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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / RUBY, LE INTERCETTAZIONI: "CHIESI A SILVIO 5 MLN, MI DISSE DI RACCONTA Moderat de grass
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MColLaCiuRi
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          MILANO - «Il mio caso è quello che spaventa tutti e sta superando il caso della D'Addario e della Letizia. Io ho parlato con Silvio e gli ho detto che ne voglio uscire con qualcosa: 5 milioni. Cinque milioni a confronto del macchiamento del mio nome...». Secondo quanto riferisce chi ha letto gli atti della Procura di Milano trasmessi in Giunta per le Autorizzazioni della Camera sul caso Ruby, è quanto avrebbe detto Ruby alla madre di Sergio Corsaro in una telefonata intercettata e pubblicata nella richiesta dei Pm. Secondo le cronache mondane, Sergio Corsaro sarebbe un parrucchiere, ex fidanzato della giovane marocchina.

"LELE MORA CONOSCEVA LA MIA ETÀ" Ruby afferma in un'intervista a Vanity Fair che Lele Mora era consapevole della sua vera età. Solo fino alla presunta prima visita ad Arcore, quella del 14 febbraio 2010, Mora, racconta la ragazza al settimanale, ne era all'oscuro: «Gli avevo detto che avevo 18 anni. La verità l'ha scoperta dopo il 14 febbraio. Al presidente avevo detto di avere 24 anni, Lele lo ha saputo, mi ha chiamato per capire com'era davvero la storia e io ho confessato di avergli detto una bugia sulla mia età. Lui mi ha detto che lo avevo deluso. Si è arrabbiato e mi ha mandato via». Poche settimane dopo, però, ci fu un incontro chiarificatore fra l'agente e la ragazza. «Lele mi ha spiegato che ci aveva pensato e che l'idea che una ragazzina di diciassette anni stesse in mezzo a tutti quei porci lo faceva star male. Lo disse indicando col braccio la gente lì attorno, intendeva quell' ambiente. Poi ha aggiunto che mi avrebbe preso in affidamento, cosa che ha davvero cercato di fare proponendolo a sua figlia. Mi si presentava davanti un futuro migliore, potevo entrare in una famiglia. Ho detto va bene».

"SILVIO MI HA DETTO: RACCONTA C...ATE" «Non siamo preoccupati per niente perchè Silvio mi chiama di continuo. Mi ha detto 'cerca di passare per pazza, racconta cazzate'». È questa una conversazione telefonica tra 'R.' e 'Sergio Corsaro' pubblicata sugli atti della Procura di Milano trasmessi in Giunta per le Autorizzazioni della Camera. L'intercettazione, riferita da chi ha letto le carte, sarebbe avvenuta tra Ruby e Sergio Corsaro che, secondo le cronache mondane, sarebbe un parrucchiere, ex fidanzato della giovane marocchina. «Lui mi ha chiamato - racconta ancora Ruby a Sergio Corsaro - dicendomi 'Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti pago, ti metto tutto in oro, ma l'importante è che nascondi tutto. Non dire niente a nessuno». La telefonata, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, sarebbe avvenuta tra il 26 e il 28 ottobre.

"NOEMI E' LA PUPILLA, IO SONO IL C..." In una intercettazione Karima El Mahroug risponde ad Antonio Passaro su come la chiami Berlusconi: "Lo chiamo Papi", ma "Noemi e' la pupilla, io sono il culo". Lo riferisce chi ha letto gli atti alla Camera. La ragazza marocchina aggiunge: "Il mio avvocato mi ha detto 'Ruby dobbiamo trovare una soluzione'. E' un caso che supera quello della D'Addario e quello della Letizia".

"A CASA SUA DA QUANDO HO 16 ANNI" «Frequento casa sua da quando ho 16 anni, ma ho sempre negato tutto» per «salvaguardarlo». È quanto si legge in un'intercettazione pubblicata nelle carte delle Procura di Milano arrivate in Giunta per le autorizzazioni della Camera, secondo quanto riferisce chi ha avuto modo di leggerle. La conversazione è tra una certa 'Ru.' e una certa 'Poiana'. Così, racconta una delle due ragazze, «Io ho negato tutto e ho detto 'no', che sono andata a casa sua, ma lui pensava che fossi maggiorenne, pensava che avessi 24 anni anche perchè non li dimostro. Poi, dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori di casa» perchè, aggiunge, «io sto cercando di salvaguardare lui, così a me torna in tasca qualcosa...».

MORA A FEDE: BONASIA PRETENDE DI TUTTO «Roberta Bonasia ha preso possesso di tutto. Pretende tutto. Lui è preso...». È quanto si legge nella trascrizione di una telefonata tra Lele Mora ed Emilio Fede riportata negli atti che la Procura di Milano ha trasmesso alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera sul caso Ruby. Secondo quanto riferisce chi ha letto la documentazione trasmessa dai magistrati milanesi, Mora e Fede parlerebbero di una certa Roberta Bonasia, «del 1984» che avrebbe conquistato il cuore del Cavaliere. Secondo quanto si legge in alcuni giornali di cronaca mondana Roberta Bonasia sarebbe stata premiata come Miss Torino e sarebbe una «modella showgirl». Alcuni nel centrodestra si chiedono se non sia lei la «misteriosa fidanzata» di cui il premier ha parlato ieri.

FERRIGNO: "ORGE, MA NO DROGA" «C'erano orge lì dentro non con droga, non mi risulta. Ma bevevano tutte mezze discinte. Berlusconi si è messo a cantare e a raccontare barzellette. Loro tre (Berlusconi, Mora e Fede) e 28 ragazze. Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto solo le mutandine strette...». Questa la ricostruzione che Carlo Ferrigno fa (in una telefonata intercettata il 29 settembre con un altro uomo e trascritta nella richiesta della Procura di Milano sul caso Ruby) nel raccontare quanto avveniva alle feste nella residenza del Cavaliere. Il contenuto del documento, trasmesso alla Giunta per le autorizzazioni della Camera, è stato riferito da chi ha avuto modo di leggerlo. «Capito? - aggiunge Ferrigno sempre secondo quanto riferisce chi ha letto le carte depositate in Giunta per le Autorizzazioni della Camera - Bella roba, tutta la sera...». Poi sempre Ferrigno parla di una tale Maria «mezzo araba» alla quale avevano fatto fare «la danza del ventre» mentre gli altri stavano «a guardarla». Alla fine, sempre secondo quanto si legge nell'intercettazione, Berlusconi le avrebbe regalato «un anello e un bracciale». Carlo Ferrigno è l'ex prefetto di Napoli (in carica dal 2000 al 2003) ed ex commissario antiracket nominato dal consiglio dei ministri nel 2003, rimasto in carica fino al 2006. Ferrigno - che in passato è stato anche direttore centrale della prolizia di prevenzione (Ucigos) - non è indagato nell'inchiesta sul caso Ruby, ma è stato intercettato nel corso delle indagini.

VERSO IL RITO ABBREVIATO Ci vorranno almeno un paio di settimane prima che la Procura di Milano inoltri al gip la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, indagato a Milano per concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Mentre non si sa ancora se il premier il prossimo fine settimana si sottoporrà a interrogatorio - anche se è quasi certo che non si presenterà davanti ai magistrati - da quanto si è saputo, dovrebbero servire una quindicina di giorni, salvo imprevisti o colpi di scena, per sistemare «le carte» e formulare la richiesta di giudizio immediato da inoltrare al giudice delle indagini preliminari, Cristina Di Censo.

"O SEI PRONTA A TUTTO O TE NE VAI" «O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai». È quanto si legge nelle intercettazioni tra due ragazze riportate nell'invito a comparire della procura di Milano al premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da chi ha potuto leggere le carte. In un'altra intercettazione, tra 'T.M. e B.V., si leggono anche parole ancora più forti: «È allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte 'amore', 'tesorino'. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì... Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano».

"ENTRATE SENZA CONTROLLI" «Siamo entrate senza alcun tipo di controllo. È molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri». È quanto si legge nelle intercettazioni tra due ragazze riportate nell'invito a comparire della procura di Milano al premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da chi ha potuto leggere le carte. Un'altra ragazza, sempre descrivendo i festini nella casa del Cavaliere, parla di «desolazione». «Sì, sì - prosegue - l'ho proprio conosciuto per bene. Mi ha presentato a tutti e mi ha dedicato anche una canzone...».

IL BUNGA BUNGA Nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione degli uffici del contabile di Berlusconi, Giuseppe Spinelli, c'è l'intercettazione di una telefonata tra la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi con Emilio Fede nella quale si parla anche della pratica del bunga bunga. È quanto riferisce chi ha avuto modo di leggere la documentazione trasmessa alla Giunta per le autorizzazioni sul caso Ruby. «Ma tu stai venendo qui?», chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del tg4 risponde che sarà nel luogo dell'appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: «Ho anche due amiche mie...». «Che palle che sei - risponde la Rossi - quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto...».

LA GIUNTA DECIDE SULLA PERQUISIZIONE La Giunta delle Autorizzazioni della Camera che dovrà proporre all'Aula la risposta da dare alla richiesta di effettuare le perquisizioni domiciliari nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi presentata dalla Procura della Repubblica di Milano, è composta da 21 membri. Sette del Pdl: Anna Maria Bernini, Enrico Costa, Fabio Gava, Antonio Leone (nominato relatore del caso), Maurizio Paniz, Jole Santelli e Paolo Sisto. Cinque del Pd: Pierluigi Castagnetti (il presidente), Donatella Ferranti, Anna Rossomando, Marilena Samperi e Maurizio Turco (eletto nella componente Radicale). Due di Fli: Giuseppe Consolo (vicepresidente) e Antonino Lo Presti. Due della Lega: Fulvio Follegot e Luca Paolini. Due del Misto: Elio Belcastro e Bruno Cesario (entrambi schierati con la maggioranza). Due dell'Udc: Pierluigi Mantini e Domenico Zinzi (vicepresidente). Uno dell'Idv: Federico Palomba. Stando alla suddivisione dei Gruppi, la maggioranza dispone quindi di 11 voti contro i 10 delle opposizioni.

CARTE ANCHE SULLE RAGAZZE Oltre all'invito a comparire al premier Silvio Berlusconi, notificato ai suoi legali Longo e Ghedini «anche su supporto informatico» (389 pagine), i pm di Milano hanno inviato alla Camera anche i decreti di perquisizione negli uffici di Giuseppe Spinelli, nell'abitazione di Nicole Minetti e in quelle di dieci ragazze che avrebbero frequentato la villa di Arcore. Lo si legge nella richiesta inviata alla Giunta delle autorizzazioni della Camera. Le perquisizioni hanno riguardato le abitazioni di Iris Berardi, Arisleida Espinosa detta Aris, Elisa Toti, Ioana Visan detta Annina, Barbara Guerra, Concetta de Vivo detta Imma, Eleonora De Vivo, Barbara Faggioli, Maria Ester Garcia Polanco detta Marystelle, Alessandra Sorcinelli. Tutte (ad eccezione di Fagioli e Sorcinelli) hanno il domicilio a Milano 2 in via dell'Olgettina 65 e risultano aver avuto l'abitazione, scrivono i magistrati, «in comodato d'uso»: secondo l'accusa anche questo, oltre al denaro, sarebbe il corrispettivo per le loro serate ad Arcore. Loddo Miriam, Skorkina Raissa e Barizonte Lisney, detta Lisa, sono altre ragazze citate nella richiesta dei pm come persone che potrebbero aver ricevuto denaro da parte di Spinelli.


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