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Nou pe simpatie: sayler_moon_19
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musaidi
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Dopo mesi di indiscrezioni, è alleanza con Baidu ILARIA MARIA SALA Malgrado tutto, Facebook va in Cina: dopo un paio di giorni in cui si sentivano solo voci non confermate, ecco che la stampa cinese riporta che una versione parallela di Facebook sarà presto sul web cinese.
La versione di Facebook che tutti usano, Facebook.com, è censurata in Cina, e può essere utilizzata solo da chi sa come “scavalcare il muro” (secondo l’espressione corrente) della censura cinese – tramite dei VPN (Very Private Network, un indirizzo che si può acquistare e che consente di navigare Internet all’interno di un network esterno alla Cina), o dei proxy gratuiti che devono però essere cambiati spesso, dato che sono continuamente intercettati e chiusi dalla polizia cibernetica.
Bloccati, oltre a Facebook, sono anche vari altri siti sociali quali Twitter.com, flickr.com e perfino You Tube, che sono stati però sostituiti da cloni locali (weibo.com, per Twitter, o renren.com e xiaonei.com per Facebook). Lo scorso anno però Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, è stao in Cina dove ha incontrato Robin Li, il direttore di Baidu, che è il più grosso motore di ricerca cinese noto localmente anche come “l’anti-Google”, nonché proprietario di weibo.com, il clone di Twitter. Secondo le indiscrezioni, dunque, il Facebook “parallelo” che verrà aperto in Cina non ha ancora una data di uscita fissa, dato che prima la joint venture deve trovare un modello che possa essere approvato dal governo cinese, e i due partner devono prima mettersi d’accordo sull’organico che potrà gestirla.
Per Zuckerberg, l’accordo rende possibile entrare nel più grosso mercato Internet del mondo (mezzo miliardo di utilizzatori di Internet), con un partner sicuro del fatto suo e dei suoi appoggi nel governo cinese, mentre per Baidu l’alleanza con Facebook può essere d’aiuto nel fare battaglia al concorrente più temibile, tencent.com, proprietario di diversi siti di chat e messaggeria istantanea, dato che l’esperienza in social networking di Facebook è difficilmente battibile. Il grande interesse suscitato in Cina dall’indiscrezione però è stato frustrato dalla volontà di Baidu di mantenere il segreto sui termini dell’accordo: su Twitter, Kaiser Kuo, il PR di Baidu, ha reagito con un messaggio —dentro il limite di 140 caratteri previsto — che recita: “No comment no comment no comment no comment no comment no comment no comment no comment no comment no comment no comment no fucking comment!”. Altri utilizzatori di Twitter, però, hanno reagito all’annuncio (apparso e poi scomparso sul portale cinese di notizie sohu.com) commentando che “perché no: Zuckerberg e il governo cinese la pensano allo stesso modo rispetto alla privacy online”.
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| pus acum 15 ani |
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messa
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