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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / BERLUSCONI, I PM: "MOLTE GIOVANI SI SONO PROSTITUITE. LUI DAVA GRATIS Moderat de grass
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MColLaCiuRi
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          ROMA - I pm di Milano avrebbero trovato «ampi riscontri investigativi» sulle case date dal premier Silvio Berlusconi ad alcune ragazze che partecipavano alle serate di Arcore. Lo si legge nella richiesta di autorizzazione a procedere inviata dai Pm di Milano alla Giunta della Camera. Lo ha raccontato la stessa Ruby ai pm nell'interrogatorio del 3 agosto scorso. La ragazza ha infatti raccontato che «alcune giovani donne che partecipavano ai suddetti eventi ricevevano in corrispettivo da Silvio Berlusconi la disponibilità gratuita di appartamenti ubicati in 'Milano due'».

"GIOVANI PROSTITUITE CON IL PREMIER" «Un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Silvio Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest'ultimo». È quanto si legge nella «domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari nei confronti del deputato Berlusconi» firmata dai pm di Milano e inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Copia della richiesta della procura di Milano è stata pubblicata sul sito della Camera dei deputati.

«La Procura della Repubblica di Milano prosegue nel suo lavoro quotidiano, in piena serenità, nel saldo riferimento ai principi costituzionali dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge, dell'obbligatorietà dell'azione penale, della presunzione di non colpevolezza». È quanto dice il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in una nota diffusa all'indomani degli attacchi del premier Berlusconi ai pm milanesi che indagano sul caso Ruby.

MERCOLEDI' GLI ATTI ALLA CAMERA La Giunta per le autorizzazioni della Camera si riunirà mercoledì prossimo, 19 gennaio, per esaminare la richiesta dei magistrati di Milano per perquisire gli uffici del contabile di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli. Il presidente della Giunta, Pier Luigi Castagnetti, fa sapere che l'incartamento integrale trasmesso dalla Procura sarà, a breve, messo a disposizione dei commissari che potranno consultarlo presso gli uffici della Giunta «in presenza del personale addetto e senza possibilità di estrarne copia». La domanda avanzata dalla Procura di Milano, si legge in un comunicato del presidente della Giunta per le autorizzazioni, Pierluigi Castagnetti, verrà «immediatamente stampata, distribuita e messa a disposizione sul sito internet della Camera priva dei relativi allegati». Per consentire ai componenti della Giunta di consultare, invece, il testo integrale, gli uffici dell'organismo parlamentare resteranno aperti «sino alle 23 di oggi e dalle 9 alle 23 di domani, marted 18 gennaio. Nei giorni successivi la consultabilità si avrà secondo l'ordinario orario di ufficio.

CAMERA AUMENTA PENE PER PROSTITUZIONE MINORILE Qualche giorno prima che scoppiasse il caso della giovane marocchina Karima Ruby El Mahroug, esattamente l'11 gennaio, la Camera dei Deputati ha approvato il testo che ratifica la Convenzione di Lanzarote (ora all'esame del Senato) con il quale si raddoppia la condanna per la 'prostituzione minorilè: uno dei reati imputati al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalla Procura di Milano. Nel secondo comma dell'articolo 600 bis del codice penale attualmente in vigore si prevede che chiunque compia atti sessuali «con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro o di altra pubblica utilità economica, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa non inferiore a 5.164 euro». Nel testo di ratifica della Convenzione di Lanzarote, appena approvato dalla Camera, si dice invece che chi compie atti sessuali con minorenni «in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da uno a 6 anni e con la multa da 1.500 euro a 6.000».

BERLUSCONI ALL'ATTACCO Silvio Berlusconi va nuovamente all'attacco sul caso Ruby e affida ad un videomessaggio ai Promotori della Libertà il suo sfogo per la «persecuzione» giudiziaria avviata nei suoi confronti da «magistrati che conducono delle battaglie politiche, usando illegittimamente i loro poteri contro chi è stato democraticamente chiamato a ricoprire cariche pubbliche». Il presidente così non sembra dare ascolto alle parole dell'alleato della Lega Nord, Umberto Bossi, che nel pomeriggio lo invitava a «lasciare stare i magistrati» perchè «tanto di voti ne piglia già tanti, quindi meglio non esagerare». Severo nei confronti del Cavaliere è, invece, il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Berlusconi «ha una sola cosa da fare - spiega - anche per evitare discredito all'Italia: vada dai magistrati, dimostri la sua estranietà e si difenda». Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il video messaggio del Cavaliere è «uno spettacolo imbarazzante e desolante» Sullo sfondo resta lo scontro durissimo in atto da giorni tra esecutivo e magistratura che non sembra attenuarsi neanche di domenica. L'evolversi viene seguito, e non senza presumibile apprensione, dal Quirinale. Cosa di cui è consapevole la presidenza del Consiglio. L'intervento mediatico del premier è dirompente : il video lanciato sul web è ripreso da tutti i tg della sera. Il premier accusa «alcuni Pm» ai quali - dice - «non è piaciuto evidentemente il voto di fiducia del 14 dicembre», nè «tantomeno la sentenza della Consulta» sul legittimo impedimento«. »La giustizia - sostiene - è stata piegata a finalità di carattere politico«. Berlusconi rivela a sorpresa di »aver avuto un rapporto stabile« con una donna dopo la sua separazione con Veronica Lario e che mai l'avrebbe coinvolta in »quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato«. L'annuncio del Cavaliere sembra svelare una strategia difensiva, sul piano della comunicazione, nel caso Ruby: spiegare che l'immagine che i media danno del Cavaliere è lontana dalla realtà. Inoltre, nella maggioranza ci si attende già da domani la prevedibile divulgazione delle 300 pagine degli atti inviati alla Camera dalla procura di Milano sul caso Ruby. Intanto l'interrogatorio che il premier dovrebbe tenere nel fine settimana a Milano si tinge di giallo: da fonti vicine ai legali milanesi sembra che il presidente del Consiglio stia valutando l'ipotesi di non presentarsi in procura anche se gli stessi legali del premier, Nicolò Ghedini e Pietro Longo, precisano con una nota che non è stata ancora presa alcuna decisione. Per il momento la difesa è mediatica. »È assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna«, dice precisando anche che Ruby, la ragazza minorenne all'epoca delle cene su cui è aperta l'inchiesta, »nega di aver mai avuto avances nè tantomeno rapporti sessuali e afferma di essersi presentata a tutti come ventiquattrenne«. »A me piace stare con i giovani - prosegue - mi piace ascoltarli. Di molte persone conosco la situazione di disagio e di difficoltà economica e le ho aiutate in certe occasioni e sono orgoglioso di averlo fatto«. Il premier accusa i giudici di »una gravissima intromissione nella vita privata«, definisce »prive di fondamento« le accuse a Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora. Conferma tuttavia di aver prestato del denaro a quest'ultimo, ma si dice anche certo che »gli sarà restituito« quando Mora potrà. Infine, rilancia la riforma della giustizia e non esclude un intervento sulle intercettazioni telefoniche (»non è un paese libero quello in cui quando si alza il telefiono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni«).

LA STRATEGIA DIFENSIVA Ufficialmente «non è ancora stato deciso» se Silvio Berlusconi si presenterà o meno dai pm di Milano che l'hanno convocato per il prossimo fine settimana anche se l'orientamento della difesa sarebbe quello di evitare, al momento, un interrogatorio davanti a chi lo accusa di concussione e prostituzione minorile per la vicenda di Ruby. Dopo il videomessaggio con il quale ha respinto gli addebiti muovendo accuse all'operato dei pm di Milano, quale sarà la prima contromossa «giudiziaria» del premier che l'altro ieri ha ricevuto un invito a comparire in vista di una richiesta di giudizio immediato non si sa ancora con certezza. Con certezza invece si sa che in queste ore si sta studiando la strategia processuale per affrontare la nuova tegola giudiziaria. Una delle ipotesi è che presenti un legittimo impedimento per il 21, il 22 e il 23 gennaio le tre date alternative indicate dai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Piero Forno e dal pm Antonio Sangermano nell'atto di convocazione. In questo modo, pare di capire, si guadagnerebbe il tempo necessario per mettere a punto la tattica difensiva per cercare di 'sfilarè il procedimento alla magistratura milanese in quanto - secondo il premier ed i suoi difensori - non avrebbe la competenza funzionale: il fascicolo, è la tesi degli avvocati del Presidente del Consiglio che come lui respingono nel merito le accuse, in primo luogo doveva essere trasmesso subito, o comunque entro 15 giorni dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati (che risale al 21 dicembre scorso) al Tribunale dei Ministri, senza nemmeno effettuare alcuna attività di indagine come invece è stato fatto con le perquisizioni dell'altro ieri. Nel caso in cui il fascicolo non dovesse essere trasmesso al tribunale dei ministri e la Procura procedere con l'istanza di giudizio immediato (ritiene ci sia «l'evidenza della prova») la difesa dovrebbe proporre la questione della competenza al gip Cristina Di Censo. E se dovesse essere respinta impugnare in Cassazione l'ordinanza del giudice al termine del processo di primo grado, quando e se mai arriverà la sentenza. Intanto per domani è attesa l'apertura del plico inviato venerdì scorso alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera contenente non solo il decreto con cui si chiede il via libera per perquisire l'ufficio di Giuseppe Spinelli, uomo di fiducia di Berlusconi, alla ricerca di eventuali tracce di pagamenti non solo alle giovani ragazze ospiti ai festini ad Arcore (soldi in contanti sono già stati ritrovati a casa delle ragazze perquisite nello stabile di Milano Due) , ma anche a chi le avrebbe reclutate: l'impresario dei vip Lele Mora indagato per favoreggiamento e induzione alla prostituzione insieme al direttore del tg4 Emilio Fede e al consigliere regionale Nicole Minetti. Nel plico, che dovrebbe essere esaminato dai deputati, ci sono anche le oltre 300 pagine, tra invito a comparire e allegati, con le «fonti di prova» che per l'accusa proverebbero non solo che il premier avrebbe commesso il reato di concussione ma anche quello di prostituzione minorile per presunti atti sessuali con Ruby: intercettazioni, analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, testimonianze e pare anche documenti di versamenti di denaro, e altre prove che dovrebbero essere 'schiacciantì. Tra queste una conversazione che risale alla scorsa estate tra Berlusconi e la Minetti: con lei che lo avvisa di un interrogatorio di Ruby e con lui che le avrebbe risposto di non essere allarmato perchè «non potranno mai dimostrare che io sapevo che è minorenne». E di Ruby, che nei giorni scorsi ha firmato una sorta di dichiarazione giurata (ha riposto per iscritto a una serie di domande) inviata dalla difesa di Berlusconi, oggi è ritornato a parlare il suo legale Massimo Dinoia: l'avvocato ha ripetuto che la giovane «non è assolutamente una escort e non ha mai avuto rapporti sessuali con il premier». E riguardo alla confessione fatta da lei a un'amica «mi pagano per tacere, mi pagano per parlare e ora sono diventata ricca», Dinoia ha precisato che sta solo facendo serate.


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