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DIGITAL FREESAT FORUM / Other Countries & Languages / TAORMINA: "BRUNETTA MI PORTÒ NADIA" Moderat de grass
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robthol
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«Renato Brunetta mi caldeggiò moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perché le era stato tolto il bambino in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno e procedeva il tribunale di Modena»: così l'avvocato Carlo Taormina - intervistato da Teleradiostereodue - ha confermato l'incontro con Nadia Macrì, la donna che ha affermato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con Silvio Berlusconi e Renato Brunetta.

BRUTI LIBERATI: VITA PRIVATA NON CI INTERESSA «E ovvio che noi perseguiamo reati e non ci interessiamo della vita privata delle persone». Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in relazione agli atti trasmessi da Palermo sull'inchiesta su presunti festini a luci rosse a Villa Certosa e anche ad Arcore. Il procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati, sta esaminando gli atti che ha ricevuto ieri in tarda serata da Palermo, riguardo l'inchiesta su presunti festini a luci rosse, nelle ville del premier, e in cui si ipotizza il favoreggiamento della prostituzione, in vista dell'assegnazione del fascicolo a uno dei suoi sostituti.
In particolare Bruti sta vagliando il racconto di Nadia Macrì, la escort amica di Perla Genovesi (arrestata lo scorso luglio a Palermo nell'ambito di una inchiesta sul narcotraffico), che ha raccontato ai magistrati palermitani di avere avuto due incontri sessuali con Silvio Berlusconi e di avere ricevuto ogni volta una busta con 5 mila euro, come compenso. La escort ha inoltre riferito di essere stata presentata al premier in una delle due occasioni dall'agente dei vip Lele Mora e dal direttore del Tg4 Emilio Fede e inoltre ha chiamato in causa anche il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
Il procuratore Bruti ha spiegato che l'inchiesta al momento rimane «separata dal caso Ruby». «Se dovessero emergere connessioni - ha aggiunto il procuratore - non è inverosimile che l'indagine venga affidata a uno dei pm» che si sta occupando della vicenda con al centro la giovane marocchina. Bruti, davanti ai giornalisti, ha ripetuto almeno un paio di volte che «è ovvio che noi perseguiamo reati, commessi a Milano, e della vita delle persone non ci interessiamo».

MACRI': ESCORT SOLO PER SOLDI «Sì, ero una escort fino a poco più di un anno fa. L'ho fatto per diverso tempo perchè avevo bisogno di soldi. Con Berlusconi? Di lui non parlo. L' avvocato mi ha detto di non dire nulla di ciò che ho detto ai magistrati. Se sono tranquilla? Certo, quando uno dice la verità non può che esserlo». Così Nadia Macrì, 28 anni, al Resto del Carlino dopo che il suo nome è filtrato dall' inchiesta sui festini e sugli incontri con silvio Berlusconi. La giovane lavora come ragazza immagine e ballerina al 'Panther', locale di Cittanova di Modena di cui è 'amica' anche su Facebook, e abita a Reggio Emilia con il fidanzato, Davide, con il quale convive da circa un mese («Non parlo di questa storia», taglia corto al telefono lui, titolare di un negozio e una galleria d'arte).
Prima Nadia viveva con la madre e la sorella in una palazzina a Villa Cella, frazione di Reggio, dove da qualche giorno non ci sarebbe più nessuno. La mamma sarebbe tornata nella sua Napoli. La giovane ha detto di avere un figlio di sei anni, «che non posso vedere», ha sottolineato. Un amico definisce la giovane «una ragazza molto bella e misteriosa. A volte spariva per un paio di giorni senza dire dove andava...». Da Facebook, intanto, è 'scomparsa' l'amicizia da social network che fino al pomeriggio Nadia Macrì, sulla sua pagina, risultava avere con un politico reggiano del Pdl.

IDV: CHI SONO I CORRIERI? «Restiamo in attesa di sapere, non certamente da Berlusconi, chi organizzava la fornitura delle droghe per le feste nelle residenze del presidente del Consiglio, e come era possibile che le droghe entrassero e con esse i relativi corrieri». È quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, commentando i verbali di alcuni interrogatori dell'inchiesta dei pm di Palermo. «Secondo diversi organi di stampa, infatti - afferma Orlando - ai suoi party sarebbe stata distribuita marijuana. Altro che dimissioni, se tutto ciò fosse confermato, il presidente del Consiglio si dovrebbe andare a nascondere. Tutti gli italiani si vergognano di lui e con essi anche la comunità internazionale. È vergognoso che i sudditi del premier, attaccati alla poltrona, continuino a difendere l'indifendibile mentre Berlusconi sta trascinando il Paese e la sua immagine all'estero nel fango dell'immoralità».

SINDACO DI PARMA: «DICE IL FALSO» «Con riferimento alle notizie comparse sulla stampa, in ordine alle dichiarazioni rese da certa Nadia Macrì, il Sindaco di Parma, dott.Pietro Vignali, ne ribadisce, mio tramite, l'assoluta infondatezza, riservandosi di adottare, sul piano giudiziario, tutte le iniziative del caso, a tutela della sua immagine, nei confronti di coloro che contribuiranno, ulteriormente, a diffondere notizie false, quanto diffamatorie, sulla sua persona». Lo scrive in una nota diffusa dal Municipio il legale del primo cittadino di Parma, avv.Mario Bonati, replicando a notizie che collegano l'esponente Pdl all'inchiesta sui presunti festini. La nota fa riferimento a Nadia Macrì, la escort 'Nadià amica di Perla Genovesi, che ha raccontato ai magistrati di Palermo di avere avuto due incontri sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in cambio di 10.000 euro. La donna avrebbe indicato il sindaco Vignali come «tramite» per arrivare al secondo incontro con Berlusconi ad Arcore, inframmezzato da uno in Sardegna. La donna ha sostenuto di avere conosciuto casualmente Vignali in un bar di Parma, città che frequenta «quando ho bisogno di soldi». Ha riferito di avere conosciuto casualmente Vignali e il suo segretario, il quale le avrebbe detto di avere fatto colpo. Dopo, ha aggiunto, che insieme sono andati in una villa per consumare un rapporto sessuale con Vignali in cambio di 500 euro. Macrì ha sostenuto anche di aver chiesto al sindaco se poteva rimetterla in contatto con Berlusconi, ricevendo risposta che il premier giorni dopo sarebbe venuto proprio a Parma. Qualche giorno dopo, aveva aggiunto ancora la escort, Berlusconi l'avrebbe chiamata per telefono e avrebbero organizzato il secondo incontro ad Arcore.

LE RIVELAZIONI A PALERMO L'escort Nadia Macrì, interrogata all'inizio di ottobre dalla Procura di Palermo ha raccontato ai magistrati di avere incontrato due volte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e in almeno un'occasione l'incontro sarebbe stato a sfondo sessuale. Il premier avrebbe compensato la ragazza con 5 mila euro ad incontro. Il verbale, che è stato secretato, verrà inviato alla Procura di Milano perchè gli incontri sarebbero avvenuti proprio nel capoluogo lombardo. A tirare in ballo il nome dell'escort emiliana, Nadia Macrì, 27 anni, era stata Perla Genovesi, 32 anni, di Parma, l'ex assistente parlamentare del deputato Pdl Enrico Pianetta, arrestata la scorsa estate per traffico di droga. Era stata proprio la Genovesi a parlare ai magistrati di alcune confidenze ricevute dall'amica escort su incontri con politici ma anche con lo stesso premier. Martedì mattina c'è stato un vertice in Procura, alla presenza del procuratore capo Francesco Messineo e dell'aggiunto Teresa Principato nel corso del quale si è deciso di trasferire gli atti con i verbali a Milano per «competenza territoriale». La Macrì non avrebbe parlato ai magistrati solo di incontri con Berlusconi ma anche con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.

IL CAPITOLO BRUNETTA Nadia Macrì ha chiamato in causa anche il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale in cambio di 300 euro, vestiti e gioielli. La ragazza, in un interrogatorio secretato, racconta ai magistrati di avere conosciuto Brunetta, che all'epoca non era ancora ministro, intorno al 2005, tramite Perla Genovesi, un'amica arrestata a luglio scorso dalla Procura di Palermo, nell'ambito di un'inchiesta sul narcotraffico. La Genovesi, da qualche mese, ha cominciato a collaborare con la giustizia raccontando il suo ruolo nel business della droga e rivelando le confidenze dell'amica su feste col premier. Macrì all'epoca aveva un problema giudiziario relativo all'affidamento del figlio. La Genovesi le avrebbe fatto incontrare Brunetta nel suo studio, per capire se poteva darle una mano. Le parole della escort sono confermate dalla Genovesi. Ma la giovane va oltre e racconta che Brunetta l'avrebbe messa in contatto con l'avvocato Carlo Taormina perchè l'aiutasse nel caso, ma che il legale si sarebbe disinteressato della vicenda e non si sarebbe nemmeno presentato in udienza. Macrì riferisce inoltre di avere rivisto Brunetta, dopo l'incontro allo studio, in un'altra occasione, di avere avuto un rapporto sessuale con lui, di avergli chiesto 300 euro e di avere avuto in cambio il denaro, vestiti ed alcuni gioielli.


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