembra che fosse gravemente ammalato. Al massimo, è stato detto, soffriva di stomaco o di pressione alta. Dalle immagini che lo ritraggono davanti alla Tv, tuttavia, sembra avere molto di più dei suoi 54 anni. Come hanno osservato alcuni media americani, con questo video l'amministrazione Usa punta davvero a distruggere un mito.

TALEBANI ALL'ASSALTO DI KANDAHAR Ad una settimana dall'avvio della loro offensiva di primavera denominata Badar i talebani afghani hanno scelto oggi Kandahar, principale città del sud e loro culla spirituale, per dare una prova di determinazione e capacità organizzativa, scagliando un centinaio di militanti ed un gruppo di kamikaze contro vari edifici pubblici del centro, con un bilancio di almeno quattro morti ed oltre 30 feriti. Per almeno cinque ore, Kandahar è stata messa a ferro e fuoco dagli insorti che hanno utilizzato armi pesanti e leggere, e bombe a mano, costringendo i commercianti a chiudere i battenti e la popolazione a rifugiarsi precipitosamente nelle case in attesa della fine dell'emergenza. Reagendo alla drammatica situazione, il presidente della repubblica Hamid Karzai ha sostenuto che Al Qaida e i terroristi che ne fanno parte «hanno subito una pesante sconfitta con l'eliminazione di Osama bin Laden» ed hanno «cercato di nascondere questa perdita con l'uccisione di civili a Kandahar».


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BIN LADEN TORNA SUL WEB:
"ATTACCHI AGLI USA FINCHÉ
SOSTERRANNO ISRAELE"

                                                          
    
          NEW YORK - Il fantasma di Osama Bin Laden torna a minacciare l'America con un messaggio audio registrato prima della sua morte e rimbalzato oggi nel web, simbolicamente nello stesso giorno in cui Washington avverte che al Qaida non è «strategicamente sconfitta». «Non ci sarà sicurezza negli Stati Uniti senza che sarà garantita sicurezza in Palestina», è la minaccia dello sceicco del terrore, e «i nostri attacchi contro di voi proseguiranno finchè proseguirà il vostro sostegno a Israele». «È ingiusto - tuona bin Laden nell'audiomessaggio rivolgendosi agli americani - che voi viviate in pace mentre i nostri fratelli a Gaza vivono nell'angoscia. Per questo, se dio vuole, i nostri attacchi contro di voi proseguiranno finchè proseguirà il vostro sostegno ad Israele».

I DUBBI Non si sa quando il messaggio sia stato effettivamente registrato, ma comunque la sua breve durata porterebbe ad escludere che sia questo il 'testamentò dello sceicco preannunciato da Al Qaida quando ne ha ammesso la morte. Testamento che doveva essere dedicato alle rivolte che stanno scuotendo il mondo arabo e alle quali oggi invece ha fatto riferimento un altro messaggio diffuso da Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi), secondo il quale proprio le sollevazioni sarebbero «una vittoria di Al Qaida». Ad Abbottabad intanto, vicino il compound dove Osama è stato scovato e ucciso, oggi si sono udite due forti esplosioni. Che però, ha fatto sapere in serata un poliziotto pachistano, non riguardavano il covo usato per anni dal capo di Al Qaida. Sulla rete di sostegno a Osama, il presidente Barack Obama ha chiesto al Pakistan di indagare. «Non ci sono prove che il Pakistan sapesse» ma bisogna fare luce, ha smorzato i toni il consigliere alla sicurezza nazionale Tom Donilon. L'uccisione di Osama è stato un duro colpo ma, ha ammesso Donilon, l'organizzazione terroristica, «non è strategicamente sconfitta» e resta «una minaccia per gli Stati Uniti».

AL ZAWAHRI NON E' IL SUCCESSORE Ora la caccia punta a Ayman al Zawahri, considerato da molti il successore naturale di bin Laden, che comunque, secondo gli americani, è «lungi dall'essere un capo» come lo è stato lui anche se è diventato ora il «terrorista più ricercato al mondo». «Riteniamo che ci sia stata una rete di sostegno per bin Laden all'interno del Pakistan. Ma non sappiamo chi - ha affermato Obama - nè cosa facesse questa rete. Non sappiamo se comprendesse persone all'interno del governo, persone al di fuori del governo e questo è qualcosa su cui dobbiamo indagare e, più importante, su cui il governo del Pakistan deve indagare». «Dobbiamo lavorare a stretto contatto con il Pakistan nella lotta al terrorismo. Più terroristi ed estremisti sono stati catturati in Pakistan che in qualsiasi altro posto», ha osservato Donilon, precisando che gli Stati Uniti vogliono interrogare le tre mogli di bin Laden attualmente sotto la custodia delle autorità del Pakistan, che ne hanno identificato solo una. Si tratta di Amal Ahmed Abdulfattah, la sposa più giovane e colpita durante il raid di una settimana fa.

DOCUMENTI AL SETACCIO Gli analisti Usa continuano comunque a setacciare il materiale sequestrato: il numero di documenti è così elevato da essere paragonato ad «una piccola biblioteca universitaria». Si tratta della maggiore quantità di materiale sequestrato ad un singolo terrorista. Una miniera d'oro per la Cia.


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