DIGITAL FREESAT FORUM
Here you find everything about the satellites for satellite receivers software, keys, movies, music ..... many other
Lista Forumurilor Pe Tematici
DIGITAL FREESAT FORUM | Inregistrare | Login

POZE DIGITAL FREESAT FORUM

Nu sunteti logat.
Nou pe simpatie:
Andreea Miluta la Simpatie.ro
Femeie
24 ani
Braila
cauta Barbat
30 - 48 ani
DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Berlusconi, Ruby, Nadia e le altre Moderat de grass
Autor
Mesaj Pagini: 1
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
Berlusconi, Ruby, Nadia e le altre: lo scandalo di “marchette” 5 volte lo stipendio di un operaio

Nadia Macrì

Mentre si parla dello scandalo Ruby, si torna a parlare dello scandalo di escort, minorenni, veline che arricchiscono l’harem di Silvio Berlusconi, si scatenano moralismo e voyerismo degli italiani, c’è un dettaglio che nessuno nota.

O su cui comunque nessuno ha finora messo l’accento.

Si parla di festini megagalattici nelle ville del premier. Addirittura si parla di jet carichi di erba da fumare, di un presidente del Consiglio circondato da escort che le usa, le paga e poi dice “Avanti la prossima”. Probabilmente c’è da fare la tara a tutto questo, non perché uno possa dubitare della virilità di Berlusconi per partito preso, ma semplicemente perché malattie e età formano un quadro che nessuna iniezione di “caverjet” può alterare.

Tolte le esagerazioni sulle prestazioni del presidente del Consiglio, resta un fatto che nessuno, nemmeno Lui, ha contestato: che le feste ci sono state e tanto denaro è stato pagato.

Ma nessuno ha notato finora il prezzo di tutto questo, il prezzo in euro. Le ragazze, ultime Nadia Macrì e Ruby ‘rubacuori’, parlano di cifre da capogiro ricevute per prestazioni talvolta andate “a vuoto”. Se per Patrizia D’Addario e le altre ragazze delle feste a Villa Certosa si trattava di mille euro, Ruby parla di 7 mila euro e Nadia addirittura di 10 mila.

E’ lecito a questo punto domandarsi, soprattutto in un periodo di crisi come questo, se sia accettabile che il premier per un piacere di pochi secondi, se mai questo piacere c’è stato, abbia pagato e probabilmente paghi ancora cifre, per singola “marchetta” pari a 5 volte lo stipendio di un operaio. Sputando così sulla povertà e usando delle ragazze che in molte occasioni sono anche ragazze disagiate, ragazze madri, che fanno le escort per soldi.

Ruby 'rubacuori'

E’ ad esempio questa la storia di Nadia, e anche quella di Ruby. La ex minorenne marocchina, ad esempio, ha raccontato che Berlusconi le diede, ad Arcore, una busta con dentro 7 mila euro, seguita da una battuta: “Non sono un uomo cattivo, non stare sulle tue” e subito dopo averle fatto i complimenti per le sue “gambe lunghissime”. In quell’occasione però, racconta Ruby, quei 7 mila euro vennero dati “a vuoto”, nel senso che non ci fu rapporto sessuale.

Differente, invece, il caso di Nadia Macrì che ha raccontato ai magistrati di aver fatto sesso con Berlusconi due volte, a Villa Certosa nell’aprile del 2009 e ad Arcore nell’aprile di quest’anno. E di aver ricevuto per ogni prestazione 5 mila euro in un busta dal Cavaliere: totale 10 mila euro.

Racconta Nadia al Corriere: “Ho avuto incontri con il presidente Berlusconi tramite Lele Mora, per cui ho lavorato. Tramite questi contatti sono stata tre volte da Berlusconi, ma solo in due abbiamo avuto delle prestazioni sessuali. Una volta in Sardegna e una volta ad Arcore. Per le prestazioni mi diede complessivamente diecimila euro ed altri piccoli regali. È accaduto nella Pasqua 2009 in Sardegna e nell’aprile 2010 ad Arcore. Sono stata contattata da un ragazzo che ci portò da Lele Mora a Milano, e lì con altre ragazze siamo andate dal presidente. A me i soldi li ha dati personalmente Berlusconi in una busta”.

Racconta invece Ruby sulla notte di San Valentino ad Arcore: “Quella sera eravamo dieci ragazze, alcune famose altre no, tutte eleganti. Ma nomi non ne faccio. Erano tutte molto appariscenti, in rosso, verde smeraldo. E c’era Emilio Fede. Ero seduta accanto a Silvio. E vicino alla tenda c’era Apicella che suonava. Mi sentivo Cenerentola con la prospettiva di tornare alla realtà e ai sacrifici di mezzanotte. Il menu? Tutto tricolore: pomodori, mozzarella e olive; pasta al pomodoro, pasta al pesto e pasta ai formaggi; timballo tricolore; gelato al pistacchio, fragola e vaniglia. Pensavo si mangiasse meglio. Poi Silvio ci ha regalato una collana di Damiani con un cuore perché era San Valentino”.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
RUBY, SENATORI RADICALI:
"REGOLARIZZARE ESCORT"


        
                                      
    
         «In un momento in cui i vizi privati potrebbero divenire pubbliche virtù, c'è chi come l'onorevole D'Alema chiede ingerenze della Chiesa o chi come il presidente della Camera Fini che da terza carica dello Stato annuncia ostruzionismi su disegni di legge ancora non definiti, mentre invece si potrebbe cogliere l'occasione di regolamentare, e quindi regolarizzare, una lunga lista di segreti di pulcinella relativi alla professione più vecchia del mondo»: è quanto sostengono i senatori radicali eletti nelle liste del Pd, Marco Perduca e Donatella Poretti. «In commissione Affari costituzionali del Senato giacciono, in avanzato stato di discussione, varie proposte - osservano i due esponenti radicali - per regolamentare il fenomeno della prostituzione, occorre cessare pianti e lamenti e assumersi delle precise responsabilità politiche legalizzando con una normativa stringente il lavoro sessuale. Anche per andare incontro alla situazione della consigliera regionale della Lombardia Minetti che potrebbe esser accusata di abbandono di minore visto a chi si sarebbe rivolta per esaudire le richieste del Presidente del Consiglio. Mai - concludono i senatori Poretti e Perduca - la congiuntura politica è stata così favorevole per questa riforma necessaria anche alle casse dello Stato».

COMUNITA': NON ERA RESIDENTE A MILANO La comunità «La Zattera», una struttura di pronta accoglienza di minori femmine che opera nel territorio di Milano dal 1991, ha precisato che la sera del 27 maggio quando Ruby fu portata in Questura, venne contattata per verificarne la disponibilità di posti ma non ha potuto concederla immediatamente. «A fronte del fatto - si spiega precisando quanto pubblicato sui media - che è stato riferito che la minore in questione risultava essere residente presso un Comune diverso da quello di Milano e, pertanto, era prima necessario ottenere l' autorizzazione dall'Ente Locale in cui la minore risiedeva, come di prassi».

NAPOLI (FLI): SCOPRIRE SE DIETRO C'E' LA CRIMINALITA'
«Quando nella mia relazione sulla criminalità organizzata, tenuta nell'ambito dell'Assemblea dei paesi del Mediterraneo, ho parlato di tratta degli esseri umani, intendevo proprio quelle donne minorenni, e non ragazze immigrate, che vengono abbagliate da promesse di possibili posti di lavoro in Italia e poi purtroppo finiscono in queste reti dove inizialmente, ma anche in seguito, c'è la mano della criminalità organizzata». Lo ha detto la deputata del FLI Angela Napoli a Klaus Davi durante la trasmissione Klauscondicio, giudicando corretto che a indagare siano pm specializzati sulle attività della criminalità organizzata. Poi ha aggiunto: «Trovo la scelta delle Procure corretta perchè potrebbe senz'altro essere giusto capire se Ruby, maggiorenne da qualche giorno, è frutto di quella tratta dietro cui normalmente c'è la mano della criminalità organizzata». Sempre sul caso Ruby, la parlamentare finiana, nell'intervista, attacca le donne del Pdl: «Se continuassero a tacere, sarebbe calpestata anche la loro dignità di donne. Le parlamentari PDL non possono continuare a far finta di nulla di fronte all'umiliazione che stanno subendo le donne con il caso Ruby. C'è chi ha maggiore dignità e chi no. Spero che questo valore prevalga, altrimenti la loro dignità sarebbe calpestata da questo loro stesso silenzio». «Quando avevo a suo tempo parlato di un'ipotesi di prostituzione morale, intellettuale, ma anche fisica, dovuta anche a un sistema elettorale sbagliato che consegna tutto il potere in chi redige le liste, mi ero accorta che le mie colleghe parlamentari, soprattutto del PDL, si erano indignate. Ma ora che il caso Ruby ha prodotto nuovamente una mortificazione dell'immagine della donna, purtroppo non è scattata l'indignazione». E alla domanda di Klaus Davi «Quello delle donne PDL è un silenzio omertoso?», la responsabile giustizia del FLI ha risposto: «Loro giustificano, danno una giustificazione. Il ruolo della donna lo considerano mortificato o meno, a seconda del fatto che le cose siano commesse dal Presidente del Consiglio o da qualcuno di un altro schieramento politico. L'essere donna dovrebbe comportare un sussulto di dignità, di rispetto, che qui non c'è stato Mi sembra che alcune volte le colleghe, pur di essere rispettose di ciò che viene fatto da qualcuno della propria coalizione, stiano zitte».


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
Berlusconi e Ruby. Il Procuratore di Milano: “Procedure di affido corrette”

   
 
  Per il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, nel caso Ruby: “Procedure di identificazione, fotosegnalazione e affidamento sono state correttamente eseguite e non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto”.
Quella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso, la ragazza allora minorenne e originaria del Marocco venne portata in Questura e poi rilasciata qualche ora dopo perché affidata al consigliere Pdl Nicole Minetti.

Ruby, Maroni: “Soddisfatto dalle dichiarazioni del Procuratore di Milano. Quereleremo Repubblica”

   
 

Roberto Maroni

Ruby, Maroni: “Soddisfatto dalle dichiarazioni del Procuratore di Milano. Quereleremo Repubblica”

”Soddisfazione” e’ stata espressa dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per le parole del procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, sulla correttezza delle procedure per affido di Ruby.

”Io – ha aggiunto il ministro a margine di una visita a Gerusalemme – sono sempre stato certo della correttezza dei miei uomini: oggi c’è l’autorevole conferma da parte della Procura che la Questura di Milano ha agito correttamente e questo sgombra il campo da tutte le illazioni fatte”.

”Prima si accerterà la verità sul caso Ruby, poi si procederà contro chi ha gettato fango, come ‘La Repubblica’, sulla Questura di Milano, a tutela della credibilità e del buon nome della polizia” ha poi concluso il ministro dell’Interno.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
TAORMINA: "BRUNETTA MI
PORTÒ NADIA"


        
                                      
    
         «Renato Brunetta mi caldeggiò moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perché le era stato tolto il bambino in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno e procedeva il tribunale di Modena»: così l'avvocato Carlo Taormina - intervistato da Teleradiostereodue - ha confermato l'incontro con Nadia Macrì, la donna che ha affermato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con Silvio Berlusconi e Renato Brunetta.

BRUTI LIBERATI: VITA PRIVATA NON CI INTERESSA «E ovvio che noi perseguiamo reati e non ci interessiamo della vita privata delle persone». Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in relazione agli atti trasmessi da Palermo sull'inchiesta su presunti festini a luci rosse a Villa Certosa e anche ad Arcore. Il procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati, sta esaminando gli atti che ha ricevuto ieri in tarda serata da Palermo, riguardo l'inchiesta su presunti festini a luci rosse, nelle ville del premier, e in cui si ipotizza il favoreggiamento della prostituzione, in vista dell'assegnazione del fascicolo a uno dei suoi sostituti.
In particolare Bruti sta vagliando il racconto di Nadia Macrì, la escort amica di Perla Genovesi (arrestata lo scorso luglio a Palermo nell'ambito di una inchiesta sul narcotraffico), che ha raccontato ai magistrati palermitani di avere avuto due incontri sessuali con Silvio Berlusconi e di avere ricevuto ogni volta una busta con 5 mila euro, come compenso. La escort ha inoltre riferito di essere stata presentata al premier in una delle due occasioni dall'agente dei vip Lele Mora e dal direttore del Tg4 Emilio Fede e inoltre ha chiamato in causa anche il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
Il procuratore Bruti ha spiegato che l'inchiesta al momento rimane «separata dal caso Ruby». «Se dovessero emergere connessioni - ha aggiunto il procuratore - non è inverosimile che l'indagine venga affidata a uno dei pm» che si sta occupando della vicenda con al centro la giovane marocchina. Bruti, davanti ai giornalisti, ha ripetuto almeno un paio di volte che «è ovvio che noi perseguiamo reati, commessi a Milano, e della vita delle persone non ci interessiamo».

MACRI': ESCORT SOLO PER SOLDI «Sì, ero una escort fino a poco più di un anno fa. L'ho fatto per diverso tempo perchè avevo bisogno di soldi. Con Berlusconi? Di lui non parlo. L' avvocato mi ha detto di non dire nulla di ciò che ho detto ai magistrati. Se sono tranquilla? Certo, quando uno dice la verità non può che esserlo». Così Nadia Macrì, 28 anni, al Resto del Carlino dopo che il suo nome è filtrato dall' inchiesta sui festini e sugli incontri con silvio Berlusconi. La giovane lavora come ragazza immagine e ballerina al 'Panther', locale di Cittanova di Modena di cui è 'amica' anche su Facebook, e abita a Reggio Emilia con il fidanzato, Davide, con il quale convive da circa un mese («Non parlo di questa storia», taglia corto al telefono lui, titolare di un negozio e una galleria d'arte).
Prima Nadia viveva con la madre e la sorella in una palazzina a Villa Cella, frazione di Reggio, dove da qualche giorno non ci sarebbe più nessuno. La mamma sarebbe tornata nella sua Napoli. La giovane ha detto di avere un figlio di sei anni, «che non posso vedere», ha sottolineato. Un amico definisce la giovane «una ragazza molto bella e misteriosa. A volte spariva per un paio di giorni senza dire dove andava...». Da Facebook, intanto, è 'scomparsa' l'amicizia da social network che fino al pomeriggio Nadia Macrì, sulla sua pagina, risultava avere con un politico reggiano del Pdl.

IDV: CHI SONO I CORRIERI? «Restiamo in attesa di sapere, non certamente da Berlusconi, chi organizzava la fornitura delle droghe per le feste nelle residenze del presidente del Consiglio, e come era possibile che le droghe entrassero e con esse i relativi corrieri». È quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, commentando i verbali di alcuni interrogatori dell'inchiesta dei pm di Palermo. «Secondo diversi organi di stampa, infatti - afferma Orlando - ai suoi party sarebbe stata distribuita marijuana. Altro che dimissioni, se tutto ciò fosse confermato, il presidente del Consiglio si dovrebbe andare a nascondere. Tutti gli italiani si vergognano di lui e con essi anche la comunità internazionale. È vergognoso che i sudditi del premier, attaccati alla poltrona, continuino a difendere l'indifendibile mentre Berlusconi sta trascinando il Paese e la sua immagine all'estero nel fango dell'immoralità».

SINDACO DI PARMA: «DICE IL FALSO» «Con riferimento alle notizie comparse sulla stampa, in ordine alle dichiarazioni rese da certa Nadia Macrì, il Sindaco di Parma, dott.Pietro Vignali, ne ribadisce, mio tramite, l'assoluta infondatezza, riservandosi di adottare, sul piano giudiziario, tutte le iniziative del caso, a tutela della sua immagine, nei confronti di coloro che contribuiranno, ulteriormente, a diffondere notizie false, quanto diffamatorie, sulla sua persona». Lo scrive in una nota diffusa dal Municipio il legale del primo cittadino di Parma, avv.Mario Bonati, replicando a notizie che collegano l'esponente Pdl all'inchiesta sui presunti festini. La nota fa riferimento a Nadia Macrì, la escort 'Nadià amica di Perla Genovesi, che ha raccontato ai magistrati di Palermo di avere avuto due incontri sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in cambio di 10.000 euro. La donna avrebbe indicato il sindaco Vignali come «tramite» per arrivare al secondo incontro con Berlusconi ad Arcore, inframmezzato da uno in Sardegna. La donna ha sostenuto di avere conosciuto casualmente Vignali in un bar di Parma, città che frequenta «quando ho bisogno di soldi». Ha riferito di avere conosciuto casualmente Vignali e il suo segretario, il quale le avrebbe detto di avere fatto colpo. Dopo, ha aggiunto, che insieme sono andati in una villa per consumare un rapporto sessuale con Vignali in cambio di 500 euro. Macrì ha sostenuto anche di aver chiesto al sindaco se poteva rimetterla in contatto con Berlusconi, ricevendo risposta che il premier giorni dopo sarebbe venuto proprio a Parma. Qualche giorno dopo, aveva aggiunto ancora la escort, Berlusconi l'avrebbe chiamata per telefono e avrebbero organizzato il secondo incontro ad Arcore.

LE RIVELAZIONI A PALERMO L'escort Nadia Macrì, interrogata all'inizio di ottobre dalla Procura di Palermo ha raccontato ai magistrati di avere incontrato due volte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e in almeno un'occasione l'incontro sarebbe stato a sfondo sessuale. Il premier avrebbe compensato la ragazza con 5 mila euro ad incontro. Il verbale, che è stato secretato, verrà inviato alla Procura di Milano perchè gli incontri sarebbero avvenuti proprio nel capoluogo lombardo. A tirare in ballo il nome dell'escort emiliana, Nadia Macrì, 27 anni, era stata Perla Genovesi, 32 anni, di Parma, l'ex assistente parlamentare del deputato Pdl Enrico Pianetta, arrestata la scorsa estate per traffico di droga. Era stata proprio la Genovesi a parlare ai magistrati di alcune confidenze ricevute dall'amica escort su incontri con politici ma anche con lo stesso premier. Martedì mattina c'è stato un vertice in Procura, alla presenza del procuratore capo Francesco Messineo e dell'aggiunto Teresa Principato nel corso del quale si è deciso di trasferire gli atti con i verbali a Milano per «competenza territoriale». La Macrì non avrebbe parlato ai magistrati solo di incontri con Berlusconi ma anche con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.

IL CAPITOLO BRUNETTA Nadia Macrì ha chiamato in causa anche il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale in cambio di 300 euro, vestiti e gioielli. La ragazza, in un interrogatorio secretato, racconta ai magistrati di avere conosciuto Brunetta, che all'epoca non era ancora ministro, intorno al 2005, tramite Perla Genovesi, un'amica arrestata a luglio scorso dalla Procura di Palermo, nell'ambito di un'inchiesta sul narcotraffico. La Genovesi, da qualche mese, ha cominciato a collaborare con la giustizia raccontando il suo ruolo nel business della droga e rivelando le confidenze dell'amica su feste col premier. Macrì all'epoca aveva un problema giudiziario relativo all'affidamento del figlio. La Genovesi le avrebbe fatto incontrare Brunetta nel suo studio, per capire se poteva darle una mano. Le parole della escort sono confermate dalla Genovesi. Ma la giovane va oltre e racconta che Brunetta l'avrebbe messa in contatto con l'avvocato Carlo Taormina perchè l'aiutasse nel caso, ma che il legale si sarebbe disinteressato della vicenda e non si sarebbe nemmeno presentato in udienza. Macrì riferisce inoltre di avere rivisto Brunetta, dopo l'incontro allo studio, in un'altra occasione, di avere avuto un rapporto sessuale con lui, di avergli chiesto 300 euro e di avere avuto in cambio il denaro, vestiti ed alcuni gioielli.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
RUBY, AMICA PRISCILLA: "MAI
AD ARCORE CON LEI"

                                    
    
         «Non sono mai stata ad Arcore a casa dell'on. Berlusconi». Lo ha dichiarato Priscilla, l'amica brasiliana di Ruby, in relazione all'articolo pubblicato dal settimanale Oggi in cui si afferma che la giovane marocchina avrebbe dichiarato di essere stata accompagnata ad Arcore, lo scorso 14 febbraio, da una sua amica «Priscilla, brasiliana, agente immobiliare». Le parole di Priscilla sono state rese note da fonti legali. «Non vi è alcun dubbio - ha fatto sapere la ragazza brasiliana - che la persona cui si fa riferimento sia proprio io, essendo l'unica sua amica brasiliana di nome Priscilla ed agente immobiliare. Allo stesso modo non vi è alcun dubbio che la circostanza della mia presenza ad Arcore sia totalmente falsa, in quanto non sono mai stata ad Arcore a casa dell'on. Berlusconi ed in quanto lo scorso 14 febbraio non mi trovavo neppure in Italia, ma ero, appunto, in Brasile».

MORA ALLA VENTURA: NON L'HO PORTATA AD ARCORE Lele Mora dice di non aver portato Ruby ad Arcore. Inizia così la sua intervista con Simona Ventura visibile sulla web tv della showgirl  un'intervista in cui racconta di aver «obbligato» la figlia Diana ad aiutare la giovane marocchina perchè gli aveva fatto «tenerezza», nega di aver mai fatto prostituire qualcuno e difende il presidente del Consiglio definendolo «il più grande dei re» perchè «come ti sa far divertire lui, con le barzellette: non esiste persona al mondo come Berlusconi».
«Questa Ruby io non l'ho mai portata ad Arcore - sottolinea Mora -. L'ho vista una volta che c'era ma non è venuta con me e vista com'era sembrava una ragazza di 23-24 anni. Anche quando è venuta da noi e ha compilato la scheda per la privacy ha dichiarato 22 anni». «Conoscendo bene il Cavaliere che è una persona per bene e generosa - aggiunge - dico che lui l'ha solo aiutata. Si insinua di tutto e di più ma non è così». L'errore di Berlusconi, se errore c'è stato, secondo Mora è proprio la generosità. «Magari tu che non sei nessuno - spiega - arrivi a casa del presidente e sei convinta di toccare il cielo con un dito o di poter chiedere chissà cosa e forse questo è l'errore che lui ha fatto, magari a volte promettendo, ma senza mai chiedere niente. E posso dirlo in prima persona. Non ho mai visto che si sia permesso di chiedere qualcosa a una ragazza. Mai». Alle cene ad Arcore, dove Mora dice di andare dal 1986, non succede nulla di strano. «La sala cinema e la sala relax - spiega - ci sono sempre state». Prima si cena, e poi si scende «e ci si rilassa bevendo qualcosa». Il bunga bunga? «è la barzelletta di Cicchitto e Bondi - aggiunge -. La racconta sempre». Una cosa ci tiene a sottolineare l'agente: «Io per i giornali sarei inquisito per sfruttamento della prostituzione ma nella mia vita non ho mai fatto prostituire nessuno, non ho mai preso soldi da nessuno, non ho mai presentato nessuno. Non è perchè invito a cena ragazze bellissime siano cene da prostituzione». E anche Emilio Fede, coinvolto nella stessa inchiesta, secondo l'agente, è «a pezzi». «C'è gente che pur di arrivare è disposta a tutto - conclude Mora -. Non dipende dalla mia agenzia. Questa è la tv che ha distrutto la psiche di alcune persone. Non è la Ruby non è la D'Addario. Tutto il mondo funziona così: paese che vai, zoccola che trovi».

D'ALEMA: SOLIDARIETA' A SCORTA «Le notizie di cronaca suggeriscono un sentimento di umana solidarietà verso i carabinieri, di cui comprendiamo la stanchezza». Così il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sull'articolo pubblicato dal 'Fatto quotidianò in cui si riportano le lamentele dei militari di scorta al premier dopo la vicenda di Ruby. «È una questione che esula dai miei compiti - ha aggiunto D'Alema - e si tratta comunque di fatti pubblici: noi non ci occupiamo di vigilare su questi, ma su quelli segreti».

DI PIETRO: PREMIER UMILIA IL PAESE «È umiliante che le istituzioni debbano correre dietro alle sottane di Berlusconi. Visto che lui si occupa solo di sottane vada a casa, perchè sta umiliando il paese». Lo dice il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro.

BRUTI LIBERATI: FU SOLUZIONE RAGIONEVOLE L'affidamento di Ruby al consigliere regionale Nicole Minetti «è apparsa a tutti una soluzione ragionevole». Lo ha detto il procuratore capo della repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati in relazione alla conclusione dell'iter burocratico cui venne sottoposta Ruby la notte tra 27 e 28 maggio in questura a Milano. Bruti Liberati è ritornato a parlare della notte tra il 27 e 28 maggio 2010 quando Ruby venne portata in questura a Milano, dopo essere stata indicata dalla sua ex coinquilina come l'autrice di un furto di 3 mila euro. «La ragazza minorenne è stata identificata con nome e cognome e precedenti, questo è quello che è accaduto», ha ribadito il procuratore, che ieri aveva sottolineato come le procedure si fossero 'conclusè in modo corretto. Il capo della procura ha inoltre spiegato che l'alternativa tra una comunità e l'affido a un maggiorenne «sono cose che avvengono ogni notte», e che le comunicazioni tra il pm minorile e la polizia avvengono al telefono, e dunque non c'è nulla di scritto. Quella notte, quando Ruby venne poi affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti, tutta la vicenda sarebbe quindi «finita con una soluzione che è apparsa a tutti i soggetti coinvolti, la più ragionevole». E se le indagini su questo punto sono terminate, continuano invece gli accertamenti non solo sulle due telefonate giunte da Palazzo Chigi al capo di Gabinetto della Questura, Pietro Ostuni, ma anche sul perchè Ruby dopo essere stata affidata alla consigliera Minetti (che ha firmato anche un verbale di affido), è stata ospitata dalla sua amica brasiliana Michelle.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
La escort Nadia continua il racconto: “Ad Arcore c’erano minorenni” e “Fede era il selezionatore”

   
 


La escort Nadia Macrì

Escono altri particolari del racconto della escort Nadia Macrì sulle serate con Silvio Berlusconi. La ragazza ha già raccontato di festini a base di erba e “marchette”, dell’organizzazione di Lele Mora, del premier circondato di escort che dopo ogni racconto dice: “Avanti un’altra”. Ora escono altri rivelazioni da una dichiarazione ai magistrati fatta da Nadia il 26 ottobre scorso. Nadia continua a parlare degli spinelli che venivano messi a disposizione delle ragazze ospiti del Cavaliere, racconta anche di “jet pieni di erba” ma fa anche dichiarazioni più pesanti. Sostenendo, ad esempio, che nei festini ad Arcore e a Villa Certosa c’erano “anche ragazze molto piccole, di 17-18 anni” e che Emilio Fede aveva una funzione di “selezionatore”, ovvero sceglieva le ragazze da inviare al premier.

“Sono andata a casa di Lele Mora, c’erano anche altre ragazze – racconta Nadia ai pm – Da lì aspettavamo l’autista per andare dal presidente”. Ma prima, avrebbero fatto una tappa “nello studio di Emilio Fede”. Spiega la escort: “Fede è secondo me quello che decide. ‘Tu vai bene, tu non vai bene’”. I pm domandano: “Perché, lui faceva una selezione?”. La risposta è secca: “Sì”. Questa la descrizione fatta dalla Macrì: “Sì, una selezione tipo, ‘Tu come ti chiami, di dove sei?’. Però, poi, siamo andate via tutte. A me interessava solo il presidente. Ero lì per lui. Dopo cena, gli altri se ne sono andati a casa. Le ragazze sono rimaste tutte insieme. Andavano con lui. Lui faceva: ‘Avanti la prossima, avanti la prossima’”.
Poi Nadia racconta di due giorni trascorsi a Villa Certosa, su invito del premier. E proprio mentre era lì, la escort racconta di una telefonata tra sua madre e Berlusconi. Questo il racconto, come da verbale: ”Gli dissi: ‘Le posso passare mia madre? Acconsentì. Lei quasi stava morendo d’infarto quando gli feci il nome di Berlusconi. Ma si riprese subito: ‘Qua stiamo morendo di fame’, disse mia madre. E lui rispose: ‘Signora, cosa posso fare per lei?’. E niente – commenta Nadia Macrì davanti ai magistrati – cosa gli può dire mia mamma. Mica gli può dire ‘sono felice che mi figlia è a dormire lì con lei’”. Poi la madre di Nadia, secondo i racconti della escort, tornò a ripetere: ‘Qui stiamo morendo di fame’. E chiosò: ‘Ma tanto lei cosa fa?’. Berlusconi non rispose. Nadia commenta: “Ha fatto bene mia madre a dirgli così, anche se la chiamata è stata velocissima. Berlusconi non può pagare così, in contanti. Questo è un reato ragazzi, ma stiamo scherzando? È normale che le ragazze sono d’accordo – prosegue la testimone sentita a verbale – io non sono d’accordo su questo fatto qua. Ma non per i soldi, non perché lui mi ha pagato. Lui mi ha pagato bene, però non si paga una persona per farla stare zitta, io ragiono così…


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
Berlusconi e le escort, il premier va da Fini per confidarsi: “E’ incredibile… è maggiorenne e incensurata”

   
 

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi mentre parlano all'Altare della Patria

Il riavvicinamento tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi passa per lo scandalo escort. Erano mesi che i due non si parlavano, oggi invece si sono trattenuti per un intenso scambio di battute all’Altare della Patria .
Erano entrambi lì per le celebrazioni della giornata delle Forze Armate ma non hanno parlato di sicurezza. Berlusconi è andato dall’ex compagno di partito per sfogarsi. ”E’ incredibile”, si è letto sul labiale del Cavaliere che si è lasciato andare a una confidenza sulla vicenda delle inchieste in merito alle feste organizzate nelle sue ville.

Il premier ha dapprima conversato in disparte con uomini del suo staff e ha accolto il presidente del Senato, Renato Schifani. Poi è andato diritto da Fini. Lo ha salutato e i due hanno iniziato un fitto colloquio. Berlusconi è sembrato più che altro rivolgersi all’amico e non all’avversario politico. Il leader di Fli ha ascoltato con attenzione mentre annuiva con il capo. Il Cavaliere si è lasciato andare: mentre parlava muoveva le mani freneticamente mentre spiegava le sue ragioni. ”E’ maggiorenne”, si è letto ancora sul suo labiale e poi ha aggiunto la parola ”incensurata”. Tutti riferimenti che lasciano pensare che il riferimento sia ad una delle protagoniste femminili di queste vicende. Probabilmente a Ruby ‘rubacuori’.

Ambienti vicini al presidente del Consiglio hanno infatti subito detto che il presidente del Consiglio avrebbe parlato a Fini della vicenda Ruby e dell’informativa ricevuta nel corso dei contatti con la questura di Milano. Il Cavaliere, sempre secondo i suoi collaboratori, avrebbe spiegato che, secondo le informazioni ricevute, l’affido di Ruby si poteva dare ”ad una persona incensurata, maggiorenne e credibile”, persona che è poi stata individuata in Nicole Minetti. Quindi rimane il dubbio se quel “è maggiorenne” sia da riferire all’igienista dentale, ora consigliera regionale, o alla “ex minorenne” marocchina.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
RUBY, BUFERA SU FAMIGLIA
CRISTIANA: "VIA DALLE CHIESE"



       
                                    
   
         Dopo l'ultimo attacco di Famiglia Cristiana a Silvio Berlusconi sul «caso »Ruby«, il Club Santa Chiara, associazione cattolica della comunicazione, con una lettera del presidente Marco Palmisano chiede al capo dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, il ritiro del settimanale dei Paolini da tutte le chiese d'Italia.»È grave e diseducativo - si legge in una nota dell'associazione - che Famiglia Cristiana continui ad abusare della sua rendita di posizione all'interno della buona stampa delle parrocchie per diffondere il verbo della zizzania e del moralismo più bieco nei confronti del capo del governo che, piaccia o meno, riscuote il consenso della stragrande maggioranza dei cattolici italiani«. Famiglia Cristiana, dice Palmisano, »è libera di esprimere i giudizi che ritiene più validi ma solo nella più ampia autonomia garantita dal sistema editoriale distributivo italiano e pertanto fuori dalle chiese e dalle parrocchie«. Secondo il Club Santa Chiara, »il vero scandalo non è Berlusconi« ma »questo clericalismo strisciante e mellifluo di Famiglia Cristiana che inganna la buona fede dei fedeli italiani che, invero pochi, ancora credono che i giudizi di questo giornale possano rispecchiare gli orientamenti ufficiali della Chiesa e del magistero«. Viene quindi chiesto che »questa troppo tollerata anomalia sia valutata attentamente in tutta la sua gravità educativa«, motivo per il quale il Club santa Chiara richiede il ritiro dalle parrocchie del settimanale dei paolini con una lettera indirizzata sia al card. Bagnasco che all'ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
L'EX DI RUBY AD ANNOZERO:
"FA LA PROSTITUTA"


        
                                      
    
         "Lei andava lì come danzatrice del ventre, ma si lamentava perché, essendo minorenne, Berlusconi non la toccava". A parlare alla giornalista di Annozero Giulia Bosetti è Christian, ex fidanzato di Ruby, durante la puntata di stasera della trasmissione di Michele Santoro. Il ragazzo ha detto che il premier "sapeva che Ruby era minorenne", e che la neodiciottenne aveva spesso grosse somme di denaro contante in tasca, "fino a 7mila euro". Per Christian, il denaro proveniva dal suo vero lavoro, che non era né quello di modella, come detto anche alla coinquilina brasiliana, né quello di ragazza immagine, ma di vera e propria escort, o meglio prostituta. "Faceva la escort, senza nessun minimo dubbio", ha detto il giovane.


pus acum 15 ani
   
lucky_21
Membru nou

Inregistrat: acum 15 ani
Postari: 12
GHEDINI: "NADIA? MAI DROGA
A CASA DEL PREMIER"


        
                                      
    
         A casa del presidente del Consiglio «non c'è mai stata alcuna possibilita» di introdurre sostanze stupefacenti. A dirlo a Annozero è il parlamentare Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini. «Dalle indagini difensive che ho svolto - ha detto - di stupefacenti in casa Berlusconi mai e poi mai c'è stata la possibilità che fossero introdotti. C'è tanto personale di servizio, personale di scorta, tantissime possibilità di controllo». Le dichiarazioni di Nadia Macrì, la ragazza che sostiene di aver avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, «sono tutte da vagliare». E, «alla prova, nella narrazione della ragazza si possono notare discrasie». È quanto ha sostenuto il deputato e legale del premier Niccolò Ghedini stasera ad Annozero. «La ragazza - ha spiegato - dice di essere stata in Sardegna nella villa di Berlusconi due giorni prima del terremoto in Abruzzo. Il sisma si è verificato il 6 aprile 2009: dalle indagini che ho fatto - ha aggiunto Ghedini - il 3 ed il 4 aprile il presidente era a Strasburgo ed il 5 a Praga, mentre il 6 mattina era a Roma da dove ha raggiunto in elicottero l'Abruzzo: Berlusconi ha molti pregi ma non il dono dell'ubiquità», ha concluso Ghedini aggiungendo anche che nel mese di aprile 2009 Berlusconi non ha mai raggiunto l'Abruzzo dalla Sardegna.

NADIA NON PARLA Nadia Macrì, attraverso i suoi legali, ha disdetto la conferenza stampa annunciata ieri per oggi pomeriggio alle 15. In una nota dei difensori la ex escort ha spiegato che le è stato imposto dall'autorità giuduiziaria il divieto di divulgare i fatti e circostanze oggetto delle indagini sui presunti festini. Gli avvocati Domenico Noris Bucchi e Enrico Della Capanna spiegano che la signora Macrì è stata «tempestata» da richieste per «carpire informazioni relative ad una indagine in corso» e che il loro intervento era stato richiesto dalla stessa «per tutelarla da eventuali violazioni». «Apprendiamo che ad essa è stato imposto, dall'autorità giudiziaria dalla quale è stata chiamata, il divieto di divulgare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine ed in merito ai quali è stata sentita». I legali spiegano quindi che «la signora Nadia Macrì comunica la propria volontà di attenersi ai doveri di legge, la cui violazione la esporrebbe a responsabilità penali. Non intendendo, quindi, per il momento, rilasciare alcuna dichiarazione, viene revocata la conferenza stampa già fissata per il pomeriggio». La nota è firmata dai due legali ma prima anche dalla stessa Nadia.

BRUTI LIBERATI: DA NOI MAI VETI «I veti preventivi alle conferenze stampa sono a noi sconosciuti. Per noi esistono solo gli interrogatori e in caso la secretazione dei verbali». Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse stata l'autorità giudiziaria milanese a vietare alla escort Nadia Macrì di parlare in una conferenza stampa, fissata da lei per oggi e poi annullata.

EX DATORE DI LAVORO: "E' UNA CONTABALLE" Nadia Macrì è una «modesta contaballe» che si è inventata tutto a proposito delle feste alle quali dice di aver partecipato nelle ville del premier Berlusconi. La dipinge così Lucio Rota, un ex datore di lavoro della giovane di Reggio Emilia il quale nel 2005 diede in gestione un bar a lei e al suo fidanzato e oggi racconta al Giornale le sue impressioni sulla ragazza. «È una che combatteva per sopravvivere - dice Rota - con tanti problemi alle spalle e la capacità di raccontare una cosa per un'altra». L'esperienza di lavoro con Nadia, per Rota è stata «burrascosa», perchè insieme al suo fidanzato, la ragazza non era in grado di gestire il bar e poi Rota riferisce di frequenti alterchi tra i due, «Nadia era una donna violenta», aggiunge. Dopo pochi mesi sono stati cacciati per morosità. Il periodo in cui Nadia ha lavorato per Rota risale al 2005, quando la ragazza era incinta, prima che cominciasse «questa seconda vita di cui ha parlato alla Procura di Palermo».

NADIA. "OGGI DICO TUTTO" Apre la porta in pantaloni di felpa e canottiera mentre, nella sua Reggio Emilia, pulisce con lo spazzolone i pavimenti della casa del fidanzato. Eccola Nadia Macrì, 28 anni, la ragazza che sostiene di aver avuto incontri sessuali a pagamento con il premier. A vederla così, capelli tirati e ciabattine, è lontana anni luce dall'immagine della escort d'alto bordo. Domani, spiega, »dico tutto«. Si riferisce alla conferenza stampa fissata d'intesa con l'avvocato, Domenico Noris Bucchi, dopo aver valutato il da farsi durante un incontro, durato poco più di un'ora. »Non ha bisogno di un avvocato perchè è stata sentita solo come teste, non è un'indagata - sottolinea Bucchi - si è rivolta a me per un aiuto per gestire questo assalto mediatico. La conoscevo perchè l'ho assistita in passato. Fino a quando non decideremo che fare, la mia assistita non ha intenzione di parlare«. Ma, da avvocato, raccomanda a Nadia »di non parlare comunque di quanto ha rivelato agli inquirenti di Palermo«. Nemmeno in caso di conferenza stampa. Praticamente inutile chiedere quindi al legale dettagli sul colloquio con la sua assistita. Non si sarebbe parlato delle rivelazioni fatte da Nadia agli inquirenti palermitani (audizioni in qualità di teste di cui il legale è venuto a conoscenza dai giornali) ma solo degli effetti che l'assalto della stampa può produrre sulla credibilità di Nadia, come sulla sua vita. Il legale non vuole parlare del figlio della ragazza (arrestata nel 2005 ma poi assolta per maltrattamenti, e il bambino è affidato ad una altra famiglia): »Posso solo dire che tutti gli aspetti che questo caso può avere sono stati affrontati«. I due non avrebbero nemmeno parlato di eventuali quantitativi di droga visti dalla escort ai festini, nè di testimoni che potrebbero confermare i suoi racconti. Al momento dagli inquirenti di Milano non sarebbe arrivata ancora alcuna convocazione. La ragazza è, nonostante tutto, serena. Spiega di aver fatto la escort »fino a poco più di un anno fa« perche »avevo bisogno di soldi«, dicendosi tranquilla perchè »quando uno dice la verità non può che esserlo«. Più agitato il mondo politico tirato in ballo dalle sue dichiarazioni. Pietro Vignali, sindaco di Parma, è netto. Nadia, quando racconta che fu lui a metterla in contatto con il premier dopo aver avuto anche un rapporto sessuale a pagamento, dice il »falso«. L'avv.Carlo Taormina ha spiegato poi che fu Renato Brunetta a caldeggiare »moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perchè le era stato tolto il figlio in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno, e procedeva il tribunale di Modena«. Spiegando che Brunetta seguiva le vicende personali della Macrì »come se fosse una sua problematica personale, altro che conoscenza di un giorno«. La ragazza è stata assolta in primo grado dall'accusa di maltrattementi al piccolo. Nadia oggi riesce ad aggiornare il proprio profilo su Facebook lanciando una specie di appello: »Siete con me??? datemi un bel sì!!!«, scrive nel pomeriggio. Nella notte aveva lasciato un altro commento, altrettanto sibillino: »A tutti i fannulloni un bel tiè!!!«. Intanto per ora la lista degli amici di Nadia su Facebook è 'bloccatà. L'utente, spiega neutro il sistema in automatico, »ha già troppe richieste di amicizia«.

I VERBALI A MILANO
Tra malumori per una «fuga di notizie» che, dicono i pm di Palermo, di fatto impedirà agli investigatori di approfondire aspetti importanti di un grosso traffico di droga tra vip, e indiscrezioni sul coinvolgimento di altri esponenti politici di primo piano nella vicenda dei festini hard a cui avrebbe preso parte il premier Berlusconi, il fascicolo sul caso Nadia, la escort che avrebbe fatto sesso a pagamento col presidente del Consiglio, è ora al sicuro nella cassaforte della Procura di Milano. I magistrati del capoluogo siciliano, che hanno trasmesso «le carte» ai colleghi, non si sono limitati a inviare le dichiarazioni di Nadia Macrì, 27 anni, la ragazza emiliana che per domani ha annunciato una conferenza stampa sulla vicenda, ma anche i verbali di interrogatorio della «pentita» Perla Genovesi, l'amica della escort che ha dato il via all'indagine. Territorialmente, però, visto che al momento l'unico reato ipotizzabile è quello di favoreggiamento della prostituzione a carico dell'agente dei vip Lele Mora e del direttore del Tg4 Emilio Fede, «tramiti», a dire della cubista, tra le ragazze e il premier, la competenza a indagare è dei magistrati lombardi. «Il reclutamento» delle giovani prostitute, secondo quanto racconta la giovane, sarebbe avvenuto, infatti, a Milano. «È ovvio che noi perseguiamo reati e non ci interessiamo della vita privata delle persone», ha commentato il Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha deciso di assegnare il fascicolo sui presunti festini a luci rosse a Villa Certosa e ad Arcore al pm titolare del caso Ruby: Antonio Sangermano. Nei prossimi giorni gli inquirenti torneranno ad ascoltare Nadia che, in un verbale di 300 pagine, ha raccontato tutti i particolari di due incontri sessuali a pagamento col premier, ad Arcore e a Villa Certosa per i quali Berlusconi le avrebbe personalmente consegnato in una busta 5000 euro. In Sardegna, «c'erano 25 ragazze in tutto. E nelle stanze - racconta la escort, nel verbale di interrogatorio davanti agli inquirenti palermitani - c'era dell'erba da fumare che veniva trasportata sul jet privato del presidente». Un aspetto, questo, tutto da verificare, su cui i pm di Palermo avrebbero voluto andare a fondo. Come, a dire degli inquirenti, da approfondire sarebbe il riferimento alla presenza di ragazze giovanissime a Villa Certosa. Nadia ha detto di avere avuto l'impressione che alcune fossero minorenni. Oltre a Lele Mora e Emilio Fede la giovane donna ha parlato del sindaco di Parma Pietro Vignali, che sarebbe diventato suo cliente dopo un incontro casuale in un bar. Nadia gli avrebbe chiesto di metterla in contatto di nuovo col premier, con cui già aveva avuto l'incontro a Villa Certosa. Il sindaco l'avrebbe accontentata e Berlusconi, dopo qualche giorno, avrebbe telefonato alla ragazza. «Mi chiamò - ha raccontato - ed organizzammo di incontrarci». Vignali non è stato iscritto nel registro degli indagati, a Palermo, per favoreggiamento della prostituzione, in quanto, secondo il racconto di Nadia, sarebbe stato estraneo al «reclutamento» delle escort e si sarebbe limitato a introdurre l'amica al premier. Il sindaco, però, smentisce tutto e si «riserva di adottare, sul piano giudiziario, tutte le iniziative del caso, a tutela della sua immagine».


pus acum 15 ani
   
Pagini: 1  

Mergi la