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robthol
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MILANO - «Ci troviamo di fronte all'ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica. Ma questa volta è stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica». Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Mai, in diciassette anni di accanita persecuzione giudiziaria contro la mia persona - afferma Berlusconi - alcuni Pubblici Ministeri della Procura di Milano erano arrivati a stravolgere, in modo cos inverosimile e grottesco, la realtà dei fatti, le garanzie costituzionali e lo Stato di diritto. Sono stati intercettati per mesi, in maniera sistematica, tutti coloro che hanno osato varcare il cancello della mia residenza privata di Arcore, come se essere ospiti del Presidente del Consiglio costituisse di per s‚ un grave indizio di reato». «Nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale, i Pm milanesi alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale. Hanno ugualmente proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari, mettendo in atto perquisizioni e trattamenti inaccettabili nei confronti di persone considerate semplicemente »a conoscenza dei fatti«.
"STRAVOLTO STATO DI DIRITTO" «Mai, in diciassette anni di accanita persecuzione giudiziaria contro la mia persona, alcuni Pubblici Ministeri della Procura di Milano erano arrivati a stravolgere, in modo così inverosimile e grottesco, la realtà dei fatti, le garanzie costituzionali e lo Stato di diritto». Lo dice in una nota il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Sono stati intercettati per mesi - aggiunge - in maniera sistematica, tutti coloro che hanno osato varcare il cancello della mia residenza privata di Arcore, come se essere ospiti del Presidente del Consiglio costituisse di per sè un grave indizio di reato».
"MACCHINAZIONE DEI GIUDICI" «Questa ulteriore macchinazione giudiziaria, per quanto possente e ampliata dal solito circuito mediatico, non riuscirà a fermarci e a distoglierci dal nostro impegno di cambiare il Paese. Anche questa volta non ce la faranno». Lo dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota sulla vicenda Ruby
"DISPREZZO DI OGNI NORMA" «Nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale, i Pm milanesi alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale. Hanno ugualmente proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari, mettendo in atto perquisizioni e trattamenti inaccettabili nei confronti di persone considerate semplicemente 'a conoscenza dei fattì ». Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri.
FINI: "NON COMMENTO TRISTI VICENDE" «Rimarranno delusi i giornalisti se da me si attendono chissà quale polemica o chissà quali invettive a proposito delle nuove e tristi vicende che riguardano il presidente del Consiglio, che campeggiano sui giornali.». Lo ha detto Gianfranco Fini concludendo una manifestazione politica di Fli dedicata al lavoro, svoltasi al teatro Vittorio Emanuele a Messina.
BARBARA GUERRA: "MI ROVINATE LA CARRIERA" «Così mi rovinate la carriera. Non ho nulla da dire. Lasciatemi stare»: ha risposto così la starlette Barbara Guerra quando è stata fermata dai giornalisti mentre usciva da uno dei condomini della Dimora Olgettina a Milano 2, complesso residenziale in cui vivono molte ragazze del mondo della televisione e alcune di quelle che avrebbero animato i 'festinì nelle residenze di Silvio Berlusconi. Cappello in testa, occhialoni da sole e cappotto con il bavero sollevato: così è uscita da uno dei portoni del condominio per poi infilarsi in fretta in un'altro da cui è uscita mezzora dopo, accompagnata da un'altra ragazza che si è coperta il viso con un cappuccio. Salite su una Smart, le due giovani sono andate via senza rivolgere una parola ai giornalisti presenti. Barbara Guerra è nota per la sua partecipazione a una delle edizioni del reality show di Mediaset 'La fattorià.
INQUIRENTI: "NECESSARIO AGIRE IERI" Alcune fonti vicine all'inchiesta su 'caso Ruby' che vede indagato il premier Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione, hanno chiarito che per gli sviluppi dell'indagine era necessario effettuare le perquisizioni ieri. Rispondendo alla polemiche scaturite dal fatto che la Procura si è mossa subito il giorno seguente alla decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, le stesse fonti hanno spiegato che si è attesa propria la sentenza della Consulta per lasciare che i giudici valutassero serenamente e poi si sono effettuate le perquisizioni che non potevano più essere rimandate, nemmeno di qualche giorno.
FESTINI: STESSO METODO "D'ADDARIO" Per le feste che si tenevano nella presidenza brianzola del presidente del Consiglio si seguiva quello schema già descritto per i festini in Sardegna da Patrizia D'Addario. È quanto emerge dagli ambienti investigativi il giorno dopo la notizia dell'iscrizione al registro degli indagati di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta scandalo sul caso Ruby. Nel quartiere di Milano 2, fanno osservare gli investigatori, stazionavano una decina di ragazze che, se chiamate, partecipavano alle feste. Poi c'era chi tornava a casa e chi si fermava per la notte. Nulla di nuovo, fanno osservare gli inquirenti, solo il metodo D'Addario ripetuto.
NESSUNA IMMAGINE SU PC DI RUBY Non sono stati trovati nè filmati nè immagini di particolare rilevanza ai fini delle indagini nel computer sequestrato ad ottobre a Ruby Rubacuori, la giovane marocchina la centro dell'inchiesta scandalo condotta a Milano che vede Silvio Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile. È quanto emerge dagli ambienti investigativi dove si precisa che il computer è stato effettivamente sequestrato e analizzato ma, almeno in quel pc, non sono state trovate immagini «compromettenti» come invece era stato detto ieri.
NUOVI PARTICOLARI DAI GIORNALI Nuovi particolari dell'inchiesta della Procura di Milano sul caso Ruby, nella quale con le accuse di prostituzione minorile e concussione è indagato anche il premier Silvio Berlusconi, emergono da atti pubblicati oggi sui alcuni quotidiani che propongono alcuni particolari della vicenda dei presunti festini a luci rosse, così come è stata ricostruita dagli inquirenti e dagli investigatori milanesi. In base ai decreti di perquisizione di ieri e all'ultimo interrogatorio di Ruby, quello dello scorso 3 agosto, il Corriere della Sera parla di «14 ragazze» molto avvenenti, di alcune delle quali fa nomi e cognomi, ospitate ad Arcore e poi «ricompensate con molti soldi» e con appartamenti a Milano Due che Berlusconi avrebbe loro «ceduto in comodato d'uso». Le giovani, poi, sarebbero state 'gestitè dalla consigliera regionale lombarda del Pdl ed ex igienista dentale del presidente del Consiglio Nicole Minetti (perquisita ieri e indagata insieme a Lele Mora ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione ). Alle loro spese e pagamenti, invece, avrebbe provveduto, sempre tramite la Minetti, Giuseppe Spinelli, «il fiduciario del presidente» che «risulta ricoprire vari ruoli in diverse società della holding»: da qui la scelta di disporre una perquisizione, andata a vuoto, negli uffici di Segrate di Spinelli (al momento non è indagato) per rinvenire anche la documentazione soprattutto delle abitazioni. Anche Repubblica evidenzia il ruolo avuto da Spinelli accanto a quello di Lele Mora e Fede ma lo fa, in particolare, attraverso i verbali della testimonianza di una amica di Nicole Minetti che la sera del 19 settembre scorso da Rimini arriva a Milano e con la consigliera si reca a Villa San Martino per una delle serate definite 'rilassantì organizzate per il premier. La ragazza, ancora studentessa universitaria, ha raccontato agli inquirenti, non solo chi avrebbe partecipato a quella festa, ma anche con dovizia di particolari cosa sarebbe avvenuto: dalla cena «con 20/25 » giovani , alla «sala del bunga bunga», dalle performance 'piccantì alla scelta della 'favorità fino fino alla «stanza dedicata» con le buste contenenti i soldi che sarebbero state preparate e consegnate da Spinelli. Anche sul Messaggero torna il tema degli incontri sessuali che il premier avrebbe avuto con Ruby: incontri negati dalla ragazza agli inquirenti, ma confermati da «almeno un paio di amiche» della ragazza, che avrebbero ricevuto le confidenze della stessa Ruby.
Prostituzione minorile e concussione. Sono accuse pesanti quelle ipotizzate nei confronti del premier Silvio Berlusconi dalla Procura di Milano, che lo ha iscritto nel registro degli indagati e presto chiederà per lui il giudizio immediato per la vicenda di Ruby, la giovane marocchina sua 'ospitè, secondo l'accusa, in diversi festini ad Arcore. Il premier, che ha ricevuto un invito a comparire per il prossimo fine settimana, nega di aver mai avuto rapporti con la ragazza, mentre i suoi legali contestano la competenza territoriale milanese e parlano di elementi «inconsistenti».
È la svolta clamorosa nelle indagini con al centro Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, 'fuggità dalla Sicilia e dalle varie comunità dove era stata collocata dai giudici minorili, e reclutata nella scuderia di Lele Mora, l'agente di vip, anche lui finito sotto inchiesta insieme al direttore del tg4 Emilio Fede (hanno ricevuto un avviso di garanzia) e al consigliere regionale lombardo ed ex igienista dentale di Berlusconi, Nicole Minetti: come ai primi due, le si contesta di aver svolto, in concorso con altre persone, «un'attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni» e della minorenne marocchina. Proprio questa mattina, su disposizione dei Procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Piero Forno e del pm Antonio Sangermano, la polizia ha perquisito l'abitazione e l'ufficio della Minetti e dei suoi più stretti collaboratori, così come l'appartamento dove vive Ruby con il suo attuale compagno sul lungomare genovese.
E poi, ancora: la perquisizione andata a vuoto negli uffici di Giuseppe Spinelli, storico uomo di fiducia e amministratore del patrimonio del presidente del Consiglio, e gli interrogatori dell'ex meteorina Alessandra Sorcinelli e di altre ragazze sentite come testimoni in Questura per raccogliere ulteriori fonti di prova a sostegno delle ipotesi accusatorie. Prove che si dovrebbero aggiungere a quelle già acquisite e indicate in modo dettagliato nel corposo avviso di convocazione, circa 400 pagine compreso il capo di imputazione, recapitato a Roma al capo del Governo e ai suoi difensori: si va dalle foto e filmati - in cui vi sarebbero scene di alcune feste in Sardegna - rintracciati nel pc di Ruby sequestrato lo scorso 28 ottobre nella comunità di Sant'Ilario dove, ancora minorenne, abitava, allo screening sui tabulati telefonici, soprattutto della giovane, e sulle celle agganciate dal telefonino, che testimoniano la sua presenza nelle residenze di Berlusconi svariate volte e che l'avrebbero localizzata ad Arcore in numerosi week end. In particolare, l'analisi avrebbe consentito di accertare che Ruby sarebbe stata ad Arcore il week end del 25 aprile (24, 25 e 26), il primo maggio, a Pasqua e a Pasquetta.
Come riporta Repubblica.it, e riferito anche dal tg de La 7, la sera del 25 aprile Berlusconi aveva ospitato il premier russo Vladimir Putin per una cena informale ad Arcore. Tra le prove portate dai pm, anche i quattro interrogatori di Ruby resi agli inquirenti il 2, il 6 e il 22 luglio e il 3 agosto scorsi, e le intercettazioni delle chiamate intercorse tra coloro che hanno partecipato ai presunti festini. Si tratta, per la difesa, di elementi «inconsistenti» ma giudicati dai pm sufficienti per poter chiedere di mandare a processo, bypassando l'udienza preliminare, Berlusconi, indagato dal 21 dicembre scorso e ora 'invitatò a comparire o venerdì o sabato o domenica della prossima settimana. Al premier è stato contestato di aver avuto, questa l'ipotesi, rapporti sessuali «in cambio di denaro o di altre utilità economiche» con Ruby, non ancora diciottenne, tra febbraio e maggio dell'anno scorso. E poi di aver fatto pressioni - proprio allo scopo di occultare i rapporti con Ruby - sui funzionari della Questura i quali, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, quando la giovane marocchina venne trattenuta nei loro uffici per via di un furto, ricevettero da palazzo Chigi due telefonate per ottenere il 'rilasciò della ragazza, - spacciata per la nipote del presidente egiziano Mubarak - e il suo affidamento al consigliere Minetti.
Per questo capitolo della vicenda, come ha precisato anche il Procuratore della Repubblica di Milano, «nessun funzionario di polizia è indagato, in quanto quella sera le procedure seguite non sono state cristalline, ma non tali da costituire reato». Sugli sviluppi clamorosi della vicenda Veronica Lario, come già aveva fatto ad ottobre quando era venuto a galla il caso, anche oggi ha scelto la linea del silenzio. Non così i difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, che hanno parlato di «intrusione gravissima »nella vita privata del premier, che con la giovane mai ha avuto« rapporti sessuali, ma soltanto una conoscenza senza implicazioni di carattere intimo». Inoltre i due legali hanno contestato la competenza territoriale di Milano.
BRUNETTA: "MAGISTRATI FACCIANO IL LORO LAVORO" «La magistratura faccia il suo lavoro, possibilmente lo faccia bene e con equilibrio, senza fughe di notizie, senza strumentalità e la politica faccia il proprio». Così il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta risponde a chi gli chiede se dopo le ultime vicende giudiziarie che coinvolgo il premier ci sia più instabilità politica. A margine di un incontro con il vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato e la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani il ministro sottolinea che «come dice la Costituzione, il potere politico è un potere perchè ha il consenso del popolo quello giudiziario è un ordine. E quindi l'unico potere in questo nostro paese è quello espresso dal popolo. E cioè: governo e parlamento. Quello giudiziario è un ordine fondamentale in ogni paese democratico ma è un semplice ordine». E alla domanda se ora sono più vicine le elezioni, il ministro Brunetta ribatte: «E basta con queste 'elezionì: è una cosa stucchevole, non è possibile che in Italia a ogni piè sospinto: crolla un bene culturale e si chiedono elezioni, c'è un avviso di garanzia e si chiedono elezioni. Le elezioni -conclude- sono una cosa seria, si fanno ogni cinque anni almeno le politiche».
BERSANI: "RUBY VADA A SCUOLA, NON DA VECCHI RICCONI" «Io non voglio parlare di magistratura che fa il suo mestiere ma una minorenne dovrebbe andare a scuola non a cena, per così dire, dai vecchi ricconi». È stato il commento del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, espresso ai giornalisti sul caso Ruby prima di partecipare ad una manifestazione del suo partito alla Fiera di Ancona. Per Bersani, «una minorenne non dovrebbe girare con delle migliaia di euro in tasca, non dovrebbe essere buttata fuori da una questura, un luogo delle istituzioni, per essere riconsegnata un'ora dopo ad una prostituta perchè una minorenne è una minorenne a prescindere dal fisico che ha e da quello che ha in testa e va tutelata. In questo momento noi ci vergognamo davanti al mondo e se sopportiamo anche questo il mondo fa bene a vergognarsi di noi».
BERSANI: "CI VERGOGNIAMO COL MONDO" «In questo momento ci vergogniamo davanti al mondo e se sopportiamo anche questo il mondo fa bene a vergognarsi di noi». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sul caso Ruby oggi a margine di una manifestazione ad Ancona. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle dichiarazioni di Berlusconi, Bersani non ha voluto parlare di magistratura «che fa il suo mestiere». Però «una minorenne dovrebbe andare a scuola, non a cena, per così dire, da vecchi ricconi, non dovrebbe girare con migliaia di euro in tasca, non dovrebbe essere buttata fuori dalla questura, un luogo delle istituzioni, per essere riconsegnata un'ora dopo a una prostituta, perchè una minorenne è una minorenne, a prescindere dal fisico che ha in testa e va tutelata».
"BERLUSCONI A CASA NON SIGNIFICA VOTO ANTICIPATO" Lo sconquasso del caso Ruby potrebbe avere conseguenze politiche per il premier Silvio Berlusconi, ma non portare ad elezioni anticipate. È l'opinione del segretario del Pd Pierluigi Bersani, espressa oggi a margine di una manifestazione del partito ad Ancona. «Per noi questa vicenda era già determinante qualche mese fa - ha detto Bersani, rispondendo alle domande giornalisti sulle ricadute politiche dell'inchiesta della Procura milanese in qui il premier è indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile - se stiamo sul piano etico, civico, morale, a prescindere da quello giudiziario sul quale sta lavorando la magistratura». Ma «dire che Berlusconi deve andarsene non è sinonimo di elezioni anticipate - ha spiegato - perchè siamo in un regime che non lascia tutto in mano al presidente del Consiglio». Comunque - ha detto poi nel suo intervento durante la manifestazione - in caso di ritorno anticipato alle urne «noi non abbiamo paura ma non vogliamo cavare le castagne dal fuoco al premier. Deve essere la certificazione del suo definitivo fallimento». E poi - ha aggiunto - «se oggi chiedessi di tornare alle urne, Berlusconi farebbe immediatamente dire a Capezzone che voglio le elezioni anticipate perchè ho problemi interni».
VENDOLA: "IMBARAZZO DAVANTI AL MONDO" «Per Berlusconi c'è sempre una giustizia a orologeria nel senso che lui spaccherebbe gli orologi. Sappiamo che il diritto alla difesa nei processi è sacrosanto ma il punto è che Berlusconi non vuole difendersi nei processi, ma dai processi». Così ai microfoni di Sky Tg24 il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola .— «Siamo alla presenza di reati che provocano imbarazzo e vergogna di fronte al mondo intero». Per Vendola forse Berlusconi che «aveva auspicato l'abbandono dell'Italia da parte degli industriali se non avesse vinto l'arroganza padronale dovrebbe fare i bagagli» perchè «i danni che ha arrecato al paese sono giganteschi».
VENDOLA: "VERGOGNA PLANETARIA" «Un'altra crepa nella stabilità del Governo? Un presidente del Consiglio indagato per prostituzione minorile è una vergogna planetaria». Lo ha detto Nichi Vendola, governatore della Puglia, a Napoli per lanciare la candidatura di Libero Mancuso alle primarie di centrosinistra per la scelta del sindaco. «Dovrebbe essere cacciato - ha affermato - perchè ci vuole un atto di decoro in questo Paese». «Siamo stanchi - ha concluso - di sentir parlare delle vicende private di un premier cacciatore alla ricerca di docili prede».
FRATTINI: "COME CON I CAPIMAFIA" Il caso Ruby è «un attacco a gamba tesa» con una «spettacolarità mai vista nemmeno per l'arresto dei capimafia». Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dei dubbi - sostiene in un'intervista al Mattino - sulla possibilità di tradurre il «compromesso tutto sommato equilibrato» della Consulta in «leale collaborazione» con quella parte di «magistratura politicizzata in modo cruento». Al contempo, Frattini sa che «Berlusconi non si arrende all'intimidazione» di elezioni anticipate ed è convinto che il Governo andrà avanti grazie alla maggioranza garantita dal «gruppo di responsabilità nazionale che nasce mercoledì» e al «rapporto di opposizione costruttiva con l'Udc». Rispetto al caso Ruby, Frattini parla di inchiesta «strampalata, mentre - osserva - il Csm archivia quella sollecitata da un magistrato di Milano, sulla stessa vicenda, chiamando in causa Maroni e la Questura. Nessuno dei quali viene toccato mentre si entra selettivamente nella vicenda e a gamba tesa per colpire il premier. Con una spettacolarità che non abbiamo visto nemmeno per l'arresto dei grandi capimafia. Un attacco ad orologeria che è un boomerang agli occhi dell'opinione pubblica»
RUBY: "MAI FATTO SESSO CON BERLUSCONI" «Ma quale prostituzione, Silvio mi ha dato 7mila euro solo perchè gli ho chiesto aiuto per trovare lavoro. Il resto sono balle e non mi ha regalato nè la macchina, nè il centro estetico. Credo di essere stata una delle poche che non è mai stata con il presidente». A parlare è Karima El Maharoug, alias Ruby, in un'intervista a La Repubblica, nella quale difende il premier Berlusconi e afferma che «gli stanno gettando fango addosso, come sempre». La ragazza ripete di essere stata tre volte presente a cena nella residenza di Berlusconi ad Arcore e fa i nomi di altre donne presenti, «di tutti i tipi. Anche famose», come «Aida Yespica, Barbara Guerra, Maristel Polanco, Natalia Bush e la stessa Nicole Minetti. E anche Barbara D'Urso, una volta». Gli uomini presenti, invece, erano Berlusconi, Fede e Lele Mora, «una volta» e aggiunge che «le ragazze erano sempre una trentina».
ORLANDO: "MARONI DEVE SPIEGAZIONI" «Il ministro dell'Interno Maroni chiarisca in Parlamento la sua posizione: è grave e imbarazzante il suo silenzio». È quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando. «Ci sono diversi documenti -aggiunge- dai quali emerge che il rilascio della minorenne marocchina avvenne illegalmente e dopo un indebita pressione sulla questura di Milano. Sono state confermate le parole del pm dei minori, Annamaria Fiorillo. Quanto disse Maroni alla Camera è in netto contrasto con i dati inconfutabili che emergono oggi dall'inchiesta milanese». «Il titolare del Viminale -prosegue- non può mettere la testa sotto la sabbia, si assuma le sue responsabilità e, alla luce di quanto è emerso, venga immediatamente in Parlamento a spiegare cosa realmente accadde quella notte e dica -conclude Orlando- se è in possesso di nuove informazioni utili all'inchiesta dei magistrati di Milano».
IL PREMIER: "PM COMUNISTI INVIDIOSI" Travolto dalla bufera giudiziaria per il caso Ruby, Silvio Berlusconi si difende accusando i pm di volere «sovvertire la democrazia» e definendosi vittima di una «persecuzione politico-giudiziaria». Uno sfogo, quello del Cavaliere, affidato ad un lungo messaggio indirizzato ai Promotori della libertà. Una sorta di 'arringà in un cui il Cavaliere punta il dito contro i giudici ma contemporaneamente ricorda quanto fatto dal governo ribadendo che la maggioranza è «salda» e che si andrà avanti fino alla fine della legislatura. Berlusconi decide di intervenire direttamente sulla vicenda che per tutto il giorno tiene banco sui siti italiani e stranieri, dopo un giro di riunioni che da questa mattina si susseguono a palazzo Grazioli. Una sorta di 'caminetto di guerrà a cui prendono parte i suoi collaboratori, i due legali (che arrivano a palazzo Grazioli di prima mattina per andarsene solo a sera fatta) il Guardasigilli Angelino Alfano ed i capigruppo di Camera e Senato.
La linea decisa è quella di far replicare alle notizie che arrivano dalla procura di Milano solo Ghedini e Longo che per ben tre volte - quasi un record storico - inviano una nota congiunta per controbattere punto per punto le accuse mosse dai Pm milanesi. A sera però è il premier a voler dire la sua: «Si tratta dell'ennesima invenzione» è l'accusa del Cavaliere che poi con una punta di ironia definisce i pm «invidiosi per non essere stati invitati a cena» con le belle ragazze e che per questo «si sono inventati il reato di 'cena a casa del Presidente del consigliò». La voglia di sorridere, però, dura poco. «Non ho nulla da temere - scandisce - perchè si tratta di processi assurdi». Berlusconi elenca quindi tutti i processi a cui è stato sottoposto spiegando che «sono gli stessi numeri a denunciare la persecuzione politico-giudiziaria a cui sono stato e sono sottoposto con l'evidente finalità di farmi fuori, essendo io considerato, da parte della sinistra e dei suoi giudici, un ostacolo insuperabile».
La via giudiziaria su quella politica, insomma. Ma è soprattutto su quel 'nulla da temerè che Berlusconi pigia sull'acceleratore fino a fargli dire, per la prima volta, di non vedere «l'ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde». Un annuncio che però stride con la contestazione della competenza territoriale di Milano sollevato dai suoi legali. Nessun dubbio, però, sull'esito della vicenda Ruby: «Finirà nel nulla perchè sul nulla si basa, ma intanto - lamenta il premier - il presidente del Consiglio e l'Italia saranno stati infangati senza che nessuno poi paghi alcunchè». Non mancano poi le accuse alla tempistica scelta dagli inquirenti milanesi: «Mi aspettavo francamente che dopo la sentenza della Corte, per ricominciare, attendessero almeno una settimana. Invece i Pm di Milano - attacca il capo del governo - non hanno resistito e la sera stessa mi hanno mandato il loro biglietto di auguri per il nuovo anno...».
CAPEZZONE: "JIHAD MEDIATICA" «Anche questa vicenda, come altre agitate in anni passati, si rivelerà una bolla di sapone: nient'altro che gossip e veleni, e gli italiani lo hanno capito benissimo. Ma intanto, ed è questo l'aspetto più pericoloso, è partita la jihad mediatica, la guerra santa del solito network della disinformazione che ha l'obiettivo di colpire l'immagine di Silvio Berlusconi e di chiunque gli sia vicino, anche a costo di ferire l'immagine internazionale dell'Italia». Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce Pdl, che accusa: «tutto questo mentre i garantisti di sinistra (se ancora esistono in natura) tacciono, ammanettati e imbavagliati. E anche le persone più ragionevoli tra i dirigenti della sinistra restano mute: e mostrano di non capire che sono proprio vicende come queste a consolidare nel Paese l'idea che contro Berlusconi sia in atto una caccia selvaggia, che toglie qualunque credibilità alla sinistra come possibile forza di governo».
FRATTINI: "PM SFREGIANO L'ITALIA" «Così un pugno di magistrati irresponsabili sfregia l'immagine dell'Italia». Lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini che, in un'intervista ad 'Avvenirè affronta il caso Ruby, aggiungendo che «si mettono in piazza davanti al mondo accuse fantasiose che la grande stampa internazionale già legge come una condanna». Frattini, che si dice certo che il tutto finirà in un nulla di fatto, accusa: «Nemmeno nella lotta alla mafia ci si muove così: perquisizioni, analisi minuziosa delle celle telefoniche... Ripeto: irresponsabilità e spetacolarizzazione sfregiano l'immagine del nostro Paese». Per il capo della diplomazia italiana «organizzare una cena o una festa e circondarsi di belle ragazze è una scelta personale. Non posso essere io a dare giudizi morali. Non può e non deve farlo nemmeno la politica». Il rischio di elezioni? «Conosco Berlusconi e dico: questo rischio non c'è. Nel momento in cui si tenta di dargli la spallata politica con Fini o giudiziaria con la procura di Milano, Berlusconi moltiplica le sue forze. E allora scommetto sul compimento della legislatura».
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