|
lucky_21
Membru nou
Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
|
|
GHEDINI: "NADIA? MAI DROGA A CASA DEL PREMIER"
A casa del presidente del Consiglio «non c'è mai stata alcuna possibilita» di introdurre sostanze stupefacenti. A dirlo a Annozero è il parlamentare Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini. «Dalle indagini difensive che ho svolto - ha detto - di stupefacenti in casa Berlusconi mai e poi mai c'è stata la possibilità che fossero introdotti. C'è tanto personale di servizio, personale di scorta, tantissime possibilità di controllo». Le dichiarazioni di Nadia Macrì, la ragazza che sostiene di aver avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, «sono tutte da vagliare». E, «alla prova, nella narrazione della ragazza si possono notare discrasie». È quanto ha sostenuto il deputato e legale del premier Niccolò Ghedini stasera ad Annozero. «La ragazza - ha spiegato - dice di essere stata in Sardegna nella villa di Berlusconi due giorni prima del terremoto in Abruzzo. Il sisma si è verificato il 6 aprile 2009: dalle indagini che ho fatto - ha aggiunto Ghedini - il 3 ed il 4 aprile il presidente era a Strasburgo ed il 5 a Praga, mentre il 6 mattina era a Roma da dove ha raggiunto in elicottero l'Abruzzo: Berlusconi ha molti pregi ma non il dono dell'ubiquità», ha concluso Ghedini aggiungendo anche che nel mese di aprile 2009 Berlusconi non ha mai raggiunto l'Abruzzo dalla Sardegna.
NADIA NON PARLA Nadia Macrì, attraverso i suoi legali, ha disdetto la conferenza stampa annunciata ieri per oggi pomeriggio alle 15. In una nota dei difensori la ex escort ha spiegato che le è stato imposto dall'autorità giuduiziaria il divieto di divulgare i fatti e circostanze oggetto delle indagini sui presunti festini. Gli avvocati Domenico Noris Bucchi e Enrico Della Capanna spiegano che la signora Macrì è stata «tempestata» da richieste per «carpire informazioni relative ad una indagine in corso» e che il loro intervento era stato richiesto dalla stessa «per tutelarla da eventuali violazioni». «Apprendiamo che ad essa è stato imposto, dall'autorità giudiziaria dalla quale è stata chiamata, il divieto di divulgare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine ed in merito ai quali è stata sentita». I legali spiegano quindi che «la signora Nadia Macrì comunica la propria volontà di attenersi ai doveri di legge, la cui violazione la esporrebbe a responsabilità penali. Non intendendo, quindi, per il momento, rilasciare alcuna dichiarazione, viene revocata la conferenza stampa già fissata per il pomeriggio». La nota è firmata dai due legali ma prima anche dalla stessa Nadia.
BRUTI LIBERATI: DA NOI MAI VETI «I veti preventivi alle conferenze stampa sono a noi sconosciuti. Per noi esistono solo gli interrogatori e in caso la secretazione dei verbali». Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse stata l'autorità giudiziaria milanese a vietare alla escort Nadia Macrì di parlare in una conferenza stampa, fissata da lei per oggi e poi annullata.
EX DATORE DI LAVORO: "E' UNA CONTABALLE" Nadia Macrì è una «modesta contaballe» che si è inventata tutto a proposito delle feste alle quali dice di aver partecipato nelle ville del premier Berlusconi. La dipinge così Lucio Rota, un ex datore di lavoro della giovane di Reggio Emilia il quale nel 2005 diede in gestione un bar a lei e al suo fidanzato e oggi racconta al Giornale le sue impressioni sulla ragazza. «È una che combatteva per sopravvivere - dice Rota - con tanti problemi alle spalle e la capacità di raccontare una cosa per un'altra». L'esperienza di lavoro con Nadia, per Rota è stata «burrascosa», perchè insieme al suo fidanzato, la ragazza non era in grado di gestire il bar e poi Rota riferisce di frequenti alterchi tra i due, «Nadia era una donna violenta», aggiunge. Dopo pochi mesi sono stati cacciati per morosità. Il periodo in cui Nadia ha lavorato per Rota risale al 2005, quando la ragazza era incinta, prima che cominciasse «questa seconda vita di cui ha parlato alla Procura di Palermo».
NADIA. "OGGI DICO TUTTO" Apre la porta in pantaloni di felpa e canottiera mentre, nella sua Reggio Emilia, pulisce con lo spazzolone i pavimenti della casa del fidanzato. Eccola Nadia Macrì, 28 anni, la ragazza che sostiene di aver avuto incontri sessuali a pagamento con il premier. A vederla così, capelli tirati e ciabattine, è lontana anni luce dall'immagine della escort d'alto bordo. Domani, spiega, »dico tutto«. Si riferisce alla conferenza stampa fissata d'intesa con l'avvocato, Domenico Noris Bucchi, dopo aver valutato il da farsi durante un incontro, durato poco più di un'ora. »Non ha bisogno di un avvocato perchè è stata sentita solo come teste, non è un'indagata - sottolinea Bucchi - si è rivolta a me per un aiuto per gestire questo assalto mediatico. La conoscevo perchè l'ho assistita in passato. Fino a quando non decideremo che fare, la mia assistita non ha intenzione di parlare«. Ma, da avvocato, raccomanda a Nadia »di non parlare comunque di quanto ha rivelato agli inquirenti di Palermo«. Nemmeno in caso di conferenza stampa. Praticamente inutile chiedere quindi al legale dettagli sul colloquio con la sua assistita. Non si sarebbe parlato delle rivelazioni fatte da Nadia agli inquirenti palermitani (audizioni in qualità di teste di cui il legale è venuto a conoscenza dai giornali) ma solo degli effetti che l'assalto della stampa può produrre sulla credibilità di Nadia, come sulla sua vita. Il legale non vuole parlare del figlio della ragazza (arrestata nel 2005 ma poi assolta per maltrattamenti, e il bambino è affidato ad una altra famiglia): »Posso solo dire che tutti gli aspetti che questo caso può avere sono stati affrontati«. I due non avrebbero nemmeno parlato di eventuali quantitativi di droga visti dalla escort ai festini, nè di testimoni che potrebbero confermare i suoi racconti. Al momento dagli inquirenti di Milano non sarebbe arrivata ancora alcuna convocazione. La ragazza è, nonostante tutto, serena. Spiega di aver fatto la escort »fino a poco più di un anno fa« perche »avevo bisogno di soldi«, dicendosi tranquilla perchè »quando uno dice la verità non può che esserlo«. Più agitato il mondo politico tirato in ballo dalle sue dichiarazioni. Pietro Vignali, sindaco di Parma, è netto. Nadia, quando racconta che fu lui a metterla in contatto con il premier dopo aver avuto anche un rapporto sessuale a pagamento, dice il »falso«. L'avv.Carlo Taormina ha spiegato poi che fu Renato Brunetta a caldeggiare »moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perchè le era stato tolto il figlio in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno, e procedeva il tribunale di Modena«. Spiegando che Brunetta seguiva le vicende personali della Macrì »come se fosse una sua problematica personale, altro che conoscenza di un giorno«. La ragazza è stata assolta in primo grado dall'accusa di maltrattementi al piccolo. Nadia oggi riesce ad aggiornare il proprio profilo su Facebook lanciando una specie di appello: »Siete con me??? datemi un bel sì!!!«, scrive nel pomeriggio. Nella notte aveva lasciato un altro commento, altrettanto sibillino: »A tutti i fannulloni un bel tiè!!!«. Intanto per ora la lista degli amici di Nadia su Facebook è 'bloccatà. L'utente, spiega neutro il sistema in automatico, »ha già troppe richieste di amicizia«.
I VERBALI A MILANO Tra malumori per una «fuga di notizie» che, dicono i pm di Palermo, di fatto impedirà agli investigatori di approfondire aspetti importanti di un grosso traffico di droga tra vip, e indiscrezioni sul coinvolgimento di altri esponenti politici di primo piano nella vicenda dei festini hard a cui avrebbe preso parte il premier Berlusconi, il fascicolo sul caso Nadia, la escort che avrebbe fatto sesso a pagamento col presidente del Consiglio, è ora al sicuro nella cassaforte della Procura di Milano. I magistrati del capoluogo siciliano, che hanno trasmesso «le carte» ai colleghi, non si sono limitati a inviare le dichiarazioni di Nadia Macrì, 27 anni, la ragazza emiliana che per domani ha annunciato una conferenza stampa sulla vicenda, ma anche i verbali di interrogatorio della «pentita» Perla Genovesi, l'amica della escort che ha dato il via all'indagine. Territorialmente, però, visto che al momento l'unico reato ipotizzabile è quello di favoreggiamento della prostituzione a carico dell'agente dei vip Lele Mora e del direttore del Tg4 Emilio Fede, «tramiti», a dire della cubista, tra le ragazze e il premier, la competenza a indagare è dei magistrati lombardi. «Il reclutamento» delle giovani prostitute, secondo quanto racconta la giovane, sarebbe avvenuto, infatti, a Milano. «È ovvio che noi perseguiamo reati e non ci interessiamo della vita privata delle persone», ha commentato il Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha deciso di assegnare il fascicolo sui presunti festini a luci rosse a Villa Certosa e ad Arcore al pm titolare del caso Ruby: Antonio Sangermano. Nei prossimi giorni gli inquirenti torneranno ad ascoltare Nadia che, in un verbale di 300 pagine, ha raccontato tutti i particolari di due incontri sessuali a pagamento col premier, ad Arcore e a Villa Certosa per i quali Berlusconi le avrebbe personalmente consegnato in una busta 5000 euro. In Sardegna, «c'erano 25 ragazze in tutto. E nelle stanze - racconta la escort, nel verbale di interrogatorio davanti agli inquirenti palermitani - c'era dell'erba da fumare che veniva trasportata sul jet privato del presidente». Un aspetto, questo, tutto da verificare, su cui i pm di Palermo avrebbero voluto andare a fondo. Come, a dire degli inquirenti, da approfondire sarebbe il riferimento alla presenza di ragazze giovanissime a Villa Certosa. Nadia ha detto di avere avuto l'impressione che alcune fossero minorenni. Oltre a Lele Mora e Emilio Fede la giovane donna ha parlato del sindaco di Parma Pietro Vignali, che sarebbe diventato suo cliente dopo un incontro casuale in un bar. Nadia gli avrebbe chiesto di metterla in contatto di nuovo col premier, con cui già aveva avuto l'incontro a Villa Certosa. Il sindaco l'avrebbe accontentata e Berlusconi, dopo qualche giorno, avrebbe telefonato alla ragazza. «Mi chiamò - ha raccontato - ed organizzammo di incontrarci». Vignali non è stato iscritto nel registro degli indagati, a Palermo, per favoreggiamento della prostituzione, in quanto, secondo il racconto di Nadia, sarebbe stato estraneo al «reclutamento» delle escort e si sarebbe limitato a introdurre l'amica al premier. Il sindaco, però, smentisce tutto e si «riserva di adottare, sul piano giudiziario, tutte le iniziative del caso, a tutela della sua immagine».
|
|