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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Yara ritrovata morta! Moderat de grass
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YARA, TESTIMONE L'HA VISTA
CON DUE UOMINI


      
                   
   
    È uscita di casa venerdì pomeriggio e da allora di lei non si hanno più notizie: Yara Gambirasio, 13 anni, promessa della ginnastica ritmica, sembra essere svanita nel nulla venerdì pomeriggio, dopo essere stata al centro sportivo in cui si allena che dista poche centinaia di metri da casa sua a Brembate sopra, paese del Bergamasco. E l'angoscia cresce di ora in ora nella zona, dove la si cerca da ormai tre giorni. Carabinieri e protezione civile stanno battendo la zona palmo a palmo, senza però alcun risultato e nel frattempo la Procura ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di sequestro di persona. Yara Gambirasio si è allontanata da casa alle 17.30 di venerdì per andare al palazzetto dello sport, che dista solo 700 metri dalla sua abitazione, dove ha incontrato le istruttrici della squadra di ginnastica alla quale è iscritta, per consegnare loro uno stereo per una gara.

La ragazzina è uscita dalla palestra alle 18:30 per tornare a casa. Da allora di lei si sono perse le tracce. Un giovane di 19 anni sostiene di averla vista verso le 18:45 a poche decine di metri dalla sua abitazione in compagnia di due uomini. Il ragazzo - che sarà interrogato dagli investigatori - non ha saputo descrivere i due ma ha detto che vicino a loro era parcheggiata una Citroen rossa con le quattro frecce in funzione. I genitori di Yara non vedendola rientrare per cena, hanno lanciato l'allarme. Da quel momento, decine di carabinieri stanno passando al setaccio le campagne circostanti; i militari hanno controllato vecchi casolari, le rive del fiume Brembo e del vicino torrente Lesina, oltre a tutti i luoghi conosciuti dalla ragazza, mentre i vigili del fuoco si sono calati persino in un pozzo abbandonato, ma senza esito. Le ricerche, sospese con l'oscurità, riprenderanno domattina all'alba. I genitori escludono che la 13enne possa essersi allontanata volontariamente. «Voglio solo che mia figlia torni a casa», ha detto la madre, prima di chiudersi nel silenzio.

Yara frequenta la terza media in un istituto di suore a Bergamo, a scuola non ha problemi e nello sport è considerata una promessa della ginnastica ritmica. Nessuna ombra nella sua vita da adolescente che lasci presagire una fuga. Se si trattasse davvero di sequestro di persona, gli inquirenti tendono ad escludere quello a scopo d'estorsione; il padre Fulvio è geometra e lavora in un'azienda della zona, mentre la mamma Maura è maestra in un asilo nido di Bergamo. Gli investigatori hanno ascoltato nelle scorse ore familiari, amici e conoscenti della 13enne - in tutto un centinaio di persone - ma al momento non sono emersi elementi in grado di indirizzare le ricerche in una direzione ben precisa. La fotografia della ragazzina è stata diramata a tutte le forze dell'ordine in Italia, ma le ricerche si concentrano al momento nella provincia di Bergamo. La traccia del suo telefono cellulare si perde infatti alle 18.50 di venerdì, quando la ragazza - secondo i riscontri tecnici degli inquirenti - era ancora nei pressi di Brembate Sopra.

Gli ultimi messaggi Yara li ha inviati con il suo cellulare ad alcune amiche, per dare loro appuntamento ad oggi al palazzetto dello sport, dov'era in programma una manifestazione, che è stata annullata. Poi più nulla, il telefono è spento da quel momento. Le ultime persone ad avere visto Yara sono state proprio le sue istruttrici, poi la ragazzina è scomparsa nel tratto di strada che separa la palestra dall'abitazione di via Rampinelli, dove la tredicenne vive insieme ai genitori e ad altri tre fratelli. Al momento della scomparsa, Yara indossava un paio di fuseaux e un giubbino di colore nero. Pare che con sè non avesse altro, segno - secondo gli investigatori - che non aveva in mente di allontanarsi da casa per tanto tempo. Su Facebook è nato un gruppo per trovare la ragazza, al quale hanno già aderito oltre 1.500 persone. Un altro gruppo, che conta invece poche persone, è stato isolato dagli utenti del web per via di battute di pessimo gusto.


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YARA, TANTE SEGNALAZIONI: IN
AZIONE SOMMOZZATORI


        
                                      
    
         Sono riprese questa mattina, all' alba in provincia di Bergamo, le ricerche di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa venerdì pomeriggio da Brembate Sopra (Bergamo). Decine di carabinieri, vigili del fuoco, sommozzatori e uomini della protezione civile stanno battendo ormai da tre giorni le aree circostanti il paese, compresi i casolari abbandonati e il letto dei fiumi, finora però senza esito. Nel frattempo i militari stanno vagliando le tante segnalazioni ricevute nelle ultime ore da persone che potrebbero aver visto qualcosa nei minuti intorno alle 18.40 di venerdì, quando la tredicenne è sparita nel nulla. I carabinieri hanno sentito il giovane che ieri in tv aveva dichiarato di aver visto Yara vicino alla sua abitazione in compagnia di due uomini, ma ritengono che la testimonianza non abbia alcun fondamento. Un'altra ragazza avrebbe notato un furgone bianco allontanarsi a grande velocità intorno alle 18.45 nella zona dove è scomparsa la tredicenne, mentre è stato ascoltato un uomo che qualche giorno fa era stato sorpreso dai vigili mentre faceva fotografie nel centro sportivo dove la ragazza è stata vista per l'ultima volta. Ma costui risulterebbe del tutto estraneo alla vicenda.


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YARA, RICERCHE ANCHE
IN UN FIUME


        
                                      
    
         Più passano le ore e più sembra incredibile che Yara Gambirasio possa essere sparita nel nulla. Oggi è il quarto giorno di ricerche in provincia di Bergamo della tredicenne scomparsa venerdì da Brembate Sopra (Bergamo) nei settecento metri di strada che separano la sua abitazione dal palazzetto dello sport. Decine di uomini, tra carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e sommozzatori sono di nuovo impegnati in queste ore a scandagliare ogni metro quadrato di terra e di fiume intorno alle campagne di Brembate Sopra, fino alla zona dell'Isola e della Valle Imagna.

Questa mattina si sono messi al lavoro anche i sommozzatori, un elicottero dell'Arma e le unità cinofile all'interno del centro sportivo, da dove nessuno avrebbe visto uscire la ragazza. E proprio vicino alla porta d'emergenza della palestra del centro sportivo, uno dei cani avrebbe fiutato un percorso che la 13enne potrebbe aver compiuto in direzione della zona industriale del paese, allontanandosi dal palazzetto dello sport. Un altro elemento da verificare è la cella agganciata dal telefonino di Yara pochi attimi prima che venisse spento. Secondo i primi riscontri, il cellulare della ragazza si sarebbe trovato nelle vicinanze di Mapello (Bergamo), un paese a due chilometri da Brembate Sopra.

Intanto l'unica testimonianza che finora sembrava poter dare una svolta alle indagini, si è rivelata infondata. I carabinieri hanno ascoltato il giovane di 19 anni, vicino di casa della ragazzina, che aveva raccontato in televisione di aver visto Yara alle 18.40 di venerdì in compagnia di due sconosciuti nei pressi della sua abitazione. Il ragazzo ha ammesso di essersi inventato tutto ed è stato denunciato a piede libero per falso ideologico e procurato allarme. Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni di persone che affermano di aver visto o sentito qualcosa di sospetto. Una ragazza avrebbe notato un furgone bianco allontanarsi a grande velocità intorno alle 18.45 nella zona dov'è scomparsa la tredicenne, mentre un'altra ha detto di aver sentito delle urla per la strada. Un uomo, che qualche giorno fa era stato sorpreso dai vigili mentre faceva fotografie nel centro sportivo dove la ragazza è stata vista per l'ultima volta, è stato ascoltato dai carabinieri, ma risulterebbe estraneo alla vicenda.

Questa mattina i genitori di Yara sono tornati in caserma; i carabinieri hanno sottoposto loro alcuni oggetti ritrovati durante le ricerche, in particolare un guanto nero, ma nessuno di questi apparteneva alla tredicenne. Alla scuola media delle suore Orsoline di Bergamo, oggi i compagni di Yara sono tornati in classe: «Non possiamo credere che si sia allontanata volontariamente - dicono - Yara era brava a scuola ed era felice, non lo avrebbe mai fatto». Mai un cattivo voto, mai uno screzio, nè un colpo di testa, e neppure un fidanzatino che potrebbe averle provocato un dispiacere. Per questo la scomparsa di Yara è tanto sconvolgente, quanto inspiegabile. Gli insegnanti hanno parlato a lungo della vicenda con i ragazzi: - Yara è una ragazza forte, solare e intelligente - ha detto la preside, suor Carla Lavelli - Abbiamo pregato per lei. Qui la stiamo aspettando tutti«.


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Yara, riprese ricerche 'teste non attendibile'
Al lavoro unità cinofile
30 novembre, 09:47


BERGAMO - Sono riprese questa mattina, per il quarto giorno consecutivo, le ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne bergamasca scomparsa venerdì pomeriggio da Brembate Sopra (Bergamo). I lavori delle persone impegnate sono iniziati come sempre con un vertice al quartier generale allestito alla periferia del paese. Sono impegnati nelle ricerche della ragazza decine di persone, tra carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari, che oggi ancora sono tornati a battere la zona circostante Brembate Sopra. L'unico indizio nelle mani degli investigatori è al momento rappresentato dal percorso che i cani hanno fiutato ieri pomeriggio, partendo dall'interno della palestra del centro sportivo, dove Yara è stata vista l'ultima volta. La tredicenne potrebbe essere uscita dalla struttura da una porta d'emergenza ed essersi diretta, ancora non si sa se volontariamente oppure a forza, verso la strada che porta a Mapello (Bergamo), nella direzione opposta alla sua abitazione. L'ultimo suo sms risale alle 18.44; cinque minuti più tardi il cellulare della ragazzina si è spento e da allora di lei si sono perse le tracce.

AZZURRE RITMICA, AIUTATECI A RITROVARLA Le Farfalle d'Oro della ginnastica ritmica italiana scendono in campo per Yara Gambirasio, la 13/enne di Bergamo scomparsa venerdi' scorso, piccola campionessa della ginnastica a livello amatoriale. Le azzurre campionesse del mondo in carica lanciano un appello e chiedono aiuto per ritrovarla. ''Invitiamo tutti coloro che sanno o hanno visto qualcosa a collaborare con le Forze dell'ordine - e' l'appello lanciato attraverso l'ANSA da Daniela Masseroni, veterana della nazionale e bergamasca anche lei -. Ogni piccolo indizio, anche il più irrilevante, può essere di grande aiuto''. ''Ci auguriamo che Yara torni presto a casa, dalla sua famiglia e nella sua amata palestra - prosegue l'azzurra - Pur non conoscendola personalmente siamo tutte molto preoccupate per lei, perché la ginnastica è una grande famiglia e ci unisce la comune passione per la ginnastica ritmica''. Yara Gambirasio non fa ginnastica ritmica a livello agonistico, secondo quanto rende noto la Federginnastica (Fgi). E' tesserata per la Polisportiva Brembate Sopra (Bergamo). Quest'anno e' passata alla categoria juniores della sezione Ginnastica per tutti (Gpt). Ha partecipato alla fase regionale del torneo Gpt 2/o livello, nella categoria II fascia, tenutasi il 9 maggio scorso al Paladesio, conquistando ottimi risultati

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YARA, LE ORE DEL TERRORE:
TROVATI COLLANT NERI


        
                                      
    
         Sono le ore del terrore nel bergamasco per Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni sparita da venerdì. Un supercane proveniente dalla Svizzera, di nome Joker, ha fiutato qualcosa al confine del comune di Mapello. E' bastato agli inquirenti per blindare un'area piuttosto vasta che comprende un campo aperto e un centro commerciale in costruzione con data di consegna 2011. I carabinieri avrebbero rinvenuto anche un paio di collant neri o di leggins. Proprio a Mapello si sarebbe agganciata la cella telefonica del cellulare di Yara in uno degli ultimi istanti in cui è rimasto acceso.

Sempre in mattinata i volontari della Protezione civile di Alzano Lombardo hanno messo in azione anche il loro life detector, una sonda particolare che consente di captare qualunque vibrazione sia del corpo umano sia meccanica che proviene da sottoterra o da sotto cumuli di macerie. «Siamo gli unici ad utilizzarlo in Italia - ha detto Maurizio Lombardi, presidente della Protezione civile di Anzano - lo abbiamo usato anche durante il terremoto dell'Aquila». Il life detector deve essere manovrato da tre operatori che hanno fatto un corso di addestramento di due anni.

CHI E' JOKER Joker, un segugio di razza bloodhound, detto anche cane di Sant'Uberto, sei anni di età, ha portato i volontari impegnati nelle ricerche in un'area alla periferia di Brembate di Sopra tra capannoni, edifici industriali in costruzione, boschi e una roggia. Joker, hanno spiegato i suoi addestratori, è un segugio addestrato proprio per questo genere di ricerche ed ha una percentuale di successo nel ritrovare persone scomparse del 70%.


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YARA, MESSO SOTTO TORCHIO
ENRICO IL 'FALSO TESTIMONE'


        
                                      
    
         Nella giornata di oggi le forze dell'Ordine hanno tenuto sotto torchio Enrico Tirani, il falso testimone che, subito dopo la scomparsa di Yara Gambirasio, aveva detto ai media di averla vista in compagni di due sconosciuti. Secondo gli inquirenti, Enrico sarebbe una figura chiave nella scomparsa della ragazzina, proprio a causa della falsa testimonianza espressa dal 19enne. Il ragazzo ha ammesso di essersi inventato tutto ed è stato denunciato a piede libero per falso ideologico e procurato allarme.

PSICOLOGA: «TROPPO TEMPO SENZA NOTIZIE» Il troppo tempo trascorso senza alcun segnale fa prendere corpo all'ipotesi peggiore sulla sorte di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra, nel bergamasco: che la ragazza sia rimasta vittima di uno o più malintenzionati. A parlare del caso è Gemma Marotta, docente di Criminologia all'Università La Sapienza di Roma. «L'età di Yara - secondo Marotta, che premette di non avere informazioni particolari sulla vicenda - rende non molto plausibile la fuga da casa, fenomeno che si registra solitamente ragazzi un pò più grandi». Per scappare da casa, poi, aggiunge, «ci vuole una motivazione precisa, magari una situazione familiare pesante». E dalle poche notizie filtrate sembra che non sia così: la famiglia Gambirasio (padre, madre, quattro figli, due maschi più piccoli di Yara ed una sorella più grande) viene descritta come serena e senza problemi evidenti. Per fuggire inoltre, ragiona la criminologa, «avrebbe dovuto portarsi dietro qualcosa, vestiti, soldi, un diario. Se ha lasciato tutto a casa, purtroppo è più probabile che abbia incontrato qualche malintenzionato». In questi casi, prosegue Marotta, «si tengono comunque aperte tutte le piste, si seguono una per una e si scartano quelle più improbabili». L'ultima volta è stata vista nella palestra del centro sportivo del paese. «Bisogna accertare e sicuramente sarà stato fatto - rileva - se in quella palestra ha incontrato qualcuno che poì l'ha aspettata fuori. Potrebbe essere stato un 'orcò, ma anche un gruppo di ragazzi più grandi di lei». Il precedente di un caso analogo, tuttora al centro delle cronache, quello della quindicenne Sarah Scazzi, osserva Marotta, «aumenta sicuramente le preoccupazioni della famiglia che però non ha alimentato il circo mediatico che ha caratterizzato la vicenda di Avetrana e questo è un bene». I bergamaschi, aggiunge, «sono gente riservata e questo avrà contato nel comportamento dei familiari di Yara».

DOMANI SI RIPRENDE Si sono concentrate tutto il pomeriggio in un cantiere alle porte di Brembate Sopra (Bergamo) le ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa venerdì scorso. Carabinieri e Vigili del fuoco insieme a unità cinofile e uomini della scientifica hanno passato al setaccio per ore l' area dove è in costruzione un centro commerciale al confine con il comune di Mapello, nella zona in cui secondo i riscontri tecnici si sarebbe diretto il cellulare della ragazza prima di essere spento. Di Yara però non si sono ancora trovate tracce. Questa mattina un cane arrivato dalla Svizzera aveva fiutato un percorso che la tredicenne potrebbe avere fatto allontanandosi dal Palazzetto dello Sport, ma la traccia si era persa dopo alcune centinaia di metri proprio in direzione del cantiere che è stato perlustrato nel pomeriggio. Le ricerche riprenderanno domani mattina; dopo fiumi e casolari abbandonati, nei prossimi giorni i carabinieri passeranno al setaccio anche altre aree di cantiere nei pressi di Brembate Sopra per non lasciare nulla di intentato.

LE RICERCHE Sono le ore del terrore nel bergamasco per Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni sparita da venerdì. Un supercane proveniente dalla Svizzera, di nome Joker, ha fiutato qualcosa al confine del comune di Mapello. E' bastato agli inquirenti per blindare un'area piuttosto vasta che comprende un campo aperto e un centro commerciale in costruzione con data di consegna 2011. I carabinieri avrebbero rinvenuto anche un paio di collant neri o di leggins. Proprio a Mapello si sarebbe agganciata la cella telefonica del cellulare di Yara in uno degli ultimi istanti in cui è rimasto acceso.

Sempre in mattinata i volontari della Protezione civile di Alzano Lombardo hanno messo in azione anche il loro life detector, una sonda particolare che consente di captare qualunque vibrazione sia del corpo umano sia meccanica che proviene da sottoterra o da sotto cumuli di macerie. «Siamo gli unici ad utilizzarlo in Italia - ha detto Maurizio Lombardi, presidente della Protezione civile di Anzano - lo abbiamo usato anche durante il terremoto dell'Aquila». Il life detector deve essere manovrato da tre operatori che hanno fatto un corso di addestramento di due anni.

SEGNALAZIONI A 'CHI L'HA VISTO?' «Sono arrivate segnalazioni per Yara che stiamo valutando e seguiamo il caso anche con due inviati sul posto». Così all'ADNKRONOS Federica Sciarelli, conduttrice del programma 'Chi l'ha visto?' che andrà in onda domani su Rai Tre e che si occuperà della scomparsa di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, di cui non si hanno notizie da cinque giorni. «Stiamo lavorando - ha aggiunto la giornalista - la situazione è preoccupante». Nella puntata anche importanti aggiornamenti sul caso di Sarah Scazzi con una testimonianza inedita. Il programma di Giuseppe Rinaldi, Federica Sciarelli, è a cura di Chiara Grigoletto, il produttore esecutivo Francesca Perelli e la regia di Patrizia Belli.

CHI E' JOKER Joker, un segugio di razza bloodhound, detto anche cane di Sant'Uberto, sei anni di età, ha portato i volontari impegnati nelle ricerche in un'area alla periferia di Brembate di Sopra tra capannoni, edifici industriali in costruzione, boschi e una roggia. Joker, hanno spiegato i suoi addestratori, è un segugio addestrato proprio per questo genere di ricerche ed ha una percentuale di successo nel ritrovare persone scomparse del 70%.


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YARA, RIPRESE LE RICERCHE.
CANTIERE AL SETACCIO


        
                                      
    
         Forze dell'ordine, centinaia di volontari e diverse unità cinofile. Sono riprese stamani, a cinque giorni dlala scomparsa, le ricerche di Yara Gambirasio, la studentessa di 13 anni scomparsa venerdì scorso a Brembate Sopra (Bergamo). Ricerche che oggi potrebbero essere rese più difficili dalla neve che dall'alba cade sulla zona. Ieri per tutta la giornata è stato setacciato un cantiere al confine con il comune di Mapello, ma non sembra siano stati trovati elementi utili alle indagini.

GIALLO ENRICO Enrico Tironi
, il giovane di 19 anni, vicino di casa di Yara Gambirasio, che due giorni fa era stato denunciato per procurato allarme e falso ideologico, dopo aver raccontato in televisione di aver visto la ragazzina scomparsa venerdì dalla sua abitazione di Brembate Sopra (Bergamo) insieme a due uomini, al Tg1 ha detto di essere stato ascoltato tutto il pomeriggio dai carabinieri. Una notizia che non viene però confermata dagli stessi militari, che hanno fatto sapere di non averlo più sentito dopo l'interrogatorio di domenica notte. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri, che coordina le indagini, ha dichiarato di non aver disposto alcun interrogatorio e di non aver avuto notizia della presunta audizione di Enrico Tironi dagli investigatori. Il fascicolo sulla scomparsa di Yara Gambirasio resta aperto dunque a carico di ignoti per sequestro di persona. Al momento gli inquirenti non sono in possesso di elementi utili alle ricerche della ragazzina scomparsa ormai da più di quattro giorni.

ANCORA NESSUN RITROVAMENTO Dietro la recinzione del cantiere qualche curioso segue le operazioni di ricerca. I segugi che fiutano una pista e trascinano gli addestratori. Tombini scoperchiati. Vigili del fuoco che dragano pozze d'acqua. «Ormai la cercano come se fossero sicuri che è morta», mormora un ragazzo. Di Yara, nome atzeco che significa primavera, non ci sono più notizie da 4 giorni. Gli inquirenti portano avanti le indagini a tutto campo. L'ipotesi di una fuga volontaria sembra ormai del tutto esclusa. Lo hanno confermato tutti gli elementi emersi sulla ragazzina, ritenuta tranquilla, senza grilli per la testa e, soprattutto, senza misteri o storie nascoste nelle sue giornate. Resta quindi la possibilità di un rapimento. Oppure l'eventualità che venerdì pomeriggio uscendo dalla palestra Yara avesse appuntamento con qualcuno che conosceva, o che, dopo averlo incontrato per caso lo abbia seguito. Oggi le ricerche si sono concentrate ancora tra i campi di grano e le zone boschive isolate. In particolare, carabinieri, vigili del fuoco, unità cinofile hanno setacciato il cantiere di un centro commerciale. Si trova a meno di due chilometri in linea d'aria dal palazzetto dello sport, dove Yara è stata vista l'ultima volta. Ma è già nel comune di Mapello e soprattutto proprio sotto un'antenna per i cellulari. Il telefonino di Yara avrebbe agganciato proprio la cella di Mapello prima di essere spento venerdì sera. Al cantiere ha portato anche il fiuto dei dieci cani, tra cui Jocker il supersegugio di razza bloodhound, arrivato dalla Svizzera, e il ritrovamento di una calzamaglia nera. Un indumento che non era di Yara, ma le ricerche non hanno voluto trascurare nulla. «Abbiamo setacciato oggi questa area per non lasciare nulla di intentato - dicono gli inquirenti -, domani faremo lo stesso con altre zone». All'abilità dei cani nel ritrovare persone nascoste, oggi si è aggiunta anche la tecnologia. I volontari della protezione civile di Alzano Lombardo, hanno perlustrato alcune cascine con un life detector. È uno speciale macchinario contenuto in una valigetta e dotato di sonde e sensori per captare qualunque vibrazione emessa da un corpo umano o da un oggetto meccanico, sepolto o sotto un cumulo di detriti o macerie. «Siamo gli unici in Italia ad averlo - ha detto il presidente dei volontari di Alzano, Maurizio Lombardi .- Lo abbiamo usato anche per il terremoto all'Aquila». Ma anche questo strumento non ha finora dato risultati. Intanto la famiglia Gambirasio continua a sperare nel ritorno di Yara, restando chiusa nel silenzio. Papà Fulvio oggi ha accompagnato gli altri figli a scuola. Anche molti altri genitori hanno ricominciato a scortare i figli, anche adolescenti, per andare e tornare da scuola, in palestra o a casa di amici. E si sente ovunque paura per quello che potrebbe essere accaduto alla studentessa tredicenne.


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YARA, RICERCHE CONTINUE,
LA MADRE ALLE COMPAGNE:
"ALLENATEVI PER LEI"

                    
   
[b]di Chiara Prazzoli
Sono le 18.30 e Maura Gambirasio va in palestra. A 96 ore dalla scomparsa di sua figlia Yara, 13 anni, svanita nel nulla tra le 18.45 e le 19 di venerdì, la donna è tornata dove si sono perse le tracce della giovane. Jeans e giubbotto verde con cappuccio. Con lei vertici dei carabinieri. A destra e a sinistra, come a proteggerla. Non piange. Il viso è immobile, le mani gesticolano veloci. «Allenatevi ragazze, con impegno. Non vi fate demoralizzare. Così avrebbe voluto Yara e avrebbe fatto lei». Solo poche parole per rincuorare le insegnanti e le compagne di ginnastica ritmica della figlia. Poi, lentamente, si avvia sempre scortata dai militari sulla strada percorsa ieri e oggi dai cani segugio.
L’ultimo arrivato dalla Svizzera, Jocker un super esperto di ricerca che non sbaglia 70 volte su 100. Spaesata, scuote il capo. E’ la strada opposta a quella che la sua bambina avrebbe dovuto fare. La loro casa: fuori dal campo sportivo giri a sinistra, i cani dicono invece che Yara è andata a destra e poi giù nella zona industriale fino a un allevamento di quaglie e poi ancora più giù dove la sera neppure ci sono i lampioni al cantiere dell’ipermercato dove ieri si sono concentrate le ricerche. Non arriva fin laggiù si ferma prima e torna mesta a casa. A piedi in tutto non sono nemmeno due chilometri. In questi metri si nasconde il mistero. Brembate Sopra non è Avetrana e la mamma di Yara non è quella di Sarah Scazzi. La sua giornata è cominiciata presto: alle 9 le finestre di casa erano aperte e la domestica sbatteva i piumoni. Come se niente fosse accaduto o per dare una parvenza di normalità ai suoi due figli maschi più piccoli e alla terza figlia più grande.
A rivelare la pena atroce che ha in fondo al cuore ci pensa il parroco don Corinno Scotti: «Più passano le ore e più la famiglia pensa al peggio». «Sono forti. Stanno resistendo - conferma Diego Locatelli, il sindaco - noi siamo tutti con loro».

RICERCHE IN CORSO Forze dell'ordine, centinaia di volontari e diverse unità cinofile. Sono riprese stamani, a cinque giorni dlala scomparsa, le ricerche di Yara Gambirasio, la studentessa di 13 anni scomparsa venerdì scorso a Brembate Sopra (Bergamo). Ricerche che oggi potrebbero essere rese più difficili dalla neve che dall'alba cade sulla zona. Ieri per tutta la giornata è stato setacciato un cantiere al confine con il comune di Mapello, ma non sembra siano stati trovati elementi utili alle indagini.


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YARA, UN FURGONE BIANCO
IN MAIL A 'CHI L'HA VISTO?'


        
                                      
    
         Si torna a parlare di un furgone bianco nell'ambito delle ricerche di Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra. Alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' è arrivata la mail di un avventore di un bar del paese, che dice di aver sentito il gestore del locale raccontare di un certo signor Tironi che, entrato nel bar, avrebbe detto di aver visto un furgone bianco che saliva e scendeva verso la cava Italcementi di Colle Pedrino, a Palazzago (Bergamo) la sera della scomparsa della ragazza. Quel cliente si chiamerebbe Tironi proprio come il ragazzo di 19 anni denunciato per procurato allarme dopo aver raccontato in tv, e successivamente smentito, di aver visto Yara insieme a due uomini nei pressi della sua abitazione poco dopo le 18.30 di venerdì. Le dichiarazioni del giovane sono state riproposte in un servizio questa sera proprio a 'Chi l'ha visto?'. Il furgone bianco era stato segnalato qualche giorno fa anche da un'altra ragazza, che aveva riferito agli inquirenti di averlo visto sfrecciare a forte velocità nei pressi del centro sportivo. A 'Chi l'ha visto?' ha telefonato anche il titolare della carpenteria che si trova di fronte al cantiere del centro commerciale, dove per due giorni si sono concentrate le ricerche di Yara. L'uomo ha detto di non essere parente del ragazzo denunciato.

I GENITORI: "NIENTE FIACCOLATE"
In paese sono comparsi lenzuola e striscioni dedicati a Yara. Qualcuno avrebbe anche voluto organizzare una fiaccolata ma la famiglia ha detto di no. «Pregate per noi», hanno risposto i genitori a don Corinno, che si è presentato a casa loro per proporre la fiaccolata. «Era un'idea di alcuni parrocchiani - spiega il parroco - ma i genitori di Yara mi hanno pregato di lasciar perdere e di preferire piuttosto una serata di veglia». La veglia di preghiera sarà quindi organizzata nei prossimi giorni. «È una famiglia che sta soffrendo molto, per favore fate il vostro lavoro con il massimo rispetto per loro», si appella il sindaco Diego Locatelli incontrando i giornalisti al palazzetto dello sport. La struttura dove la ragazzina tredicenne è stata vista l'ultima volta venerdì scorso, è diventata la base operativa dei mezzi e dei volontari impegnati nelle ricerche. Volto distrutto dalla fatica, anche Locatelli sta partecipando alle perlustrazioni nelle campagne, nei boschi e nei casolari. «Fate il vostro lavoro - continua - anche con il rispetto che meritano i luoghi pubblici, le strade, le scuole». Sulla porta a vetri della reception del palazzetto dello sport è comparso da ieri un cartello della direzione che invita chiunque abbia visto qualcosa venerdì sera a rivolgersi al 112 o alla stessa direzione. «È un foglietto così piccolo che non so in quanti possano averlo visto», scuote la testa un volontario del soccorso alpino, a guardia del cancello d'ingresso del centro sportivo. «Chi sa qualcosa, lo riferisca», invitano ancora gli inquirenti. Ma dopo cinque giorni sembra impossibile che ci sia qualcuno al corrente di informazioni utili e non le abbia ancora riferite. Yara è stata vista l'ultima volta al palazzetto dello sport, che si trova su una strada trafficata, davanti a un grande impianto per la distribuzione del carburante, tra il viavai di utenti della palestra e mamme che portano i figli ai corsi di nuoto e ginnastica. I genitori di Yara hanno dovuto partecipare a un paio di sopralluoghi nella struttura. «Sono dei miei amici, e quando li ho rivisti ho notato tutta la loro forza d'animo - racconta un altro volontario che ha seguito i sopralluoghi - sono persone per bene, e l'unica stranezza che mi ha sempre colpito in loro è che hanno dato a tutti e quattro i figli nomi particolari come quello di Yara». Ma tanta è la discrezione e il riserbo della gente di queste vallate che non vuole neppure dire quali.

IL SENSITIVO: "UCCISA DA PERSONA PERICOLOSA" Uccisa da chi ne era ossessionato. Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra, è stata ammazzata da una persona pericolosissima con qualche disturbo mentale che si era innamorato di lei. Non una persona di famiglia, ma un uomo di una certa età, che la giovane promessa della ginnastica conosceva e che, in passato, ha avuto un attrito con la madre di Yara. Non ha dubbi Mario Alocchi, il sensitivo che aveva scoperto la tragica fine di Sarah Scazzi e che in passato si è occupato di altri casi di persone scomparse. Un 'verdettò che l'esperto annuncia all'ADNKRONOS dopo aver usato la tecnica della radioestesia. Il 40enne consulente esoterico di Civitavecchia, da giorni studia la scomparsa di Yara, giovane studentessa. E mette in guardia gli inquirenti: «La chiave del mistero sta nella palestra. Chi ha ammazzato Yara era in palestra, bisogna ripartire da li».

BLITZ AL PALASPORT La polizia locale ha chiuso e messo sotto sequestro per alcune ore il palasport dove si allenava Yara, ma nessun elemento è stato utile per gli investigatori. A comunicarlo ai giornalisti l'assessore alla Pubbica Istruzione Marco Mazzanti che ha chiesto, contestualmente, riservatezza per la famiglia. Era stata anche perquisita la guardiola del custode. Usati nel blitz anche i cani. Carabinieri e vigili nel fuoco sono tornati questa mattina anche nel cantiere edile di Brembate Sopra (Bergamo).


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YARA, GIALLO SUL FURGONE.
NEVE COPRE LE TRACCE


        
                                      
    
         Si torna a parlare di un furgone bianco nell'ambito delle ricerche di Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra. Alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' è arrivata la mail di un avventore di un bar del paese, che dice di aver sentito il gestore del locale raccontare di un certo signor Tironi che, entrato nel bar, avrebbe detto di aver visto un furgone bianco che saliva e scendeva verso la cava Italcementi di Colle Pedrino, a Palazzago (Bergamo) la sera della scomparsa della ragazza. Quel cliente si chiamerebbe Tironi proprio come il ragazzo di 19 anni denunciato per procurato allarme dopo aver raccontato in tv, e successivamente smentito, di aver visto Yara insieme a due uomini nei pressi della sua abitazione poco dopo le 18.30 di venerdì. Le dichiarazioni del giovane sono state riproposte in un servizio questa sera proprio a 'Chi l'ha visto?'. Il furgone bianco era stato segnalato qualche giorno fa anche da un'altra ragazza, che aveva riferito agli inquirenti di averlo visto sfrecciare a forte velocità nei pressi del centro sportivo. A 'Chi l'ha visto?' ha telefonato anche il titolare della carpenteria che si trova di fronte al cantiere del centro commerciale, dove per due giorni si sono concentrate le ricerche di Yara. L'uomo ha detto di non essere parente del ragazzo denunciato.

NEVE OSTACOLA RICERCHE
La neve caduta oggi per gran parte della giornata su Brembate Sopra (Bergamo) ha probabilmente coperto delle tracce utili al ritrovamento di Yara Gambirasio, la tredicenne bergamasca scomparsa venerdì pomeriggio fuori dal palazzetto dello sport, proprio mentre rientrava a casa. Anche dopo il quinto giorno di ricerche, gli investigatori non hanno in mano elementi utili per la risoluzione del caso, che sta angosciando ormai da quasi una settimana l'intera comunità alle porte del capoluogo orobico. Questa mattina i carabinieri sono tornati nel centro sportivo, dove la ragazzina è stata vista per l'ultima volta intorno alle 18.30 di venerdì scorso. Le strutture sono state evacuate e chiuse al pubblico per diverse ore; i militari hanno passato al setaccio tutti i locali, nella speranza di trovare qualche traccia di Yara, ma le ricerche si sono concluse nella tarda mattinata con l'ennesimo nulla di fatto. In giornata è circolata la notizia, che però non ha trovato riscontri ufficiali, secondo cui a far convergere di nuovo le ricerche nel palazzetto sarebbe stata una lettera anonima inviata all' amministrazione comunale. Gli investigatori avrebbero perquisito anche l'abitazione del custode, che vive nei pressi del centro sportivo insieme alla moglie, senza però trovare indizi interessanti ai fini dell'indagine. La struttura è stata riaperta nel pomeriggio. Nel frattempo altri militari, insieme ai vigili del fuoco, hanno terminato l'ispezione nel cantiere al confine con Mapello, dove già ieri si erano indirizzate le ricerche. Al lavoro per trovare Yara ci sono ormai centinaia di persone, tra militari, vigili del fuoco, Protezione civile e volontari. Oggi, nonostante il maltempo, sono state controllate insieme a 24 unità cinofile anche le campagne nella zona di via Marconi, sempre tra Brembate Sopra e Mapello, dove la tredicenne, secondo il fiuto dei cani molecolari, si sarebbe diretta invece di rientrare a casa. Gli investigatori hanno passato al setaccio anche un tratto di ferrovia della linea Bergamo-Lecco, un cascinale di via Lesina, le sponde del fiume Brembo e una roggia che attraversa le campagne alla periferia del paese. Le forze dell'ordine hanno lanciato un appello, che è stato affisso nel centro sportivo di Brembate Sopra, affinchè chi si trovava nelle vicinanze dell' impianto venerdì sera all'ora della scomparsa di Yara faccia uno sforzo per ricordare se abbia notato qualcosa di sospetto. Tutte le segnalazioni che da giorni arrivano ai carabinieri vengono vagliate con attenzione: l'unica ritenuta attendibile è quella di un'ex guardia giurata che avrebbe visto due persone discutere animatamente all'ora della scomparsa di Yara sulla strada che porta alla sua abitazione. Ancora non si sa, però, se il fatto possa essere collegato alla vicenda della ragazza. In giornata si erano sparse voci di un ritrovamento del corpo di Yara in un cassonetto e nei pressi di uno scalo ferroviario; notizie che però sono state subito smentite. Le ricerche, interrotte con l'oscurità, riprenderanno ancora domattina.


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YARA, C'È UNA SUA SCRITTA
SU UNA PANCHINA
TESTE: "SONO CERTO, ERA LEI"


        
                                      
    
         Una testimonianza importante che getta una nuove luce sul giallo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate Sopra. L'Eco di Bergamo riporta oggi la testimonianza di un boliviano che afferma di aver incrociato la ragazza il giorno dopo la scomparsa: «Non ne ho parlato prima perché sono un semiclandestino e avevo paura che mi avrebbero cacciato dall'Italia. Yara l'ho vista sabato mattina, era seduta su una panchina a Bruntino, mentre stava scrivendo sopra un muretto». La ragazza, quindi, sarebbe stata vista nella frazione di Villa d'Aimè a circa cinque chilometri da casa. La testimonianza è stata rilasciata ai carabinieri giovedì 2 dicembre. L'uomo afferma di aver visto Yara su una panchina intorno alle 11.30 nei pressi del camposanto di Bruntino. «Stava scrivendo, "solo tu x me"». L'uomo le avrebbe anche chiesto cosa ci facesse lì al posto di essere a scuola, ma la ragazza gli avrebbe risposto che non aveva scuola e stava aspettando un amica per poi andersene. Ma dell'amica il boliviano non avrebbe visto alcuna traccia.

Gli investigatori si sono recati sul posto e hanno trovato la scritta sul muretto. Scritta che è stata fotografata e sulla quale verrà ora fatta una perizia grafica per cercare di stabilire se possa essere compatibile con la grafia di Yara Gambirasio (anche se le scritte su muri o oggetti di legno deformano la scrittura e le perizia risultano dunque molto complesse).

RICERCHE IN TUTTA LA PROVINCIA Le ricerche di Yara Gambirasio, 13enne scomparsa una settimana fa da Brembate Sopra, sono riprese questa mattina in provincia di Bergamo. Gli investigatori si sono messi di nuovo al lavoro dopo una prima riunione al quartier generale allestito nella periferia del paese, poco lontano dal fiume Brembo. All'ottavo giorno di silenzio, gli inquirenti non hanno ancora una pista precisa. Oggi le ricerche saranno ulteriormente estese ad almeno una ventina di comuni della provincia. Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni al vaglio degli inquirenti; tra le tante, c'è quella di un giovane boliviano che ha riferito di aver visto sabato una ragazzina che assomigliava a Yara seduta su una panchina a Bruntino, una frazione di Villa d'Almè. Difficile, però, che si tratti della tredicenne scomparsa; la ragazza di cui ha raccontato il testimone non portava l'apparecchio ai denti. Ieri sono state ascoltate ancora tante persone, tra cui il vicino di casa Enrico Tironi, 19 anni, già denunciato per procurato allarme. Gli inquirenti hanno escluso la possibilità di ascoltarlo di nuovo, il che fa supporre che il giovane sia estraneo alla vicenda.

IL CELLULARE DI YARA Yara e il cellulare. Un mistero che per alcuni versi ricorda le vicende legate alla scomparsa e all'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso. Gli investigatori sono infatti sulle tracce del telefonino della ragazzina: è stato appurato dove e quando il cellulare si è spento e le ricerche sono state concentrate proprio in quella zona.

Diversamente dal caso Scazzi, però, questa volta le indagini sono condotte con il massimo riserbo. I giornalisti sono tenuti alla larga sia dai familiari della ragazzina (i genitori non sono mai apparsi in tv, solo ripresi da lontano) che dai luoghi dove si pensa possa essere stata tenuta Yara. Nello specifico, è stato posto sotto sequestro il magazzino del cantiere dell’ex Sobea di Mapello, dove i Ris ritengono possa essere stata tenuta l'adolescente subito dopo la sua scomparsa.

Circa cinquecento volontari delle protezioni civili dei paesi circostanti stanno passando al setaccio il paese in cui Yara vive, Brembate di Sopra, nel bergamasco, e le zone limitrofe. Le ricerche sono state intensificate lungo il fiume Brembo, lungo i binari della ferrovia che passa per Brembate e nei tombini del paese. Gli investigatori hanno allargato il campo di azione ai paesi Almenno San Bartolomeo, Palazzago e Colle Pedrino.

Un particolare inquietante è emerso durante le ricerche a Almenno San Bartolomeo. Alcuni genitori hanno riportato alle forze dell'ordine che un uomo aveva tentato di far salire sulla sua auto una bambina di nove anni proprio nei giorni in cui Yara è scomparsa. La bambina è stata avvicinata all'uscita da scuola. Per questo motivo tutti i bambini sono ora accompagnati dai genitori nelle scuole, nelle palestre e ai vari oratori.

FACCHINETTI: "SIA RITROVATA PRESTO" «Un pensiero a Yara, perchè venga ritrovata al più presto». Roby Facchinetti, componente storico dei Pooh e bergamasco come la ragazzina scomparsa a Brembate di Sopra, ha lanciato un appello dai microfoni di Antennatre Nordest assieme a Red Canzian e Dody Battaglia. La vicenda di Yara ha colpito profondamente i Pooh, che in questi giorni sono in tournee anche nalla Marca trevigiana: «Siamo tutti sconcertati - ha detto Facchinetti - Questa è una ulteriore prova che il mondo sta cambiando in peggio. Ci auguriamo che Yara torni a casa al più presto e che tutto si risolva nel migliore dei modi. Noi siamo tutti genitori e sappiamo cosa significa stare in ansia per i figli. Oltre che a Yara, il nostro pensiero va anche ai suoi genitori che stanno vivendo ore drammatiche: un abbraccio».


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YARA, CONCETTA SERRANI:
"CAPISCO IL DOLORE"


        
                                      
    
       
È passata una settimana dalla scomparsa di Yara Gambirasio, ricerche e indagini proseguono senza sosta, ma le prove e gli avvistamenti finiscono sempre per non rivelarsi tali. Oggi si era sperato per la scritta su un muro, dove un testimone dice di aver visto una ragazza che assomigliava a Yara. Ma col proseguire dell'interrogatorio si è scomperto che la ragazza vista non portava l'apparecchio ai denti, e quindi non poteva essere la 13enne di Brembate. Poi il giubbotto, rivelatosi di genere maschile e di una misura troppo grande. Adesso verrà utilizzato anche l'elicottero della protezione civile per cercare di trovare la ragazza.

CONCETTA SERRANI: "CAPISCO IL DOLORE" Alla famiglia di Yara Gambirasio va «tutta la straordinaria vicinanza» di Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, perchè «nessuno meglio di lei può capire l'enorme dolore che in questi giorni stanno vivendo». È quanto riferiscono gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia Scazzi. Concetta «prega costantemente perchè la piccola possa essere ritrovata», fanno sapere i due avvocati, spiegando che «non esiste un parallelismo tra Avetrana e Brembate anche perchè Concetta si augura che l'epilogo della vicenda sia diverso e che la ragazzina possa subito tornare a casa». I legali della famiglia Scazzi sottolineano che ognuno esprime in modo personale il proprio dolore, senza che per questo debba essere criticato. «Concetta è contenta degli sforzi che si stanno compiendo per trovare Yara - concludono i legali - anche se le ricerche fatte nel caso di Sarah sono state più lente e meno imponenti».

RICERCHE CON L'ELICOTTERO Anche l'elicottero della Protezione civile della Regione Lombardia è entrato a far parte della task force di mezzi che da una settimana vengono utilizzati per la ricerca di Yara Gambirasio, la tredicenne bergamasca scomparsa una settimana fa da Brembate Sopra. «In questi giorni - spiega in una nota l'assessore Romano La Russa - decine di uomini della Protezione civile, in collaborazione con le Forze dell'Ordine, stanno scandagliando metro per metro Brembate e la zona circostante. Per rafforzare ulteriormente le ricerche, ora c'è anche l'elicottero della Regione Lombardia. Se sarà necessario, siamo pronti per fornire ulteriori uomini e mezzi».

IL GIUBBOTTO NONÈ IL SUO Il giubbotto nero trovato stamane lungo una strada che attraversa il comune di Mapello, a poca distanza da Brembate Sopra, non è di Yara Gambirasio la 13enne bergamasca scomparsa da una settimana. La conferma ufficiale arriva a poche ore dal ritrovamento, ma è bastato una sguardo agli inquirenti per capire che quel capo d'abbigliamento, maschile e di una taglia molto più grande, non appartiene alla giovane promessa della ginnastica ritmica. Era stata una donna, stamane, a raccontare ai carabinieri di aver visto sfrecciare un'auto e una persona lanciare il giubbotto dal finestrino. Una segnalazione che si è dimostrata un vicolo cieco. Intanto, proseguono nella zona le ricerche per risolvere il giallo della scomparsa.

SCRITTA SU PANCHINAUna testimonianza importante che getta una nuove luce sul giallo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate Sopra. L'Eco di Bergamo riporta oggi la testimonianza di un boliviano che afferma di aver incrociato la ragazza il giorno dopo la scomparsa: «Non ne ho parlato prima perché sono un semiclandestino e avevo paura che mi avrebbero cacciato dall'Italia. Yara l'ho vista sabato mattina, era seduta su una panchina a Bruntino, mentre stava scrivendo sopra un muretto». La ragazza, quindi, sarebbe stata vista nella frazione di Villa d'Aimè a circa cinque chilometri da casa. La testimonianza è stata rilasciata ai carabinieri giovedì 2 dicembre. L'uomo afferma di aver visto Yara su una panchina intorno alle 11.30 nei pressi del camposanto di Bruntino. «Stava scrivendo, "solo tu x me"». L'uomo le avrebbe anche chiesto cosa ci facesse lì al posto di essere a scuola, ma la ragazza gli avrebbe risposto che non aveva scuola e stava aspettando un amica per poi andersene. Ma dell'amica il boliviano non avrebbe visto alcuna traccia.

Gli investigatori si sono recati sul posto e hanno trovato la scritta sul muretto. Scritta che è stata fotografata e sulla quale verrà ora fatta una perizia grafica per cercare di stabilire se possa essere compatibile con la grafia di Yara Gambirasio (anche se le scritte su muri o oggetti di legno deformano la scrittura e le perizia risultano dunque molto complesse).

L'ULTIMO TEMA Una visita con la scuola a Bergamo Scienze è stato l'argomento trattato da Yara nell'ultimo tema svoto a scuola, prima della sua scomparsa. "Mi ricorderò per sempre questa esperienza molto emozionante che resterà sempre nel mio cuore" conludeva la 13enne, colpita da "Enigma", la macchina usata dagli Alleati per decifrare i messaggi in codice dei nazisti. Panorama pubblica il testo della sua composizione:

"Il 14 ottobre 2010 la classe terza C, insieme al professor Gritti, insegnante di Scienze e Matematica, e tre mamme, ha svolto un'uscita riguardante un argomento svolto in classe: la Macchina Enigma a Bergamo Scienze. La Macchina Enigma serviva per cifrare e decifrare i messaggi dei tedeschi durante il periodo della guerra. Partiti da scuola alle dieci e trenta, ci siamo incamminati verso la biblioteca Tiraboschi a Bergamo, dove avremmo, poi, approfondito il tema riguardante la Macchina Enigma.
Alle undici siamo arrivati alla biblioteca, c'erano tre capannoni molto grandi, noi entrammo in quello centrale, dove ci attendevano, con molto entusiasmo, quattro ragazzi di una scuola superiore di Bergamo, che ci avrebbero accompagnati nell'approfondire il tema accennato in classe, con giochi e filmati molto interessanti. In primo luogo abbiamo approfondito l'argomento con due filmati, uno era un documentario sulla Macchina Enigma, l'altro era un pezzo molto breve del filmato dove facevano vedere come decifravano dei messaggi tedeschi. Poi ci siamo divisi in sei gruppi per lavorare meglio.
Vi erano due tipi diversi di giochi, uno tramite il computer dove dovevamo decifrare dei testi di fantasia e poemi, l'altro, tramite una macchina costruita dai ragazzi, invece, consisteva nel sistemare tutti i vari pezzi della macchina seguendo le istruzioni, poi scrivere un messaggio da dare ai nostri compagni che dovevano decifrarlo. E' stato molto divertente!!! Mentre noi svolgevamo queste attività, il professor Gritti e le tre mamme continuavano a discutere su di noi e sulle loro cose definite da loro . Finite le attività i ragazzi ci chiesero se questa espierenza ci era piaciuta.
All'uscita del capannone vi era un libro, dove chi voleva poteva firmare o scrivere un commento su ciò che aveva vissuto durante questa giornata. Verso circa le dodici e trenta ci siamo incamminati per tornare a scuola per l'una circa, e questa esperienza mi è servita molto a sapere e conoscere l'utilizzo della Macchina Enigma. Mi ricorderò per sempre questa esperienza molto emozionante che resterà sempre nel mio cuore".


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YARA, LETTERA A RAPITORI:
"RESITUITELA"


        
                                      
    
         «Mi rivolgo a chi detiene ingiustamente Yara, proprio vorrei parlare al loro cuore e lanciare loro un accorato straziante appello, perchè restituiscano Yara all'affetto, all'amore e al calore della sua famiglia, al suo pieno diritto a vivere la sua vita». Si conclude con un appello ai rapitori la lettera Silvano Donadoni, presidente della Comunità dell'Isola Bergamasca, ha inviato anche ai familiari, al sindaco di Brembate e ai sindaci dei paesi della zona. «Credo - inizia la lettera - di interpretare i sentimenti e lo stato d'animo di tutti se dico che quanto stiamo vivendo in questi giorni, qui, nei nostri paesi e nelle nostre case, ci prende tutti nel profondo, ci turba, ci angoscia. La terribile storia, di cui sono vittime Yara e la sua famiglia, segna e sconvolge noi tutti. In cuor nostro, abbiamo sempre pensato, anzi, ci siamo imposti di credere e di sperare, che queste vicende non ci appartenessero, non potessero accadere dalle nostre parti, nei nostri paesi». «Riteniamo - prosegue - che il nostro tessuto di comunità potesse in qualche modo metterci al riparo da simili, devastanti esperienze, anche se già in passato la nostra Provincia ha pur vissuto momenti e situazioni orrende. Ora, con Yara, scopriamo e avvertiamo drammaticamente tutta la nostra accresciuta fragilità, sentiamo sulla nostra pelle, dentro le nostre case, una vulnerabilità che ci può di colpo riguardare e ferire. Sono tante le domande che si affollano in noi, come genitori, come cittadini, in questo caso come autorità responsabili anche nell'assicurare - per quanto possibile - la sicurezza». «Ci domandiamo - prosegue la lettera - che cosa possiamo fare, certo; e ancor più come padri e come cittadini, dunque come comunità - come comportarci? - E, più in prospettiva, come usciremo da questa esperienza che ci auguriamo e preghiamo perchè possa vedere al più presto un felice esito con il ritorno di Yara tra noi, per restituire a tutti noi la serenità e la fiducia fortemente frantumate da questi giorni». «Ora come ora, prima di affrontare altre asprezze e inquietudini che si sono intensificate sulla nostra porta di casa, per ogni passo, avvertiamo il bisogno di stringerci a Yara e alla sua famiglia per testimoniare tutta la nostra vicinanza, il nostro calore umano, la condivisione per ciò che sta soffrendo.Vogliamo dare ali alla speranza, farla volare, affidandole tutte le nostre attese, la nostra ansia, perchè diventino realtà». «Aspettiamo tutti una sola cosa, l'unica cosa che davvero conta - conclude -: il ritorno di Yara, sana salva, con la sua gioia di vivere, la sua positività e i suo sorriso. Esprimiamo la nostra infinita gratitudine, ai Magistrati Inquirenti, alle Forze dell'Ordine, ai Volontari di Protezione Civile, al Corpo dei Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale dello Stato e a tutti quanti si stanno prodigando perchè questa terribile vicenda possa avere un lieto fine».

L'OTTAVO GIORNO Più passano i giorni e più è massiccio lo spiegamento di forze in campo alla ricerca di Yara Gambirasio. All'ottavo giorno di lavoro nelle campagne ormai di tutta la provincia di Bergamo, gli investigatori possono contare su un numero sempre maggiore di volontari - oggi si sono uniti alle ricerche anche tanti di coloro che lavorano durante la settimana - e sulla disponibilità di nuovi uomini e mezzi della Protezione civile regionale. Oggi a Brembate Sopra c'è il sole, ma la temperatura è ancora prossima allo zero. Sul fronte delle indagini, si continuano a verificare le segnalazioni, molte delle quali anonime, che arrivano quotidianamente alle forze dell'ordine. Finora però non c'è alcun indizio utile. Ieri i carabinieri hanno ascoltato di nuovo decine di persone, nell'ambito dello sport, che conoscono Yara, e sono tornati - a una settimana esatta dalla scomparsa - nel centro sportivo per capire se qualcuno che era presente anche il 26 novembre alle 18.30 abbia visto qualcosa. Stasera per la veglia di preghiera, sono state messe a disposizione ben quattro chiese in paese e nei comuni limitrofi, poichè si attende un'affluenza massiccia.

PISTA DELLA PEDOFILIA
"Scartate le ipotesi di un allontanamento volontario o di un rapimento a scopo estorsivo, la pista che porta a un pedofilo è purtroppo quella più valida e preoccupante". E' la tesi espressa a "Quarto Potere" dal criminologo Massimo Picozzi sul caso di Yara Gambirasio. La trasmissione di Rete 4 si è occupata a lungo della tredicenne (guarda i video allegatI) insistendo anche sulla pista del furgone bianco visto sfrecciare davanti alla palestra la sera della scomparsa della ragazza.

SETTE GIORNI DI RICERCHE Una settimana di ricerche senza esito e una dopo l'altra sembrano cadere tutte le piste seguite dagli inquirenti sul caso di Yara Gambirasio. A partire dal giubbotto lanciato oggi da un'auto in corsa, che poi è risultato essere l'indumento di un uomo. Risale a tre anni fa, poi, la scritta su una panchina a Bruntino. Il boliviano che aveva segnalato di aver visto nella circostanza una ragazza uguale ad Yara non è risultato attendibile. L'uomo non ha indicato, infatti, l'apparecchio ai denti che la tredicenne portava quotidianamente.

IL PUNTO Ora gli inquirenti provano a tirare le fila e l'unica pista attendibile sembra essere quel furgone bianco visto sfrecciare lo scorso venerdì nei pressi del centro sportivo poco dopo la sparizione. Da Padova e Milano venerdì sono arrivati da Padova e da Milano anche due squadre speciali della Polizia, specializzate in casi di questo genere. Gli uomini si coordineranno con le squadre delle forze dell'ordine già al lavoro in questi giorni.

USATO UN METAL DETECTOR Per cercare Yara è stato usato anche il 'recco', una specie di metaldetector che capta la presenza di silicio, nella speranza di trovare il cellulare della ragazza. I cani ormai sono stremati e non si sa quanto potranno ancora resistere o essere utili. I genitori della ragazzina entrano ed escono da via Rampinelli discreti e silenziosi. Mamma Maura ogni volta si ferma per consegnare un thermos caldo ai due vigili che stazionano davanti la strada di accesso alla villa. Di mattina pieno di caffè e nel pomeriggio di tè. Entra ed esce per accompagnare a scuola e all'asilo la primogenita Kebà, e i fratelli minori di Yara, Gioele e Natan. La famiglia non vuole e non riceve visite. Respinge con gentilezza qualunque manifestazione di affetto e solidarietà. Non saranno neppure domani sera alla veglia organizzata per Yara nella chiesa di Santa Maria Assunta. Al parroco, don Corinno, hanno consegnato una semplice lettera da leggere per ringraziare e chiedere preghiere e silenzio.

LA MADRE DI SAAH SCAZZI: PREGO PER YARA Alla famiglia di Yara Gambirasio va «tutta la straordinaria vicinanza» di Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, perchè «nessuno meglio di lei può capire l'enorme dolore che in questi giorni stanno vivendo». È quanto riferiscono gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia Scazzi. Concetta «prega costantemente perchè la piccola possa essere ritrovata», fanno sapere i due avvocati, spiegando che «non esiste un parallelismo tra Avetrana e Brembate anche perchè Concetta si augura che l'epilogo della vicenda sia diverso e che la ragazzina possa subito tornare a casa». I legali della famiglia Scazzi sottolineano che ognuno esprime in modo personale il proprio dolore, senza che per questo debba essere criticato. «Concetta è contenta degli sforzi che si stanno compiendo per trovare Yara - concludono i legali - anche se le ricerche fatte nel caso di Sarah sono state più lente e meno imponenti».


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YARA, ARRIVANO I SUB,
SCANDAGLIATO IL FIUME ADDA.
IL PAPÀ: 'AIUTATE A TROVARLA'


      
                   
   
    Nel primo pomeriggio di sabato i sommozzatori di Treviglio hanno cominciato a scandagliare il fiume Brembo nel punto in cui conflusce con l'Adda. Da giorni le ricerche sono concentrate lungo i corsi d'acqua, dove si ritiene di poter ritrovare il corpo di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate nel bergamasco.

Intorno alla famiglia della ragazzina si è stretto il più alto riserbo. Una lettera appello del padre di Yara sarà letta sabato sera durante una veglia organizzata per pregare per il ritrovo della studentessa. Nella lettera, il cui testo il parroco don Corinno non ha voluto anticipare, viene rivolto un appello a tutti i cittadini perchè collaborino con le forze dell'ordine e raccontino qualunque particolare utile alle indagini. La lettera sarà letta nella chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Brembate Sopra, da don Corinno Scotti. I fedeli potranno ritrovarsi anche nelle chiese parrocchiali di Barzana, Prezzate e nella chiesetta delle Cascine di Almenno San Salvatore. Alle veglie, il cui inizio è previsto alle 20.30, non sono ammessi nè giornalisti, nè fotografi, nè telecamere.

All'ottavo giorno di lavoro nelle campagne ormai di tutta la provincia di Bergamo, gli investigatori possono contare su un numero sempre maggiore di volontari - oggi si sono uniti alle ricerche anche tanti di coloro che lavorano durante la settimana - e sulla disponibilità di nuovi uomini e mezzi della Protezione civile regionale. Oggi a Brembate Sopra c'è il sole, ma la temperatura è ancora prossima allo zero. Sul fronte delle indagini, si continuano a verificare le segnalazioni, molte delle quali anonime, che arrivano quotidianamente alle forze dell'ordine. Finora però non c'è alcun indizio utile. Ieri i carabinieri hanno ascoltato di nuovo decine di persone, nell'ambito dello sport, che conoscono Yara, e sono tornati - a una settimana esatta dalla scomparsa - nel centro sportivo per capire se qualcuno che era presente anche il 26 novembre alle 18.30 abbia visto qualcosa. Stasera per la veglia di preghiera, sono state messe a disposizione ben quattro chiese in paese e nei comuni limitrofi, poichè si attende un'affluenza massiccia.


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YARA, VIA ALLA VEGLIA MA
SENZA TELECAMERE
NESSUNA LETTERA DEL PAPÀ


        
                                      
    
         È cominciata alle 20,30 la veglia per Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate nel bergamasco. La chiesa è gremita di gente, arrivata dalle 20. I volontari della protezione civile stanno lavorando per tenere alla larga curiosi e soprattutto le telecamere. Smentita anche la notizia secondo cui il padre di Yara avrebbe affidato al parroco una lettera aperta, in cui chiedeva ai concittadini di aiutare la famiglia a rintracciare la ragazzina.

L'unica pista plausibile rimane quella di un furgoncino bianco avvistato nei pressi del centro sportivo che Yara frequentava proprio la sera in cui la ragazza è scomparsa.

Intorno alle 18 sono arrivate a Brembate due squadre speciali della Polizia di Milano e Padova, specializzate nella ricerca di persone scomparse. Per tutto il pomeriggio le ricerche sono andate avanti anche con l'impiego di un elicottero: perlustrati i binari della ferrovia, il fiume Brembo, i pozzi di tutta la provincia.

Nel primo pomeriggio di sabato i sommozzatori di Treviglio hanno cominciato a scandagliare il fiume Brembo nel punto in cui conflusce con l'Adda. Da giorni le ricerche sono concentrate lungo i corsi d'acqua, dove si ritiene di poter ritrovare il corpo di Yara.

Intorno alla famiglia della ragazzina si è stretto il più alto riserbo. All'ottavo giorno di lavoro nelle campagne ormai di tutta la provincia di Bergamo, gli investigatori possono contare su un numero sempre maggiore di volontari - oggi si sono uniti alle ricerche anche tanti di coloro che lavorano durante la settimana - e sulla disponibilità di nuovi uomini e mezzi della Protezione civile regionale. Oggi a Brembate Sopra c'è il sole, ma la temperatura è ancora prossima allo zero. Sul fronte delle indagini, si continuano a verificare le segnalazioni, molte delle quali anonime, che arrivano quotidianamente alle forze dell'ordine. Finora però non c'è alcun indizio utile. Ieri i carabinieri hanno ascoltato di nuovo decine di persone, nell'ambito dello sport, che conoscono Yara, e sono tornati - a una settimana esatta dalla scomparsa - nel centro sportivo per capire se qualcuno che era presente anche il 26 novembre alle 18.30 abbia visto qualcosa. Stasera per la veglia di preghiera, sono state messe a disposizione ben quattro chiese in paese e nei comuni limitrofi, poichè si attende un'affluenza massiccia.


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Yara: portata via da qualcuno di cui si fidava. E si stringe il cerchio intorno ai conoscenti

 
   
    Si battono ancora tutte le piste, dallo squilibrato incontrato per caso, alla banda organizzata nel molestare le ragazzine. Ma gli inquirenti stringono sempre più le indagini attorno al mondo di Yara, quello di cui si fidava, la palestra, la strada verso casa, i conoscenti.
”Dalla polisportiva può essere stata portata via solo da qualcuno di cui si è fidata, oppure che ha incontrato subito fuori”, dice un investigatore impegnato da giorni nella ricerca della studentessa di 13 anni scomparsa venerdi’ scorso, 26 novembre, verso le 18.30.
Prende sempre più consistenza l’ipotesi che qualcuno che Yara conosceva e di cui evidentemente si è fidata si sia offerto di accompagnarla verso casa, dirigendosi poi chissà dove e con tutt’altre intenzioni.
Archiviata da subito l’ipotesi della fuga volontaria, l’altra possibilità, a parte la persona conosciuta, è un rapimento da parte di uno o più sconosciuti. Ma dove? Non certo nella Cittadella dello Sport, dove all’ora in cui la ragazza è sparita l’attività è al massimo e vanno e vengono decine di persone. Difficile immaginare che qualcuno l’abbia presa con la forza passando inosservato.
Potrebbe essere stata intercettata nei 670 passi che dividono il palazzetto dallo sport da casa, la villa di via Rampinelli. Ma per caricare con violenza Yara su una vettura o su un furgone ci sarebbero volute almeno tre persone: l’autista e due che la immobilizzavano, le tenevano la bocca chiusa per non farla urlare e la spingevano in auto.
Yara è esile, ò vero (47 chili per 150 centimetri di altezza), ma grazie alla ginnastica che pratica da quando aveva 4 anni ha i muscoli d’acciaio, ed è stata descritta da tutti come una ragazzina tenace e decisa.
Gli inquirenti non fanno trapelare assolutamente nulla, ma evidentemente qualche idea cominciano ad averla, se continuano a tornare alla Cittadella dello Sport e al mondo che gira attorno a quello frequentato dalla ragazzina.
Intanto proseguono le battute di ricerca che si sono spinte fino al fiume Adda. Stamattina al quartier generale, nelle ex colonie elioterapiche lungo il fiume Brembo, si sono presentati circa 300 nuovi volontari. Tutte persone che lavorano dal lunedì al venerdì e hanno deciso di dare una mano per ritrovare Yara oggi e domani.
Continuano anche ad essere ascoltati tutti quelli che potrebbero conoscere qualche particolare utile alle indagini. ”Non ci fermeremo neppure un istante, il mio primo pensiero è ritrovarla”, ripete il pm Letizia Ruggeri.
In serata veglia di preghiera in quattro chiese della zona. Da ieri circolava la voce che in quella frequentata dai Gambirasio, Santa Maria Assunta, il parroco, don Corinno Scotti, avrebbe letto una lettera appello del padre Fulvio. Un ringraziamento – da quello che era trapelato – a tutti per l’affetto dimostrato, per aver rispettato il riserbo chiesto e un accorato invito perché chiunque sappia qualcosa lo riferisca alle forze dell’ordine.  Ma stasera il parroco ha smentito che una lettera sia mai stata scritta.


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Yara, fermato un tunisino

     Era a bordo di un traghetto partito da Genova Nave fatta rientrare in porto per controlli


BERGAMO - Le indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio potrebbero essere a una svolta: questa sera i carabinieri sono saliti a bordo di un traghetto partito da Genova e diretto in Tunisia, a bordo del quale ci sarebbe un extracomunitario magrebino ricercato dagli inquirenti nell'ambito delle indagini sulla tredicenne scomparsa venerdi' 26 novembre da Brembate Sopra (Bergamo). Secondo alcune indiscrezioni, il tunisino sarebbe stato trattenuto dai militari per controlli.
Le notizie che trapelano dalle forze dell'ordine sono pochissime; l'uomo, un tunisino, sarebbe uno dei soggetti sulle cui tracce si sono messi i carabinieri subito dopo la scomparsa di Yara.  L'ispezione delle forze dell'ordine e' avvenuta nel massimo riserbo al largo del porto di Sanremo (Imperia); insieme ai carabinieri, e' intervenuta anche un'imbarcazione della locale Guardia Costiera.
L'operazione congiunta dei carabinieri e della Guardia costiera che ha portato al fermo del cittadino magrebino sospettato di essere coinvolto nella vicenda della scomparsa di Yara, e' stata particolarmente complessa.  Intorno alle ore 17 di oggi un ufficiale dei carabinieri impegnato nelle indagini sulla scomparsa della ragazza, ha contattato la direzione marittima di Genova chiedendo di fermare la partenza del traghetto che da Sanremo era in procinto di salpare per il Marocco. In quel momento, tuttavia, il traghetto era gia' partito da Sanremo e si trovava a 17 miglia dalla costa, in acque territoriali internazionali, dove non era possibile alcun intervento.   A quel punto, il direttore marittimo della Liguria ha personalmente contattato il comandante del traghetto, spiegandogli la situazione. Quest'ultimo ha allora invertito la rotta ed e' rientrato in acque italiane, dove la nave e' stata raggiunta da un'imbarcazione dalla Guardia costiera a bordo della quale vi erano anche alcuni carabinieri. I militari sono saliti sulla nave ed hanno fermato la persona sospetta, la quale e' stata fatta salire a bordo dell'imbarcazione militare che e' rientrata a Sanremo.


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