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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / Sarah Scazzi , una storia infinita! Moderat de grass
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unczlebobee
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SARAH, MUORE LA SPERANZA
"IL CORPO RITROVATO
TRA NARDÒ E AVETRANA"


                  
   
    Il corpo di Sarah Scazzi sarebbe stato trovato in un podere tra Avetrana e Nardò. E quanto affermano i responsabili delle testate locali contattati dalla redazione di Leggo. La notizia non è stata ufficialmente confermata dagli inquirenti.

L'AGENZIA AGI CONFERMA LA NOTIZIA Questo il testo diramato alle 23.56 dall'agenzia Agi: "Il corpo di Sarah Scazzi sarebbe stato rinvenuto questa notte in un podere sulla provinciale tra Avetrana e Nardo', in una zona a poca distanza da luogo in cui lo zio della quindicenne, Michele Misseri, disse di avere trovato il telefonino della nipote. La svolta sarebbe arrivata proprio nel corso dell'interrogatorio del Misseri, il quale avrebbe dato indicazioni precise del luogo in cui avrebbero trovato il cadavere di Sarah".

LO ZIO HA CONFESSATO I carabinieri stanno cercando il cadavere sulla base delle dichiarazioni fatte dalle persone interrogate oggi per ore: Michele Misseri, di sua moglie, Cosima Spagnolo, e la loro figlia Valentina, genitori e sorella di Sabrina, la cugina con la quale Sara il 26 agosto scorso sarebbe dovuta andare al mare. In caserma sono tuttora trattenuti sia Michele Messeri sia sua moglie. È stato Michele Misseri che il 29 settembre scorso ritrovò nelle campagne tra Avetrana e Maruggio, al confine col territorio della provincia di Lecce, il cellulare di Sara, prima traccia della ragazzina scomparsa dopo oltre un mese dalla sparizione della ragazzina. Misseri, con un compagno di lavoro, aveva ripulito un uliveto dalle foglie secche per preparare la raccolta delle olive, e aveva dato fuoco alle sterpaglie. L'indomani Misseri, accortosi di aver lasciato sul campo un cacciavite, vi aveva fatto ritorno e tra la cenere di uno di questi mucchi aveva trovato il cellulare semibruciacchiato di Sara privo della batteria e della carta sim. Misseri era stato ascoltato dai carabinieri: la sua versione inizialmente aveva suscitato sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il cellulare. Il compagno di lavoro di Misseri, Carmelo Parisi, confermò la versione fornita dallo zio di Sara Scazzi sul ritrovamento casuale del cellulare della ragazzina.

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unczlebobee
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Scomparsa in 12 minuti il 26 agosto

     Uscita di casa alle 14.30, suo cellulare muto dalle 14.42


Sarah Scazzi              
                  
                        
AVETRANA (TARANTO) - E' racchiusa in 12 minuti la vicenda della scomparsa di Sara Scazzi, avvenuta il 26 agosto scorso ad Avetrana, un centro di settemila anime a pochissimi chilometri dal litorale ionico tarantino. Della quindicenne si hanno notizie certe fino alle 14.30, quando Sara esce da casa per raggiungere l'abitazione della cugina, Sabrina Misseri, di 22 anni, che l'aspetta per andare al mare.
Le tracce si perdono definitivamente alle 14.42, quando il cellulare di Sara viene spento e non sarà mai più riacceso. La mamma della giovane ha sempre pensato e detto che Sara era stata rapita. La quindicenne è stata cercata in questi giorni anche anche nelle cave, nei casolari, nei canali e nei pozzi. Il teste-chiave di questa storia è sempre stata Sabrina Misseri, a casa della quale Sara praticamente viveva. Sara e Sabrina erano amiche per la pelle. La ricostruzione dei fatti è stata confermata dai riscontri ottenuti dai militari attraverso i tabulati e le celle telefoniche. Sara esce da casa alle 14.30. Poiché non ha credito sul cellulare, coméé sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi (vico secondo), dove abita Sara, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare per 5-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della città.
Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il mare, il 'Villaggio Aurora' che si trova sulla strada per la vicina San Pietro in Bevagna. Sabrina vede che Sara non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. "Non ho visto nessuno", le risponde Mariangela. Sabrina si preoccupa subito perché Sara solitamente impiega cinque minuti per arrivare a casa sua. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla per cinque-sei volte, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si dà per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sara è spento. Sono le 14.42.


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unczlebobee
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SARAH SCAZZI, TROVATO
IL CADAVERE IN UNA FOSSA.
LO ZIO: "L'HO UCCISA"


      
                    
   
    Ha detto agli inquirenti. "L'ho strangolata in una cantina, quindi ho bruciato i vestiti e gettato il cadavere in una buca". Così la triste vicenda di Sarah Scazzi giunge all'epilogo. I carabinieri hanno trovato il cadavere intorno all'1.30 di giovedì in una fossa profonda un'ottantina di centimetri nelle campagne tarantine. E' stato necessario anche l'intervento dei sub perché la buca era piena d'acqua. Il corpo saponificato di Sarah è emerso dopo pochi minuti di ricerche. «La notizia che non volevamo arrivasse, è arrivata», ha detto uno dei legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti. «Il ritrovamento del telefonino - aggiunge - ha dato velocità all'attività investigativa. È stato un chiaro tentativo confessorio da parte di Michele Misseri»

LA CONFESSIONE A guidarli la confessione fatta dallo zio Michele Misseri, nel corso di un interrogatorio- fiume durato tutta la giornata di mercoledì nel comando provinciale dei carabinieri di Taranto. L'uomo è in stato di fermo. La ragazzina di 15 anni sparì il 26 agosto scorso ed è stata uccisa il giorno stesso. Il corpo di Sara è stato trovato non lontano dalla contrada in cui l'uomo, lo scorso 29 settembre, ritrovò in circostanze ritenute poco credibili il cellulare della giovane. Fu quella la prima, vera traccia di lei dopo oltre un mese dalla scomparsa.

LO ZIO IN STATO DI FERMO PER OMICIDIO VOLONTARIO Lo zio di Sara Scazzi, Michele Misseri, è stato posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario della nipote.

MAMMA A CHI L'HA VISTO La mamma di Sara, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il programma di Rai 3 'Chi l'ha visto?' al quale partecipava dall'abitazione di Michele Misseri. Quando le voci si sono fatte insistenti la conduttrice, Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse allontanarsi dalla casa. Concetta ha risposto: "E' meglio", e accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l'abitazione.

LA VICENDA DEL CELLULARE Misseri, con un compagno di lavoro, aveva ripulito un uliveto dalle foglie secche. L'indomani - dichiaro' agli investigatori - accortosi di aver lasciato sul campo un cacciavite, vi aveva fatto ritorno e tra la cenere aveva trovato il cellulare semibruciato di Sara privo della batteria e della carta sim. La versione suscito' sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il telefonino. Oltre a zio Michele, i militari hanno ascoltato ieri per ore anche le dichiarazioni di sua moglie, Cosima Spagnolo, e della figlia maggiore Valentina, sorella di Sabrina, la cugina che la quindicenne di Avetrana doveva incontrare per andare al mare il 26 agosto scorso e nella casa della quale non e' mai arrivata. I tre componenti della famiglia Misseri erano stati convocati in caserma quali persone informate sui fatti. Ad ascoltare i loro racconti il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e i pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero.
Il ritrovamento del cellulare di Sarah, a oltre un mese dalla scomparsa, fu ritenuto un vero e proprio depistaggio. Qualcuno sostenne che forse era intenzione di qualcuno mettere in difficolta' zio Michele perche' l'apparecchio, la sera prima, non era stato notato, e collocato in modo da non distruggerlo, vicino alle stoppie ma non all'interno.

LA SCOMPARSA IL 26 AGOSTO
Di Sarah Scazzi non si avevano più notizie dalle 14.30 del 26 agosto scorso quando la ragazzina quindicenne di Avetrana (Taranto) era scomparsa mentre si recava a prendere la cugina Sabrina per andare al mare. A quell'ora l'ultima telefonata, proprio con Sabrina. Dalle 14.42 il cellulare di Sara è rimasto definitivamente spento. Ecco le tappe fondamentali di questi 42 giorni: 26 agosto: Sara scompare ad Avetrana intorno alle 14.30; 30 agosto: a quattro giorni dalla scomparsa si comincia a mobilitare anche un gruppo su Facebook; 31 agosto: gli investigatori cominciano ad avvalorare l'ipotesi di un rapimento; amici e conoscenti si mobilitano e affiggono manifesti; 2 settembre: l'appello del sindaco di Avetrana, «Chi sa qualcosa di Sarah parli»; 6 settembre: si riapre l'ipotesi della scomparsa volontaria per alcune frasi di Sara tratte dal web e dal diario; 6 settembre: l'appello della mamma di Sara a Napolitano; 9 settembre: il capo dello Stato assicura massimo impegno nelle ricerche; ad Avetrana fiaccolata; 12 settembre: per Sara anche uno striscione in campo prima della partita di calcio Lecce-Fiorentina; 24 settembre: la famiglia di Sara richiede la consulenza dell'ex numero uno dei Ris Garofalo; 29 settembre: Michele Misseri, lo zio di Sara, riferisce di aver trovato il cellulare della ragazza in un campo; 30 settembre: la cugina Sabrina viene ascoltata a lungo dagli inquirenti; 1 ottobre: il procuratore di Taranto sul ritrovamento del cellulare: 'non credo a coincidenze quando sono troppe'; 2 ottobre: da un sit in di compagni di classe spuntano storie di dissidi tra Sara e la cugina; 6 ottobre: interrogatorio fiume per Michele Misseri, la moglie Cosima Spagnolo, e la figlia maggiore, Valentina. L'uomo alla fine crolla e confessa.


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unczlebobee
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SARAH, TROVATO IL CORPO.
LO ZIO: "L'HO UCCISA E POI
VIOLENTATA"


        
                                      
    
         'L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già mortà: è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo omicida. Sempre secondo le dichiarazioni dell'uomo, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, Misseri l'ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.

CORPO TROVATO NUDO È nudo e in posizione fetale il corpo di Sara Scazzi nel pozzetto per il recupero di acqua piovana nel quale è stato gettato. Lo si è appreso da fonti investigative. Le operazioni di recupero del cadavere - a quanto si è saputo - si sono quasi concluse, mancherebbero ancora qualche decina di minuti.

COMPAGNI DI SARAH NON ENTRANO IN CLASSE I compagni di scuola di Sara Scazzi non sono entrati in classe stamani e hanno deciso di raggiungere Avetrana (Taranto), dove qualcuno di loro è già arrivato, proprio dove è stato trovato il cadavere della ragazza. Sara Scazzi doveva cominciare l'anno scolastico nella classe seconda A dell'istituto alberghiero «Mediterraneo» di Maruggio (Taranto), un centro ad alcuni chilometri da Avetrana.

DECINE DI PERSONE IN ATTESA Decine di persone, insieme a cronisti e cinefotoperatori, sono in attesa che il cadavere di Sara Scazzi venga trasferito dal campo dove è stato trovato, in un pozzo, a luogo dove sarà eseguita l'autopsia. Fra i presenti vi sono diversi ragazzi, amici e conoscenti di Sara, che allontanano i giornalisti se questi ultimi cercano di avvicinarli per parlare con loro. I Carabinieri continuano a tenere sbarrata la strada di accesso al podere di Michele Misseri, zio della ragazza e reo confesso dell'omicidio.

IL RECUPERO Il pozzo - a quanto si è saputo - non è profondo, ma presenta strettoie: inoltre il cadavere sarebbe coperto con pietre. Il pozzo dove si lavora è uno dei tantissimi delle campagne della zona, alcuni soltanto dei quali sono censiti, molti altri non lo sono e molti sono addirittura abusivi. A quanto si è saputo da fonti inquirenti, la cavità nella quale è stato gettato il corpo di Sara è un inghiottitoio che porta ad un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L'apertura sul piano di calpestio era un buco di un diametro di poche decine di centimetri: per consentire dunque l'accesso per il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno tutt'attorno, terreno in gran parte roccioso. Più facile era stato per lo zio introdurre invece il cadavere - se verrà confermata la ricostruzione fatta sinora - data l'esilità del corpo della piccola Sara.


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unczlebobee
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SARAH, UN MESE DI MISTERO:
DRAMMA IN DIRETTA TV


        
                                        
    
         Attimi di vero e proprio dramma ieri sera durante la trasmissione Chi l'ha visto?.  La mamma di Sara Scazzi, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche  del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il  programma di Rai 3, al quale partecipava dall'abitazione dell'omicida,  Michele Misseri. Quando le voci si sono fatte insistenti la conduttrice,  Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse  allontanarsi dalla casa. Concetta ha risposto: "E' meglio", e  accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l'abitazione


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unczlebobee
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         Il corpo di una ragazza, probabilmente quello di Sara Scazzi, è stato recuperato pochi istanti fa nel luogo in cui era stato nascosto. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, in conferenza stampa. Il passaggio della bara di metallo grigio usata per il recupero del corpo di Sara Scazzi è stato salutato da un applauso dei presenti, molti dei quali non hanno potuto trattenere le lacrime. Tra le decine di persone che hanno atteso vicino al podere in cui si trova il pozzo nel quale era stato gettato il corpo, tanti erano sul posto fin dalla notte scorsa. Il carro funebre con a bordo la bara si è poi allontanato, scortato dai carabinieri.


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unczlebobee
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SARAH STUPRATA E UCCISA.
SABRINA: "MIO PADRE PAGHI"
ECCO LA FOTO DELLA FOSSA


        
                                      
    
         «Mio padre deve pagare per quello che ha fatto»: così Sabrina Misseri, figlia dell'uomo che ha ucciso Sara Scazzi, cugina della ragazza, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei. «Non abbiamo nulla da dire - ha risposto Sabrina - mio padre deve pagare per quello che ha fatto».

INVESTIGATORI: IN FAMIGLIA FORSE AVEVANO INTUITO È possibile che in famiglia avessero maturato sospetti su Michele Misseri in relazione con la scomparsa della piccola Sara. Lo si è appreso da fonti investigative. Il riferimento è a un'intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, cugina di Sara e sua inseparabile amica, avrebbe detto durante un litigio con la propria madre: 'se l'è portata lui...'. Una frase - si rileva - che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.


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unczlebobee
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SARAH, IL FRATELLO: "LITIGÒ
CON SABRINA PER AVANCE ZIO"


        
   

         Sara Scazzi si era lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell'atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio, nel corso della trasmissione «La vita in diretta». «Avevano litigato proprio su questo» ha spiegato il giovane, aggiungendo che «se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano». Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sara non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana». Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto - ha concluso Claudio Scazzi - spero proprio che non abbia fatto nulla a Valentina», l'altra sorella.

"INSOSPETTABILE"«Se lo conoscevi avresti scommesso un milione di euro che non poteva essere stato lui»: Claudio Scazzi, fratello di Sara, parla così di suo zio Michele, che ha confessato l'omicidio della nipotina Sara Scazzi. «Per tutti noi era impensabile che mio zio potesse fare una cosa del genere» ha detto Claudio a «La vita in diretta». «Non c'è mai stato un segnale - ha aggiunto rispondendo a una domanda - mai indizi per immaginare una cosa del genere». «Ho sperato in un errore, in una coincidenza, che questa cosa di mio non si rivelasse vera». «I primi giorni - ha detto ancora - speravo che la sparizione di Sara fosse volontaria, credevo in una fuga». Riferendosi poi alla madre che invece, fin dall'inizio, si era detta sicura che la figlia non poteva essersi allontanata volontariamente: evidentemente l'istinto di mia madre -ha concluso Claudio- aveva intuito la verità.


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unczlebobee
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SARAH SCAZZI, LA CANTINA
DOVE VEDEVA LO ZIO


        
 
    


         Una grande porta di ferro a doppio battente, come se si trattasse di un garage, ma che in realtà si apre su un ampio vano che va in profondità al di sotto del livello della strada, lungo il perimetro della casa della famiglia Misseri. È questo il luogo dove, secondo quanto si è saputo sinora, Michele Misseri avrebbe ucciso sua nipote Sara, a pochi metri da dove sua figlia Sabrina, cugina e migliore amica della quindicenne, la stava aspettando per andare insieme al mare. La casa dei Misseri è una villetta curata in una zona tranquilla e periferica del paese. Vi si accede da un grande cancello in ferro ornato con trafori e da un cancelletto più piccolo per il passaggio delle persone. Ad un paio di metri di distanza si trova l'ingresso della cantina-garage dove Misseri tiene gli attrezzi e il materiale per i lavori che fa in campagna. Qualche sera fa, il 30 settembre, il giorno dopo la messa in scena del casuale ritrovamento del cellulare in campagna, Misseri era stato raggiunto dai giornalisti proprio sulla soglia della cantina. Si era fermato a lungo a parlare con loro e quando i giornalisti gli avevano chiesto di entrare con le telecamere lui aveva prima detto di no spiegando che era tutto in disordine. Poi era sembrato disponibile a fare entrare le telecamere ma, a qual punto, era intervenuta la moglie, Cosima, che aveva chiuso le porte e aveva detto al marito di non fare entrare nessuno. Michele aveva poi continuato a raccontare a più riprese la sua ricostruzione del ritrovamento. Misseri aveva anche risposto alle domande su quanto avvenuto nel pomeriggio della scomparsa di Sara, il 26 agosto scorso. Lui, aveva raccontato, si trovava in fondo alla cantina e proprio attorno alle 14.30 aveva sentito il rumore di un'auto di grossa cilindrata diesel passare a tutta velocità, rallentare prima della curva per poi uscire dal paese. Non ne aveva mai parlato prima e i  giornalisti glielo fecero notare, ma lui aveva risposto che se ne era  ricordato solo durante l'interrogatorio del giorno prima. Poi aveva  anche parlato del suo rapporto con Sara, del fatto che la ragazzina  quando andava a trovare Sabrina passava sempre a salutarlo nel garage  dove lui faceva i suoi lavori. Forse anche il pomeriggio del 26 agosto  Sara è passata a salutare lo zio prima di incontrare la cugina, ma poi  dalla cantina non è uscita viva.


pus acum 15 ani
   
unczlebobee
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Sara: autopsia, e' stata strangolata



(ANSA)-AVETRANA (TARANTO), 7 OTT - Sara Scazzi e' morta per strangolamento, quanto alla violenza sessuale bisognera' attendere l'esito degli esami di laboratorio. E' quanto emerso dall'autopsia eseguita dal prof. Strada sul corpo della ragazza. Dopo oltre 40 giorni in cui il cadavere e' rimasto in acqua, ha spiegato Strada, gli esami di laboratorio servono per accertare l'abuso e per rintracciare l'eventuale Dna dell'aggressore. Il medico legale ha 60 giorni per depositare la relazione conclusiva della perizia.
ANSA


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unczlebobee
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SARAH SCAZZI, FORSE LO ZIO
HA DEI COMPLICI
SABRINA: "PAPÀ DEVE PAGARE"


      
                    
   
    Un piccolo gruppo di persone, composto soprattutto da cronisti, operatori televisivi e fotografi, sono già davanti all'abitazione della famiglia Scazzi, ad Avetrana (Taranto), all'inizio di una giornata importante dopo la scoperta, avvenuta due notti fa, del cadavere di Sara. Oggi, in particolare, conclusa l'autopsia sul cadavere della ragazza, dovrebbe essere stabilita la data dei funerali. Sarà la madre di Sara, Concetta Serrano, a decidere dove si svolgeranno le esequie della figlia, se in chiesa o al palazzetto dello sport di Avetrana, come pare probabile. Oggi, infine, alle ore 15.30, il consiglio comunale del paese si riunirà in seduta straordinaria: l'organismo politico esprimerà la sua solidarietà alla famiglia Scazzi e apprezzamento per ciò che hanno fatto le forze dell'ordine

42 GIORNI DI ANGOSCIA Quarantadue giorni per sperare anche in un miracolo, pur sapendo - come ha sottolineato il procuratore di Taranto, Franco Sebastio - che più passava il tempo e meno possibilità restavano di trovar viva Sara. La speranza si è dissolta in una notte intera, stellata come non mai, quella necessaria per recuperare il corpo senza vita della quindicenne Sara, scomparsa il 26 agosto. E mentre i sommozzatori iniziavano il recupero in un budello pieno d'acqua in piena campagna, lo zio di Sara, Michele Misseri, snocciolava dinanzi a magistrati e carabinieri la sua confessione di morte: «Sara l'ho uccisa io, l'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta». Frasi agghiaccianti, pronunciate da una persona che appariva molto diversa da quella quasi impaurita, con le lacrime agli occhi, che qualche giorno prima aveva detto di aver trovato casualmente in campagna il telefonino della nipote.

MISSERI HA 57 ANNI Michele Misseri, 57 anni, contadino, ora in carcere in stato di fermo di polizia giudiziaria per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere, ha confessato e indicato agli inquirenti il luogo in cui aveva gettato il corpo seminudo di Sara - un corpo che dopo così tanti giorni in acqua non è stato fatto vedere neanche alla madre della ragazza - nel suo podere a due chilometri dal paese. Ma questo non vuol dire che la dinamica del delitto sia completamente chiarita. Il verbale dell'interrogatorio di Misseri è stato secretato, e sull'eventualità che l'uomo possa aver ricevuto aiuti gli inquirenti hanno riferito che «sono in corso indagini».

TUTTO IN POCHI MINUTI Lo zio-omicida deve aver compiuto tutto in pochi minuti, alla base dovrebbero esserci state le sue avances sessuali nei confronti della nipote, che le avrebbe rifiutate nettamente pagando questo con la vita. Misseri deve aver 'agganciatò Sara poco prima che la quindicenne entrasse in casa per vedersi con Sabrina e andare al mare. L'uomo stava lavorando in garage, forse ha tentato l'ennesimo approccio e, al rifiuto di lei, è scattato il raptus omicida. Sara è stata strangolata con un cordicella, poi l'uomo l'ha spogliata e caricata presumibilmente a bordo di un'auto, portandola nel podere dove si è liberato del corpo bruciando i vestiti. Il 29 settembre, 33 giorni dopo la scomparsa di Sara, ecco la messinscena del ritrovamento del telefonino mezzo bruciacchiato, privo di batteria e scheda Sim. Ma nel frattempo, secondo gli investigatori, qualcosa dev'essersi incrinato nella capacità di Misseri di apparire un familiare in pena per nascondere il volto da assassino. Perché «è possibile che in famiglia cominciassero a sospettare» ha detto un investigatore stamani parlando con i giornalisti, e riferendosi probabilmente ad un intercettazione ambientale che sarebbe in mano agli inquirenti e nella quale Sabrina, riferendosi al padre, avrebbe pronunciato la frase «allora se l'è portata lui...».

AVANCES NON NUOVE Non solo. Misseri non ha precedenti specifici per reati sessuali, ma le avances nei confronti della nipote non erano nuove. Lo ha confermato il fratello di Sara, Claudio, parlando alla trasmissione 'La vita in diretta' e raccontando che la sera prima del delitto Sara si era lamentata con Sabrina per il comportamento dello zio. Ne era nato un litigio tra le due cugine, che poi si era ricomposto, tanto che avevano preso appuntamento per il giorno dopo per recarsi al mare. «È una vicenda che ha segnato l'animo di noi tutti che abbiamo lavorato sperando sino all'ultimo in un esito positivo» ha detto il procuratore Sebastio. È la tragedia di un piccolo paese perchè colpisce direttamente più di un famiglia: quella di Sara Scazzi, innanzitutto, ma anche quella dei Misseri, che scoprono di avere in casa un papà forse mai conosciuto a fondo. Il lutto cittadino per il giorno dei funerali, il rito funebre che probabilmente sarà celebrato al palazzetto dello sport o al campo sportivo per accogliere più gente possibile, forse unirà la gente per qualche ora nel dolore. Ma le ferite aperte in questi 42 giorni di ansie, ricerche, sospetti, accuse e lacrime sono troppo grandi per pensare che tutte si potranno rimarginare.
SABRINA: MIO PADRE DEVE PAGARE Cancello chiuso, finestre sbarrate, nessuna voglia di parlare con i cronisti assiepati sotto casa, solo poche, chiare e terribili parole: «Se mio padre ha sbagliato deve pagare per quello che ha fatto. Mai avrei pensato che, in casa mia, ci fosse l'assassino di Sara. E quell'assassino è mio padre». Sabrina Misseri, la figlia di Michele, lo zio che ha confessato di aver ucciso Sara, è rimasta chiusa in casa per tutta la giornata, insieme alle altre donne della famiglia, la madre Cosima e la sorella Sabrina. Non sono mai uscite: i giornalisti che, per ore, hanno bussato alla loro porta non hanno aperto, hanno risposto di «tornare domani» perche «anche per noi è stata una giornata durissima». E forse la tragedia sarà ancora peggiore nei prossimi giorni quando si conosceranno ulteriori particolari di un omicidio che ha distrutto una famiglia. «Voglio guardarlo in faccia - ha detto Sabrina al Tg5, nell'unica intervista televisiva rilasciata oggi - voglio che mi dica quello che fatto. Ma lui - ha aggiunto piangendo - è ancora vivo mentre Sara non c'è più». Chiuse nel loro dolore, Cosima, Sabrina e Valentina hanno però voluto rispondere a chi sostiene che loro sapessero. Che cioè la famiglia sapesse tutto e quindi proteggesse lo zio assassino e violentatore. «In questi 42 giorni - ha scritto Sabrina in un sms inviato al giornalista della trasmissione di Rai uno 'La Vita in direttà, Giacinto Pinto - non ho mai dubitato di mio padre. Ho cominciato a farlo la notte scorsa». Ieri Michele ha confessato: «Noi - ha ribadito Sabrina - non avevamo mai avuto sospetti. Ci ha presi in giro, ha preso in giro tutta l'Italia, ma soprattutto ha preso in giro noi. Non avevamo sospetti neanche dopo il ritrovamento del cellulare di Sara». Ma un altro dubbio percuote la comunità di Avetrana: Michele Misseri in passato ha abusato anche delle figlie? «Mio padre - ha scritto ancora Sabrina al giornalista Rai - è stato sempre un padre esemplare. E non ha mai abusato di noi». E al Tg5 ha aggiunto: «Non l'ho mai sentito fare neanche un apprezzamento su Sara». Sabrina piange, insieme alla sorella Valentina e alla mamma Cosima, per una tragedia che ha distrutto una famiglia e che le ha lasciate sole nella loro casa. Il padre, lo zio reo confesso dell'omicidio della nipote 15enne, in quella casa forse non ci tornerà piu«.

CRIMINOLOGO: «CAPIRE DINAMICHE FAMILIARI»  Serve scavare e analizzare nelle dinamiche familiari per capire l'omicidio di Sarah Scazzi, 15 anni scomparsa lo scorso 26 agosto e uccisa dallo zio che ha confessato e portato gli investigatori sul luogo dove aveva nascosto il cadavere. «Un amico che diventa nemico in famiglia - ha spiegato Francisco Mele, criminologo e psicoterapeuta autore del libro 'Mio caro nemico. La guerra quotidiana in famiglia e nelle istituzionì - sicuramente l'uomo, il cognato della mamma di Sarah covava da tempo questo atto atroce ed ha sfruttato la fiducia riposta in lui dalla giovane per raggiungere il suo scopo». «Lo zio è probabilmente un personaggio subdolo - ha continuato Mele - con un attaccamento e accanimento particolare, morboso nei confronti della nipote. E si potrebbero anche scoprire invidie familiari, tanto da portare l'uomo oltre che ad ucciderla a violentarla. Non sembra poi esserci rimorso o senso di colpa tanto che fa finta di ritrovare il telefonino e lo consegna agli investigatori». «L'assassino riesce apparentemente a controllarsi e a travestirsi in una sorta di divo mediatico - ha continuato Mele - si esibisce davanti alle telecamere ed è attore protagonista e regista dell'intera scena. Non sopporta, inoltre lo sguardo della vittima, tanto che l'ha stragolata alle spalle ed il suo viso è apparso per oltre un mese sui quotidiani e alla televisione. E probabilmente se lei fosse riuscita a guardarlo in faccia forse lui si sarebbe fermato. Da non sottovalutare poi gli effetti di questa vicenda nell'ambito non solo della famiglia di Sarah ma anche di quella del suo omicida: come elaborerà tale atto commesso dal padre».

COMPAGNI DI CLASSE ALLO ZIO: "CI FAI SCHIFO"
«Ci fai schifo. Vogliamo l'ergastolo», così stanno gridando i compagni di classe di Sara davanti alla casa di Michele Misseri, che ieri ha confessato di avere ucciso la studentessa quindicenne. I ragazzi si sono avviati dall'abitazione di Sara Scazzi e in pochi minuti hanno raggiunto l'abitazione di Misseri. Uno studente ha imbucato un messaggio nella cassetta della posta della famiglia Misseri. Gli studenti hanno diverse volte applaudito e inneggiato al nome di Sara. Il cancello e le finestre dell'abitazione sono sbarrate.

COMANDANTE CC: SAPEVAMO AVREBBE CONFESSATO «Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo». Lo ha detto, a proposito della confessione fatta dallo zio di Sara, il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto Giovanni Di Blasio. «Il profilo che avevamo immaginato di Michele Misseri - ha aggiunto Di Blasio - forse ha aiutato i magistrati a percepire quale fosse la breccia che forse anche inconsciamente questo soggetto poteva offrirci per portarlo alla confessione».
«Riteniamo che Sara Scazzi non abbia sofferto durante le fasi dell'omicidio» avvenuto per strangolamento. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa. Il fatto che Sara non abbia sofferto durante le fasi del delitto deriva anche dal fatto - spiegano gli investigatori - «che la ragazzina non ha subito violenza sessuale prima di morire».
«Il profilo psicologico di chi compie un delitto per dolo d'impeto, come quello di Sara Scazzi, è compatibile con quello di un soggetto che poi simula il ritrovamento casuale del cellulare della vittima e che sa gestire lo stress derivante dall'atto d'impeto». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, riferendosi al comportamento del presunto assassino della quindicenne, lo zio Michele Misseri. Di Blasio ha spiegato che per tracciare il profilo dell'uomo è stato utilissimo l'intervento del Reparto analisi criminoliche.

I DODICI MINUTI DI BUIO È racchiusa in 12 minuti la vicenda della scomparsa di Sarah Scazzi, avvenuta il 26 agosto scorso ad Avetrana, un centro di settemila anime a pochissimi chilometri dal litorale ionico tarantino. Della quindicenne si hanno notizie certe fino alle 14.30, quando Sara esce da casa per raggiungere l'abitazione della cugina, Sabrina Misseri, di 22 anni, che l'aspetta per andare al mare. Le tracce si perdono definitivamente alle 14.42, quando il cellulare di Sara viene spento e non sarà mai più riacceso. La mamma della giovane ha sempre pensato e detto che Sarah era stata rapita. La quindicenne è stata cercata in questi giorni anche anche nelle cave, nei casolari, nei canali e nei pozzi. Il teste-chiave di questa storia è sempre stata Sabrina Misseri, a casa della quale Sara praticamente viveva. Sara e Sabrina erano amiche per la pelle. La ricostruzione dei fatti è stata confermata dai riscontri ottenuti dai militari attraverso i tabulati e le celle telefoniche. Sara esce da casa alle 14.30. Poichè non ha credito sul cellulare, comèè sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi (vico secondo), dove abita Sara, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare per 5-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della città. Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il mare, il 'Villaggio Aurora' che si trova sulla strada per la vicina San Pietro in Bevagna. Sabrina vede che Sara non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. «Non ho visto nessuno», le risponde Mariangela. Sabrina si preoccupa subito perchè Sara solitamente impiega cinque minuti per arrivare a casa sua. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla per cinque-sei volte, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si dà per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sarah è spento. Sono le 14.42.

I PRECEDENTI Il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi, a 42 giorni dalla sua scomparsa, ricorda altri casi di vittime di cui si erano perse le tracce che hanno scosso l'Italia per l'efferatezza dei delitti, per la giovane età delle vittime e per la crudeltà degli assassini. Il caso più noto è quello di Elisa Claps, scomparsa all'età di 16 anni il 12 settembre 1993. Il suo corpo è stato ritrovato nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, il 17 marzo 2010, a più di 17 anni dalla sua scomparsa, da alcuni operai. La ragazza è stata uccisa in un tentativo di violenza sessuale. È stata accoltellata con 13 fendenti alle spalle ed al torace. Il corpo è sempre rimasto lì. Per la Procura di Salerno il presunto assassino è Danilo Restivo, raggiunto da un mandato di arresto europeo in Inghilterra dove è detenuto per l'omicidio di Heather Barnett. Le autorità inglesi non hanno ancora concesso l'estradizione temporanea. Risale invece al 2006 il caso di Tommaso Onofri: il piccolo, 17 mesi, è stato ritrovato morto un mese dopo il rapimento, avvenuto il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo (Parma). Dopo varie settimane di indagini che avevano riguardato anche il padre del bambino, gli inquirenti avevano iniziato a indagare su Mario Alessi, il manovale di 44 anni che aveva lavorato alla ristrutturazione della casa degli Onofri. Il muratore siciliano, ritenuto responsabile del sequestro e della morte del piccolo Tommaso Onofri, è stato poi condannato all'ergastolo, mentre la sua ex compagna, Antonella Conserva, a 30 anni, giudicata colpevole per il sequestro e la morte dell'ostaggio come conseguenza non voluta.


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SARAH SCAZZI, LO ZIO CON
L'INFERMITÀ FAREBBE 20 ANNI


        
    

         L'ammissione di colpa e la macchina della giustizia che comincia a muoversi. Ma quanto tempo in carcere resterà il contadino di Avetrana? La risposta "per tutta la vita" non è così scontata. Se il massimo della pena è l'ergastolo con isolamento diurno, esistono ampi margini di manovra per la difesa che potrebbe invocare l'infermità mentale. In questo caso, il periodo detentivo si ridirrebbe sino a 20 anni. Fonti della Cassazione escludono, però, una linea morbida: «Così come appare nella sua emergenza materiale, l'uccisione di Sarah Scazzi da parte dello zio, Michele Misseri, che la avrebbe anche violentata dopo averla uccisa, è sanzionata dalla legge con la pena dell'ergastolo con isolamento diurno, perché si tratta di un delitto pluriaggravato». E la strategia della dofesa quale sarà? «La scelta del rito abbreviato - proseguono le fonti degli 'ermellini' che ritengono assai probabile la scelta di questo rito da parte di chi difenderà Misseri - potrebbe eliminare dalla condanna al carcere a vita solo l'afflizione dell'isolamento diurno, il 'fine pena mai' rimarrebbe comunque qualora risultasse la piena imputabilità dell'omicida responsabile di questo grave delitto».

L'INFERMITA' Se emergesse, durante l'incidente probatorio, che Misseri «non era pienamente capace di intendere e volere mentre uccideva, allora potrebbero venirgli concesse delle attenuanti che escluderebbero l'ergastolo e si scenderebbe a una condanna attorno ai 20 anni di reclusione». Queste attenuanti potrebbero scattare, ad esempio, se «si scoprisse che l'imputato ha subito egli stesso violenza durante l'adolescenza». Per quanto riguarda la violenza sulla nipote ormai priva di vita, le fonti della Cassazione osservano che «si tratta di casi conosciuti nei manuali della casistica processuale come delle abnormità che, per questo, spesso, impongono una verifica sulle capacità mentali dell'imputato». Questo delitto è «anomalo» non tanto «per il rapporto di parentela che legava vittima e omicida, ma per la circostanza della violenza successiva che indica una personalità particolare in chi la ha compiuta o che qualche cosa di estremamente grave è esploso nella sua mente in quel momento».

BESTIA
di Guglielmo Nappi

Adesso non ci vengano a raccontare che questa bestia era incapace di intendere e di volere. Geniali avvocati non richiedano riti abbreviati, dimezzati o pasticciati. Michele Misseri da Avetrana, la bestia, deve pagare per il dolore che ha provocato: ergastolo con isolamento diurno, il massimo previsto dal nostro codice penale. La giusta pena per chi attira una quindicenne in un garage e la strangola con un laccetto. La giusta pena per chi commette l’oltraggio estremo dello stupro su un corpo senza vita. La giusta pena per chi mente all’Italia per 42 giorni rilasciando timide interviste. E non ci ripropongano processi scandalo come quello del 2002 a Leno. Desirée Piovanelli, era una bella ragazzina bruna: fu violentata e uccisa dal branco in un freddo casale. Il capolavoro fu la riduzione di pena in appello al maggiore del gruppo, Giovanni Erra: 20 anni invece in luogo dell’ergastolo.
La bestia di Avetrana non merita clemenza. La giurisprudenza parla chiaro: si tratta di un delitto anomalo perché ha l’aggravante della violenza sessuale e della crudeltà. La difesa ha un’unica strada: dimostrare l’incapacità di intendere e di volere di Messeri mentre uccideva. È quanto già affermano alcuni legali pugliesi. In questo caso alla bestia potrebbero essere concesse attenuanti che escluderebbero l’ergastolo e materializzerebbero una condanna attorno ai 20 anni. Per intenerire i giudici, in quest’Italia decadente di terzo millennio, in fondo, basta poco.
Ma nessuno abbia il coraggio di raccontarci queste frottole. Michele Misseri è sempre stato consapevole di tutto in questi 42 giorni di orrore. Anche la figlia, l’oscura Sabrina, dice che il padre, la bestia, deve pagare. Deve essere così. E attendiamo fiduciosi che le indagini si completino. Perché in questa triste vicenda di questo remoto lembo d’Italia siamo certi che qualcuno ancora non ha detto tutta la verità.


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Sarah: folla davanti a casa

     Oggi conclusione dell'autopsia sul cadavere della quindicenne rinvenuto due notti fa



           
        

       Il feretro di Sarah Scazzi portato via dopo il recupero              
                  
                                       


                       

Un piccolo gruppo di persone, composto soprattutto da cronisti, operatori televisivi e fotografi, sono già davanti all'abitazione della famiglia Scazzi, ad Avetrana (Taranto), all'inizio di una giornata importante dopo la scoperta, avvenuta due notti fa, del cadavere di Sara. Oggi, in particolare, conclusa l'autopsia sul cadavere della ragazza, dovrebbe essere stabilita la data dei funerali. Sarà la madre di Sara, Concetta Serrano, a decidere dove si svolgeranno le esequie della figlia, se in chiesa o al palazzetto dello sport di Avetrana, come pare probabile. Oggi, infine, alle ore 15.30, il consiglio comunale del paese si riunirà in seduta straordinaria: l'organismo politico esprimerà la sua solidarietà alla famiglia Scazzi e apprezzamento per ciò che hanno fatto le forze dell'ordine


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SARAH SCAZZI, IL FRATELLO
LANCIA ACCUSE AL TG3


   


         "Non avevo alcun sospetto che fosse mio zio il colpevole dell'omicidio di Sarah. Invece è successo. Non so cosa avesse in testa Michele, se ha avuto problemi nella sua infanzia. Questa assurda vicenda è come il caso di una persona che entra in banca e si vede uccidere all'improvviso da un carabiniere senza un perché. E' la persona che doveva proteggerci che ci ha tradito". Così Claudio Scazzi, fratello di Sarah, intervistato daTg3 linea notte. In un'altra intervista, Claudio è stato ancora più duro con il parente. «Se si suicida fa l'unica cosa giusta della sua vita - dice il giovane nel corso della trasmissione "La vita in diretta" - si mette a pari col disastro che ha combinato. Non deve più esistere».

Sembra poi che Sara Scazzi si sia lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell'atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio, nel corso della trasmissione «La vita in diretta». «Avevano litigato proprio su questo» ha spiegato il giovane, aggiungendo che «se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano». Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sara non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana». Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto - ha concluso Claudio Scazzi - spero proprio che non abbia fatto nulla a Valentina», l'altra sorella.


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Domani il funerale di Sarah
Lo zio sempre in isolamento


Svolto l'interrogatorio di garanzia: "Mi ha respinto e l'ho strozzata", ha confermato Michele Misseri, accusato pure di vilipendio di cadavere e in isolamento nel carcere di Taranto, dove è minacciato dagli altri detenuti. Il legale chiederà per lui una perizia medico-legale. Commozione alla camera ardente della ragazza. I genitori: "Mai sospetti in ambito familiare"




Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi. Ansa

AVETRANA (Taranto), 8 ottobre 2010 - Daniele Galoppa, il legale d'ufficio di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi che ha confessato l’omicidio della nipote, ha dichiarato che chiederà per il suo assistito "una perizia medico-legale" e di avere "accettato l’incarico perché tutti hanno bisogno di una difesa, e perché comunque la verità su quanto accaduto è ancora tutto da chiarire". "Ritengo - ha aggiunto il legale - che il mio assistito sia credibile quando parla della fasi successive all'omicidio. Le grosse incongruenze si hanno quando parla del momento in cui ha commesso l'omicidio. Oggi ha detto anche in qualche circostanza di non ricordare".


Dopo L'interrogatorio —     Al termine dell'interrogatorio di garanzia, tenutosi nel pomeriggio, durato poco meno di un'ora nel carcere di Taranto, il gip, Martino Rosati, ha convalidato il fermo di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, reo confesso dell'omicidio della nipote. Dopo l'interrogatorio, avvenuto in presenza dell'avvocato difensore e del procuratore aggiunto di Taranto, Argentino, e del sostituto che coordina le indagini, Buccoliero, è stato contestato anche il reato di vilipendio di cadavere. Misseri ha confessato: "Mi ha respinto e io l’ho strozzata. Non era la prima volta che cercavo di intratternermi con lei".


Camera Ardente e Funerale —     Oggi, intorno alle 19.30, è arrivata all’auditorium "Caduti di Nassiriya", che si trova di fronte al palazzo del Comune di Avetrana, la bara contenente i resti di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa lo scorso 26 agosto dallo zio Michele Misseri e ritrovata a 42 giorni dalla scomparsa dopo la confessione di quest’ultimo. È stata allestita la camera ardente con la partecipazione di decine di persone. Intanto, dopo il nulla osta giunto dalla Procura di Taranto, si sta organizzando l’allestimento per la celebrazione del funerale previsto per domani pomeriggio alle 15.30 al Palazzetto dello Sport di Avetrana. La cerimonia sarà celebrata con rito cattolico dal parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Dario Di Stefano, dopo che la madre, Concetta, che è testimone di Geova, ha acconsentito al rito religioso. È stato anche proclamato il lutto cittadino.


Autopsia —     Intanto il medico legale incaricato di effettuare l’autopsia, fatta ieri, sul corpo di Sarah, oggi farà altri prelievi necessari per stabilire se sulla quindicenne sia stata operata violenza dopo la morte, come sostenuto dallo zio nella sua confessione. I medici sono al lavoro. "È trascorso troppo tempo da quando Sarah è stata uccisa e gettata nel pozzo - spiega il professor Luigi Strada, direttore dell'istituto di Medicina legale dell'Università di Bari. - Per questo motivo ho fatto dei prelievi e dei tamponi per chiarire l'aspetto della violenza sessuale. Per quanto riguarda il resto, confermo che sul collo della ragazza abbiamo trovato dei segni di strangolamento". A una precisa domanda sull'aspetto del corpo di Sarah, il medico aggiunge: "Il volto è sfigurato, sul corpo ci sono segni di putrefazione avanzata. La permanenza nell'acqua ha danneggiato i tessuti, Sarah è irriconoscibile. Per questo ho consigliato, anzi quasi obbligato, la madre a non vederla. Le ho spiegato che la cosa migliore è mantenere il ricordo, l'immagine di sua figlia com'era in vita".




Un cartello nei pressi dell'abitazione di Michele Misseri. Ansa

I Familiari —     "La mamma di Sarah obiettivamente non ha mai sospettato nell'ambito familiare del signor Michele e delle nipoti". Lo ha detto l'avvocato Nicodemo Gentile, uno dei due legali della famiglia di Sarah. "Da quello che ci risulta Sarah è morta nel garage - ha aggiunto -. Sicuramente quel luogo sarà oggetto, o lo è gia stato, di attenzione degli investigatori o probabilmente non c'è bisogno perché la dinamica è già chiara. Noi non conosciamo il contenuto della confessione". "Noi siamo convinti - ha proseguito l'avvocato - che gli altri non si siano accorti di quello che accadeva in garage in quel momento. Sarebbe grave se qualcuno avesse visto entrare Sarah in garage e ha taciuto una circostanza così importante. Sarà da chiarire il movente, se possibile. Ce lo dirà l'autopsia che stabilirà se ci sia stata violenza carnale o un tentativo, per noi è morto importante. Siamo curiosi di sapere se dalle indagini possano emergere particolari di qualche attenzione che lo zio magari in passato ha avuto nei confront di Sarah. Le altre ipotesi ci apparivano sganciate dagli avvenimenti reali. Abbiamo sempre detto che non era certo che fosse stata caricata da estranei. Per noi il movente è quello di una pulsione sessuale spasmodica, irrefrenabile, patologica che ha portato purtroppo a questo atteggiamento". La famiglia Scazzi ha espresso apprezzamento per il lavoro della Procura della Repubblica di Taranto e le forze dell'ordine e per tutti coloro che si sono impegnati per le ricerche."Quello che deve pagare e basta... non ho mai avuto il sospetto di mio cognato Michele e non ho mai parlato con lui in questi giorni... avevo sempre una speranza... ora sto male e basta...". Queste le parole che Giacomo Scazzi, il papà di Sarah, atterrato all'aeroporto di Brindisi per salutare per l'ultima volta la figlia ha detto riferendosi al cognato che ha confessato l'omicidio. "Quando ho sentito Sarah l'ultima volta? Il 26 - ha detto ancora - e mi disse che stava andando al mare".



Gli Altri Detenuti: "datelo a noi" —      Il contadino di Avetrana, quello che tutti ora chiamano "l'orco", è controllato a vista, 24 ore su 24, nel carcere di Taranto. È rinchiuso in una piccola stanza del reparto infermeria, che funge da "isolamento sanitario e giudiziario". Quando è entrato nel penitenziario i detenuti hanno cominciato a battere oggetti, gridandogli contro frasi come "bastardo", "a morte", "ammazzatelo", "datelo a noi". Forse perchè si temono gesti di autolesionismo, ma anche possibili aggressioni da parte di altri reclusi, Misseri potrebbe essere spostato nelle prossime ore in un altro carcere, fuori regione. Nel frattempo, è stata disposta una vigilanza a vista con due-tre agenti per ogni turno che devono controllare ogni suo movimento. Michele Misseri non vuole mangiare. Non ha toccato cibo. Ogni tanto beve un sorso d'acqua. A tratti ripete: "Mi ammazzo, la faccio finita".


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SARAH, LA MADRE: "INDAGINI
ANCHE SUI FAMILIARI"


        
 
    
         «Io posso escludere tutti e accusare tutti. Investigassero su familiari che sapevano che Sara quel giorno doveva andare al mare». Lo ha detto Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sara Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa nel nulla il 26 agosto scorso. La mamma della ragazzina lo ha detto nel corso di un'intervista alla trasmissione 'Pomeriggio sul 2', in onda su Rai Due. La donna ha anche mosso critiche agli investigatori. «Non ci sono persone preparate per questo tipo di ricerche - ha detto - mi sembrano spaesati, perchè se non riescono ad arrivare a nulla con questi strumenti di oggi, c'è qualcosa che non va». All'inizio della trasmissione la mamma di Sara aveva ribadito la convinzione, espressa sin dai momenti immediatamente successivi alla scomparsa della ragazzina, che la figlia fosse stata rapita. «Chiedo agli investigatori - ha concluso la donna rivolgendo un appello - di intensificare gli sforzi che stanno facendo, di andare avanti sempre di più, di non fermarsi mai. E al commissario Michele Penta (commissario straordinario del governo per le persone scomparse, ndr) di collaborare a queste ricerche con persone che possano darci una mano».

260 GLI AVVISTAMENTI Sono circa 260 le segnalazioni di avvistamenti giunte da tutta Italia. L'ultima è stata ieri da una donna di Poggiardo (Lecce). Intanto proseguono anche oggi, sempre con esito negativo, nelle campagne di Avetrana e nei comuni limitrofi le ricerche di Sara Scazzi, la quindicenne scomparsa il 26 agosto scorso. Dopo aver battuto alcune contrade del brindisino, oggi i carabinieri del Quarto reggimento a cavallo giunti da Roma stanno controllando masserie e campagne nei pressi del palazzetto dello sport di Maruggio. Dagli accertamenti degli investigatori pare che Sara utilizzasse tre schede Sim per il suo cellulare, che risulta spento ormai da 17 giorni. Questo pomeriggio il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano si recherà a Manduria per incontrare i genitori della ragazzina scomparsa.

PROSEGUONO COLLOQUI INVESTIGATORI Per le ricerche di Sarah Scazzi, scomparsa ad Avetrana il 26 agosto (Taranto), proseguono senza sosta le ricerche nelle campagne e le attività di investigazione. Anche le amiche della 15enne sono state convocate dagli inquirenti - alcune sono già state sentite - per fare chiarezza sull'utilizzo dei profili di Facebook dal momento che, a quanto pare, non era sempre la ragazza a gestirli direttamente. Ciò rileva sotto il profilo investigativo perchè alcuni testimoni hanno riferito di aver parlato con lei in chat. Tra loro c'è un pasticciere 31enne di Mottola, che sarà ascoltato oggi, che riferisce di aver dialogato con la ragazza prima della scomparsa e di aver saputo che lei intendeva lasciare il suo paese ma di non aver dato peso a tali affermazioni pensando ad uno scherzo. Questa testimonianza sarà attentamente vagliata dal momento che nel caso di Sarah Scazzi troppe volte si sono incrociate le due tesi opposte dell'allontanamento volontario e del rapimento. Al momento la Procura ha in corso un'inchiesta sull'ipotesi di «sequestro di persona» e su questa pista si indirizzano anche gli appelli dei familiari. La madre, Chiara Spagnolo Serrano, si è rivolta infatti direttamente a quelli che «hanno preso Sarà» per «lasciarla libera
SANDRA SEPOLTA LONTANO
DA RAIMONDO


        
                                      
    
         Sarà sepolta nel cimitero di Lambrate Sandra Mondaini, i cui funerali si sono svolti nella chiesa di Dio Padre a Segrate. Secondo quanto ha riferito la famiglia di filippini che viveva con i Vianello, è stata Sandra a volere così, perchè a Lambrate è sepolta anche la madre. Raimondo, invece, è stato tumulato nella tomba di famiglia al Verano a Roma. Finita la cerimonia in chiesa, i filippini e i familiari di Raimondo sono andati insieme al cimitero. Alla messa hanno partecipato anche molti connazionali dei domestici.

APPELLO ONLINE: "SEPPELLITELI INSIEME" Il sito TgCom di Mediaset (www.freesat.3xforum.rotgcom.mediaset.it) ha lanciato una raccolta di firme online per riunire in tombe vicine Sandra Raimondo, sepolta oggi a Milano e Raimondo Vianello, che da 6 mesi riposa al cimitero del Verano a Roma. Secondo il sito la separazione è dovuta a questioni burocratiche. A funerali conclusi i domestici filippini hanno invece spiegato che così aveva voluto Sandra. «La coppia più tenera e innamorata della tv rischia di essere separata per sempre dalla cecità della burocrazia funeraria - spiega il sito -. È stato decretato che al cimitero romano del Verano, dove Raimondo è sepolto nella tomba di famiglia, chi non porta il cognome Vianello non è ammesso a entrare».

IN MOLTI AL FUNERALE Per i funerali di Sandra Mondaini, nella chiesa di Dio Padre a Segrate, sono arrivati anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà. In chiesa, tra i tanti cittadini che sono riusciti a entrare, diversi personaggi dello spettacolo, come Pippo Baudo, Gerry Scotti, Alba Parietti, Ezio Greggio.

FILIPPINI IN PRIMA FILA È arrivato nella chiesa di Dio Padre di Segrate dove alle 11 si svolgono i funerali, il feretro di Sandra Mondaini, l'attrice morta l'altro ieri a 79 anni. La bara è entrata in chiesa accompagnata dalla famiglia di filippini che per anni ha vissuto in casa con i Vianello. Si sono seduti in prima fila mentre, dietro di loro, hanno preso posto i nipoti di Raimondo, gli unici parenti in vita, anche se indiretti, di Sandra Mondaini. Il feretro è stato accolto dagli applausi delle persone fuori dalla chiesa, in numero comunque molto inferiore rispetto alla folla che aveva assistito alle esequie di Raimondo Vianello, cinque mesi fa nella stessa chiesa. Ridotte anche le misure di sicurezza: quando la bara è stata portata in chiesa molti comuni cittadini sono riusciti a entrare in parrocchia occupando quasi tutti i posti. Sull'altare qualcuno ha sistemato un pupazzo che ricorda Sbirulino, uno dei personaggi più famosi di Sandra

Le poltrone davanti alla bara, dove solitamente si siedono i parenti più stretti, sono occupate dai domestici filippini. Non ci sono altri familiari a vegliare Sandra Mondaini, morta ieri a 79 anni, cinque mesi dopo il marito Raimondo. Nella camera ardente scorrono su un maxischermo le immagini della carriera e della vita dell'attrice. Il sottofondo musicale è lo stesso usato per Raimondo. Stessa camera ardente, stessa scenografia per l'omaggio e il saluto a Sandra Mondaini. Come per Vianello, Mediaset ha voluto mettere a disposizione uno degli studi televisivi di Cinelandia, a Cologno Monzese. Uno di quelli più antichi, dove vennero girate anche le prime edizioni di 'Casa Vianellò. Ma per Sandra non c'è stata la stessa folla che si era messa in fila per Vianello.

Anche se la camera ardente è stata aperta con un po' di anticipo per non tenere la gente sotto il sole delle 16, il flusso è stato poi continuo ma contenuto e in un paio d'ore si è andato esaurendo. La famiglia filippina Rosalie ed Edgar Magsino con i figli adolescenti Gianmarco e Raymond, ha ricevuto le condoglianze dei conoscenti. Insieme a loro la moglie dell'oncologo Umberto Veronesi, la vecchia governante, o tata come tutti la chiamano, dei Vianello quando vivevano a Roma, le sarte storiche. Edgar ha voluto stringere la mano anche a Pier Silvio Berlusconi quando verso le 19 è arrivato nella camera ardente. Dagli studi televisivi sono scesi alla spicciolata i vari volti Mediaset, come Giorgio Restelli, Paolo Liguori, Gerry Scotti. Tra i primi ad arrivare Rita Pavone.

I filippini, ora al centro di polemiche dopo che i nipoti di Raimondo li hanno in qualche modo accusati di averli stati tenuti lontani dalla zia, non hanno nascosto la loro commozione. Ma anche un po' di irritazione per le accuse che sono state loro rivolte. «Quello che voglio sia chiaro è che abbiamo sempre fatto la volontà di Sandra, noi abbiamo sempre solo fatto quello che ci diceva di fare lei - ha detto Rosalie, piccola, i capelli lunghi neri sulle spalle, fisico robusto e un atteggiamento molto deciso -. Ora vogliamo rispetto per il nostro dolore, in quella casa eravamo come figli, quando sarà il momento chiariremo tutto». Sono loro che si sono occupati di tutto, non avendo Sandra altri parenti conosciuti. Dalla scelta dell'ultimo vestito alla bara. È con loro che Mediaset ha concordato le modalità per la camera ardente di oggi e per la ripresa in diretta dei funerali domani alle 11. «Vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno scritto a Sandra in questi mesi, abbiamo capito quanto le volevano bene in tanti - ha detto ancora la domestica filippina -. Alle volte mi chiedeva di leggerle qualche lettera, altre volte le leggeva da sola, purtroppo sapevamo che stava male anche se non ci aspettavamo che se ne andasse così in fretta».


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SARA, ZII INTERROGATI
DUBBI SUL TELEFONINO


        
                                      
    
         Ore e ore ad ascoltare per l'ennesima volta, e confrontarle tra di loro, le dichiarazioni dello zio di Sara Scazzi, Michele Misseri, di sua moglie, Cosima Spagnolo, e della loro figlia Valentina, sorella maggiore di Sabrina, la cugina che la quindicenne di Avetrana doveva incontrare per andare al mare il 26 agosto scorso e nella casa della quale non è mai arrivata. È trascorsa così la giornata degli investigatori che stanno cercando di trovare un indizio concreto in grado di portare sulle tracce della ragazzina. I tre componenti della famiglia Misseri, convocati quali persone informate sui fatti, sino a stasera erano ancora nelle stanze del comando provinciale dei carabinieri di Taranto. Ad ascoltare i loro racconti ci sono il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e i pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero. Michele Misseri, contadino, è colui che la mattina del 29 settembre scorso ha trovato casualmente il cellulare di Sara, parzialmente bruciacchiato e privo di batteria e di scheda Sim, vicino alle stoppie alle quali aveva dato fuoco la sera prima in un podere nel quale aveva lavorato per conto terzi. Un ritrovamento che gli investigatori ritengono sia quasi certamente un depistaggio, con l'intenzione forse di mettere in difficoltà lo zio di Sara: perchè quel cellulare la sera prima non è stato notato, perchè chi lo ha messo, e non gettato, in quel podere lo ha collocato in modo da non distruggerlo, vicino alle stoppie ma non all'interno. Non è chiaro ancora se la convocazione di zii e cugina di Sara possa preludere a qualcosa di nuovo nelle indagini, così come resta tutta da verificare la presunta seconda testimonianza di una persona che, verso le 14,30 del 26 agosto, mentre era ferma in via Pirandello, avrebbe visto un'auto imboccare lentamente via Sanzio e via Kennedy e, pochi attimi dopo, percorrere quest'ultima strada a tutta velocità in direzione della litoranea. Per tutta la giornata, intanto, sono proseguite le ricerche della quindicenne. Con l'ausilio di un elicottero, di nuclei specializzati, anche di sommozzatori, e di unità cinofile sono state setacciate, nonostante la pioggia battente, alcune zone di campagna tra Porto Cesareo e Nardò, in provincia di Lecce, al confine col Tarantino. Non è stato trovato nulla, e intanto il calendario delle ricerche domani segnerà il 42/o giorno dalla scomparsa della ragazzina.

SARAH SCAZZI, CONCLUSI I
FUNERALI. IL PARROCO:
"VERGOGNA"


                                  
    
         La bara con i resti di Sara Scazzi ha lasciato poco fa il campo sportivo di Avetrana al termine del rito funebre di sola liturgia della parola, accompagnata da ali di folla. Gli ultimi saluti alla quindicenne uccisa il 26 agosto scorso il cui corpo è stato ritrovato all'una e quarantacinque di giovedì 7 ottobre sono stati rivolti dal sindaco di Avetrana, Mario De Marco, dal fratello della ragazzina, Claudio, e da compagni di scuola ed amici. «Sara era ed è diventata la figlia di tutti noi» ha detto il primo cittadino. Dopo l'intervento di Claudio, che ha anche ringraziato l'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, singhiozzando due compagne di classe, Francesca e Maria, hanno salutato la loro amica. «Non hai potuto vivere la tua vita - ha detto Francesca - per colpa di gente che non ha ormai più rispetto di nessuno». «Ti hanno tolto la speranza di avere l'amore e forse anche una famiglia» ha aggiunto Maria. «Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso». E dopo poche righe lette da due ragazzi di Novara che avevano seguito la vicenda di Sara pur non avendola mai conosciuta, l'addio alla quindicenne è stato rivolto da alcuni bambini delle scuole elementari. «Tanti angeli in cielo - hanno ricordato all'unisono - troppe bestie sulla terra».

SINDACO: "SARAH FIGLIA DI TUTTI NOI" «È un giorno triste per noi tutti. Siamo stati con il fiato sospeso per tutto questo lunghissimo periodo, poi all'improvviso la tragisca svolta. Che triste epilogo». Così il sindaco di Avetrana Mario De Marco che ha preso la parola al termine dei funerali di Sarah Scazzi, celebrati questo pomeriggio nello stadio comunale della cittadina jonica. «A te signora Concetta -ha aggiunto rivolgendosi alla madre della ragazzina uccisa- il merito di aver saputo costantemente attivare tutti noi e tutte le istituzioni perchè i riflettori nazionali sulla tragica scomparsa di tua figlia fossero accesi senza sosta. E lo Stato ha risposto al tuo appello, è stato presente con uno spiegamento eccezionale di uomini e forze dell'ordine a cui questa comunità esprime un caloroso ringraziamento per l'impegno profuso». Poi il primo cittadino ha terminato dicendo che «Sarah è diventata la figlia di tutti noi».

FRATELLO: "IMMAGINAVO FUTURO PIÙ BELLO" «Ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini, il comune di Avetrana e tutti i parenti. Immaginavo un futuro più bello per te Sara insieme alla persone che ti volevano bene». Lo ha detto il fratello di Sara, Claudio Scazzi, che ha letto pubblicamente un breve messaggio in conclusione della cerimonia funebre che si è da poco conclusa nel campo sportivo di Avetrana.

"VICINI A FAMIGLIE DI RAGAZZI SCOMPARSI" «Ci sentiamo come famiglia molto vicini alle altre famiglie che hanno vissuto questo tipo di evento come i Celentano, i Claps, i Pipitone, gli Orlandi e gli Onofri e tutte le altre che hanno avuto scomparsi». Lo ha detto Claudio Scazzi, il fratello di Sarah, la ragazza di 15 anni di Avetrana, in provincia di Taranto, scomparsa il 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna interrata nella notte tra mercoledì e giovedì, al termine dei funerali che si sono svolti questo pomeriggio. Il giovane ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche «sin dai primi giorni della scomparsa di Sarah» e tutte le forze dell'ordine, le istituzioni e il Comune. «Voglio ringraziare -ha proseguito- tutti i miei famigliari, i miei zii e parenti che sono stati vicini a mia madre, a me e a mio padre». Infine ha ringraziato l'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse. «Sarah -ha concluso- era una ragazza solare, allegra, che aveva una grandissima voglia di fare».

L'AMICA: "NON SI PUÒ MORIRE COSÌ" «La tua morte così ingiusta ha toccato l'animo di migliaia e migliaia di persone. Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso. Proteggi tutti noi dalle ingiustizie della terra». È il ricordo commovente di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa dallo zio materno lo scorso 26 agosto, pronunciato durante i funerali della ragazza di Avetrana, in provincia di Taranto, celebrati questo pomeriggio nello stadio comunale della cittadina tarantina. «Non meritavi questa morte -hanno aggiunto altri amici- quell'uomo non ti ha fatto nemmeno riposare in pace».

LA MADRE LASCIA FUNERALI IN ANTICIPO Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi la 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, uccisa lo scorso 26 agosto, ha lasciato lo stadio comunale della cittadina jonica in anticipo rispetto al marito Giacomo e al figlio Claudio. La donna, che è testimone di Geova, ha partecipato soltanto ad alcuni minuti della cerimonia ed ha ascoltato alcuni messaggi di solidarietà, ad esempio della associazione Penelope, che raggruppa tutti i famigliari delle persone scomparse in Italia e i ricordi di alcuni compagni di scuola e di altri amici. La rappresentante pugliese dell'associazione Penelope, Elisa Loconsole, ha portato il «saluto accorato della organizzazione e ha ricordato che sono circa 26.000 le persone scomparse in Italia le cui famiglie aspettano notizie dei loro cari». Al termine della cerimonia sono state liberate in aria delle colombe bianche e, al momento dell'uscita dallo stadio, le persone presenti hanno applaudito la bara bianca all'interno della quale si trova la povera Sarah.

PARROCO: "PER NOI SOLO VERGOGNA"
«A te solo signore la giustizia, a noi la vergogna sul volto». Sono le dure parole pronunciate dal parroco della chiesa del Sacro Cuore di Avetrana, don Dario De Stefano, nell'omelia al rito funebre cattolico della liturgia della parola nello stadio comunale per l'ultimo saluto a Sara Scazzi. «È un giorno triste - ha detto - che chiude un tempo di attese, sofferenze, speranze e delusioni. E anche Sara, la nostra Sara, che abbiamo cercato per tanti giorni senza arrenderci. Abbiamo lottato perchè volevamo rivederla sorridere, ascoltare i suoi progetti e desideri, ma tutto questo non si è avverato».

"TRA POCHE ORE BRILLERÀ UNA STELLA" «Tra poche ore il cielo diventerà scuro, ma siamo certi che brillerà una nuova stella di nome Sara». Così il parroco don Dario De Stefano ha concluso l'omelia salutando il feretro con i resti di Sara Scazzi prima di benedirlo. «Cara Sara - ha detto ancora - ora ci rivolgiamo a te. È giunto il momento di affidarti al Signore. Vorremmo che questo splendido sole ci parlasse un pò dell'amore infinito di Dio in cui ora ti trovi. Vogliamo ricordarti così - ha concluso - col tuo sorriso e i tuoi sogni».

"SARAH CERCAVA IL SIGNORE" Don Dario Di Stefano, che ha celebrato i funerali insieme all'altro parroco di Avetrana, don Tommaso Fizzarotti, ha detto che «anche Sarah nel suo cuore aveva sentito la voce del Signore che la chiamava ad una amicizia più profonda con lui. Aveva più volte manifestato -ha continuato il sacerdote- il desiderio di conoscerlo e di crescere assieme ad altri fratelli nella fede della chiesa cattolica». Sarah, infatti, non era battezzata perchè la madre appartiene alla comunità dei testimoni di Geova. Per celebrare i funerali con rito cattolico parzialmente diverso a quello classico, è stato concesso uno speciale nullaosta della Chiesa. «È per questo motivo che, accogliendo il desiderio esplicito della famiglia -ha sottolineato il parroco- oggi ci siamo raccolti in preghiera in questa liturgia ecclesiale impegnandoci a rendere possibile questo desiderio di Sarah». Ai funerali non erano presenti la zia della vittima, Cosima Spagnolo, moglie di Michele Misseri, l'uomo che si è autoaccusato dell'omicidio, nè le cugine di Sarah, Sabrina, l'amica del cuore, e Valentina Misseri. Cosima e Valentina si sono recate stamane nella camera ardente ma, al momento dell'arrivo della madre di Sarah, sono uscite dall'auditorium in cui era stata allestita. All'uscita dall'auditorium la signora Cosima ha inveito contro i fotografi assiepati vicino ai locali del Comune.

"ABBIAMO LOTTATO PER RIVEDERE IL SUO SORRISO" «Abbiamo lottato con tutte le forze per rivedere il suo sorriso, la sua voglia di vivere e ascoltare i suoi progetti e i suoi desideri ma tutto questo non si è potuto realizzare». Lo ha detto don Dario Di Stefano, parroco della chiesa di San Giovanni Battista, di Avetrana, in provincia di Taranto, durante l'Omelia dei funerali di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto scorso. Il parroco ha citato anche il profeta Daniele che, rivolgendosi a Dio, disse 'a te solo la giustizia e a noi la vergogna sul voltò. «Siamo sicuri -ha aggiunto il parroco- che Sarah è nelle braccia misericordiose di Dio Padre. Spesso Dio sceglie modi imprevedibili e impensabili per incontrarci».

"I GIOVANI SONO FRAGILI" «Non è vero che i giovani sono vuoti, sono solo fragili». Lo ha detto don Dario De Stefano nell'omelia del rito funebre per l'addio a Sara Scazzi. Il sacerdote ha rivolto un invito ai giovani: «Non abbiate paura a raccontare le vostre difficoltà, le vostre paure a chi vi ama veramente e vi può indicare una strada sicura. Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare angoscia». E poi l'appello alla folla: «Se il mondo non ritornerà a Dio, non ci potrà essere futuro».

"SARAH NEL CUORE DI TUTTI GLI ITALIANI" «Sarah è e resterà nel cuore di tutti noi e, credo, di tutti gli italiani». Lo ha detto don Dario Di Stefano, parroco della chiesa di san Giovanni attista di Avetrana, in provincia di Taranto, che sta celebrando insieme a don Tommaso Fizzarotti, la cerimonia religiosa per i funerali di Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni scomparsa dal 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna interrata nelle campagne della cittadina jonica dopo essere stata uccisa dallo zio, reo confesso. Il parroco ha sottolineato che la famiglia di Sarah «sta vivendo questo immenso dolore con dignità ed equilibrio». E ha anche evidenziato che «non è vero che i giovani sono vuoti, sono solo fragili. Non abbiate paura -ha aggiunto rivolgendosi ai giovani- di raccontare le vostre difficoltà, i vostri dubbi e i vostri desideri a chi si ama veramente e può indicarvi una strada sicura e donarvi un consiglio. Non chiudetevi nella solitudine che può diventare pericolo e angoscia».

L'ARRIVO DELLA MADRE
Concetta Serranno Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi, è arrivata poco fa nello stadio comunale di avetrana, in provincia di Taranto, per assistere alla parte finale dei funerali della figlia. La madre della giovane uccisa il 26 agosto scorso fa parte della comunità dei testimoni di Geova e per questo motivo non ha partecipato alla prima parte della cerimonia. Ai funerali sono presenti il padre Giacomo e il fratello di Sarah, Claudio. «In un secondo si è spento il suo sorriso», è scritto su un altro cartello presente nello stadio.

TUTTA AVETRANA IN STRADA
Saranno circa 6 mila, tra quelle sistemati sugli spalti e quelle che si trovano sul campo da gioco dello stadio comunale di Avetrana, le persone che stanno assistendo ai funerali di Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni scomparsa dal 26 agosto e ritrovata senza vita in una cisterna abbandonata nelle campagne vicine al paese. Praticamente c'è tutta la popolazione che conta 7 mila abitanti. Ma al rito funebre hanno voluto partecipare parecchi cittadini provenienti dai centri vicini. «Sarah: un agelo volato via troppo presto», c'era scritto su un cartello che seguiva il corteo. All'ingresso dello stadio la folla ha lanciato fiori bianchi in direzione della bara.

FIORI BIANCHI E PALLONCINI
È uscita poco dall'auditorium del Comune di Avetrana dedicato ai caduti di Nassiriyah, dove era stata allestita la camera ardente, e sta percorrendo la strada verso lo stadio comunale, dove si terranno i funerali, la bara bianca, portata a spalle, all'interno della quale c'è il corpo di Sarah Scazzi, la 15enne scomparsa il 26 agosto e uccisa dallo zio reo confesso. Dietro la bara ci sono il padre Giacomo Scazzi e il fratello Claudio. Non c'è la madre Concetta Serranno Spagnolo. Al funerale praticamente c'è tutto il paese e anche persone venute dai centri vicini. Molti ragazzi che seguono il corteo portano i fiori bianchi, mentre altri hanno con sè dei palloncini dello stesso colore. Il corteo man mano che procede viene accompagnato dagli applausi dei cittadini presenti ai lati della strada. Per un breve tratto anche il fratello di Sarah, Claudio, ha portato a spalle la bara. La cerimonia si terrà nello stadio comunale e sarà officiata dai sacerdoti delle due parrocchie della cittadina. Per la cerimonia, che si svolgerà con rito cattolico, è stato concesso il nulla osta dalla Chiesa: Sarah infatti non era stata battezza in quanto la madre fa parte della comunità dei testimoni di Geova. Al corteo sono presenti i gonfaloni di diverse cittadine della provincia di Taranto.

CAMERA ARDENTE, C'È COSIMA SPAGNOLO Cosima Spagnolo, la zia di Sarah Scazzi e moglie di Michele Misseri, stamattina ha fatto visita nell'auditorium del Comune intitolato ai caduti di Nassiriyia alla bara bianca dove è stata sistemata la salma della ragazzina scomparsa dal 26 agosto e ritrovata l'altra notte in una cisterna interrata delle campagne vicino alla cittadina jonica. l'uomo che si è autoaccusato dell'omicidio della giovane 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, già da stanotte e di nuovo La camera ardente è rimasta aperta per tutta la notte visto il notevole afflusso di persone che sta rendendo omaggio a Sarah, provenienti anche da paesi vicini. Molti i giovani e gli studenti che ieri sera si sono recati all'auditorium. «I giornali e i mezzi di informazione hanno scritto che la zia e le cugine avrebbero avuto paura a venire al funerale per la possibile reazione della gente - afferma all'ADNKRONOS il vicesindaco Alessandro Scarciglia - ma vi assicuro che è una paura ingiustificata». Il rito funebre verrà celebrato questo pomeriggio alle 15,30 nello stadio comunale e sarà officiato dai due sacerdoti delle parrocchie di Avetrana don Dario Di Stefano e don Tommaso Fizzarotti. Questa mattina la figlia maggiore di Michele Misseri, Valentina, è arrivata alla camera ardente di Sara Scazzi ad Avetrana. La donna si è seduta vicino alla mamma Cosima. La camera ardente resterà aperta fino al momento del funerale, questo pomeriggio alle 15.30 al campo sportivo comunale della cittadina tarantina. La maggior parte degli studenti dell'istituto alberghiero Mediterraneo di Marugio (Taranto) non sono entrati in classe stamattina ed hanno deciso di andare ad Avetrana, alla camera ardente di Sarah Scazzi. Gli studenti arriveranno ad Avetrana con i pullman e dopo aver dato l'ultimo saluto alla ragazza, parteciperanno al rito funebre che si svolgerà alle ore 15.30 nel campo sportivo comunale. Alla camera ardente, allestita dal Comune nell'auditorium Caduti di Nassiryia, già decine di persone sono entrate nella sala dove è ospitata la bara bianca di Sarah.

L'ARRIVO DELLA BARA BIANCA La bara bianca di Sarah Scazzi entra nella camera ardente alle 19.35 di venerdì 8 ottobre; la gente di Avetrana, un migliaio di persone, è in attesa da oltre due ore e l'accoglie con un applauso, lungo, forte, convinto. La gente urla « Brava, Sara, Brava, Sara», poi nel primo attimo di silenzio, qualcuno grida «Lo vogliamo morto il mostro di Avetrana»: arriva un nuovo applauso, ancora più convinto. Ad Avetrana oggi è stato il giorno dell'attesa per il ritorno del cadavere di Sara, uccisa a 15 anni dallo zio Michele. È stato il giorno della rabbia, come dimostrato dallo striscione esposto davanti alla casa della famiglia Scazzi: «Pena di morte per lo zio criminale», dalla madre di un compagno di scuola di Sara. All'interno della casa, il dolore silenzioso della famiglia. Il padre Giacomo e il fratello Claudio sono rientrati nella notte da Milano, per tutto il giorno hanno schivato i giornalisti assiepati davanti alla loro abitazione. Mamma Concetta è stata sempre in casa, è uscita solo per andare alla camera ardente. Al suo arrivo, nella piazzetta che ad Avetrana tutti chiamano «la piazzetta di padre Pio» è partito un forte applauso, accompagnato dalle urla contro lo zio assassino. Nella camera ardente, che il Comune ha allestito nella sala dell'auditorio «Caduti di Nassirya» sono entrati per primi i parenti di Sara. Per pochi minuti sono stati da soli, con la porta chiusa per macchine fotografiche e telecamere. ÈQuando la porta si è aperta, mamma Concetta era già andata via. Sulla bara bianca della figlia c'erano due fiori bianchi. Molti, passando davanti alla bara, hanno pianto e lasciato altri fiori bianchi. Tutti hanno guardato la grande foto, dietro la bara, di Sara che sorride. La camera ardente resterà aperta per buona parte della notte e riaprirà alla 7. Sabato sarà il giorno del funerali: la famiglia ha deciso per il rito cattolico (ci sarà la liturgia della parola e il rito delle esequie) nonostante Sara non sia stata battezzata. Allo stadio comunale, l'omelia sarà di Don Dario De Stefano, il parroco del paese. Parlerà il sindaco, Mario De Marco. E forse, se ne avrà la forza, anche la mamma. Il Consiglio comunale di Avetrana ha proclamato il lutto cittadino: nello stadio di via Kennedy è previsto l'arrivo di alcune migliaia di persone. Tra loro, quasi sicuramente, non ci saranno la moglie e le due figlie di zio Michele Misseri.

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Purtroppo le cose non sembrano finite!

SARAH SCAZZI, IL GIP ALLO ZIO:
"ORA FAI GLI ALTRI NOMI".
CHIESTA PERIZIA


        
                                      
    
         Michele Misseri «non ha detto la verità complessivamente». Lo ha affermato il suo difensore, Daniele Galoppa parlando con i cronisti all'uscita dal palazzo di Giustizia di Taranto. «Io non penso - ha spiegato il legale - che ci siano altre persone (coinvolte ndr), lo pensano gli investigatori. Lo stesso gip (durante l'interrogatorio a cui è stato sottoposto Misseri ndr) a voce alta gli ha intimato: 'fai gli altri nomi'».

Ha intenzione di compiere indagini difensive l'avvocato Daniele Galoppa, il difensore di Michele Misseri che ha confessato di avere ucciso la nipote Sara Scazzi. Lo ha annunciato ai cronisti lo stesso legale all' uscita dal palazzo di Giustizia di Taranto dove ha depositato una richiesta di perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di voler del proprio assistito. Il legale, che oggi incontrerà Misseri in carcere, ha spiegato che con le indagini difensive vuole «mettere in ordine i tasselli» degli accertamenti fino ad ora compiuti e «capire se vi sono altri filoni» investigativi.

ASCOLTATI PADRE E FRATELLO Il fratello e il padre di Sara Scazzi, Claudio e Giacomo hanno lasciato poco fa il palazzo di Giustizia di Taranto dove erano giunti intorno alle 10,30. Al momento fonti investigative confermano solo l'audizione, come 'persona informata dei fattì, di Claudio. La sua deposizione è durata poco più di due ore. I due hanno lasciato gli uffici giudiziaria uscendo da un ingresso secondario.

CHIESTA PERIZIA PSICHIATRICA È stata depositata dalla difesa la richiesta di perizia psichiatrica da compiere, con l'incidente probatorio nei confronti di Michele Misseri, lo zio che ha confessato di aver ucciso il 26 agosto scorso Sara Scazzi. La richiesta di perizia psichiatrica è stata depositata poco fa dal difensore di Misseri, avvocato Daniele Galoppa negli ufficio del giudice per le indagini preliminari. La richiesta tende ad accertare la capacità di intendere e di volere dell'indagato sia al momento del delitto sia durante il giudizio. Secondo il difensore, Misseri durante gli interrogatori a cui è stato sottoposto ha fornito «versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili».

ASCOLTATO IN CARCERE Michele Misseri è ancora in una cella d'isolamento del carcere di Taranto, ma viene ascoltato periodicamente dagli psicologi ed è stato visitato dal medico della casa circondariale. A quanto si è appreso, l'agricoltore di Avetrana (Taranto) che ha confessato di aver ucciso la nipote quindicenne, Sara Scazzi, appare lucido e sta consumando regolarmente i pasti. Non ci sarebbe da parte dell'uomo nessun tentativo di autolesionismo o comportamento per così dire «anormale». L'uomo, secondo quanto riferito dal direttore del carcere Luciano Mellone, ha ovviamente contatti solo con il suo avvocato, non può guardare i giornali o vedere la televisione. Non ci saranno colloqui con i familiari fino a quando non lo decideranno i magistrati inquirenti e comunque, osserva il direttore del penitenziario, «nessun parente si è ancora presentato qui».

«PREGAI PER LEI» «Ho fatto qualche Ave Maria e il segno della croce»: con queste parole, tratte dal verbale di Michele Misseri, l'omicida di Sarah Scazzi, riferite nell'edizione di stasera del TgLa7, l'uomo racconta agli investigatori cosa ha fatto nei momenti che hanno seguito l'omicidio della ragazza. Lo zio Michele ha anche raccontato che prima della violenza aveva posato il corpo della ragazza sotto un albero di fico vicino alla casa diroccata. In Germania, dove ha vissuto per una decina d'anni, Michele Misseri ha lavorato anche in un cimitero, come operaio e giardiniere. Lo si è appreso da fonti investigative. Non si sa se l'agricoltore, arrestato per l'omicidio della nipote Sara Scazzi, abbia aiutato anche i necrofori: in questo caso avrebbe avuto una certa dimestichezza con i cadaveri. Misseri, a quanto si è saputo, conosceva alla perfezione la cisterna in cui è stato trovato il cadavere di Sara. Il proprietario del fondo avrebbe riferito agli inquirenti di aver incaricato Misseri di chiudere quella cisterna un paio di anni fa «perchè non serviva».

FRATELLO IN PROCURA  È giunto pochi minuti fa in procura, a Taranto, Claudio Scazzi, fratello di Sara, la 15/enne assassinata il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri. Claudio Scazzi sarà ascoltato come 'persona informata dei fattì dai pubblici ministeri inquirenti che chiederanno al giovane di chiarire il contenuto di alcune dichiarazioni che Claudio ha rilasciato ad alcune testate giornalistiche subito dopo il fermo dello zio. In quelle circostanze Claudio Scazzi riferì che il giorno precedente la scomparsa della sorella, tra Sara e Sabrina ci fu un litigio perchè la sorella aveva confidato alla cugina delle molestie ricevute dallo zio. Claudio aggiunse anche che se quelle confidenze la sorella le avesse fatte ai suoi famigliari essi stessi avrebbero preso immediatamente dei provvedimenti nei confronti dello zio.

IL PADRE AL CIMITERO Ha voluto portare un altro fiore bianco sulla bara bianca della figlia: Giacomo Scazzi stamani è stato tra i primi ad andare al cimitero dove il feretro della figlia Sara è tuttora sistemato in attesa della tumulazione. Per la prima volta da quando è stato trovato il cadavere della studentessa 15enne, l'uomo si è fermato a parlare con i giornalisti. Ha risposto con poche parole, solo piccole frasi che sono però bastate per ribadire il concetto che «nessuno in famiglia aveva mai sospettato» di Michele Misseri, lo zio assassino di Sara. E i cinque euro che lo zio le regalava? Lo faceva «ogni tanto, ma così», ha ribattuto l'uomo facendo intendere di non aver mai dato importanza a quella «paghetta».

LA MADRE A DOMENICA CINQUE Per ora, comunque, Claudio non ha parlato con le cugine Valentina e Sabrina. «Neanche da morto - ha detto la loro madre Cosima, a Domenica Cinque - permetterò a mio marito Michele di tornare ad Avetrana, al cimitero dove ora riposa Sara». Sabrina, dal canto suo, ha ribadito «di non essersi mai accorta di niente. Credo che mio padre abbia fatto da solo. Chi può averlo aiutato e può aver sostenuto un peso così grande?». «Penso - ha continuato - che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto». E l'altra figlia di 'zio Michele', Valentina, ha rincarato la dose: «Spero - ha detto - che mio padre non si dimostri vigliacco anche ora, tantato di uccidersi in carcere. Io comunque non andrò a trovarlo». Nuove drammatiche affermazioni nella prima domenica senza Sara ad Avetrana, il piccolo comune in provincia di Taranto che sta cercando ritrovarsi mentre vanno spegnendosi i riflettori che per oltre 40 giorni l'hanno proposto in prima pagina. Ci sta provando anche il parroco, don Dario De Stefano, che ha deciso di non fare riferimento all'omicidio nelle omelie della messe. «Questa comunità - ha detto il parroco - deve tornare alla sua normalità, ricordandosi che qui ci sono persone generose, persone buone che hanno dei valori importanti, a partire da quello della famiglia».

SABRINA: "DEVE SCONTARE I SUOI GIORNI" «Penso che mio padre abbia agito da solo». Sabrina, la cugina di Sarah Scazzi, in collegamento con Barbara D'Urso durante Domenica Cinque, spiega: «Chi aiuterebbe mio padre a fare una cosa così grave e a sopportare un peso così grande?». C'è anche Valentina, sorella maggiore di Sabrina, la quale lancia un appello. «Mio padre non è in casa, è in carcere. Basta con le minacce via telefono, via lettera. Ieri hanno rigato la nostra macchina con scritte di morte. Noi non c'entriamo niente, non prendetevela con noi». E Sabrina aggiunge: «Non voglio più sentir parlare di pena di morte. Mio padre deve pagare per quello che ha fatto. E l'unico modo è scontare i suoi giorni, lentamente. Io voglio andare in carcere per vedere con che coraggio mi parlerà e gli chiederò 'come ti è venuto in mente?'». E conclude: «Penso che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto». Grande risalto mediatico della vicenda anche su Domenica In con molti ospiti in studio, da Federica Sciarelli a Vittorio Sgarbi.

"NON È ANDATA IN CANTINA VOLONTARIAMENTE" «Quel giorno Sara doveva venire da me per andare al mare. Mio padre dice che Sara sia entrata nella cantina, ma non penso sia vero perchè lei non scendeva mai di sua spontanea volontà. Forse lui era fuori e le ha detto di entrare chiedendole di dargli una mano»: è quanto ha detto Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina di Sara Scazzi, intervistata a Domenica Cinque. «Quando è arrivata la mia amica Mariangela - ha aggiunto Sabrina - sono scesa dalle scale e mio padre era già fuori, era tranquillo e mi ha detto di non aver visto Sara. Non mi ha mai dato modo di dubitare di lui. Mio padre era preoccupato per la scomparsa di Sara e si chiedeva che cosa fosse successo. Avevo brutte sensazioni perchè, conoscendo bene Sara, non poteva essere una fuga volontaria ma non ho mai sospettato che l'assassino potesse essere in casa».

VALENTINA: "SUICIDIO? PAPÀ NON SIA VIGLIACCO" «Spero che mio padre non si dimostri vigliacco anche in questo e che tenti di uccidersi in carcere. io comunque non andrò a trovarlo»: Valentina Misseri, figlia di Michele, si è espressa così a Domenica Cinque. «Non stiamo ancora realizzando cos'è realmente accaduto - aggiunge - e non avremmo mai nascosto una simile gravità. Se solo Sarah ci avesse parlato delle brutte intenzioni di nostro padre, le avremmo creduto perchè lei diceva sempre la verità». «Mi sembra assurdo - dice, poi, Valentina - che mio padre abbia già provato in passato a molestare mia cugina, perchè lei veniva volentieri a casa nostra».

CLAUDIO: "BUONI RAPPORTI CON I MISSERI" «Tra le nostre famiglie ci sono buoni rapporti»: lo ha detto il fratello di Sara Scazzi, Claudio, a margine di una partita di calcio in corso al campo sportivo di Avetrana, riferendosi ai rapporti con i Misseri. Claudio ha precisato di non aver ancora parlato con le cugine. Claudio Scazzi ha partecipato alle iniziative organizzate dalla società di calcio dell'Avetrana in occasione della partita di seconda categoria contro l'Imperial Francavilla. I giocatori delle due squadre sono scesi in campo indossando una maglietta con la foto di Sara e la scritta «Sara sempre con noi». Alle iniziative ha partecipato anche il parroco di Avetrana, don Mario De Marco. Prima della partita è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria della giovane studentessa uccisa lo scorso 26 agosto e sono stati fatti volare alcuni palloncini bianco-rossi


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SARAH, ASCOLTATI I PARENTI,
SPARITE LE CUFFIETTE


        
                                      
    

         Mentre gli inquirenti mettono al loro posto le ultime tessere di un mosaico che appare ormai quasi completo, la difesa gioca la carta dell'incapacità mentale dell'assassino reo confesso di Sara Scazzi, suo zio Michele Misseri, di 56 anni. Sullo sfondo spunta un nuovo giallo: quello delle cuffiette del telefonino che Sara usava per ascoltare musica in Mp3. La ragazzina era uscita da casa con quelle cuffie nelle orecchie, ma degli auricolari finora non è stata trovata alcuna traccia, nè l'assassino ne parla nella sua lunga confessione. Che fine hanno fatto?, si chiedono in tanti. E gli squilli del cellulare della quindicenne provenienti dalla cantina, mentre Sara veniva uccisa dallo zio, sono stati 'silenziatì proprio dall'inserimento degli auricolari? Per questo nessuno della famiglia Misseri ha sentito i trilli del cellulare di Sara? In attesa di risposte, oggi è stata una nuova giornata di interrogatori e di verifiche. I magistrati hanno ascoltato il fratello e il papà di Sara, Claudio e Giacomo. Il difensore di Misseri, Daniele Galoppa, ha invece chiesto al gip Martino Rosati di disporre una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere del proprio assistito sia al momento del delitto sia nel corso del giudizio. Perchè - spiega il legale - Misseri nel corso di «diversi interrogatori» ha fornito «versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili». E poi - sottolinea - «non ha detto tutta la verità». Sul significato di questa sua affermazione il legale non si sbilancia e rimanda a quanto ha scritto il gip nel provvedimento di arresto, quando parla della «necessità di approfondire gli aspetti ancora nebulosi» della vicenda e dell'ipotetica complicità di alcuni familiari di Misseri dopo l'omicidio. Una delle contraddizioni su cui insiste la difesa è sulla dinamica del delitto. A pagina 4 del verbale di interrogatorio del 7 ottobre, Michele Misseri spiega che Sara è scesa di propria iniziativa nel garage in cui lui si trovava alle 14.25-14.30 del 26 agosto, il giorno della scomparsa e del delitto. «Lei l'ha chiamata?», gli chiedono i pm. E lui risponde: «No, è scesa da sola». Sul perchè la ragazza l'ha raggiunto, Misseri non lo sa spiegare: «È scesa e ha detto: zio!». Pm: «Per salutarti?» Misseri: «Per salutarmi, penso, penso di sì». Pm: «Beh? E quando ha detto 'ziò, lei che cosa le ha risposto? Vieni Sara?». Misseri: «No, non ho risposto niente (...). Poi non so quello che mi è successo, Sara si è girata di spalle (...) forse stava guardando, si è girata, e io ho preso un pezzo di corda e l'ho attorcigliata al collo». Sara non ha avuto la forza di gridare. L'uomo dice di aver stretto la morsa per 5-6 minuti, «troppo tempo» per la difesa. E mentre stringeva la corda, il cellulare della nipote squillava. Poi Sara è crollata sul pavimento. Morta. Secondo la difesa, l'assenza del movente dell'omicidio fornita in questo interrogatorio dallo zio, contrasta con le altre due versioni fornite successivamente dall'indagato. Quella resa, poche ore dopo, in presenza del medico legale Luigi Strada, al quale l'arrestato ha detto che Sara, pochi istanti prima del delitto, lo aveva «toccato ai fianchi con le mani». E quella resa il giorno dopo al giudice che ha convalidato il fermo, dinanzi al quale Misseri ha cambiato ancora versione: non ha più detto che la nipote gli aveva toccato i fianchi, ma ha rivelato di aver palpeggiato la ragazzina e, subito dopo, di averla strangolata. Ha inoltre aggiunto che qualche giorno prima dell'omicidio aveva molestato Sara nella cucina di casa sua. Sulla richiesta di perizia psichiatrica, la procura esprimerà a breve un parere. Oggi, i pm si sono concentrati sulle audizioni del fratello e del padre della quindicenne. Il fratello Claudio ha fornito spiegazioni sulle dichiarazioni rilasciate a 'La vita in direttà nei giorni scorsi durante le quali ha affermato che il giorno prima del delitto Sara e Sabrina avevano litigato perchè la sorella aveva confidato alla cugina di aver subito molestie dallo zio Michele. Il giovane avrebbe riferito ai magistrati di aver detto ciò per sentito dire, come già aveva spiegato ieri ai cronisti il papà di Sara. Sul contenuto delle audizioni il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, dice di non voler aprire bocca. E al difensore di Misseri, che sostiene che il suo assistito «non ha detto completamente la verità» su quanto è successo, risponde indirettamente: «Noi pensiamo al nostro lavoro, gli altri possono dire quello che vogliono». Neppure sui tempi dell'indagine il procuratore si sbilancia ma rimanda a quanto ha già detto il giorno del fermo di Misseri. «Sembrerebbe - dice - che per buona parte l'indagine sia conclusa». Ma, forse non a caso, usa il condizionale.


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SARAH, FRATELLO AI PM: "MAI
SAPUTO NULLA DI MOLESTIE"


        
                                      

   
        




E' durato un paio d'ore l'interrogatorio di Claudio Scazzi, il fratello della ragazzina di 15 anni uccisa dallo zio. I magistrati che indagano sull'omicidio di Sarah lo hanno ascoltato ieri come persona informata dei fatti in relazioni ad alcune dichiarazioni da lui rilasciate ai giornalisti nei giorni scorsi. In sostanza, scrive il Quotidiano di Puglia, Claudio Scazzi aveva detto di essere al corrente delle avances dello zio Michele Misseri nei confronti della sorella. Ieri mattina, però, il fratello di Sarah ha detto che si è tratto di un equivoco, che nelle interviste lui non ha affermato di essere a conoscenza delle molestie. Nè lui nè gli altri familiari. Lo stesso padre di Sarah, ieri, aveva detto che nessuno in famiglia aveva mai sospettato delle attenzioni morbose dello zio. Le indagini ora proseguono per accertare se l'assassino reo-confesso ha detto tutta la verità e se agli investigatori ha taciuto particolari importanti. Come, ad esempio, l'esistenza di un complice.


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SABRINA: "PAPÀ MI AVREBBE
AGGREDITO"


      
                    
   
   
"Se fossi entrata in quel garage, forse mio padre avrebbe aggredito anche me". Così Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi e figlia dell'assassino Michele, ospite lunedì sera a Matrix su Canale 5. La trasmissione condotta da Alessio Vinci ha anche mostrato, interpretato da due attori, il verbale dell'interrogatorio del pm a Misseri. La ragazza ha smentito che ci siano state altre avances da parte di suo padre a Sarah: "Non credo che se fosse successo Sarah avrebbe continuato a venire tranquillamente a casa mia", ha detto. Quanto ai presunti misteri sugli orari e sulle incongruenze, Sabrina non ha dubbi: "Conosco mio padre, la memoria non è il suo forte. Secondo me non si ricorda bene cosa è successo quel giorno, o meglio, ricorda solo ciò che ha fatto, ma si è confuso con gli orari". "Sabrina è coraggiosa, ciò che sta facendo non è facile", ha detto Morelli, ospite nel programma. "Anche se è un atto orribile, Misseri è il suo papà. Noi nel bene o nel male non siamo mai una sola cosa". "Il mio pensiero fisso è su quel giorno, se fossi entrato in quel garage, mi chiedo come sarebbe andata a finire - ha continuato Sabrina - non so se si sarebbe fermato, se sarebbe stato violento anche con me. Se mi fossi accorta di ciò che aveva fatto o stava facendo a Sarah, forse avrebbe aggredito anche me".



COSA HA DETTO A DOMENICA CINQUE «Io non mi sono mai accorta di niente. Credo che abbia fatto da solo. Chi può averlo aiutato e può aver sostenuto un peso così grande?»: così si è espressa a Domenica Cinque Sabrina Misseri, figlia dell'uomo che ha confessato di aver ucciso la nipote Sara Scazzi il 26 agosto scorso ad Avetrana (Taranto). «Penso che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perchè è sempre stato un padre esemplare, ma se avessi saputo questa cosa non l'avrei mai coperto»: lo ha detto Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina di Sara Scazzi, intervistata a Domenica Cinque. «Sono d'accordo -ha aggiunto - che debba pagare ma sono contraria alla pena di morte, deve pagare giorno per giorno, lentamente, per quello che ha fatto. Io voglio andare in carcere per vedere con che coraggio mi parlerò e gli chiederò 'come ti è venuto in mente?'»


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SARAH SCAZZI, È SVOLTA.
I RIS: "SUL TELEFONINO
IMPRONTE DI PIÙ PERSONE"


        
                                      
    
         Gli inquirenti la giudicano la svolta nelle indagini sul caso di Sarah Scazzi. Impronte digitali di più persone sono state ritrovate sul cellulare della ragazza. La notizia è stata diffusa dai carabinieri del Reparto
investigazioni scientifiche (Ris) di Roma. Si tratta dello stesso telefonino ritrovato dallo zio, Michele Misseri, il 26 agosto scorso. Il cellulare venne consegnato ai carabinieri dallo stesso omicida, privo di batteria il 29 settembre. L'uomo disse inizialmente di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima prima di rendere confessione completa.

IL LEGALE: MISSERI PENTITO «Mi ha detto che si è pentito per la prima volta fin dal momento in cui ha bruciato i vestiti»: lo ha raccontato al Tg5 delle 20 l'avv.Daniele Galoppa, difensore del presunto omicida di Sara Scazzi, Michele Misseri. Per il legale, Michele Misseri, «da sempre abituato al sacrificio» non avrebbe detto la verità, «soprattutto per le fasi dell'omicidio». «Comunque - ha aggiunto - io ho raccolto alcuni nominativi per le indagini difensive». Secondo l'avv.Galoppa, lo zio di Sara coprirebbe qualcuno a cui vuole troppo bene, al punto da sacrificare se stesso. L'avvocato annuncia al Tg5 che Misseri si è detto «disposto ad indicare il luogo dove ha bruciato i vestiti e il telefonino, ma al momento gli inquirenti dicono che non è necessario». Intanto, è stata spostata a domani pomeriggio la tumulazione del corpo di Sara. Il cadavere della ragazzina sarà tumulato provvisoriamente - a quanto si è saputo - nella tomba della nonna materna. Poi sarà spostato in una tomba monumento nel nuovo cimitero di Avetrana.
SARAH, LEGALE: "MISSERI STA
COPRENDO QUALCUNO"


        
                                      
    
         "Ieri, per la prima volta, gli ho chiesto se si fosse pentito del suo gesto e lui mi ha detto di essersi pentito da quando ha bruciato gli abiti della ragazza; ma a me non ha mai espresso il desiderio di volersi suicidare". A parlare ai microfoni di 'Mattino Cinque' su Canale 5 è l'avvocato Daniele Galloppa, il legale di Michele Misseri, lo zio accusato dell'omicidio della nipote Sarah Scazzi, ad Avetrana in provincia di Taranto.
"Sono andato a trovare il mio assistito in carcere e l'ho visto ancora sotto effetti di farmaci tranquillanti - racconta l'avvocato- I miei dubbi mi hanno portato a ritenere che ci fossero grosse incongruenze nella testimonianza rilasciata da Misseri ed è anche per questo che ho chiesto l'istanza al gip per la perizia psichiatrica, per capire se il mio assistito era o no capace di intendere e di volere al momento del fatto. Ma chiedo anche se il mio assistito abbia o meno la capacità di partecipare alle vari fasi del processo: ho molti dubbi".
Per l'avvocato Galloppa, "la contraddizione della testimonianza del mio assistito a proposito dell'uso del verbo al plurale, subito corretto, che farebbe pensare ad un eventuale complice nell'omicidio di Sarah, è una goccia nell'oceano delle contraddizioni e tra le molte contraddizioni questa mi sembra marginale". Fa osservare poi il legale: "Michele Misseri è un uomo abituato al sacrificio, a sacrificare se stesso per tutelare qualcun altro. Ieri, nel momento in cui gli chiedevo di raccontarmi la sua giornata standard, mi ha detto che era solito svegliarsi alle 3 e mezzo del mattino per aiutare la famiglia nei lavori domestici prima di andare a lavorare. Ieri la figlia Sabrina si è recata in carcere, ma non le hanno consentito di parlare con il padre. Misseri ieri mi ha chiesto come stava Valentina, ma non mi ha chiesto niente dell'altra figlia, Sabrina".
Secondo il legale di Michele Missseri, "se venisse provato che la violenza sul corpo di Sarah non c'è stata, la situazione cambierebbe radicalmente". L'avvocato Galloppa rivela poi che "Misseri ha chiesto particolarmente della figlia Valentina, perché temeva fosse tornata a Roma; ma tengo a precisare che non ha trascurato il resto della famiglia".


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Sarah, ispezione nel garage dello zio

     E' il luogo in cui Michele Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne di Avetrana


       Michele Misseri, zio di Sarah              
                                                              
    
                        
AVETRANA (TARANTO) - I carabinieri stanno ispezionando ed eseguendo rilievi nel garage dell'abitazione di Michele Misseri, il contadino di 57 anni reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi. Il garage è il luogo in cui Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne. Sul posto sarebbero presenti lo stesso Misseri e il pm della procura di Taranto Mariano Buccoliero. L'area adiacente a via Deledda, dove si trovano il garage e l'abitazione di Misseri, è ressa inaccessibile dalla presenza delle forze dell'ordine.

IMPRONTE DIGITALI SUL CELLULARE, RIS COMPARA DATI
di Beppe Desiderato

Di chi sono le impronte trovate sul telefonino di Sara dai carabinieri del Ris? Antecedenti all'omicidio o successive? E in tal caso potranno chiarire i dubbi, ancora tanti, su una vicenda che e' ancora lontana dallo sciogliere tutti i suoi enigmi? Invece di diradarsi, gli interrogativi all'esame degli investigatori aumentano, nel giorno in cui la salma della 15enne di Avetrana ha finalmente trovato sepoltura.
Gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma hanno infatti rintracciato varie impronte digitali sul telefonino 'ritrovato' il 29 settembre da Michele Misseri - lo zio reo confesso dell'assassinio - il quale disse di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima. Ma non e' detto che le tracce rinvenute siano tutte successive all'uccisione di Sara. Potrebbero essere, infatti, di amici della ragazza venuti a contatto con il telefonino nei giorni precedenti all'omicidio.
Per il momento non si sa nulla sulle comparazioni di impronte; e' pertanto prematuro, allo stato attuale, ritenere che la circostanza possa contribuire a fornire indizi utili.  All'esame del Ris ci sono anche alcuni effetti personali bruciacchiati che dovrebbero essere appartenuti a Sara e che sono stati recuperati dagli investigatori nel luogo indicato da zio Michele, un terreno vicino a quello in cui fu nascosto il corpo.
Tra questo materiale, pero', non ci sarebbero ne' lo zaino con l'asciugamano da mare, ne' i vestiti e i sandali infradito che la giovane aveva quel pomeriggio del 26 agosto.  I familiari intimi - mamma Concetta, papa' Giacomo, l'adorato fratello Claudio e alcuni parenti di San Pancrazio Salentino - e un piccolo gruppo di persone, tra cui sindaco e vicesindaco di Avetrana, hanno partecipato nel pomeriggio alla tumulazione della salma di Sara nel cimitero del paese jonico.
L'invito dato dalla famiglia Scazzi alla polizia municipale era quello di tenere lontano chiunque.    Cosi' alcune centinaia di persone sono rimaste in un angolo della necropoli sin quando i parenti stretti di Sara non sono andati via da un'uscita secondaria. Allora gli avetranesi sono stati fatti avvicinare per un'ultima preghiera, poggiando sulla bara molti fiori bianchi e tanti peluche.


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Sarah, ispezione nel garage dello zio

E' il luogo in cui Michele Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne di Avetrana

15 ottobre, 10:04






Michele Misseri, zio di Sarah




AVETRANA (TARANTO) - I carabinieri stanno ispezionando ed eseguendo rilievi nel garage dell'abitazione di Michele Misseri, il contadino di 57 anni reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi. Il garage è il luogo in cui Misseri ha dichiarato di aver ucciso la quindicenne. Sul posto sarebbero presenti lo stesso Misseri e il pm della procura di Taranto Mariano Buccoliero. L'area adiacente a via Deledda, dove si trovano il garage e l'abitazione di Misseri, è ressa inaccessibile dalla presenza delle forze dell'ordine.

IMPRONTE DIGITALI SUL CELLULARE, RIS COMPARA DATI
di Beppe Desiderato
Di chi sono le impronte trovate sul telefonino di Sara dai carabinieri del Ris? Antecedenti all'omicidio o successive? E in tal caso potranno chiarire i dubbi, ancora tanti, su una vicenda che e' ancora lontana dallo sciogliere tutti i suoi enigmi? Invece di diradarsi, gli interrogativi all'esame degli investigatori aumentano, nel giorno in cui la salma della 15enne di Avetrana ha finalmente trovato sepoltura.
Gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma hanno infatti rintracciato varie impronte digitali sul telefonino 'ritrovato' il 29 settembre da Michele Misseri - lo zio reo confesso dell'assassinio - il quale disse di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima. Ma non e' detto che le tracce rinvenute siano tutte successive all'uccisione di Sara. Potrebbero essere, infatti, di amici della ragazza venuti a contatto con il telefonino nei giorni precedenti all'omicidio.
Per il momento non si sa nulla sulle comparazioni di impronte; e' pertanto prematuro, allo stato attuale, ritenere che la circostanza possa contribuire a fornire indizi utili. All'esame del Ris ci sono anche alcuni effetti personali bruciacchiati che dovrebbero essere appartenuti a Sara e che sono stati recuperati dagli investigatori nel luogo indicato da zio Michele, un terreno vicino a quello in cui fu nascosto il corpo.
Tra questo materiale, pero', non ci sarebbero ne' lo zaino con l'asciugamano da mare, ne' i vestiti e i sandali infradito che la giovane aveva quel pomeriggio del 26 agosto. I familiari intimi - mamma Concetta, papa' Giacomo, l'adorato fratello Claudio e alcuni parenti di San Pancrazio Salentino - e un piccolo gruppo di persone, tra cui sindaco e vicesindaco di Avetrana, hanno partecipato nel pomeriggio alla tumulazione della salma di Sara nel cimitero del paese jonico.
L'invito dato dalla famiglia Scazzi alla polizia municipale era quello di tenere lontano chiunque. Cosi' alcune centinaia di persone sono rimaste in un angolo della necropoli sin quando i parenti stretti di Sara non sono andati via da un'uscita secondaria. Allora gli avetranesi sono stati fatti avvicinare per un'ultima preghiera, poggiando sulla bara molti fiori bianchi e tanti peluche.


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SARAH, SABRINA FERMATA
PER CONCORSO IN OMICIDIO
DOPO 6 ORE IN CASERMA
          
                


                    
    
         Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo per concorso in omicidio. La giovane ha lasciato intorno alle 23,30 la caserma di Manduria a bordo di una vettura dei carabinieri. L'automobile è stata fatta uscire dal cortile della caserma da un'uscita secondaria. L'interrogatorio della ragazza è finito intorno alle 23 di venerdì, dopo circa sei ore. La ventiduenne è stata assistita dinanzi ai pm dall'avv.Vito Russo. Lasciando la caserma, il procuratore non ha fatto dichiarazioni. Nel corso dell'interrogatorio Sabrina avrebbe fornito la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto tra le 14:30 e le 14:42 del 26 agosto scorso, giorno in cui Sara è stata uccisa dallo zio Michele nella rimessa di casa Misseri. La svolta è arrivata nel pomeriggio di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui lo zio ha abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto da Michele Misseri per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come avrebbe strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare, che nell'urto al terreno si sarebbe aperto perdendo la batteria. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui ha abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sè per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; quasi certamente un 'due pezzì da bagno invece degli indumenti intimi. Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove, dopo aver lasciato la sua casa con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, era stata già condotta dai militari la figlia Sabrina. Probabilmente lì Misseri è stato sentito ancora una volta e poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina per la prima volta come indagata. Un interrogatorio ancora in corso durante il quale la ventiduenne viene ascoltata con l'assistenza del suo legale di fiducia, Vito Russo. Al momento solo ipotesi su ciò che ha portato alla svolta: si parla dell'intercettazione ambientale di una conversazione di Sabrina e di analisi tecniche i cui risultati si sono avuti nelle ultime ore. Altro per ora non viene detto.

IL LEGALE: "OGGI FATTA CHIAREZZA" Con l'attività investigativa svolta oggi dai carabinieri e dagli inquirenti, tramite l'esperimento giudiziale compiuto nel garage dei Misseri, «oggi è stata fatta un pochino di chiarezza». Lo ha reso noto il difensore di Michele Misseri, avv.Daniele Galoppa, che partecipa a 'Quarto Gradò, su Retequattro. L'avv.Galoppa ha reso noto che «è stata riesaminata tutta quanta la vicenda», sono stati svolti sul luogo del delitto e in campagna «rilievi irripetibili», «accertamenti svolti alla presenza di Misseri che ha esposto vicende di prima del delitto e successive». Il legale ha anche riferito che i verbali degli interrogatori cui è stato sottoposto oggi Michele Misseri sono stati secretati dalla procura, come era già avvenuto per quelli del 7 ottobre scorso.

RACCOLTA SOMMA PER LA FAMIGLIA SCAZZI Una cittadina del comune tarantino di Castellaneta, Carmela Solazzo, ha raccolto un'ingente somma di denaro da destinare alla famiglia di Sara Scazzi. Lo rende noto il sindaco di Castellaneta, Italo D'Alessandro. D'Alessandro informa che il 21 ottobre prossimo, nel municipio di Avetrana, alla presenza sua e del sindaco di quel Comune, nel corso di una cerimonia ufficiale Solazzo consegnerà la somma raccolta.
LEGALE SCAZZI: NON COMMENTIAMO «Non commentiamo nulla sino a quando non ci saranno altri atti ufficiali relativi all'indagine». Lo ha dichiarato l'avv.Walter Biscotti, che con l'avv.Nicodemo Gentile cura gli interessi della famiglia di Sara Scazzi, interpellato dall'ANSA sugli sviluppi odierni dell'inchiesta.
GIALLO IMPRONTE Marcia spedita verso un'altra svolta l'inchiesta sull'uccisione di Sarah Scazzi. I carabinieri del Ris hanno trovato dei frammenti di impronte digitali sul telefonino della ragazza, impronte che potrebbero essere state lasciate dalla persona che tolse il cellulare a Sarah per staccare la batteria. I frammenti delle impronte, come anticipa ilNuovo Quotidiano di Puglia nell'edizione in edicola oggi, sono nella parte del telefonino che ospita la batteria stessa. Individuare a chi appartengano diventa ora l'obiettivo principale delle indagini: potrebbero essere dello zio, Michele Misseri, che ha confessato di aver ucciso la ragazza facendo tutto da solo, o di un'altra persona. In questo caso verosimilmente di qualcuno che avrebbe aiutato Misseri quantomeno a liberarsi del telefonino della povera Sarah.

ESAMI SUI VESTITI BRUCIATI All'esame dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma, oltre al telefonino di Sara Scazzi, ci sono anche i resti presumibili di effetti personali della quindicenne che lo zio omicida, Michele Misseri, avrebbe bruciato in un terreno vicino al luogo in cui era stato occultato il cadavere. Lo si è appreso da fonti investigative. Degli effetti personali di Sara, tranne il telefonino privo di batteria, manca praticamente tutto: dai vestiti alle scarpe infradito, allo zaino con l'asciugamano per il mare, alle cuffiette per ascoltare musica. I resti del fuoco in cui Misseri ha raccontato di aver bruciato tutto erano stati prelevati dagli investigatori sulla base delle indicazioni fornite dallo stesso assassino. Per conoscere l'esito degli esami serviranno però ancora dei giorni.


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SARAH, SABRINA FERMATA
PER SEQUESTRO E OMICIDIO:
LEI NEGA TUTTO





Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo ed è stata rinchiusa nella notte nel carcere di Taranto. Con accuse assai pesanti: la cugina di Sara Scazzi, quella che era di fatto l'amica del cuore della piccola Sara, secondo la procura avrebbe avuto un ruolo nel sequestro di persona e nell'omicidio della quindicenne, avrebbe concorso nei reati con il padre Michele, reo confesso per il delitto. La notizia giunge come un macigno su questa angosciante vicenda e suona quasi incredibile se si ripensa a tutte le lacrime versate da Sabrina sulla morte della povera Sara. Non basta: il suo fermo è la diretta conseguenza delle dichiarazioni accusatorie fatte nei suoi confronti dal padre, Michele Misseri, colui che fino a meno di 24 ore fa era per tutti il solo responsabile di una vicenda terribile, con i suoi strascichi di pedofilia e necrofilia. Prima di essere sottoposta a fermo, Sabrina è stata interrogata a lungo, per quasi sei ore, nella caserma dei carabinieri di Manduria, dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pm inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Non ha ammesso responsabilità, ha respinto tutte le accuse: il suo fermo - dice anche il suo difensore, l'avv.Vito Russo - è strettamente legato alle dichiarazioni fatte dal padre. Anche la sorella Valentina non crede alla sua colpevolezza e appena si diffonde la notizia del suo fermo scrive sms ai giornalisti: «Sabrina è innocente!!!». Per la prima volta, in questo interrogatorio, Sabrina è stata assistita da un legale e questo aveva, già nel pomeriggio di ieri, fatto diffondere la notizia che fosse indagata, anche se sembrava che le venisse contestato il reato di concorso in occultamento di cadavere. La svolta è arrivata a conclusione di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui - secondo il racconto iniziale dell'uomo - Michele Misseri avrebbe abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sè per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un 'due pezzì da bagno invece degli indumenti intimi. Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l'esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina. Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina, che era lì già da parecchie ore: più o meno da mezzogiorno, dopo che, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, aveva lasciato la sua casa a bordo di una vettura dei carabinieri. Dopo sei ore, uno scarno comunicato della procura dà notizia del fermo di Sabrina e rende note le accuse: Sabrina - dice la nota - «è gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona ed omicidio volontario in concorso».


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Sarah, Sabrina la teneva e zio Michele la uccideva
Procura: movente sessuale alla base del delitto. Sabrina: non potrò più chiamarlo papà



Sarah, Sabrina la teneva e zio Michele la uccideva

BARI - Mai presa in considerazione la ipotesi di reato di occultamento di cadavere: a Sabrina Misseri e' contestato il concorso in sequestro di persona e omicidio volontario. Lo ha detto il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, nella conferenza stampa a Taranto.

E' stata trovata la batteria del telefonino di Sarah. Il recupero e' stato possibile sulla base delle dichiarazioni fatte ieri dallo zio Michele Misseri, in un luogo diverso da quello dove l'uomo ha bruciato gli abiti della piccola Sara e diverso anche da quello nel quale e' stato trovato il corpo. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giovanni De Blasio, nella conferenza stampa.

''E' definitivamente o quasi chiarito il quadro'' della vicenda riguardante l'uccisione di Sara Scazzi, secondo il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio. Lo ha detto ai giornalisti in conferenza stampa.

Frammenti che potrebbero essere delle cuffiette del cellulare di Sara sono stati trovati tra i resti degli effetti personali e degli abiti che Michele Misseri ha bruciato in campagna. Lo ha detto il comandante provinciale di Taranto dei carabinieri, colonnello De Blasio. ''Le cuffiette - ha detto - non sono state trovate nel garage''.

Allo stato non si ritiene da parte di investigatori e inquirenti che altre persone possano essere coinvolte nell'uccisione di Sara Scazzi. Lo ha detto il procuratore della Repubblica del tribunale ionico, Franco Sebastio, parlando con i giornalisti.

Il movente dell'uccisione di sara Scazzi? "E' un movente intrafamiliare, un fatto che si è sviluppato all'interno della famiglia": lo ha detto il procuratore della Repubblica Franco Sebastio, in conferenza stampa.

Secondo l'accusa il movente sta nelle molestie sessuali che Michele Misseri aveva compiuto nei confronti di Sara: lo si apprende da fonti investigative. Sabrina ne era venuta a conoscenza probabilmente proprio dalla stessa Sara.

Il procuratore della Repubblica Franco Sebastio ha dichiarato in conferenza stampa di non poter rivelare sul sovente altri particolari ''per ragioni investigative'', e di non poter quindi neanche rispondere alla domanda se l'omicidio avesse a che fare con le molestie sessuali di Michele Misseri nei confronti di Sara. Ad un giornalista che ha chiesto se il movente dell'uccisione di Sara potesse avere a che fare con la gelosia scoppiata tra le due cugine (Sara e Sabrina) per l'attrazione nutrita da entrambe per un loro amico piu' grande, Ivano Russo, il procuratore ha risposto che questo sarebbe ''un movente extrafamiliare''. ''Il movente - ha ribadito - e' intrafamiliare''.

La procura della Repubblica ha "immediatamente avviato la procedura per chiedere al giudice delle indagini preliminari l'eventuale convalida del fermo di Sabrina Misseri e l'incidente probatorio" che consentirà di sentire insieme i due indagati e "cristallizzare definitivamente" le loro dichiarazioni. Lo ha detto il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, in conferenza stampa.

Sara Scazzi e' stata costretta con la forza a scendere nella rimessa dove e' stata uccisa, secondo gli investigatori. Sabrina Misseri non avrebbe dunque indotto la cuginetta a scendere ma avrebbe collaborato col padre a trascinarla giu', secondo quanto si apprende da fonti investigative.

Il ruolo di Sabrina Misseri sarebbe stato attivo - secondo l'accusa - nell'uccisione di Sara Scazzi: avrebbe mantenuta ferma la cugina - ritengono gli investigatori - mentre il papà la strangolava con la corda. Lo si apprende da fonti investigative.

Piange a dirotto Sabrina Misseri in carcere a Taranto dove si trova dalla mezzanotte di ieri: "Non potrò più chiamarlo papà", ha detto e ripetuto all'avv.Emilia Velletri, uno dei suoi due avvocati, che stamane é andata a trovarla e a portarle abiti ed effetti personali. Sabrina - dice l'avvocato all'ANSA - "sta molto male" per tutto quel che le è accaduto nelle ultime ore.
LEGALE SABRINA, MISSERI LA COINVOLGE PER ALLEGGERIRE SE' - Michele Misseri ha cominciato a capire che la propria posizione processuale e' pesante e non esita a coinvolgere la figlia per alleggerire la propria situazione. Lo ritiene e lo dice all'ANSA l'avvocato Emilia Velletri, che difende Sabrina Misseri e che stamane e' andata a trovare in carcere la giovane. Velletri, che difende Sabrina Misseri insieme al collega Vito Russo, che l'ha assistita ieri nel lungo interrogatorio prima del fermo, annuncia indagini difensive.

DIFENSORE SABRINA, TANTI CASTELLI IN ARIA - "Ci sono castelli in aria, orientatevi sulla strategia difensiva che si vuole attuare per Michele Misseri". Lo ha detto, parlando con i giornalisti davanti alla casa della famiglia Misseri, ad Avetrana, il legale di Sabrina, Vito Russo. "Perché - ha chiesto l'avvocato - Misseri dopo 50 giorni tira in ballo la figlia? Non è strano? Michele Misseri ha cambiato versione perché voleva far brancolare gli inquirenti nel buio". Russo ha proseguito rivolgendo ai giornalisti una domanda: "Per voi è un responso oggettivo la parola di una persona che ha cambiato più volte versione?".
"Sabrina è distrutta, amareggiata, in preda a uno choc, si sente accusata ingiustamente dal padre e piange sempre". Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il difensore di Sabrina Misseri, avv.Vito Russo, che stamane, con l'avv.Emilia Velletri, è andata a trovarla nel carcere di Taranto dove è rinchiusa da ieri sera dopo essere stata fermata per concorso in omicidio e sequestro di persona. "Sabrina ha dormito questa notte tre-quattro ore. E' delusa dalle calunnie del padre e non si da pace perché non capisce perché l'uomo abbia fatto il suo nome". "E' delusa - aggiunge l'avv.Velletri - dalla figura del padre che ha visto non solo capace di commettere quel che ha confessato ma anche capace di accusare un innocente, addirittura la figlia". L'avv.Russo riferisce che Sabrina, nell'interrogatorio di ieri e in ogni circostanza, ribadisce con serenità la propria estraneità all'omicidio: afferma di "non aver nulla da nascondere". "Sono convinto - ha continuato il legale - dell'innocenza di Sabrina". "Sarei stato un pazzo - ha proseguito - a chiedere l'incidente probatorio sapendo che Sabrina è colpevole perché l'incidente probatorio, si sa, è una cristallizzazione della situazione".

PM, CON RITROVAMENTO TELEFONO ZIO VOLEVA AUTOPUNIRSI - Il fatto che Michele Misseri "invece che disfarsi del cellulare si è messo nelle condizioni di farlo trovare" deriva dal suo "desiderio, forse subcosciente, di autopunirsi e di creare inconsciamente i presupporti per essere scoperto". Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, conversando con i giornalisti dopo la conferenza stampa. Il magistrato ha spiegato che si tratta di "ipotesi di carattere criminologico e psicologico, che non sono basate su considerazioni di carattere obiettivo". Queste ipotesi - ha sottolineato - sono state avanzate dai carabinieri del Reparto analisi criminologiche che hanno analizzato il profilo psicologico di Michele Misseri, accusato di aver ucciso Sara assieme alla figlia Sabrina.

MADRE: SABRINA SECONDA FRANZONI, NEGHERA' SEMPRE - "L'ho avuta accanto tutti questi giorni. Ha ripetuto le stesse cose come leggendo un copione. Sarà la seconda Franzoni perché negherà sempre". Lo ha detto la mamma di Sara Scazzi, Concetta, al giornalista di 'Chi l'ha vistò Maurizio Amici, l'unico che stamani è riuscito a parlare, senza telecamere, con i genitori della quindicenne uccisa ad Avetrana. La donna "é sconvolta, oggi è veramente provata", riferisce ai colleghi Maurizio Amici.
"Il fatto che Sabrina sia stata incriminata - racconta il giornalista - l'ha sconvolta. La signora Concetta già nei giorni scorsi non si poteva capacitare che Michele Misseri fosse l'unico artefice di tutto questo". La mamma di Sara, testimone di Geova, è convinta che Sara "risorgerà", e crede nella giustizia divina più che in quella umana. "Non le importa nulla - ha raccontato il giornalista - di quello che succederà agli altri, l'unica cosa certa, per lei, è che Sara non c'é più e dubita dell'unica grande colpevolezza di Michele". Accanto a Concetta c'é il padre di Sara. Lui insiste molto sulle circostanze riguardanti il ritrovamento del cellulare: secondo lui, il telefonino di Sara non è caduto per terra come raccontato da Michele Misseri ma è stato tolto dalle mani di Sara, perché se fosse caduto risulterebbe ammaccato. Entrambi i genitori di Sara, ma soprattutto Concetta, sono convinti che Michele Misseri ha parlato e continuerà a parlare, "mentre Sabrina non parlerà".

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Sabrina Misseri, secondo suo padre, Michele, avrebbe indotto la cuginetta Sara a scendere nella cantina dove è stata uccisa e l'avrebbe trattenuta mentre veniva uccisa dall'uomo. Sono - si apprende da fonti vicine alla famiglia Misseri - le dichiarazioni fatte ieri da Michele che hanno portato al fermo di Sabrina. Michele Messeri ne ha parlato nei sopralluoghi che ha compiuto con i carabinieri sul luogo del delitto, primo tra tutti il garage dove sono stati ritrovati batteria e cuffiette del cellulare di Sara. Sull'ultima versione resa da Misseri a proposito delle fasi immediatamente precedenti l'omicidio e dell'uccisione stessa e sul coinvolgimento di Sabrina non ci sarebbero per ora riscontri oggettivi.

Sabrina non ha ammesso alcuna sua partecipazione al delitto: di qui la richiesta del suo difensore, avvocato Vito Russo, di giungere al più presto ad un incidente probatorio, che si svolge dinanzi al giudice delle indagini preliminari, per stabilire in modo irrevocabile, e in confronto tra le parti (accusa e difese), la versione più credibile. Intanto, Sabrina è stata portata in carcere: nelle prossime 48 ore la procura dovrà chiedere la convalida del fermo e l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare. Entro le successive 48 ore il gip fissa l'udienza di convalida.

Per dare informazioni sulle circostanze che hanno portato al fermo di Sabrina Misseri con le accuse di concorso col padre nel sequestro e nell'uccisione di Sara Scazzi, una conferenza stampa è stata convocata per le 11 nella sede del Comando provinciale dei carabinieri a Taranto. All'incontro con i giornalisti parteciperà - a quanto viene reso noto - il procuratore della Repubblica presso il tribunale ionico, Franco Sebastio.

dell'inviato Roberto Buonavoglia

MANDURIA (TARANTO) - Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo ed è stata rinchiusa nella notte nel carcere di Taranto. Con accuse assai pesanti: la cugina di Sara Scazzi, quella che era di fatto l'amica del cuore della piccola Sara, secondo la procura avrebbe avuto un ruolo nel sequestro di persona e nell'omicidio della quindicenne, avrebbe concorso nei reati con il padre Michele, reo confesso per il delitto. La notizia giunge come un macigno su questa angosciante vicenda e suona quasi incredibile se si ripensa a tutte le lacrime versate da Sabrina sulla morte della povera Sara.

Non basta: il suo fermo è la diretta conseguenza delle dichiarazioni accusatorie fatte nei suoi confronti dal padre, Michele Misseri, colui che fino a meno di 24 ore fa era per tutti il solo responsabile di una vicenda terribile, con i suoi strascichi di pedofilia e necrofilia. Prima di essere sottoposta a fermo, Sabrina è stata interrogata a lungo, per quasi sei ore, nella caserma dei carabinieri di Manduria, dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pm inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Non ha ammesso responsabilità, ha respinto tutte le accuse: il suo fermo - dice anche il suo difensore, l'avv.Vito Russo - è strettamente legato alle dichiarazioni fatte dal padre.

Anche la sorella Valentina non crede alla sua colpevolezza e appena si diffonde la notizia del suo fermo scrive sms ai giornalisti: "Sabrina è innocente!!!". Per la prima volta, in questo interrogatorio, Sabrina è stata assistita da un legale e questo aveva, già nel pomeriggio di ieri, fatto diffondere la notizia che fosse indagata, anche se sembrava che le venisse contestato il reato di concorso in occultamento di cadavere. La svolta è arrivata a conclusione di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che facevano un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L'esperimento è continuato poi nel casolare in cui - secondo il racconto iniziale dell'uomo - Michele Misseri avrebbe abusato sessualmente del cadavere di Sara, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell'uomo, il 6 ottobre scorso.

Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sé per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un 'due pezzi' da bagno invece degli indumenti intimi.

Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l'esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina.

Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Gli investigatori hanno quindi cominciato ad ascoltare Sabrina, che era lì già da parecchie ore: più o meno da mezzogiorno, dopo che, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, aveva lasciato la sua casa a bordo di una vettura dei carabinieri. Dopo sei ore, uno scarno comunicato della procura dà notizia del fermo di Sabrina e rende note le accuse: Sabrina - dice la nota - "é gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona ed omicidio volontario in concorso".


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Pm: uccisero Sarah perche' tacesse su molestie
Il pm: "Sabrina trascinò la cugina in cantina e la bloccò, mentre Michele Misseri la strangolava"



dell'inviato Roberto Buonavoglia

TARANTO - Sabrina detestava Sara. Non sopportava piu' la cugina da quando la quindicenne le aveva confidato che suo padre, Michele Misseri, la molestava sessualmente. Dopo aver saputo delle avances, la ventiduenne si era incattivita, aveva rivelato quelle confidenze al papa' e, insieme al genitore, nel primo pomeriggio del 26 agosto, avrebbe ucciso l'amica del cuore nel garage di casa: Sabrina avrebbe immobilizzato Sara 'cinturandola' ai fianchi con le mani mentre suo padre l'ha strangolata con una corda.
Ora la ventiduenne e' in carcere, assieme al padre, con accuse da ergastolo: sequestro di persona e concorso in omicidio volontario finalizzato a far ottenere al padre l'impunita' dal delitto di violenza sessuale.

Le agghiaccianti sequenze dell'omicidio sono contenute nelle tre pagine del decreto di fermo notificato ieri sera a Sabrina dopo le dichiarazioni di suo padre che ha - secondo i pm - con ''chiarezza e precisione'' tirato in ballo Sabrina, indicando il ruolo attivo della figlia nel ''trascinare con la forza'' nel garage la piccola Sara e nel suo omicidio.

La ricostruzione di quello che e' accaduto sembra essere uscita dal copione di un film dell'orrore. All'arrivo della quindicenne, Sabrina si sarebbe fatta trovare davanti alla porta del garage di casa sua, in via Grazia Deledda. Contro la volonta' della cugina, l'avrebbe costretta a scendere nella rimessa dove c'era suo padre.

I tre avrebbero parlato per qualche istante, poi Sabrina avrebbe immobilizzato Sara e suo padre le avrebbe stretto una corda attorno al collo, fino a quando la ragazzina e' caduta a terra ed e' morta. L'azione non sarebbe durata piu' di due minuti, durante i quali Sabrina avrebbe visto negli occhi Sara. Subito dopo Michele Misseri ha caricato il corpo della nipote sulla sua Seat Marbella rossa e l'ha coperto con un cartone. Sabrina, invece, e' uscita di corsa in strada dove ha incontrato, pochi istanti dopo, l'amica Mariangela con la quale aveva appuntamento per andare al mare assieme a Sara.

La messinscena della ragazza e' durata 50 giorni durante i quali Sabrina non si e' persa neppure un'apparizione televisiva, ha pianto davanti alle telecamere ogni volta che cominciava una diretta ed e' stata straordinariamente precisa sugli orari delle telefonate fatte a Sara fino al momento della scomparsa. Fino a quando suo padre, schiacciato dal rimorso, ha simulato il ritrovamento del cellulare della nipote e ha confessato il delitto.

L'uomo e' in carcere dal 7 ottobre. Fino a ieri aveva sempre detto di aver ucciso da solo Sara, di aver abusato sessualmente del suo cadavere e di aver gettato il corpo della fanciulla nel pozzo-cisterna in cui e' stato trovato. Una ricostruzione dei fatti, quella di Michele Misseri, che non ha mai convinto, anzi ha evidenziato molte contraddizioni.

La prima e' la diversa ricostruzione dei fatti su quanto accadde quel 26 di agosto, fornita da Sabrina e dalla sua amica Mariangela Spagnoletti, le cui dichiarazioni sono difinite dai pm ''rilevanti e fondamentali''. Mariangela, infatti, racconta di essere arrivata a casa Misseri e di aver visto Sabrina in strada molto agitata, che diceva: ''Sara non e' arrivata, l'hanno presa, l'hanno presa''. ''Non capivo il perche' di quell'allarme - avrebbe detto Mariangela ai pm - io pensavo ad un normalissimo ritardo di pochi minuti. Avevamo appuntamento alle 14.30, ed erano le 14.40''.

Sabrina giura invece che i fatti sono andati diversamente e che all'arrivo dell'amica era in veranda. La seconda contraddizione di Sabrina la fa emergere sempre Mariangela: riguarda le auto parcheggiate davanti a casa Misseri dopo che lei e Sabrina erano andate per due volte a casa della mamma di Sara. Mariangela dice che davanti a casa di Sabrina c'erano sia l'auto di famiglia dei Misseri, una Opel Astra, sia la Seat Marbella del padre. Quest'ultima era parcheggiata parallelamente al portone del garage. Fatto questo negato da Sabrina che dice che davanti a casa sua c'era solo la Opel.

Poi ci sono i contrasti tra Sabrina e sua madre Cosima: la prima dice che la figlia si e' alzata dal letto dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela con la quale doveva andare al mare; la figlia dice invece di essersi alzata alle 14.28, dopo aver ricevuto lo squillo di Sara.

Proprio incrociando le diverse contraddizioni con le dichiarazioni ''riscontrate e credibili'' fornite fino a ieri da Michele Misseri, gli inquirenti hanno stretto il cerchio attorno a Sabrina, sottoponendola a fermo dopo un interrogatorio di sei ore durante il quale la ragazza si e' difesa dimostrando di aver un carattere molto piu' forte di quello del padre che ha simulato il ritrovamento casuale del cellulare di Sara perche' - secondo i carabinieri del Rac - voleva ''autopunirsi'' e ''creare inconsciamente i presupporti per essere scoperto''.

Sabrina dal carcere continua a proclamare la sua innocenza, piange e si dispera. Fa sapere che non potra' piu' chiamare Michele Misseri 'papa''. Anche la mamma Cosima e la sorella Valentina si dicono certe dell'innocenza di Sabrina. Intanto, lunedi' la giovane comparira' davanti al gip per la convalida del fermo e stabilire se il movente ''intrafamiliare'' del delitto - come l'ha definito oggi il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio - regge.


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SARAH, SABRINA INTERCETTATA
'TUTTI ABBIAMO TOCCATO
IL CELLULARE'


        
                                      
    
         Nuova svolta nelle indagini sull'omicidio di Sara Scazzi. Secondo il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ci sarebbe una intercettazione che «smaschera» Sabrina Misseri. Il giornale riporta al riguardo «indiscrezioni», secondo le quali Sabrina in una circostanza direbbe in famiglia, a proposito del padre: «perchè ha fatto trovare il cellulare, il giorno prima lo abbiamo toccato tutti quel telefono, ci sono anche le nostre impronte...». A giudizio del giornale, questa frase «rischia di rivelare altre complicità in famiglia». Il cellulare di Sara fu fatto trovare da Michele Misseri il 29 settembre, poco più di un mese dopo la scomparsa di Sara: l'uomo raccontò di averlo trovato in campagna tra le ceneri di rami e foglie secche che aveva bruciato durante lavori di ripulitura di un fondo agricolo. Il cellulare è tuttora all'esame dei carabinieri del Ris, che vi avrebbero trovato frammenti di impronte diverse. Quando, il 6 ottobre, ha rivelato di aver ucciso Sara, Michele Misseri ha poi spiegato che il cellulare della ragazzina lo aveva tenuto sempre con sè tranne che per qualche ora in cui lo aveva lasciato per strada sperando che qualche passante lo vedesse e lo consegnasse agli investigatori.

MOGLIE DI MISSERI: "PRENDERANNO ANCHE ME" «Michele me lo possono anche abbandonare in cella per sempre. Ma Sabrina non c'entra, devono crederle. O sarò io la prossima, come mormora il paese? In fondo, sono la moglie di Michele, la mamma di Sabrina. Verranno a prendere anche me adesso? Quante ore vogliono tenermi sotto torchio? Michele ci sta uccidendo tutti quanti, uno dopo l'altro». Lo dice Cosima Serranno, la mamma di Sabrina Misseri, «accasciata dal dolore» come la descrivono Corriere della Sera e Repubblica, che riportano le sue parole dopo l'arresto anche della figlia. Cosima ha scritto anche una lettera in carcere a Sabrina: «Non mollare, ti vogliamo bene, devi avere fiducia, devi dire sempre la verità, devi ricordarti i momenti felici trascorsi con i tuoi affetti, il paese sta con te». «Che fanno i carabinieri qui fuori - si chiede - vogliono impedirmi di scappare?» «Quello - dice parlando del marito - tirerà in ballo anche me». «Dormivo, avevo faticato in campagna e stavo a letto a dormire quel 26 agosto». Anche Valentina difende la sorella, in carcere con l'accusa di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona: «Mia sorella non sarebbe mai stata capace di una tale abnormità, mia sorella che io ho visto disperarsi durante le varie ricerche di Sara ha sempre detto le stesse cose». «Se fosse vera questa atrocità - dice - mia sorella e mio padre si sarebbero smentiti a vicenda con la storia delle telefonate sul cellulare di Sara. Cosa ci sarebbe stato di meglio che, essendo complici, mettersi d'accordo sulla ricostruzione, sugli alibi, sui tempi e i modi della scomparsa?».


DOMANI LA CONVALIDA DEL FERMO Sabrina Misseri, cugina di Sara Scazzi e figlia di Michele, reo-confesso dell’omicidio di Sara, è indagata con l’accusa di sequestro di persona e concorso in omicidio. Secondo gli investigatori in quel pomeriggio del 26 agosto Sabrina avrebbe trascinato Sara nel garage di casa Misseri (da qui l'accusa di sequestro di persona). Una volta nel garage, Sabrina avrebbe trattenuto Sara «contro la sua volontà, cinturandola»con le braccia mentre il padre le cingeva una corda intorno al collo. Sabrina detestava Sara. Non sopportava più la cugina da quando la quindicenne le aveva confidato che suo padre, Michele Misseri, la molestava sessualmente. Dunque il movente « è probabilmente quello sessuale – ha detto l’avvocato della famiglia Scazzi, Nicodemo Gentile – la gelosia e la vergogna di dire al mondo che Misseri aveva avuto delle attenzioni sessuali per Sarah». Il movente dell'uccisione di sara Scazzi? «È un movente intrafamiliare, un fatto che si è sviluppato all'interno della famiglia»: lo ha detto il procuratore della Repubblica Franco Sebastio, in conferenza stampa. Intanto Sabrina è stata condotta in carcere. C'è attesa anche per l'udienza di convalida del fermo di Sabrina Misseri, indagata in concorso con il padre per sequestro di persona e omicidio volontario, che si svolgerà domani.
CITTADINI PORTANO FIORI SU TOMBA Molti cittadini di Avetrana, in occasione della giornata di festa della domenica, stanno portando fiori bianchi sulla tomba di Sara Scazzi nel cimitero del paese. La tomba di Sara è stata allestita all'ingresso del cimitero comunale: le persone che stanno andando a fare visita ai defunti si fermano per pochi attimi davanti alla tomba di Sara, recitano una preghiera e lasciano dei fiori bianchi. Nel cimitero sono arrivati anche alcuni giovani che pregano davanti alla tomba della 15/enne uccisa lo scorso 26 agosto.


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SABRINA, LA MADRE DAI PM:
"MIA FIGLIA INNOCENTE"
E MARIANGELA ACCUSA


        
                                      
    
         Troppi curiosi davanti alla casa del delitto e i carabinieri intervengono. Nel tardo pomeriggio vigili urbani e carabinieri hanno apposto un nastro rosso e bianco ai lati del cancello di casa Misseri. Ciò per evitare che le persone di avvicinino troppo o sostino davanti all'ingresso dell'abitazione. Ma ciò non ha scoraggiato i turisti dell'orrore che ora si affollano ai lati del cancello e del garage.

COSIMA SERRANO SENTITA COME TESTE La deposizione di Cosima Serrano è ritenuta necessaria per definire meglio i contrasti evidenziati dalla pubblica accusa nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina. I contrasti ritenuti di «sicura rilevanza» riguardano le divergenze tra il racconto di Sabrina e quello della mamma su quanto avvenne mentre le due donne erano in casa poco prima dell'arrivo di Sara, il 26 agosto, con la quale, assieme a Mariangela Spagnoletti, Sabrina doveva andare al mare. Cosima dice che la figlia si alzò dal letto per prepararsi dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela; la figlia dice invece di essere rimasta a letto fino alle 14.28, quando ricevette lo squillo col quale Sara l'avvisava che stava arrivando.

L'SMS DI VALENTINA Intanto Valentina Misseri, sorella minore di Sabrina, accusata per concorso in omicidio di Sarah Scazzi, ha inviato un sms a News Mediaset, l'agenzia del gruppo: «Sabrina è innocente! Questa è la cosa più importante! Mio padre ha ucciso Sarah e ora sta uccidendo la figlia». Valentina da giorni ha una posizione molto chiara sul delitto della cugina, difendendo a spada tratta Sabrina. Per lei il padre avrebbe commesso l'omicidio da solo.
«Mia figlia è innocente e io non ho paura di essere tirata in ballo perchè in questa storia non c'entro nulla». Lo ha detto Cosima, la moglie di Michele Misseri, al vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia, che nel pomeriggio è andato a trovarla.

LA RABBIA DI MARIANGELA «Se è vero che lei ha contribuito all'omicidio di Sarah voglio che paghi fino in fondo se invece è innocente come lei continua a gridare apertamente, sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina Misseri, lo ha scritto questa mattina in una lettera all'inviata del Tg5 Francesca Pozzi. Nella lettera - della quale il Tg5 diffonde il testo - Mariangela conferma alcune sue dichiarazioni, particolari delle quali risultano in contrasto con elementi forniti da Sabrina. Mariangela è la giovane con la quale il 26 agosto Sabrina e sara avevano appuntamento sotto casa dei Misseri per andare al mare e, con Mariangela, Sabrina comincia le sue ricerche della cuginetta scomparsa. «Cara Francesca, al momento - scrive tra l'altro Mariangela - non voglio rilasciare interviste perchè aspetto che tutto sia chiarito. Quando ho appreso dell'arresto di Sabrina, ho provato tanta rabbia perchè mi sono sentita presa in giro da Sabrina che era una mia ex amica. I nostri rapporti si sono deteriorati perchè lei voleva che io parlassi con i giornalisti e io mi sono rifiutata». «Quel giorno - aggiunge Mariangela - quando sono arrivata a casa alle 14,40 lei era in strada molto agitata e il padre non c'era sul garage. Mi è apparso molto strano che fosse già sulla strada e mi è apparso ancora più strano che da subito lei mi abbia detto 'l'hanno presà». «Io - continua la giovane - ho visto suo padre solo una volta di fronte al garage la seconda volta che siamo tornate lì in macchina, lui stava chinato e trafficava con qualcosa in mano. Se io avessi davanti Sabrina le chiederei perchè l'ha fatto e perchè ha mentito tutto questo tempo».

IL LEGALE ANNUNCIA RICORSI La difesa di Sabrina Misseri annuncia che impugnerà l'eventuale ordinanza di custodia cautelare che la procura ha chiesto al gip di emettere al termine dell'udienza di convalida del fermo della ventiduenne, prevista per domani nel carcere di Taranto. Lo annuncia uno dei legali di Sabrina, Vito Russo, che, in base alle motivazioni contenute nell'eventuale provvedimento, deciderà se impugnarlo dinanzi al tribunale del Riesame o se ricorrere 'per saltum' direttamente in Cassazione. L'udienza di domani si svolgerà dinanzi al gip di Taranto Martino Rosati. Il giudice per le indagini preliminari ha tre possibilità: può decidere di convalidare il fermo e, in questo caso, emettere l'ordinanza di custodia cautelare; può non convalidarlo (per questioni tecniche legate, ad esempio, all'insussistenza del pericolo di fuga dell'indagata) ed emettere comunque il provvedimento restrittivo in carcere; oppure può non convalidare il fermo rilevando la mancanza dei presupposti previsti dalla legge (gravi indizi di colpevolezza e/o esigenze cautelari) e scarcerare l'indagata.


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l'orrore senza fine...


Sarah Scazzi “può essere stata strangolata da una donna”. Il medico legale alimenta i dubbi su Sabrina

   


Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi

Sarah Scazzi può essere stata strangolata da una donna. Le parole del medico legale Luigi Strada gettano ulteriori ombre sul “giallo di Avetrana”, complicando la posizione della cugina della vittima, Sabrina Misseri. Secondo il racconto di Michele Misseri, il padre si Sabrina che si è autoaccusato dell’omicidio, era stato lui a strangolare la nipote mentre sua figlia teneva ferma la ragazzina.
Ma per il medico legale “le lesioni riscontrate sul collo della vittima sono compatibili anche con l’azione di una persona di sesso femminile, non particolarmente gracile”. Quindi non è escluso che l’assassino “materiale” possa essere stata una donna: un’ipotesi che potrebbe smentire il racconto di “zio Michele”.
Sabrina Misseri è attualmente in stato di fermo: il 18 ottobre comparirà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di convalida di tale misura.
Dal carcere in cui si trova, la ragazza continua a smentire la versione del padre. Michele l’ha accusata di complicità: stando al racconto dell’uomo, la figlia avrebbe trascinato Sarah nel garage di casa e poi l’avrebbe tenuta ferma mentre lui la strangolava. Sabrina ha respinto tutte le accuse, tacciando il genitore di “follia”.
A breve verrà interrogata anche la moglie di Michele, Cosima Spagnolo, come persona informata sui fatti. Gli investigatori ritengono che per riscontrare elementi decisivi ai fini dell’inchiesta siano fondamentali i tabulati telefonici dei cellulari della famiglia Misseri: attraverso conversazioni e sms cercheranno di ricostruire tutti gli spostamenti di Michele, Sabrina e degli altri parenti.


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SABRINA, LA SORELLA: "VOI
L'AVETE ROVINATA"


        
                                      
    
         «Andate via tutti, non vi sopportiamo più, non avete mai aiutato mia sorella, l'avete rovinata pure voi»: è stato questo lo sfogo fatto stamani con i giornalisti da Valentina Misseri, sorella di Sabrina, che poco fa è rientrata nella sua abitazione con la madre Cosima. Anche quest'ultima ha chiesto ai giornalisti di andare via. Davanti alla villetta di via Deledda, anche questa mattina, sono presenti numerosi giornalisti e operatori televisivi. Le strade di accesso all'abitazione della famiglia Misseri sono transennate con nastro bianco e rosso.

LA MADRE: «SABRINA INNOCENTE» È pronta ad urlare al giudice la propria innocenza. A dire che il padre è impazzito, che dopo aver ucciso Sara vuole incastrare anche lei. La madre e la sorella sono dalla sua parte, la difendono e sono pronte a giurare che Sabrina che è sicuramente innocente. Per Sabrina Misseri la prossima notte sarà la più lunga delle due trascorse finora nel carcere di Taranto. Domattina, nel penitenziario ionico, comparirà davanti al gip Martino Rosati che dovrà pronunciarsi sulla richiesta dei pubblici ministeri di convalidare il fermo della ventiduenne, accusata dal padre di aver trascinato con la forza Sara nel garage di casa e di averla 'cinturatà con le braccia mentre l'uomo, Michele, la strangolava con una corda. Movente del delitto: evitare che Sara parlasse con altri delle molestie sessuali che subiva dallo zio Michele. «Sono innocente, non ho fatto nulla», ripeterà Sabrina che, in preda alla disperazione, continua a dire: «Voglio vedere se mio padre ha il coraggio di accusarmi guardandomi negli occhi, voglio un confronto con lui». Ma prima che Sabrina possa parlare con il suo giudice, a difenderla ci pensano i suoi avvocati, Vito Russo e Emilia Velletri. Russo, parlando della strategia scelta dal legale del papà di Sabrina, afferma: «Michele Misseri viene imboccato dal suo difensore perchè una persona così imprecisa e non acculturata non può essere così puntuale nel fornire una ricostruzione dei fatti di questo tipo. Quale ruolo vuol avere Misseri, quello di collaboratore per avere sconti di pena?». Parole dalle quali si capisce che la battaglia legale è tutta sulla credibilità dell'uomo, in carcere dal 7 ottobre dopo aver confessato di aver ucciso da solo la nipote, di aver abusato sessualmente del cadavere e di aver scaraventato il corpo della fanciulla in un pozzo. Salvo poi cambiare versione varie volte e l'ultima volta per accusare la figlia Sabrina. All'indagato, però, continua a non credere il suo avvocato, Daniele Galoppa, che rilancia, sempre davanti alle telecamere: «Ho forti dubbi ancora che il mio assistito sia stato il vero colpevole di questa situazione. Oggi è più credibile, io credo che ci sia qualcosa di altro». Al centro dell'attenzione è anche Mariangela della quale si parla nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina per evidenziare le contraddizioni della ragazza. «Se è vero che Sabrina ha contribuito all'omicidio di Sara - dice Mariangela - voglio che paghi fino in fondo, se invece è innocente, come lei continua a gridare apertamente, sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». «Sabrina non ha fatto nulla, è innocente! Questa è la cosa più importante!», ribatte la sorella maggiore, Valentina, che aggiunge: «Mi sembra assurdo che credano a quello che dice papà, i suoi interrogatori sono diversi l'uno dall'altro. È assurdo quello che sta succedendo a Sabrina. Non solo papà ha ammazzato Sara ma ora sta rovinando anche la figlia». Sotto choc per le accuse del marito alla figlia è mamma Cosima. «Mio marito sta dicendo cose incredibili, è fuori di testa. Mia figlia - dice al vicensindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia - è innocente e io non ho paura di essere tirata in ballo perchè in questa storia non c'entro nulla». La donna sarà ascoltata a giorni come 'persona informata dei fattì. La sua deposizione è ritenuta necessaria per definire meglio i contrasti evidenziati dalla pubblica accusa nel provvedimento di fermo a carico di Sabrina. I contrasti ritenuti di «sicura rilevanza» riguardano le divergenze tra il racconto di Sabrina e quello della mamma su quanto avvenne mentre le due donne erano in casa poco prima dell'arrivo di Sara, il 26 agosto, con la quale, assieme a Mariangela, Sabrina doveva andare al mare. Cosima dice che la figlia si alzò dal letto per prepararsi dopo aver ricevuto il primo sms di Mariangela; la figlia dice invece di essere rimasta a letto fino alle 14.28, quando ricevette lo squillo col quale Sara l'avvisava che stava arrivando. Domani, intanto, mamma Cosima saprà se il gip Rosati crederà al marito e lascerà in carcere Sabrina. Rosati è lo stesso giudice che ha convalidato il fermo di Michele Misseri e che ha lanciato il sospetto sulle ombre ancora da diradare attorno al delitto. Come è stato possibile - si chiede il giudice nel provvedimento restrittivo - che la moglie e la figlia di Misseri, pur essendo in casa, non abbiano visto e sentito nulla? Come ha potuto Misseri agire in quel modo, a pochi metri dal portone, completamente spalancato, del garage, nel centro del paese e con moglie e figlia in casa? Domande alle quali la procura ritiene di aver dato una risposta con l'inaspettato fermo di Sabrina.

MARIANGELA SUPERTESTIMONE Tante donne e un uomo i protagonisti della vicenda che, come i casi giudiziari di una volta, fa parlare l'Italia da giorni. E tra le protagoniste c'è anche Mariangela Spagnoletti: in un primo momento personaggio solo di secondo piano, poi, di colpo, portata alla ribalta per le sue dichiarazioni che hanno fatto aggravare la posizione di Sabrina Misseri, ora in carcere con l'accusa di aver partecipato all'assassinio di Sara Scazzi.
Il suo racconto di quel 26 agosto si discostava per più di un particolare da quello dell'amica Sabrina, gli orari e i luoghi in cui le ragazze si sarebbero incontrate quel giorno non combaciavano e ciò ha insospettito gli investigatori. Per ora Mariangela non riesce a perdonare la sua (ex) amica: «Se è vero che lei ha contribuito all'omicidio di Sarah voglio che paghi fino in fondo, se invece ‚ innocente come lei continua a gridare apertamente sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla». Quel 26 agosto Mariangela guidava l'automobile con cui lei, Sabrina e Sara sarebbero dovute andare al mare. Ma quella gita non c'è mai stata e quel pomeriggio ha cambiato anche la sua vita. L'ha cambiata perchè Sabrina e Mariangela erano amiche, ma poi, la scomparsa e il successivo ritrovamento del cadavere di Sara hanno fatto sì che le due si allontanassero.
«I nostri rapporti - ha scritto Mariangela in una lettera a Francesca Pozzi, inviata del Tg5 - si sono deteriorati perchè lei voleva che io parlassi con i giornalisti e io mi sono rifiutata». E fino ad ora Mariangela è davvero l'unica protagonista di questa terribile vicenda a non aver rilasciato interviste. Anche oggi molti giornalisti l'hanno cercata, ma lei e i suoi famigliari non hanno neanche risposto al citofono di casa. Per un attimo, più volte, si sono affacciati, ma dopo aver visto microfoni e telecamere hanno definitivamente sbarrato porte e finestre. «Non abbiamo nulla da dire», avevano ripetuto nei giorni scorsi.Del resto, Mariangela non ha mai cambiato versione e anche oggi, nella lettera scritta a mano alla giornalista del Tg5, ha confermato quello che ha raccontato agli inquirenti fin dai primi momenti della scomparsa della studentessa 15enne. «Quel giorno - aggiunge Mariangela - quando sono arrivata a casa alle 14,40, lei era in strada molto agitata e il padre non c'era sul garage. Mi è parso molto strano che fosse già sulla strada e mi è parso ancora più strano che da subito lei mi abbia detto 'l'hanno presa.' Io - ha aggiunto la giovane - ho visto suo padre solo una volta di fronte al garage la seconda volta che siamo tornate lì in macchina, lui stava chinato e trafficava con qualcosa in mano. Se io avessi davanti Sabrina le chiederei perchè l'ha fatto e perchè ha mentito tutto questo tempo».

CURIOSI AD AVETRANA Una normale domenica, in famiglia, seguendo l'itinerario del turismo dell'orrore: oggi, ad Avetrana, sono arrivati in tanti, in tantissimi, padre, madre e figli piccoli, giovani fidanzati e anziani, per «vedere la casa dell'orco», la casa di zio Michele Misseri, e per rendersi conto, dal vivo, di dove, quel pomeriggio del 26 agosto, ha nascosto il povero cadavere della nipote 15enne. Questa domenica, nel piccolo paese in provincia di Taranto, è stata segnata da un continuo afflusso di persone. Non solo dai Comuni limitrofi, ma anche da Bari, Lecce e altre città pugliesi. Molti hanno detto di essere venuti solo per portare solidarietà alla famiglia Scazzi «per una vicenda che ci ha toccato tuttì, ma la sensazione è che tutti fossero ad Avetrana soprattutto per vedere la casa di zio Michele e la porta del garage dove è stata uccisa Sara e le campagne dove c'è il pozzo, che per 42 giorni ha fatto da tomba alla giovane. Per dire, insomma, »c'ero anch'io«. E così davanti a casa Misseri, fin da stamani, c'è stata tantissima gente, nel pomeriggio sono addirittura intervenuti i Carabinieri e la Polizia municipale per transennare l'area con del nastro bianco e rosso e liberare l'accesso all'abitazione dove, per tutta la giornata, sono rimaste chiuse Valentina la figlia maggiore e la mamma Cosima. Fuori i curiosi hanno sbirciato dal cancello, girato video, fatto fotografie e qualcuno ha addirittura pensato di scattare con il telefonino immagini in posa davanti al garage. Turismo dell'orrore che ha avuto una tappa anche davanti casa della famiglia Scazzi: lì ci sono ancora tanti bigliettini e fiori bianchi. In serata tra la case di Michele Misseri e quella della famiglia Scarri i giovani del paese hanno esposto un grande striscione con la scritta: »Giustizia 'verà per Sara«. Ma anche dalla Messa dei bambini, è arrivato un messaggio candido, pronunciato dai più piccoli: »Preghiamo per Sara Scazzi«, »Preghiamo per Sara«, hanno detto due giovanissimi nella Preghiera dei fedeli durante la cerimonia delle ore 10.30 celebrata da Don Dario De Stefano, che, almeno in chiesa, non ha voluto la presenza delle telecamere. A casa Misseri, anche oggi come accade da giorni, sono entrati solo alcuni giornalisti: è un altro aspetto di una storia che, comunque, segnerà una nuova pagina della comunicazione della cronaca nera, partendo ovviamente dalla notizia del ritrovamento del cadavere in diretta tv. Ormai, ad esempio, sono numerosi gli sms inviati in diretta ai giornalisti da casa Misseri: l'ultimo oggi a una giornalista dell'agenzia News Mediaset. »Sabrina - ha scritto Valentina Misseri, riferendosi alla sorella - è innocente! Questa è la cosa più importante! Mio padre ha ucciso Sara e ora sta uccidendo la figlia«. In paese, ovviamente, l'assalto mediatico non è ancora finito, con decine di giornalisti e operatori in cerca di nuove, eclatanti dichiarazioni. E in una tragedia senza fine si inserisce - come era quasi inevitabile che accadesse - anche il lato peggiore di Facebook. Sulla pagina intitolata '500mila fan uniti per trovare Sara Scazzì, che ha quasi 55mila iscritti, è comparso (e dopo meno di due ore è stato cancellato) perfino l'intervento di qualcuno che, dopo aver aperto un nuovo profilo, si presentava proprio come Sabrina Misseri e sosteneva di scrivere dal carcere, anche se il fatto che la ragazza sia in isolamento fa escludere che ciò sia possibile: una delle poche certezze di un omicidio che, come pochi altri in Italia, è circondato adesso anche da »file di curiosi«.


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SARAH SCAZZI, I CARABINIERI
A CASA MISSERI


                                       
    
         I carabinieri della polizia giudiziaria di Taranto sono entrati poco dopo le 13.30 nell'abitazione di Michele Misseri in via Grazia Deledda ad Avetrana (Taranto). I militari sono stati nell'abitazione per una decina di minuti e quando sono usciti non hanno risposto alle domande dei giornalisti.

POSSIBILE OMIVIDIO COMPIUTO DA UNA DONNA «Le lesioni riscontrate sul collo della vittima sono compatibili anche con l'azione di una persona di sesso femminile, non particolarmente gracile». Lo avrebbe detto Luigi Strada, medico legale nell'omicidio di Sara Scazzi, secondo dichiarazioni virgolettate riportate oggi da alcuni quotidiani. Intervistata dalla Stampa, la superteste Mariangela, amica di Sabrina, la cugina di Sara, si sfoga così: «Mi sento tradita, se la mia amica c'entra la deve pagare». «Io non ho accusato nessuno - aggiunge - mi hanno fatto domande e ho dato risposte. E ora guardi un pò che mi capita..non riesco neanche più ad andare al lavoro». Ma, aggiunge, «rifarei quello che ho fatto, devo stare con la coscienza tranquilla». In una intervista a Repubblica, Cosima Spagnolo, madre di Sabrina, afferma invece: «Voglio andare in carcere da mio marito (Michele Misseri, ndr). Solo per dirgli: lo sai che tua figlia sta in una cella a pochi metri da te, là nel reparto di fronte, sai che è un'infamia accusare un innocente?».

CONVALIDATO IL FERMO DI SABRINA È giunto poco dopo mezzogiorno nella casa circondariale di Taranto il gip del Tribunale Martino Rosati per l'udienza di convalida del fermo di Sabrina Misseri, la giovane 22enne accusata di concorso nel sequestro e nell'omicidio della cugina Sara Scazzi. Dell'assassinio è anche accusato il padre di Sabrina, Michele, in carcere dallo scorso 7 ottobre, il quale risponde anche dei reati di vilipendio e occultamento di cadavere.

SABRINA, PORTATI IN CARCERE I VESTITI Cosima Serrano e la figlia Valentina Misseri sono andate stamani in carcere a Taranto per portare abiti e biancheria per Sabrina Misseri, indagata per concorso nell'omicidio della cugina Sara Scazzi. Lo ha detto ai giornalisti il vice sindaco di Avetrana Alessandro Scarciglia, che poco fa è uscito dalla abitazione della famiglia Misseri. Scarciglia ha aggiunto che «Valentina si è scusata per lo sfogo con i giornalisti, ma stanno soffrendo per la presenza dei media davanti casa». Il vice sindaco ha riferito che «la famiglia Misseri, o meglio quello che rimane della famiglia Misseri, è affranta e continua a credere nell'innocenza di Sabrina. Cosima - ha continuato Scarciglia - pensa che il marito sia 'fuori di testà». Rispondendo alle domande dei cronisti, Scarciglia ha detto «di non aver parlato con Cosima e Valentina dell'amica Mariangela» e che «da quel che gli risulta non ci sono stati contatti tra le due donne della famiglia Misseri e Concetta Scazzi».

L'ALLARME DEL TELEFONO AZZURRO Sul drammatico caso di Sara Scazzi si sta consumando uno «show tossico, per tutti ma soprattutto per i bambini nei quali crea allarme. Questa non è un'occasione per fare grandi ascolti». Sul caso «vanno abbassati i toni». È l'appello-denuncia del presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, lanciato a margine di un convegno sui minori scomparsi. Della violenza sui minori, come quella subita da Sara, «bisogna parlare seriamente. È inopportuno - ha osservato - creare allarme, specie nei bambini e nei ragazzi. Sul caso, vediamo programmi a tutte le ore che danno conto di particolari. È difficile per i più deboli elaborare queste informazioni. E il fatto che si facciano visite ad Avetrano, è il segnale che si è superato il limite corretto dell'informazione». Secondo le segnalazioni che sta ricevendo l'associazione, dopo il caso Sara «c'è un senso di insicurezza che pervade i ragazzi e i bambini. Con loro bisogna parlare, tranquillizzarli. Lo facciano i genitori e la scuola, stiano loro vicino. Non si parli però del fatto di cronaca ma educare i ragazzi a chiedere aiuto. Soprattutto, i ragazzi e i bambini vanno ascoltati. L' Italia è in ritardo, deve imparare dai paesi del Nord Europa. Purtroppo Sara è stata una vittima che per molto tempo non ha parlato e quando l'ha fatto si è rivolta alle persone sbagliate». Caffo ha riferito che Telefono Azzurro, alla scomparsa della giovane di Avetrana, si è subito attivato e ha messo a disposizione le sue linee telefoniche: «in quei giorni i media hanno avuto un'attenzione ridotta sul caso. Invece oggi se ne parla troppo e non sempre pensando a proteggere l'immagine di Sara. Ciò che serve è l'approfondimento dei grandi temi ed anche l'applicazione della Carta di Treviso». Soprattutto, «è necessario che sia accolta la disperazione dei ragazzi, bisogna evitare che come nel caso di Sara si arrivi troppo tardi. In caso di violenze subite nella maggior parte dei casi, i ragazzi e i bambini non parlano. L'informazione dovrebbe contribuire a lanciare un messaggio chiaro: avere coraggio e parlare, ci si può liberare delle violenze avendo fiducia negli adulti. È questo il nostro compito».

IL PADRE: «PORTO VIA MIA MOGLIE» «Quelli me l'hanno portata via e ormai quel che è fatto è fatto, e non c'è rimedio. E così per me quelli è come se non esistessero più. Non li voglio nemmeno odiare perchè l'odio mi aumenterebbe il dolore e non mi restituirebbe la mia bambina». Così il padre di Sara Scazzi, Giacomo, che, in un' intervista al Quotidiano nazionale spiega di voler portare via la moglie dal paese dove è avvenuto il delitto. «Capisco che pure adesso che Sara è stata seppellita - si sfoga Giacomo Scazzi - questa è una storia che non finirà mai, che non mi abbandonerà mai, che ci distruggerà tutti, chi in carcere, chi per il dolore, è un peso terribile. Anche per questo - aggiunge -, una volta che sarà costruito il monumento per Sara, io verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana. Verrà con me e mio figlio su in Lombardia. Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo, ci verremo solo per portare i fiori a Sara». Sullo zio e sulla cugina di Sara, Giacomo Scazzi afferma di non voler serbare «rancori» ma chiede che «paghino fino in fondo, se hanno colpa». «Io non ho mai avuto sospetti nei loro confronti - aggiunge -, mi sono fidato di loro, meno che mai ho avuto sospetti su quella (Sabrina, ndr) che era la migliore amica di mia figlia».

LEGALE DI SARAH: «LE MISSERI SI PENTANO SE COLPEVOLI» «Oggi chiediamo alle donne della famiglia Misseri, se realmente coinvolte o consapevoli della vicenda di Sara, di pentirsi e di rompere il segreto familiare, di modo che questa enorme tragedia non generi più ulteriori lacrime e dolore». Lo ha dichiarato all'ANSA l'avv. Nicodemo Gentile, che insieme all'avv. Walter Biscotti cura gli interessi della famiglia Scazzi. Alle 12, nel carcere di Taranto, è fissato l'interrogatorio di garanzia di Sabrina Misseri, cugina di Sara, in stato di fermo per concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Nei prossimi giorni gli inquirenti dovrebbero sentire anche la madre di Sabrina, Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, reo confesso del delitto.


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Sabrina, Sarah e il mistero di quei sei SMS nella testimonianza di Mariangela.

   
 
    Il mistero di quel pomeriggio di quel maledetto 26 agosto in cui Sarah Scazzi è stata strozzata può essere risolto da sei sms tra Sabrina, Sarah e Mariangela che, secondo Giuliano Foschini di Repubblica  ”ricostruiscono i minuti immediatamente prima del delitto” e incastrerebbero Sabrina: “Ha chiesto a Sarah di andare al mare prima di avere la conferma della gita da Mariangela”. Secondo gli investigatori sarebbe la prova che Sabrina avesse già in mente di dare la lezione alla cugina Sarah”.


Vediamo la sequenza.


Ore 14,10, Sabrina a Sarah: “Mettiti il costume che andiamo al mare”.


Ore 14,18, Sabrina Sarah : “Hai letto il messaggio?”.


Stessa ora, Mariangela a Sabrina: “Preparati che andiamo al mare”.


Ore 14,22, Sabrina a Mariangela: “Ok, avviso Sarah?”.


Ore 14,22Mariangela a Sabrina: “Sì”.


Ore 14,23, Sabrina a Mariangela: “Sono pronta”.


Due circostanze insospettiscono gli investigatori. Una è che Sabrina chieda a Mariangela alle 14,22 se avvisare Sarah, che lei stessa aveva già avvisato dodici minuti prima. L’altra sono i cinque minuti tra i 18 e i 23 in cui, riferisce Foschini, “succede qualcosa”.


Quando Mariangela arriva davanti alla casa di Sabrina, assieme fanno lo squillo a Sarah e qui, scrive Foschini, comincia il giallo.
Foschini riporta le parole che ha lui stesso raccolto da Mariangela, di cognome Spagnoletti. Gli inquirenti, dice, la definiscono una testimone «genuina », «che mai si contraddice nei suoi racconti», e «per questo assolutamente attendibile».
Mariangela giura di aver raccontato ai magistrati «soltanto la verità», prima quando l’hanno sentita i carabinieri di Avetrana e poi quando l’hanno interrogata quelli del comando provinciale di Taranto.


Questa la sintesi del racconto di Mariangela: “Sono arrivata a casa di Sabrina attorno alle 14,30-14,40. Lei era stranamente agitata, e mi aspettava sul marciapiede».
(Sabrina nega e dice invece di averla aspettata nel patio. Ma Mariangela è certa dei suoi ricordi).
Mariangela dice: “Fuori c’erano le due auto della famiglia Misseri, la Opel Astra di Cosima Spagnolo, moglie di Misseri, davanti al cancello d’ingresso e la Seat Marbella del padre, con il muso davanti all’ingressodel garage. Sabrina entra in auto, dietro era seduta la mia sorellina, e mi dice che Sarah non è ancora arrivata. Ripeto, era nervosa e aveva il telefonino in mano. Mi ha detto che la stava chiamando, che il telefono squillava e poi è caduta la linea. Siamo andati verso casa di Sarah”.
Arrivate a casa di Sarah, Sabrina e Mariangela chiedono alla mamma di Sarah, Concetta Spagnolo, poi tornano alla casa di Sabrina, dove ”le auto sono nella stessa posizione in cui Mariangela le aveva notate in precedenza, dieci o quindici minuti prima. Una novità: “Fuori c’è il padre di Sabrina, Michele, mi sembrava come piegato sotto la Marbella. Mi sembrava che stesse caricando qualcosa, forse un pezzo di ferro. Sabrina gli chiede se ha visto Sarah e di dirle, se arriva, che noi la stiamo cercando”.
Si rimettono in auto e fanno un giro ancora nel paese, passano ancora alla casa di Sarah.
Si sono fatte le 15,10-15,15. Sabrina e Mariangela sono di nuovo davanti alla casa dei Misseri. Racconta Mariangela: “In quel momento Cosima sta uscendo di casa, è davanti all’Astra. La Marbella di Misseri si è spostata di qualche metro, parallela all’entrata del garage”, particolare che per i pm è molto rilevante perché proverebbe che Misseri fosse ancora in casa, circostanza invece sempre negata da Sabrina.
Mariangela deve fare un giro verso casa sua e concorda con Sabrina e la madre de lei Cosima che l’avrebbero seguita con la loro auto.
Qui un altro momento clou del giallo. Dice Mariangela: “Io sono arrivata in tre minuti, loro ce ne hanno messo dieci in più. Non so dove sono andate nel frattempo né gliel’ho chiesto”.
Intorno a questi dieci minuti di buco gli investigatori costruiscono gran parte dell’ultima parte dell’indagine, quella che deve cominciare. Secondo Foschini, “probabilmente cosa hanno fatto lo chiederanno a Cosima nel corso del suo interrogatorio come persona informata sui fatti, tenendo sempre presente che, se mai la signora avesse visto qualcosa (al momento circostanza non provata) non potrebbe rispondere di favoreggiamento nei confronti del marito e della figlia, perché il codice non prevede il favoreggiamento per i congiunti.
Riferisce ancora Foschini che “sul tavolo degli investigatori ci sono una serie di sms che Sabrina avrebbe inviato a Mariangela negli ultimi giorni. «Stronza, stai dicendo bugie» dice in uno, oppure «vai in televisione a dire che racconto la verità», testi però nei quali gli avvocati di Sabrina, Vito Russo ed Emilia Velletri, vedono soltanto la decisione di una persona a far rispettare la propria verità. «Sabrina non ha mentito e lo dimostreremo in sede di incidente probatorio» ripetono convinti dell’innocenza della loro assistita.


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SABRINA, CARCERE O LIBERTÀ:
IL GIP DECIDE ENTRO 48 ORE


        
                                      
    
         Il gip di Taranto si è riservato di decidere entro 48 ore se emettere ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Sabrina Misseri o se liberarla. I difensori della ragazza, infatti, hanno chiesto nel corso dell'udienza, l'immediata scarcerazione. Secondo quanto si è appreso, il gip, per ora, si è limitato alla convalida del fermo, confermando la correttezza dell'operato degli inquirenti. Ora, alla luce anche delle valutazioni del pm e delle dichiarazioni di innocenza della giovane, deciderà se accogliere la richiesta dell'accusa del carcere per Sabrina o quella della difesa per la scarcerazione.

COSIMA IN PROCURA "Cosima Serrano è persona informata dei fatti e deve essere ascoltata". L'attesa convocazione della procura di Taranto è arrivata in tempi rapidissimi per le 15.30 di oggi. L'interrogatorio è previsto per le 16.00 e sarà condotto dai pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, che hanno appena concluso il loro impegno in carcere nell'udienza di convalida dinanzi al gip per il fermo di Sabrina Misseri. Il gip a sua volta ha lasciato la casa circondariale senza rilasciare alcuna dichiarazione.


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SARAH, LO ZIO RITRATTA:
"NON L'HO STUPRATA"
LA MADRE DI SABRINA DAI PM


        
                                      
    
         Per ora Sabrina resta in carcere. A pesare su di lei, nell'angusta cella della casa circondariale di Taranto dove è guardata a vista ventiquattro ore su ventiquattro, la terribile accusa di aver partecipato con il padre-accusatore, e con un ruolo decisivo, al sequestro e successivo strangolamento della cugina Sara. Quarta notte in cella, quindi, nonostante abbia dichiarato al gip Martino Rosati, durante l'udienza di convalida del fermo, la sua completa estraneità al delitto e la follia di un padre che l'ha coinvolta ingiustamente e immotivatamente in questa vicenda. Il giudice ha sì convalidato il fermo disposto venerdì scorso dalla procura ma si è riservato di decidere entro quarantotto ore se emettere ordinanza di custodia cautelare o disporre la scarcerazione di Sabrina. La giornata, peraltro, si è chiusa con un nuovo clamoroso annuncio fatto dal legale di Michele Misseri. Il mio assistito - ha anticipato Daniele Galoppa - non ha stuprato il cadavere di Sara e vuole ritrattare questa dichiarazione. «Il povero Michele -aggiunge poi facendo la rappresentazione di un uomo completamente in balia delle donne - non contava nulla in casa sua, viveva »accerchiato in un gineceo« e »non gestiva neppure un centesimo«.

Due ore e mezzo di un serrato interrogatorio, nel corso del quale sono state contestate a Sabrina le circostanze della chiamata in correità da parte del padre, non hanno per ora sciolto gli enigmi. Se la riserva di decisione del gip possa assegnare qualche punto a favore delle speranze di proscioglimento e di libertà di Sabrina è azzardato dirlo. Anche perchè potrebbe significare l'esatto contrario, cioè che il gip si è preso il massimo del tempo per motivare un provvedimento di estrema gravità nei confronti della cugina di Sara, come chiesto dalla procura. »Serena e determinata« è stata definita dai suoi legali la difesa di Sabrina. Su tutti i punti che le sono stati contestati - su tutte le incongruenze con la versione dell'amica Mariangela che il giorno della scomparsa di Sara l'aspettava sotto casa per andare al mare, e le varie accuse mossole dal papà- Sabrina ha opposto la sua verità. Identica a quella che ha sempre professato davanti a taccuini e tv, e che è stata ribadita fin nelle ultime ore da mamma Cosima e sorella Valentina, ma che purtroppo non è quella denunciata da Michele Misseri. »Le contraddizioni sugli orari sono apparenti - rileva il suo difensore Vito Russo - Sabrina ha fatto delle puntualizzazioni ed è pronta all'eventuale confronto con il padre«. »Comunque - aggiunge - il fatto che il gip si è riservato di decidere, per noi è già un risultato importante«. Contraddizioni che comunque la procura tende a far emergere come dimostra l'attività investigativa che non ha soste. Per tre ore nel pomeriggio la mamma di Sabrina ha risposto come testimone alle domande del pm sui movimenti in casa di Sabrina in quel fatidico 26 agosto. Poi è stata la volta di un amico della giovane, Alessio Piselli, a raccontare cosa gli disse Sabrina il giorno della scomparsa di Sara. Sullo sfondo l'ennesima versione che Michele Misseri sarebbe pronto a fornire. Il suo legale lo ha nuovamente incontrato: l'ultima verità sarebbe che non c'è stato vilipendio del cadavere di Sara, ossia che è falsa la dichiarazione di uno stupro avvenuto sul corpo inerme della nipote.

L'ALLARME DEL TELEFONO AZZURRO Sul drammatico caso di Sara Scazzi si sta consumando uno «show tossico, per tutti ma soprattutto per i bambini nei quali crea allarme. Questa non è un'occasione per fare grandi ascolti». Sul caso «vanno abbassati i toni». È l'appello-denuncia del presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, lanciato a margine di un convegno sui minori scomparsi. Della violenza sui minori, come quella subita da Sara, «bisogna parlare seriamente. È inopportuno - ha osservato - creare allarme, specie nei bambini e nei ragazzi. Sul caso, vediamo programmi a tutte le ore che danno conto di particolari. È difficile per i più deboli elaborare queste informazioni. E il fatto che si facciano visite ad Avetrano, è il segnale che si è superato il limite corretto dell'informazione». Secondo le segnalazioni che sta ricevendo l'associazione, dopo il caso Sara «c'è un senso di insicurezza che pervade i ragazzi e i bambini. Con loro bisogna parlare, tranquillizzarli. Lo facciano i genitori e la scuola, stiano loro vicino. Non si parli però del fatto di cronaca ma educare i ragazzi a chiedere aiuto. Soprattutto, i ragazzi e i bambini vanno ascoltati. L' Italia è in ritardo, deve imparare dai paesi del Nord Europa. Purtroppo Sara è stata una vittima che per molto tempo non ha parlato e quando l'ha fatto si è rivolta alle persone sbagliate». Caffo ha riferito che Telefono Azzurro, alla scomparsa della giovane di Avetrana, si è subito attivato e ha messo a disposizione le sue linee telefoniche: «in quei giorni i media hanno avuto un'attenzione ridotta sul caso. Invece oggi se ne parla troppo e non sempre pensando a proteggere l'immagine di Sara. Ciò che serve è l'approfondimento dei grandi temi ed anche l'applicazione della Carta di Treviso». Soprattutto, «è necessario che sia accolta la disperazione dei ragazzi, bisogna evitare che come nel caso di Sara si arrivi troppo tardi. In caso di violenze subite nella maggior parte dei casi, i ragazzi e i bambini non parlano. L'informazione dovrebbe contribuire a lanciare un messaggio chiaro: avere coraggio e parlare, ci si può liberare delle violenze avendo fiducia negli adulti. È questo il nostro compito».

IL PADRE: «PORTO VIA MIA MOGLIE» «Quelli me l'hanno portata via e ormai quel che è fatto è fatto, e non c'è rimedio. E così per me quelli è come se non esistessero più. Non li voglio nemmeno odiare perchè l'odio mi aumenterebbe il dolore e non mi restituirebbe la mia bambina». Così il padre di Sara Scazzi, Giacomo, che, in un' intervista al Quotidiano nazionale spiega di voler portare via la moglie dal paese dove è avvenuto il delitto. «Capisco che pure adesso che Sara è stata seppellita - si sfoga Giacomo Scazzi - questa è una storia che non finirà mai, che non mi abbandonerà mai, che ci distruggerà tutti, chi in carcere, chi per il dolore, è un peso terribile. Anche per questo - aggiunge -, una volta che sarà costruito il monumento per Sara, io verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana. Verrà con me e mio figlio su in Lombardia. Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo, ci verremo solo per portare i fiori a Sara». Sullo zio e sulla cugina di Sara, Giacomo Scazzi afferma di non voler serbare «rancori» ma chiede che «paghino fino in fondo, se hanno colpa». «Io non ho mai avuto sospetti nei loro confronti - aggiunge -, mi sono fidato di loro, meno che mai ho avuto sospetti su quella (Sabrina, ndr) che era la migliore amica di mia figlia».


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Sarah Scazzi, “paparino” disse a Sabrina: “Ti ho pulito il bagliaio dell’auto”

   



Sabrina Misseri

Sabrina Misseri era legatissima al padre Michele, lo zio di Sarah Scazzi. Legata come lo sono moltissime figlie al padre, a quel padre che chiamava “paparino” e che per lei era pronto a fare tutto. Forse anche ad uccidere? Il loro rapporto, come hanno detto i criminologi, tracimava il normale feeling figlia-padre. Sabrina per Michele era quasi come una moglie. E lui si faceva in quattro per lei. Racconta Cosima, la madre di Sabrina, che Michele viziava la figlia, non le diceva mai di no per paura di non “essere più amato”. E Sabrina per lui stravedeva: “Papà è bellissimo – diceva – il più bello della famiglia. Se mi sposo, devo sposare uno così, uguale pittato”.
Una figlia innamorata del padre, un padre che per la figlia avrebbe fatto di tutto. E questa alchimia potrebbe essere stata riprodotta anche quel maledetto 26 agosto, quando Sarah Scazzi venne uccisa nel garage di casa Misseri. E allora frasi quotidiane di questo rapporto appaiono quasi bizzarre e disarmanti se pronunciate quel pomeriggio, quando Sarah è già morta. “Sabrì, ho pulito il bagagliaio della macchina – disse Michele a Sabrina quel pomeriggio – se vuoi puoi uscirci stasera”. In quel bagagliaio “paparino” caricava le sporte di arance ma quel pomeriggio ci aveva caricato Sarah.


già ieri ho scritto e poi cancellato.....
qui arriviamo al dunque il vero movente....
il vero omicida
il vero complice
Tutto embra schiarirsi....


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unczlebobee
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Sarah Scazzi, Sabrina Misseri contro papà Michele. L’avvocato: “Un nuovo caso Bebawi”
   



Sarah Scazzi

Le accuse reciproche, le ammissioni, le ritrattazioni sono forse un’abile stategia difensiva messa in scena da padre e figlia? L’avvocato Walter Biscotti, uno dei due legali che assistono la famiglia di Sarah Scazzi, non ha dubbi in proposito e fa esplicito riferimento al caso Bebawi, un omicidio di quasi 50 anni fa dove moglie e marito si salvarono accusandosi vicendevolmente. Viene in mente “Testimone d’accusa”, un giallo di Agatha Christie che ispirò a Billy Wilder un celebre film con Marlene Dietrich.Per ora, riferimenti cinematografici e memoria giudiziaria a parte, si tratta di suggestioni, ma è proprio il fortissimo legame tra padre e figlia a suggerire questa ipotesi. L’uno potrebbe cercare di salvare l’altro, intanto confondendo le idee agli inquirenti, seminando dubbi, avvalorando piste improbabili con la finalità ultima di rendere alla fine impossibile un giudizio definitivo.
Il balletto delle dichiarazioni punta sempre sulla contradditorietà delle posizioni assunte. Sabrina Misseri contro il padre Michele: lei si dice innocente, lui la tira in ballo. Secondo la versione dell’uomo “mentre lui la strangolava Sabrina la teneva ferma". ”Questo caso a questo punto, visto che Sabrina conferma le proprie dichiarazioni, è il nuovo caso Bebawi. Andranno riscritti trattati di criminologia, non ricordo un altro caso giudiziario così”, ha commentato l’avvocato Biscotti.
Secondo Biscotti l’incidente probatorio è atteso dalla famiglia Scazzi come ”momento chiarificatore”, sia se riguarderà le sole dichiarazioni di Michele Misseri sia se consisterà in un confronto tra l’uomo e sua figlia Sabrina. Il cosiddetto ‘caso Bebawi’ riguardo’ i coniugi Youssef e Claire Bebawi, che si accusarono l’un l’altro per l’uccisione di Farouk Gourbagi, amante della donna, compiuta a colpi di pistola il 18 gennaio 1964 nel suo appartamento a Roma.
La vicenda giudiziaria durò otto anni, appassionando l’Italia, con vari colpi di scena e si concluse, in primo grado, con l’assoluzione per entrambi perché la Corte di assise non riusci’ a capire chi era stato il colpevole. Dopo l’assoluzione gli imputati lasciarono l’Italia. In secondo grado e in Cassazione furono entrambi condannati a 22 anni di reclusione, ma non scontarono mai la loro condanna.





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unczlebobee
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Avetrana, Ivano rivela: la madre di Sabrina ci indicò il luogo dove poi fu ritrovata Sarah

   
 



Cosima Serrano

Ivano, l’amico “conteso” di Sarah Scazzi e Sabrina Misseri rivela un dettaglio che potrebbe coinvolgere la moglie di Michele, Cosima Serrano, nell’omicidio della quindicenne di Avetrana. Cosima ieri è stata ascoltata dagli inquirenti e tutti hanno iniziato a dubitare che anche lei sapesse qualcosa. Ora le parole di Ivano confermano questi dubbi.
Era la sera di mercoledi’ 6 ottobre, racconta Ivano, Sabrina era in casa ed aspettava notizie, quando arrivarono, chiamò immediatamente i suoi più cari amici: Alessio Pisello e lui, Ivano Russo, cuoco 27enne che sembra fosse ‘conteso’ da Sabrina e da Sarah. I tre uscirono in macchina a cercare il pozzo.
”A un certo punto Sabrina – racconta Ivano – dopo che avevamo girato alcuni fondi della famiglia Misseri ha chiamato la mamma (Cosima Serrano, ndr) e la mamma le ha detto, ‘prova a vedere in contrada ‘Mosca”’. Proprio quella contrada dove poi è stato trovato il corpo della quindicenne


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unczlebobee
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SARAH, LA MADRE AL TG2:
"QUI SOLO TENEBRE"
INQUIRENTI: "COSIMA SAPEVA"


        
                                    
    
         Cosima Serrano sapeva quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto a Sara. Gli inquirenti e gli investigatori che indagano sull'omicidio della quindicenne sono sempre più convinti, dopo l'interrogatorio di ieri durato circa tre ore, che la donna sia in qualche modo coinvolta e abbia avuto un ruolo nell'intera vicenda. Quantomeno quello di coprire il marito e la figlia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, al momento, però, Cosima non è indagata. Allo stato degli accertamenti svolti, spiegano infatti le fonti, non sarebbero ancora emersi elementi che possano far ipotizzare un suo coinvolgimento, superiore al favoreggiamento, che in ambito familiare non è punibile.

CONCETTA AL TG2: «QUI SOLO TENEBRE»  «Luce, luce, qui luce non ce n'è proprio, qui ci sono tenebre e basta». Lo afferma la madre della piccola Sara, Concetta Serrano Spagnolo, rispondendo ad una giornalista del TG2 che, attraverso le persiane di una finestra di casa, le ha strappato alcune battute. È vero che andrà via da Avetrana?, chiede la giornalista. «Questo lo state dicendo voi. Io non ho detto proprio niente. E ancora non ho deciso niente», ha risposto Concetta. Si aspettava tutto questo? «Ma no, assolutamente». C'è qualcosa che vuole dire oggi? «Non voglio dire niente altrimenti qua confondiamo ancora di più le idee, lasciamo lavorare gli inquirenti altrimenti si farà confusione su confusione».

CONCETTA: "MAI SOSPETTI" «Sospetti? Niente. Ma se io avessi avuto sospetti del genere, ma figuriamoci...». La signora Concetta, mamma di Sara Scazzi, la ragazzina uccisa dallo zio ad Avetrana, risponde così a una giornalista del Tg2 che le ha chiesto, attraverso le persiane di una finestra di casa, se avesse mai avuto sospetti sulla famiglia Misseri.

IL LEGALE DELLA FAMIGLIA SCAZZI: "SI RISPETTI CONCETTA" «Pur rispettando il lavoro di tutti i giornalisti i legali della famiglia Scazzi esprimono disgusto per come alcuni giornalisti non riescono neanche in questi momenti di umana disperazione a rispettare una donna, una mamma alla quale non solo è stata tolta la figlia ma anche tutto il sistema di affetti familiari». Lo afferma uno dei legali della famiglia Scazzi, l'avv.Walter Biscotti, a nome suo e del suo collega Nicodemo Gentile, contro quei giornalisti che tentano di strappare qualche dichiarazione a componenti della famiglia Scazzi, e in particolare a Concetta che, da quando ha appreso della morte della figlia, ha deciso di non fare nessuna apparizione televisiva e di non commentare quanto accade nell'ambito delle indagini. «Agiremo - annuncia l'avv.Biscotti - contro chiunque in maniera così irrispettosa e con mezzucci di così basso profilo tenterà di non rispettare la volontà di Concetta di parlare solo a indagini concluse».


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unczlebobee
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LE URLA DI SABRINA IN CELLA:
"AIUTO, SONO INNOCENTE".
COSIMA AI PM: "NON RICORDO"

                  
   


    Attraverso le sbarre della cella urla la sua innocenza Sabrina Misseri: grida che vuole uscire e accusa il padre di essere un bugiardo. La ragazza, sospettata di aver aiutato il padre, Michele Misseri, ad uccidere la cugina, Sarah Scazzi, si trova nel carcere di Taranto da venerdì sera. Sabrina - secondo quanto si è appreso - si alimenta regolarmente e continua a leggere vecchie riviste femminili. A tratti piange, si affaccia, attraverso le sbarre, al finestrino della cella e urla: «Sono innocente, vi prego aiutatemi», dice.

MISSERI: "IO NON CONTAVO NULLA» «Io in casa non contavo nulla»: è quanto Michele Misseri, lo zio reo confesso dell'omicidio della nipote Sara Scazzi, ha riferito ai pm nel corso di uno degli interrogatori per spiegare quale fosse la situazione all'interno del nucleo familiare. Lo si è appreso da fonti investigative. «Dormivo sulla sdraio - avrebbe aggiunto - mangiavo con le le mani e lavavo i piatti che mia moglie e mia figlia avevano usato». In questo modo Misseri avrebbe voluto far intendere ai magistrati che in casa veniva solo 'utilizzatò dagli altri famigliari.

COSIMA: «NON RICORDO COSA HO FATTO» «Non ricordo, non posso ricordare tutto quello che ho fatto». Davanti ai pm Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, Cosima Serrano - madre di Sabrina e moglie di Michele Misseri - non ha chiarito tutte le circostanze che le sono state proposte dai pubblici ministeri che indagano sulla morte della nipote. E sarebbero stati proprio i tanti «non ricordo» ripetuti nel corso dell'interrogatorio di ieri a convincere gli inquirenti, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, che Cosima possa non aver raccontato la verità o, quantomeno, tutta la verità. In particolare la madre di Sabrina non avrebbe saputo rispondere quando le è stato  chiesto di spiegare cosa ha fatto in quei dieci minuti che separano  l'arrivo di sua figlia Sabrina e della sua amica Mariangela Spagnoletti  in via Grazia Deledda e il momento in cui lei e Sabrina sono arrivate,  in auto, davanti a casa di Mariangela. «Non so nulla - avrebbe ripetuto  Cosima - non mi ricordo e non posso ricordarmi tutto». Proprio quei  dieci minuti, invece, secondo gli inquirenti, sono fondamentali per  cercare di spiegare il ruolo avuto da Cosima. Perchè se Mariangela è  attendibile quando smonta la ricostruzione di Sabrina, ragionano  magistrati e investigatori, altrettanto lo è nel momento in cui  definisce «strano» tutto quel tempo impiegato dalle due donne per  raggiungere casa sua. Ma la posizione di Cosima è al vaglio degli  inquirenti anche per un altro particolare, confermato dallo stesso  Misseri: era lei che comandava nella casa di via Grazia Deledda ed era  con lei che le due figlie, Sabrina e Valentina, avevano un legame  fortissimo. Di conseguenza, è il ragionamento che si fa in procura, è  molto difficile se non impossibile che Cosima non fosse a conoscenza di  quanto avveniva nella sua casa.

SABRINA SOTTO VIGILANZA La vigilanza delle agenti di polizia penitenziaria che la sorvegliano in carcere Sabrina Misseri, 24 ore su 24, è diventata molto più stretta così come sono molto più frequenti le visite mediche e di psicologi: si teme che la ragazza possa farsi del male. Sabrina continua a ripetere di essere innocente anche alle agenti di polizia che l'accompagnano - quando accetta di uscire - nell'ora d'aria.

COSIMA SAPEVA Cosima Serrano sapeva quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto a Sara. Gli inquirenti e gli investigatori che indagano sull'omicidio della quindicenne sono sempre più convinti, dopo l'interrogatorio di ieri durato circa tre ore, che la donna sia in qualche modo coinvolta e abbia avuto un ruolo nell'intera vicenda. Quantomeno quello di coprire il marito e la figlia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, al momento, però, Cosima non è indagata. Allo stato degli accertamenti svolti, spiegano infatti le fonti, non sarebbero ancora emersi elementi che possano far ipotizzare un suo coinvolgimento, superiore al favoreggiamento, che in ambito familiare non è punibile.

PSICOLOGO: «MISSERI HA ATTEGGIAMENTO PSICOTICO»   «L'atteggiamento di Misseri è tipico dello psicotico che, trovandosi in  difficoltà, non guarda più ai sentimenti e attacca tutti». Lo ha detto  all'ADNKRONOS il professore Piero Petrini, psichiatra. «Probabilmente  continuerà a cambiare versione - aggiunge Petrini - nel momento in cui  viene messo sotto stress, cambia la realtà». «Non si può fare una  diagnosi senza parlare con lui - ha precisato Petrini - ma da quello che  appare e dalle notizie che ci vengono riferite, il comportamento di  Misseri è quello tipico della psicosi e non della perversione». Prova ne  sarebbe secondo Petrini, «il fatto di non proteggere la prole. La  mancanza di origini è un altro tratto tipico dello psicotico che non  riconosce la figura paterna e quindi neanche le regole». «Essendo lui  psicotico - ha concluso Petrini - è chiaro che cambia continuamente la  versione dei fatti a seconda di quello che sente, con la conseguente  mancanza di continuità rispetto alla scelta fatta».


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unczlebobee
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SARAH, SPUNTA UNA NUOVA
IPOTESI: "MISSERI DORMIVA
ALL'ORA DEL DELITTO"


        
                                      
    
         Spunta una nuova ipotesi investigativa nel delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana: all'ora dell'omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L'ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al momento conferme negli atti dell'inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane dell'uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli inquirenti. Michele Misseri tra le mura domestiche "non contava nulla", anzi veniva 'utilizzato' dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell'omicidio di Sarah. Misseri lo ha raccontato al suo legale e lo ha detto anche nel corso degli interrogatori ai quali è stato sottoposto a partire dal 6 ottobre. "Dormivo su una sdraio, mi alzavo presto di notte per lavare i piatti che loro avevano usato, io mangiavo con le mani": questo ha detto anche Michele Misseri per far intendere agli inquirenti lo scenario familiare nel quale viveva.

Dunque, il 'mostro', lo zio 'orco' che ha strangolato Sarah, sarebbe la stessa persona che veniva quotidianamente messa in un angolo dai suoi stessi congiunti, madre e figlia? Per l'avv. Daniele Galoppa, suo difensore, era una situazione che Misseri "accettava" più che subirla. Anzi, "accettava qualsiasi cosa". Misseri che, a detta ancora del suo legale, avrebbe sempre avuto "un trascinamento" per la figlia Sabrina, la cui personalità "ha sempre prevalso" su di lui. E' uno scenario familiare singolare quello che si ritrovano a costruire gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni di Misseri. Fra le donne della famiglia - mamma Cosima, le figlie Sabrina e Valentina, anche se quest'ultima vive e lavora a Roma con il marito - ci sarebbe un legame molto forte, fanno intendere gli inquirenti, e questo avrebbe portato quasi a mettere in minoranza il capofamiglia sulle scelte gestionali di casa. Donne unite anche da un carattere comune molto deciso.

La stessa Sabrina lo starebbe dimostrando in questi giorni di detenzione nel carcere di Taranto. La ventiduenne cugina di Sarah, gravemente indiziata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, è tenuta sotto stretta vigilanza in cella, da sola, 24 ore su 24 ed è sotto controllo di psicologi. A quanto si è appreso, legge vecchie riviste femminili, ma ogni tanto darebbe sfogo al suo desiderio di libertà affacciandosi al finestrino e gridando attraverso le sbarre 'Sono innocente, aiutatemi'. Una Sabrina molto diversa da quella descritta dai suoi amici, che la ricordano come una persona 'allegra, solare, 'caciaronà, autoironicà e persino un po 'imbranata'. E allora: Cosima, Sabrina e Valentina decidevano davvero tutto in casa, sovrastando e annullando le volontà di Michele Misseri, o lo zio omicida ha parlato di una famiglia che in realtà non esiste?

L'AMICO DI SABRINA: «LA ZIA DISSE DOVE STAVA IL CORPPO»   «Avevamo sbagliato strada già due volte poi Sabrina telefonò a sua  madre Cosima che le indicò esattamente il punto. Disse di provare a  vedere in 'Contrada Moscà. Così, raggiungemmo la zona e alla fine, tutta  quella fila di macchine parcheggiate a lato della strada, ci fece  capire che eravamo arrivati». Lo ha detto Ivano Russo, amico di Sabrina  Misseri e Sarah Scazzi, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il  Messaggero. Parlando della serata nella quale andò in onda Chi l'ha  visto?, Russo spiega «Sabrina era sorpresa e lo confermo. Da quella sera  non l'ho più vista. A me non sembra possibile che lei possa essere  coinvolta in questa vicenda ma davvero non capisco più nulla». «La  verità viene sempre a galla. In ogni caso - conclude Ivano Russo  nell'intervista - se l'avessi creduta capace di architettare tutto, non  avrei cercato di tenerla su e di esserle vicino».


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Omicidio Scazzi: nuova perquisizione, “Sarah forse uccisa in casa”. Cosima verso nuovo interrogatorio

   
 

Sabrina Misseri

I Carabinieri tornano a casa Misseri, sul luogo del delitto, dove il 26 agosto è stata uccisa Sarah Scazzi. E nel pomeriggio dovrebbero ascoltare ancora Cosima Serrano, la zia di Sarah Scazzi. Cosima, infatti è stata portata di nuovo in caserma verso l’ora di pranzo, forse proprio in vista di un interrogatorio nel corso della giornata.
Indagano gli inquirenti, indagano ancora perché si fa strada l’ipotesi che le ricostruzioni finora fatte sono tutte sbagliate. E che Sarah sia stata uccisa in casa, non nel garage.
Ecco perché i Ris nella mattina di oggi, mercoledì 20 ottobre, sono tornati nella casa “degli orrori” per cercare qualche traccia di quel pomeriggio del 26 agosto. Hanno cercato, in particolare, alcune chiavi e la corda con cui è stata uccisa Sarah. Quella corda che zio Michele ha detto di aver bruciato ma che per gli inquirenti si troverebbe ancora nella villetta.
Subito dopo aver nuovamente perquisito casa Misseri, i Ris hanno poi accompagnato Cosima in caserma. La mamma di Sabrina è stata accompagnata dalla figlia maggiore Valentina, da sua sorella Emma e suo fratello Giuseppe ed è arrivata in caserma con un’auto privata. La permanenza nella caserma dei carabinieri ad Avetrana per Cosima Misseri è durata solo pochi minuti. Subito dopo, sempre con i suoi parenti e a bordo  dell’auto privata, la mamma di Sabrina si è allontanata per una destinazione al momento non conosciuta. Secondo voci non confermate, sarebbe stata convocata per essere sentita nel pomeriggio. L’ultimo interrogatorio le era stato fatto l’altro ieri, negli uffici della procura a Taranto.
A convincere gli investigatori che le ricostruzioni finora fatte sono errate, sono state soprattutto quelle versioni discordanti di Sabrina e Michele Misseri. Dal 6 ottobre, quando zio Michele iniziò a parlare e fece ritrovare il corpo di Sarah, “il mostro”, come molti lo chiamano, ha cambiato versione ben sei volte. Prima ha detto di aver ucciso Sarah da solo e di aver nascosto il cadavere nel pozzo della contrada Mosca. Poi ha aggiunto particolari, non ultimo la violenza su Sarah dopo la sua morte. Poi venerdì scorso ha stravolto il racconto e ha coinvolto la figlia Sabrina, che è stata fermata e condotta in carcere. Ora dice di voler parlare ancora, raccontare la “vera” verità e giura di non aver violentato Sarah. E lo farà presto, in incidente probatorio.
Solo che dall’altra parte, Sabrina nega tutto. Lo ha fatto davanti al Gip, davanti a familiari e amici, davanti alle telecamere. Peccato che nel suo racconto spuntino più di una contraddizione. Sabrina sostiene di essersi alzata dal letto alle 14.28 quando ricevette lo squillo di Sarah quel 26 agosto. La madre, invece, sposta il momento indietro. Ovvero quando arrivò un sms di conferma dell’appuntamento per il mare con Mariangela.
Sabrina, inoltre, sostiene di aver atteso l’arrivo dell’amica Mariangela in veranda quel 26 agosto. Mariangela racconta, invece, di aver trovato l’amica già in strada. Ricorda anche che Sabrina era già pronta e che era molto agitata. Armeggiava con il telefonino e già diceva: “L’hanno presa, l’hanno presa”.
Poi le auto. Sempre Mariangela racconta che quando arrivò a casa Misseri quel 26 agosto vicino al garage in cui Sarah era stata strangolata poco prima, c’erano entrambe le auto della famiglia Misseri. C’erano cioè sia la Opel Astra station wagon sia la Seat Marbella. Sabrina, invece, insiste sul fatto che la Marbella non c’era.


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unczlebobee
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SARAH UCCISA IN CASA.
"TROVATE LE CHIAVI"


        
                                      
    
         Il ritrovamento di un mazzo di chiavi, quello ritrovato dagli investigatori a casa Misseri diventa il nuovo tassello da aggiungere ad un puzzle sempre più complicato. Sembra sempre più lontana la soluzione del caso di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa il 26 agosto e ritrovata cadavere in un pozzo il sette ottobre, dopo la confessione dello zio Michele Misseri. Lunedì avverranno gli accertamenti tecnici irripetibili al Ris di Roma sul cellulare della ragazzina (sulla batteria ci sarebbero più impronte), sulla Seat Marbella dello zio indagato e altri reperti. Intanto c’è attesa per le nuove dichiarazioni che lo zio - orco si è detto disponibile a fare. Da quando ha tirato in ballo la figlia Sabrina, la cugina adorata di Sarah c’è attesa per le rivelazioni che potrebbero disegnare una nuova scena del crimine.
Chi ha ucciso Sarah? Gli investigatori non escludono la possibilità che l’omicidio sia avvenuto all’interno della casa e non nel garage, come sinora affermato da Michele. Non solo. Ad uccidere la ragazzina potrebbe essere stata proprio Sabrina per una gelosia sfociata nel rancore. Ieri il gip non ha preso alcuna decisione. I carabinieri, intanto, hanno portato via dalla villetta dei misteri un mazzo di chiavi, forse appartenuto a Sarah. Nella casa dello zio non è stata, invece, trovata la corda che l’uomo avrebbe stretto al collo della nipote. La nuova ipotesi è che la ragazzina sia stata strangolata con le mani. Sempre ieri Cosima Serrano, moglie di Misseri, si è recata con la figlia maggiore Valentina, nel carcere di Taranto a trovare Sabrina.
Nel corso del pomeriggio, è stato sentito dai carabinieri Ivano Russo, l’amico conteso fra Sabrina e Sarah. Il ragazzo avrebbe confermato che fu Cosima a indicargli, per telefono, il luogo dove era stato sepolto il corpo di Sarah, la notte in cui Misseri confessò l’omicidio;e gli inquirenti si chiedono a quanto pare come faceva Cosima a conoscere il posto esatto. Dopo l’interrogatorio, a Russo è stato restituito il telefonino, sequestrato per verificare chiamate e messaggi. (di Matilde Andolfo)

AMICA: SABRINA MAI GELOSA DI SARAH «Io e Sabrina siamo cresciute insieme, abitiamo una di fronte all'altra da quando avevo 6/7 anni. Frequentavo sia Sabrina che Sara, perchè dove c'era Sabrina c'era Sara. Sabrina non è mai stata gelosa di nessuno, e nel modo più assoluto di sua cugina». Lo ha raccontato a 'Mattino Cinquè, intervistata da Federica Panicucci, Liala, amica e vicina di casa di Sabrina Misseri e amica di Sara Scazzi. «Mi dissocio dalla descrizione televisiva del carattere di Sabrina. Sabrina - ha detto Liala - è una ragazza semplice, aperta, pulita, lavoratrice, non eccentrica, molto timida, che si scoraggia molto facilmente e che non si sente all'altezza e per questo motivo la prendevamo in giro. Non sembra neanche lei per la tenacia con cui adesso si difende. Era legatissima alla famiglia, alla strada e alla casa in cui viveva, era molto legata alle origini e soprattutto era legata a suo padre che era la prima persona della sua vita. Sono attualmente incredula rispetto alle accuse mosse contro Sabrina e contro tutta la famiglia». Liala ha anche raccontato i momenti che hanno preceduto lo stato di fermo di Sabrina: «Anche dopo che il padre ha ritrovato il cellulare - ha detto - ho frequentato quasi tutti i giorni casa Misseri, perchè fu una notizia un pò scioccante. Sono stata con lei fino al giorno prima che la portassero via. L'idea di riunirci a casa sua quella sera fu mia, perchè Sabrina stava male, era in camera con la luce spenta e non mangiava e pensai che stare tutti insieme la potesse risollevare. Siamo stati tutti insieme fino a tardi, abbiamo parlato di vecchi ricordi, abbiamo visto le nostre foto da piccoline. Sabrina durante la serata continuava a domandarsi quando sarebbero arrivati i carabinieri per interrogarla, non vedeva l'ora di difendersi, di dire la propria opinione perchè da sempre anche in paese hanno puntato il dito contro di lei, tacciandola di essere colpevole. Sapeva che prima o poi l'avrebbero interrogata».

"MISSERI NON ERA SOPRAFFATTO" «Michele Misseri non era assolutamente sopraffatto dalle figure femminili della famiglia, era un uomo che delegava molto». Lo ha raccontato a 'Mattino Cinque', intervistata da Federica Panicucci, Liala, amica e vicina di casa di Sabrina Misseri e amica di Sara Scazzi. «Si è parlato - ha detto ancora Liala al riguardo - anche del fatto che Cosima, la madre di Sabrina tenesse la contabilità e ritengo fosse così solo per comodità e semplice organizzazione familiare. Penso che Cosima abbia anche ben amministrato, non è una famiglia ricca e tutto quello che hanno costruito lo hanno costruito con i loro sforzi e i loro sacrifici, non è mai andata a chiedere nulla a nessuno e a loro non è mai mancato nulla». «Non ho idea - conclude la giovane - di chi possa essere stato ad uccidere Sarah. Non accuso nessun componente di questa famiglia perchè dal mio punto di vista era una famiglia modello e soprattutto il padre. Credo all'innocenza di Sabrina, la difendo perchè non ho motivo di accusarla. Ora mi trovo disorientata e voglio sapere la verit…».

VALENTINA: «MIA SORELLA INNOCENTE»
«Mia sorella è innocente, lo sappiamo al mille per mille». Lo ha detto stamattina Valentina Misseri per telefono a Radio citta futura, che ne dà notizia in una nota, in relazione alla posizione processuale della sorella Sabrina. «Io non c'ero quando Sara è stata assassinata - aggiunge - ma sono convintissima che è mio padre che mente. Non vogliamo rilasciare interviste. Mia madre non riesce proprio a parlare. Le interviste che abbiamo rilasciato finora hanno soltanto danneggiato mia sorella: adesso si permettono anche di psicanalizzarla attraverso il video, quando si sa che tutte le persone che non sono abituate a stare davanti alle telecamere non sono se stesse». Ultima battuta di Valentina Misseri sull'assedio di giornalisti e tv davanti a casa: «Sono venuti qua, hanno litigato anche in casa per avere l'intervista da mia sorella e sono stati fortunati ad avere a disposizione una famiglia buona che non ha saputo dire di no».


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